Una donna spezzata Una donna spezzata

Una donna spezzata

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La presentazione e le recensioni di Una donna spezzata, opera di Simone De Beauvoir edita da Einuadi. Monique ha sempre creduto nel suo matrimonio. Soprattutto, ha sempre creduto nel suo ruolo di moglie: muoversi sicura per casa, gestire la vita familiare, provvedere agli altri con la certezza di essere necessaria. Ma è bastata una frase di Maurice: "C'è una donna". E se Monique è tradita dal marito, la madre di Philippe lo è dal figlio, che al progressismo materno preferisce lo spirito pratico e conservatore della moglie. Murielle, invece, non ha né mariti né figli con cui scontrarsi: due matrimoni finiti male e il suicidio della figlia la condannano a una solitudine che la rende cruda e volgare, astiosa verso il mondo e verso un Dio che forse non c'è. Tre racconti, tre donne, tre crisi.

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Una donna spezzata 2012-01-23 18:33:47 enricocaramuscio
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enricocaramuscio Opinione inserita da enricocaramuscio    23 Gennaio, 2012
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La necessità dell’ indipendenza

Tre episodi, tre storie diverse, tre donne accomunate dal senso di delusione e di sconfitta per aver dedicato un’ intera vita ad amare qualcuno da cui sono poi state tradite, deluse, abbandonate. Nel primo Monique affida le sue confessioni e le sue frustrazioni ad un diario in cui racconta come è venuta a sapere dei tradimenti del marito, come ha cercato di affrontare la situazione e come infine si è dichiarata sconfitta. Nel secondo una madre racconta come suo figlio Philippe, che lei e il marito hanno allevato inculcandogli i loro ideali, dopo aver dimostrato di aderire alle idee dei genitori decide di prendere strade che lo allontanano dalla loro filosofia di vita. Per lei questo voltafaccia sarà un tremendo colpo, un tradimento che non riuscirà a perdonare a quello che prima era il suo cocco. Nell’ ultimo Murielle sfoga in un monologo la rabbia, l’ insoddisfazione, la tristezza per una vita difficile in cui ha visto fallire due matrimoni, ha subito la morte per suicidio della figlia e le relative accuse di colpevolezza e si vede ora costretta a vivere in totale solitudine anche in un giorno che dovrebbe essere di festa. Attraverso queste diverse situazioni l’ autrice traccia un’ immagine ben definita della situazione della donna negli anni ’60 che per certi versi può risultare ancora attuale e lancia un monito che può andar bene per entrambi i sessi: va bene amare, va bene fare affidamento su chi ci sta vicino ma non bisogna mai rendersi troppo dipendenti dagli altri. Lo stile varia a seconda degli episodi ma è sempre la protagonista a raccontare in prima persona, bella e scorrevole la prosa, interessante l’ argomento, da sottolineare la bravura di Simone De Beauvoir nell’ evitare atmosfere da telenovela o da romanzo rosa nonostante i temi trattati.

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