Narrativa straniera Romanzi autobiografici Il giardino di Elizabeth
 

Il giardino di Elizabeth Il giardino di Elizabeth

Il giardino di Elizabeth

Letteratura straniera

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Sposata da cinque anni con il conte von Arnim, ben più anziano di lei e prussiano fino al midollo, Elizabeth abbandona la caotica Berlino per Nassenheide, enorme tenuta in Pomerania. Si innamora della pace, dell'isolamento del luogo: il tetro convento seicentesco viene ripristinato, come pure il vasto e derelitto giardino che lo circonda. Il libro, pubblicato anonimo nel 1898 (e con grande successo, tanto da spingere l'autrice a firmare le successive opere con «Elizabeth»), nasce in questa oasi, ed è profondamente legato alla vicenda biografica della giovane inglese trapiantata in Germania. Ma non si cerchino, in queste pagine, l'idillio o il romanzo pa­storale: Il giardino di Elizabeth non è frutto di torpore e abbandono; nemmeno tradisce debiti verso l'estetismo tardoedoardiano. Nel giardino (lo ammirerà estasiato E.M. Forster, insegnante privato a Nassenheide nel 1904) Elizabeth legge, sogna, prepara la sua carriera di scrittrice. Nella cura delle piante e dei fiori, nella maternità, nel trascorrere delle stagioni, nella fuga dalla distruttività dei rapporti sociali, Elizabeth sente autentica la determinazione a essere qualcosa di più di una buona moglie tedesca. La natura, come l'uomo, dev'essere libera. E, sotto le mentite e raffinate spoglie di un inno alla intensa bellezza della vegetazione, una donna più avanti del suo tempo ci parla di un modo - così moderno - di vivere il conflitto tra libertà e oppressione.

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Il giardino di Elizabeth 2017-08-08 19:15:27 68
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68 Opinione inserita da 68    08 Agosto, 2017
Ultimo aggiornamento: 08 Agosto, 2017
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Il giardino della vita e dei desideri

Un romanzo autobiografico segna l'ingresso nel mondo letterario di Elisabeth Von Arnim ( 1898 ) narrandoci la propria fuga, dopo cinque anni di matrimonio, dalla rumorosa noia cittadina alla perfetta solitudine silenziosa di una tenuta in Pomerania, segnata dalla duplice identità anglo-germanica, madre di tre bambine che chiama con i nomi del mese di concepimento ed un marito spesso assente che definisce " l' uomo della collera ".
Ma soprattutto vi è un giardino, teatro dei desideri e della speranza, che ne cullerà la quotidianità e diverrà il dolce e quieto riparo della propria esistenza. Elisabeth iniziera' un lungo apprendistato nei segreti del giardinaggio e trascorrerà lunghe ore solitarie immersa nella lettura e nella scrittura accarezzando i singoli momenti che si incamminano nelle stagioni cangianti mentre gli elementi a contorno assumeranno molteplici identità, sotto forma di figure vive, amici, gioie, affetti graditi.
In questo angolo di mondo si apre ai suoi sensi un paradiso di felicità, circondata da libri, bimbi, uccelli e fiori, e tutto il tempo necessario per goderseli. E' un luogo che si riempie di vita, un piccolo grande rifugio ed un dolce riparo. Ammiriamo la bellezza delle Esperidi, i rampicanti che si colorano di rosso, le more, e poi tulipani rosa, nasturzi, garofani, anemoni.
E' un giardino popolato di colori, di odori, di amici muti, uno spirito affine, così vivo e poetico, che trattiene il respiro in attesa.
È un luogo dei sogni al riparo da un mondo che sente non appartenerle e lontano da quella vita esterna, spesso estranea, che saltuariamente giunge a ricordarle, ahimè, la triste condizione della donna ai suoi tempi, esclusa dalla vita politica, ignorata, oggetto di violenze morali e fisiche maschili accettate come del tutto " normali ", a cui è vietato viaggiare ai piani superiori dei tram per non parlare della lettura, ritenuta un riprovevole spreco di tempo.
Ma Elisabeth e' una donna eccentrica, superiore alle comuni debolezze, che sa discernere, che osserva e giudica e soprattutto pensa e seleziona costruendosi un mondo operativo e contemplativo.
In quel giardino riversa tutta se stessa dedicandocisi amorevolmente, vivendolo interiormente, cogliendone intensamente ogni pur minimo cambiamento, proprio come il respiro della vita stessa.
Coloro che ama stanno sempre lontano da qualche altra parte, ma ... " se li vedessi non li amerei forse tanto "... Il giardino invece respira, pulsa, e ci sono giorni in cui ..." il vento ulula e tutta la natura è sopraffatta dal dolore "...
Lei sta seduta, aspetta, osserva, assapora, si gode il momento, in una perfetta solitudine colma di grazia, invisa ai più, spesso derisa, ignorata o semplicemente non capita, ma non le importa. La circondano tanti piccoli attimi di semplicità, i giuochi rumorosi e la soave ingenuità dei bambini, la saggezza indulgente del marito, qualche raro spirito affine.
Ci sono persone che vanno e vengono, con il passare delle stagioni, ma che, una volta partite, appartengono al passato, mentre un futuro è già cominciato, lì, in quel momento, nel suo giardino, la sua sola ed autentica dimora.

....." abbiamo preso il tè sul prato al sole, e quando ha incominciato a farsi tardi e le bambine erano a letto, e tutti i piccoli anemoni si erano richiusi per la notte, io passeggiavo ancora sui sentieri verdi, il cuore colmo della più felice gratitudine. Rende molto umili vedersi circondati da una tale profusione di bellezza e perfezione che ci e' elargita anonimamente, e pensare alla infinita piccineria delle nostre carità forzate... io confido che la benedizione che mi attende sempre nel mio giardino possa un po' per volta essere più meritata, e di potere crescere in grazia, e pazienza, e allegria, proprio come i fiori felici che amo tanto".....

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