Tira fuori la lingua. Storie dal Tibet Tira fuori la lingua. Storie dal Tibet

Tira fuori la lingua. Storie dal Tibet

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La presentazione e le recensioni di "Tira fuori la lingua. Storie dal Tibet", racconti di Ma Jian editi da Feltrinelli. Uno scrittore cinese con alle spalle un matrimonio fallito parte per il Tibet. Durante i suoi vagabondaggi assiste alla sepoltura celeste di una ragazza morta di parto, divide la tenda con un nomade diretto a una montagna sacra a chiedere perdono per aver avuto rapporti sessuali con la figlia, incontra un orafo che tiene appeso alla parete di una caverna il corpo della sua amante incartapecorito dal vento, ascolta la storia di una giovane lama morta durante un rito di iniziazione. Nell’aria rarefatta dell’altopiano il confine tra realtà e finzione narrativa si assottiglia fino a immergere il protagonista in un mondo così diverso da tormentarlo anche in sogno. Messo clamorosamente all’indice in Cina nel 1987 e soltanto ora pubblicato in Italia, Tira fuori la lingua ha costretto Ma Jian all’esilio, rendendogli impossibile ancora oggi pubblicare nel suo paese. Scritto poco dopo il viaggio in Tibet, raccontato in maniera vivida nel romanzo Polvere rossa, il libro è una straordinaria raccolta di racconti che parlano di un luogo davvero speciale, un Tibet incantevole e insieme terrificante, violento e bellissimo, perverso e seducente.

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Tira fuori la lingua. Storie dal Tibet 2011-04-21 10:06:28 ludo94
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ludo94 Opinione inserita da ludo94    21 Aprile, 2011
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Un Tibet che non ti aspetti....

Questo libro, scritto da Ma Jian, ripercorre le esperienze raccolte da un giovane scrittore cinese, che, divorziato dalla moglie, decide di intraprendere un viaggio in Tibet alla ricerca di se stesso. Questo viaggio, però, presenterà al protagonista una terra magica e al tempo stesso ostile, ben lontano dall' immagine stereotipata di un paese governato dalla pace dei sensi e dalla meditazione. Ma Jian contrappone una descrizione dettagliata, quasi maniacale dei luoghi in cui si svolge la vicenda, che ci offre il panorama di un paese in bilico tra realtà e fantasia e le storie narrate, piene di perversione e violenza. La crudeltà di queste storie è costata molto all' autore: la vendita di questo libro è stata proibita in Cina e tutte le copie sono andate bruciate.
A mio parere, il libro ha un messaggio ben chiaro, poichè esso vuole farci capire che non bisogna fermarsi al primo sguardo, che non ci si deve far abbindolare dalle leggende e che la vera conoscenza deriva anche dall' esperienza.

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