L'inverno del mondo
Letteratura straniera
Editore
Ken Follett è nato a Cardiff nel 1949 e vive a Londra. Laureatosi in filosofia all'University College di Londra, ha lavorato come giornalista. La sua straordinaria carriera di scrittore inizia nel 1978, con l'exploit di La cruna dell'Ago. Un successo mondiale hanno ottenuto anche i successivi romanzi (tutti editi da Mondadori): Triplo, Il codice Rebecca, L'uomo di Pietroburgo, Sulle ali delle aquile, Un letto di leoni, I pilastri della terra, Notte sull'acqua, Una fortuna pericolosa, Un luogo chiamato libertà, Il terzo gemello, Il martello dell'Eden, Codice a zero, Le gazze ladre, Il volo del calabrone, Nel bianco e Mondo senza fine.
Recensione della Redazione QLibri
Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 2012
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Una serie di strane coincidenze...
... tanto da farmi pensare: ma questa è la versione storica di Tempesta d'amore?!?
No scusate, ma che sensazione questo Follett della Seconda Guerra mondiale! Mi è sembrato di leggere il copione di una ... telenovela!
Ma andiamo con ordine.
Chi conosce già Follett sa com'è: uno scrittore accattivante, ti strizza l'occhio al punto giusto, prende un pendolino e ipnotizza, fa perdere qualche ora di sonno etc etc... 'effetto Follett' in genere comune in tutti i suoi libri. Un intrico di situazioni appassionanti e ben descritte, vivide e che colpiscono.
Anche in questo secondo volume de The century trilogy, L'inverno del mondo, Follett si è messo all'opera mischiando di tutto e di più, azione, strategie belliche, amore, spionaggio, qualche sprizzatina di scienza, sfondo storico verosimile. Il suo mix ad effetto, audace ma che riesce (quasi) sempre.
Ma qui qualcosa cade... come si dice: questo libro è bello ma non balla.
Punto uno, iniziamo dai personaggi: solite descrizioni ampiamente soddisfacenti puntate sul dettaglio, ben caratterizzati, eppure...avete presente i personaggi delle telenovele, veri ma 'finti'? Ebbene, a me questi così son sembrati...certi atteggiamenti e profili messi lì per riempire, che però non servono davvero, con tratti davvero improbabili. E poi... ma è possibile che si trovano tutti al punto giusto nel momento giusto? Come già detto in precedenza da qualcuno prima di me queste coincidenze rendono la narrazione inverosimile.
Senza contare poi la scelta degli stessi protagonisti: potete dire (quasi) addio ai cari vecchi Ethel, Maud, Grigorji, Gus, Fizherbert, Billy etc... finita la prima guerra a quanto pare la loro vita si è ridotta a un mero contorno... che peccato!
Punto due, la narrazione storica. Che delusione. Anni di guerra e Follett non si è sprecato con più di un paio di frasi per dire della deportazione degli ebrei e altre atrocità commesse dai regimi. All'inizio qualcosa c'era, ma poi viene tutto trascurato, abbandonato, a volte concluso in modo spiccio. Ma cos'è? E io che mi aspettavo tanti accenni alle torture, ai campi di concentramento, al trattamento delle persone... ma no, a quanto pare i parties di Daisy erano più importanti e Hitler sembra quasi un fantasma.
Forse sarà una mia impressione, ma quando leggo Follett ho sempre l'impressione che la Storia serva per fare uno sfondo più particolare a vicende individuali.
Caro Follett, mi sembra che tu abbia perso di mira un po' di obiettivi, la voglia di graffiare si è ridotta a ferite superficiali. Spero ti riprenda, perché le potenzialità ci sono tutte! Non è che per caso (ma proprio per caso) c'era fretta di finire...?
Comunque per ci segue l'autore (e non) la lettura resta consigliata: stile scorrevole (anche troppo secondo me... troppe frasi spicce, proprio da film), storia interessante, coinvolgente e ben intrecciata che nonostante la mole si legge che è una meraviglia.
Finito in una decina di giorni!
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Recensione Utenti
Opinioni inserite: 16
Follett mantiene la suspence per quasi mille pagin
CONTIENE SPOILER
L'incipit del romanzo è ambientato a Berlino con una discussione nella famiglia di Walter von Ulrich sull'imminente salita al potere di Hitler. La famiglia perde, ucciso dalla Gestapo, il suo capostipite e conclude il romanzo in modo triste, anche se arricchita nei suoi componenti, nel bene e nel male, grazie alla figlia di Walter, Carla, uno dei personaggi positivi del libro. Gli altri personaggi principali sono i tre figli di Lev Peshkov, il gangster: Daisy, Greg e Volodya, figli avuti da tre donne diverse e i due figli, anche essi avuti da due donne diverse, di Earl Fitzherbert: Boy e Lloyd, rivali nelle idee e in amore. Una parte dell'intreccio del romanzo è basato sulle storie del figlio naturale che incontra e conosce da adulto quello legittimo, mentre la "fabula" principale segue gli avvenimenti storici nella loro cronologia, con una selezione da parte dell'autore che riesce a riempire 950 pagine, pur evitando di approfondire l'Olocausto, il massacro degli Ebrei, accennando solo a Sachsenhausen alla fine del libro e a Oranienburg, la cittadina dove si trovava quel campo di sterminio, all'inizio. Su Wikipedia il lettore curioso può informarsi. La scelta di Follett è forse dovuta all'uso del punto di vista dei personaggi e non di quello dell'autore. I campi di sterminio erano abbastanza ignorati durante la seconda guerra mondiale, mentre il progetto T 4 di eliminare disabili, anziani e malati, era abbastanza noto, grazie anche all'intervento della chiesa. Follett scrive le pagine migliori quando parla di spie e di spionaggio, con il suo linguaggio scarno che predilige la paratassi all'ipotassi e che domina gli avvenimenti senza perdere il filo della narrazione. L'autore fa un frequente uso della prolessi e dell'analessi, prepara gli avvenimenti successivi con un anticipo di molte pagine e si riallaccia a quelli del romanzo precedente per non lasciare un eventuale mancato lettore di "The Fall of Giants" totalmente ignaro. I personaggi femminili sono quelli, a mio modesto parere, meglio delineati, in particolare Carla e Daisy, alle quali si possono aggiungere i rispettivi mariti, LLoyd Williams e Frank Werner e Ethel e Maud, già protagoniste del libro precedente. I personaggi storici sono ben delineati, gli avvenimenti storici principali chiaramente ricordati e, per la gioia del lettore, diversi cattivi fanno una brutta fine.
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L' inverno del mondo
L' inverno del mondo è il secondo libro della trilogia "the century", in questo nuovo romanzo Ken Follett riprende la storia delle famiglie di cui aveva parlato nel volume precedente, " La caduta del giganti".
Ne " L' inverno del mondo" la storia è ambientata dal 1933 al 1949 e ripercorre l' ascesa di Hitler, l' avvento del Nazismo, la seconda guerra mondiale fino a raggiungere Pearl Harbur e Hiroshima.
Grazie al genio narrativo di Ken Follett i personaggi di fantasia si intersecano con le vicende storiche dando vita ad un romanzo che ci trasporta in quel doloroso periodo.
La " leggerezza" di alcune pagine fa da contraltare all' angoscia e al dolore che provocano nel lettore le vicende storiche, rendendo il romanzo fruibile a tutti.
Il risultato è un libro alla ken Follett, avvincente, dallo stile misurato, puntuale nelle descrizioni dei luoghi e dei personaggi.
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l'inverno del mondo
sarò senz'altro una voce contro corrente, ma a me non è piaciuto molto, come del resto il precedente. forse il motivo di questa mia delusione sta nel fatto di essere stato abituato troppo bene da ken (ho ancora nella mente "i pilastri della terra", "mondo senza fine" e tutto "il vecchio" che ha scritto follet). per carità, molto accurato nei momenti storici, nota di una notevole ricerca della documentazione dei fatti . cio nonostante.....
A me manca il follet di una volta, pazienza.
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Tante luci e poche ombre
Un romanzo storico di alta, altissima qualità.
Follett ci ha ormai abituati a puntigliose descrizioni dei personaggi e degli ambienti in cui essi muovono le proprie fila, e nemmeno questa volta ci ha deluso.
Lo stile è contraddistinto dalla classica ipotassi con cui lo conosciamo da sempre, e non stanca mai.
Tutto perfetto, se non fosse che manca il personaggio che fornisce il quadro relativo all'Italia: la Repubblica di Salò, l'ascesa concomitante del Fascismo, lo sbarco degli Alleati, le Brigate Partigiane, e tutto ciò che riguarda la liberazione del nostro Paese.
Avrò letto male io, ma Eisenhower e Hirohito non sono citati nemmeno una volta. Soprattutto per il primo, manca completamente il discorso con cui 'benedice' lo sbarco in Normandia del '44.
E la parte finale relativa all'inizio della 'Guerra fredda' è spiegata in maniera confusionaria e frettolosa. Avrei preferito dover leggere altre 400-500 pagine, pur di non assistere a 'buchi' del genere.
La qualità rimane comunque altissima, però... Si spera che il romanzo finale della trilogia compensi le mancanze del secondo capitolo.
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Mah!
Sono veramente delusa che l'autore di libri così affascinanti (Pilastri della terra, Mondo senza fine, etc.) abbia potuto concepire un libro "corale" in un modo così ingenuo e, oserei aggiungere, rozzo. L'avrà scritto per fare soldi, e ciò, certamente, è legittimo; tuttavia, avrebbe potuto avere un poco di considerazione per il popolo italiano, che nella seconda guerra mondiale ha sofferto e, purtroppo, si è diviso in una faida civile che non ha avuto ancora termine. Inoltre, bisognerebbe che qualcuno lo informasse delle violenze e delle angherie perpetrate nel Sud-Italia dai "liberatori" Americani. Se fosse informato - e avrebbe dovuto, no?-, sarebbe meno sprezzante e non oserebbe dichiarare che solo i Russi "sono così" .
Nel complesso, sono pentita di avere speso i soldi dell'acquisto.
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Ultimo aggiornamento: 02 Dicembre, 2012
Seconda puntata...
Ci siamo: la storia delle cinque famiglie si snoda nel secolo buio della seconda guerra mondiale.
Come al solito, l'evidenza storica è solo uno sfondo sbiadito che porge eventi e sentimenti al lettore, incarnando nei suoi personaggi gli stati d'animo più profondi.
L'amore rubato, la violenza, la paura, la speranza e la determinazione sono i caratteri dominanti della storia.
Perfettamente coerente con il primo capitolo, la vicenda segue il filo logico precedente e conduce per mano il lettore nella scoperta delle appassionanti vicende dell'inverno del mondo.
Ottima opera intermedia, ha il pregio di inserirsi perfettamente nella ratio narrativa del precedente episodio, toccando argomenti scottanti e porgendo al lettore sensazioni forti.
Mirabile la scena della violenza carnale: il sapore amaro persiste nella mente del lettore per giorni.
Ottima, come sempre, l'ambientazione.
Complimenti al team Follett: affiatato, coerente, fecondo, perfetto.
Mai un solo autore, ma un pool di penne competenti e puntuali.
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Ultimo aggiornamento: 15 Novembre, 2012
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Carissimo Ken
Carissimo Ken, sono anni che ti seguo, ho letto e riletto tutti i tuoi libri...lo ammetto : sei il mio autore preferito! Ricordo ancora di aver passato notti insonni leggendo il primo romanzo che mia madre mi regalò, "il terzo gemello", e non molto è cambiato…segno in agenda l'uscita del tuo libro e corro in libreria quando finalmente arriva l'agognato momento, passo serate intere rapita dalle tue storie e quando arrivo all'ultima pagina un brivido mi percorre e sospirando ripongo il tuo lavoro accanto agli altri nella libreria in entrata.
Ho ovviamente divorato anche quest'ultimo, "l'inverno nel mondo", e come sempre non so da dove iniziare la recensione.
Come altre persone hanno notato in questo tomo hai privilegiato le relazioni interpersonali tra i personaggi e le loro avventure amorose hanno predominato in tutti i capitoli. Forse ti è scappata un po la mano, devo ammetterlo anch'io tua umile fan....errare (o esagerare) umanum est.
C'è poi chi non apprezza lo stile "cinematografico"....io adoro i tuoi libri per quello! Mi piace inoltrarmi nelle storie e immaginare di essere al cinema ad assistere alla messa in onda dei tuoi (per me) capolavori.
Consiglio vivamente la lettura di questo romanzo a chiunque. Stile graffiante, coinvolgente, appassionante e chi più ne ha più ne metta. I personaggi sono dipinti in modo impeccabile. A differenza di quasi tutti i libri sulla seconda guerra mondiale, la storia non è vista dagli occhi dei deportati ebrei, ma da una famiglia tedesca, una inglese, una russa ed una americana. Il tutto condito dalla maestria e dallo mano inconfondibile del mio autore preferito.
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Ultimo aggiornamento: 07 Novembre, 2012
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The Century Trilogy vol.2
Rispetto al precedente "La Caduta dei Giganti" devo dire di aver trovato quest'opera assai più "cinematografica" ossia con molti più dialoghi e meno fasi descrittive: il che, a mio parere, ha contribuito a rendere ancor più scorrevole e fluida la lettura privandosi appunto di quegli intermezzi troppo prolissi presenti invece nel "Volume 1".
La cosa potrebbe però far storcere il naso a chi invece considera (ed esige di leggere) un romanzo storico nella sua più essenziale accezione del termine: ne "L'Inverno del Mondo" sono le storie dei personaggi ad essere protagoniste, non la Storia stessa: essa sembra essere solo l'ossatura portante sulla quale si sviluppano le vicende delle famiglie Von Ulrich, Peskov, Dewar, Williams e del conte Fitzherbert.
Come già fatto notare da qualcuno prima di me, la Guerra è stata descritta tralasciando (tranne alcuni brevi passaggi) l'orrore dei campi di sterminio ebrei ed anche il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki è stato snocciolato in poche righe.
Resta comunque il fatto che lo stile di Follett è sublime: la sua maestria nell'intrecciare i percorsi e le vicissitudini dei personaggi che popolano l'opera non ha eguali ed il ritmo e che riesce a creare fa letteralmente divorare il libro pagina dopo pagina.
A volte gli eventi sembrano prendere pieghe un po' troppo forzate e prevedibili, ma quello che ne risulta, tirando le somme, è un romanzo di ottima fattura, godibilissimo, leggibile anche senza obbligatoriamente aver letto il primo capitolo (anche se moltissime sfumature andrebbero perse) e che incorona ancora lo scrittore britannico come uno dei più grandi in circolazione.
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Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre, 2012
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Il soufflè si è sgonfiato...
Follet il grande affabulatore. Questo scrittore potrebbe rendere interessante e avvincente anche il foglietto illustrativo dei farmaci più conosciuti … Ma questo non basta a creare una grande romanzo, e ancor meno basta a rendere grande una trilogia.
Ora entro più’ nel dettaglio di queste mie affermazioni: Ken Follet scrive benissimo, un maestro, ti incolla alle pagine ed è maledettamente ipnotico; però questa volta, a differenza di “la caduta dei giganti” si respira un non so che di commerciale.
Prima nota di demerito va a questa ossessiva mania di Follet nelcreare incontri casuali improbabili, troppo faziosi e costruiti, non che prevedibili. Ad un certo punto, scusami Follet, mi diventi scontato !
In secondo luogo: cinque dinastie, 3 nazioni, un unico ideale ? mi è sembrata un po’ tirata per i capelli.
Inoltre una famiglia di afroamericani avrebbe dato nuovo lustro e interesse alla narrazione!
(Non dimentichiamoci … nonostante la segregazione razziale negli USA, i neri si sono arruolati volontari per combattere in nome della liberta, nella speranza che un giorno sarebbe arrivata anche per loro).
Ad un certo punto sembra tutta un'unica grande famiglia “felice” mettiamoci qualcosa di diverso no ?
Terzo crepa che mina alla solidità imposta dal primo capitolo, e mi ha lasciato un pochino l’amaro in bocca, sono l’eclisse di alcuni dei precedenti protagonisti, sembra quasi che abbia voluto semplificarsi la vita .
Ora passiamo alla piacevolezza.Gradevole, alcuni paragrafi si fanno letteralmente divorare e tu rimani incollato li per decine di pagine; però anche qui ha voluto: semplificare ? alleggerire ? raggiungere un pubblico meno avvezzo alla sottigliezza storica ?Ma cosa mi combini Follet?! nel primo romanzo mi tiri fuori chicche di storia per palati fini, vedi ad esempio la crisi Usa Messico oppure i dettagli tecnici della rivoluzione russa … e qui a malapena hai citato la morte di F. D. Roosvelt . Inoltre non hai nemmeno accennato ai campi di prigionia Usa dove venivano “ ospitati” i giapponesi residenti in America e le loro mogli e figli. Dai ne avevi di argomentazioni hai voluto proprio mungere la vacca senza latte !
.. non voglio andare oltre perché ne avrei molte altre. Quello che voglio dire è che: mi aspettavo una profondità e un coinvolgimento storico al pari del primo, invece mi trovo la storia descritta a livello di testo scolastico di scuole medie inferiori !
Queste sono le principali sbavature di questo romanzo ai miei occhi, ne avrei ancora ma non voglio spoilerare quindi me le tengo per me !
Purtroppo il paragone con il primo capitolo viene spontaneo, nel primo sentivo che i personaggi erano parte delle vicende storiche(parte dei fatti non protagonisti) . In questo capitolo sembrano vecchi film girati in un teatro di prosa. Con la scenografia che sfila sullo sfondo, senza mai diventare protagonista !
Ora direte” ma ti ha fatto schifo !” No ! Mi sono piaciute molte cose, la descrizione della battaglia area per l’isola di Midway, gli intrighi politici e spionistici, e la parte finale in cui descrive la via al’ombra dell’ URSS nella Berlino stuprata dalla guerra; gettando le basi per il prossimo capitolo: la cui trama sarà sicuramente ambientata durante la guerra fredda. Ma tutto questo non è bastato a farmi dire che è un capolavoro. Un buon romanzo, piacevole e scorrevole, ma manca la magia, quella magia che fa si che la storia si fonda con la finzione e ti lascia attonito e incapace di capire dove finisce la realtà e dove comincia la fantasia !
Agiungo una nota postuma alla scrittura della race:
Mi azzarderei a dire che secondo me potrebbe anche essere letto come romanzo autoconclusivo, non è così necessaria la lettura del precedente capitolo , posso aggiungere che si potrebbe adirittura invertire le letture.
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Secondo atto. Seconda Guerra
Dopo il bellissimo "La Caduta dei Giganti", ambientato nella prima metà del 1900, a cavallo della I Guerra Mondiale, Follett e le sue cinque famiglie di riferimento ci portano nella fase centrale del secolo nell'Europa ed America che si stanno preparando al secondo conflitto bellico che cambierà i confini mondiali e introdurrrà i due scheramenti che poi si contenderanno la supremazia mondiale a seguito di esso.
Ritroviamo Ethel Williams, la ragazza madre che è riuscita a fare carriera polita, sposatasi poi con il mite Bernie impegnata con il giovane figlio Lloyd in un viaggio a Berlino presso gli amici Von Ulrich, dove iniziano a conoscere cosa significa la parola nazismo e fascismo in generale, con i loro metodi e crudeltà,tanto da inculcare nel giovane una voglia viscerale di lottare contro di esso.
In casa Von Ulrich gli umori sono contrastanti ed il clima è teso. Da una parte il deputato socialdemocratico Walter e la moglie inglese Moud sono intenzionati a mettere i bastoni fra le ruote delle camice brune hitleriane, spalleggiati dalla figlia Carla che vede la sua intelligenza e la sua voglia di emergere nella medicina messe in secondo piano dalla politica maschilista nazista. Dall'altra il giovane Erik abbraccia la giuventù hitleriana ed i suoi ideali come fanno in molti nella sua scuola.
Pure l'inglese Boy Fitzherbert, figlio del conte Edward sembra simpatizzare per la violenza e l'antisemitismo nazionalsocialista, sperando che la forza di Hitler sbarchi pure in Gran Bretannia.
Woody e Charles Dewar, figli del democratico Gus si ritrovano a vivere ildelicato ruolo americano in merito alla Guerra: partecipare e sconfiggereil nazzismo o rimanere alla finestra per accontentare l'opinione pubbica? Gus è un sostenitore del nuovo organismo denominato Nazioni Unite, secondo lui il vero ago della bilancia per tale scelta.
La famiglia Peskov, già dal primo capitolo è divisa a metà, da una parte la fazione russo-comunista con Grigorij, tra i protagonisti della Rivoluzione d'ottobre con il figlio Vladimir, giovane promettente militare dell'armata Rossa, con l'incarico di mantenere i contatti con le spie europee.
Dall'altra a Boston Lev è diventato un boss malavitoso famoso per i suoi locali e per aver fatto i soldi con l'alcool durante ilproibizionismo. La figlia Disy per riparare l'onore perso è costretta a scappare in Inghilterra, il fratellastro Greg, brillante fisico è coinvolto in un progetto sull'uranio che può esser affascinante quanto pericoloso.
Questi i numeriso personaggi che caratterizzano le oltre 950 pagine di questo bel romanzo.
Molte nozioni storiche, ben dettagliate e ben discusse, come al solito Follett riesce a portarci per mano in mezzo ai sentimenti ed alle vite dei protagonisti, facendoci odiare ed amare le figure descritte con maestria.
A mio modesto parere questo libro, pur molto bello, mi ha un filo deluso rispetto al primo, troppa carne al fuoco, troppi personaggi e troppe coincidenze forzate che fanno sembrale a tratti surreale il romanzo che rimane comunque ben scritto ed emozionante.
Ho trovato anche molto "facile" per lo scrittore la separazione tra bene (socilademocratici) e male (nazisti e comunisti), dove la "redenzione" finale di quest'ultimi fa la differenza nella storia. Sarebbe stato più bello, a mio modesto avviso, ritrovare qualche figura che avesse creduto nelle due filosofie senza redimersi e che fosse analizzato anche il loro punto di vista "estremo". Ma forse era pretendere troppo da un romanzo. Questo però mi permette di dire che non è un testo che andrebbe letto a scuola come testo storico, come suggerisce qualche recensore de llibro, è un romanzo con uno sfondo storico studiato e ben definito, scritto da uno degli autori di romanzi più bravi del mondo (a mio modesto avviso sempre..), ma non lo definirei un testo storico, solo...si fa per dire "solo", un buon romanzo!
Lettura consigliata, non vedo l'ora di viaggiare nella Guerra Fredda con Follett ed i suoi personaggi, alcune basi sono state gettate, sarà una gran conclusione della trilogia? Me lo auguro di cuore, anche perchè spionaggio e lotte politiche sono il pane per chi conosce il genio dell'autore! =)
Buona lettura.
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l'inverno del mondo
bello. a volte un pò troppo didascalico, a volte inserisce per forza un avvenimento storico (a pearl harbour tutta la famiglia in gita per l'appunto il giorno dell'attacco giapponese...), qualche personaggio forzato (l'amante nera e disperata, il fratello gay, l'illegittimo subito deputato, i buoni sempre buoni i cattivi sempre cattivi). Comunque Follett è un drago e i suoi libri ti prendono subito, sin da pagina 2! Ora toccherà aspettare un anno per il terzo! Uffa!
BELLISSIMO E AFFASCINANTE
assolutamente consigliato a chi ha letto 'La caduta dei giganti'. Ovviamente trascinati i collegamenti dei personaggi,incredibilmente onnipresenti nelle fasi più importanti della storia bellica. Consigliato non solo agli appassionati di storia, ma anche a chi semplicemente volesse confrontarsi con il contesto storico di possibili coetanei vissuti infondo solo pochi decenni prima noi. Romanzo che farei leggere ai miei figli, e a numerosi studenti. Sui banchi di scuola i numeri dei morti e le date sono tremendamente distanti...ma così sarebbe un'altra storia! Un capolavoro.
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UN CAPOLAVORO
Non è possibile dire è meglio o peggio del primo. Troppo diversi i periodi storici per poter essere narrati con lo stesso ritmo e approfondimento: infatti il dopoguerra (45-49) è narrato un po'troppo velocemente.Come sempre però scorre che è un piacere, è impressonante la cura e la precisione con cui si fa il giro del mondo, di come quasi tutti i personaggi ti entrino nel "cuore" e ti appassionino. Concordo con Marco70, forse alcuni intrecci sono tirati, ma è davvero un capolavoro...Non vedo l'ora dell'ultimo, e già mi rattristo al pensiero che sarà l'ultimo della trilogia....Da leggere assolutamente!
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BELLISSIMO
Non concordo con chi dice che è meno bello del primo. Lo preferisco di gran lunga. E' un capolavoro (sarà che amo il periodo storico narrato), ma il libro è favoloso. Ci si affeziona ad alcuni personaggi molto facilmente, e si detestano altrettanto facilmente altri. La parte storica è curata nei minimi dettaglia. Assolutamente un capolavoro.
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Ultimo aggiornamento: 28 Settembre, 2012
INTERESSANTE E IMPERFETTO
Concordo con il precedente recensore : è meno bello del primo volume della trilogia. L' Intento ambiziosissimo di tracciare una storia del novecento basata su eventi reali e personaggi inventati non riesce completamente. Alcuni intrecci fra i protagonisti sembrano troppo forzati ( due fratellastri uno russo, l'altro americano lavorano alla bomba atomica su fronti diversi, rivali in amore si incontrano per caso in Francia ecc. ) , alcuni protagonisti non sono descritti con grande perizia psicologica. Rimane il fatto che non si può rimanere insensibili al fascino del romanzo : grandi eventi storici sono descritti con competenza, rigore e a volte ( l'attacco a Pearl Harbour, lo sterminio dei disabili in Germania ) con grande pathos emotivo. Il personaggio di Carla von Hulrich appare il più Toccante del romanzo .
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Viaggio negli estremismi europei
Meno bello del precedente, secondo me, Follett cade nelle difficoltà connesse all'ampiezza della sua opera, troppo da raccontare e quindi inevitabilmente si affrontano con eccessiva velocità e poco approfondimento alcune vicende dei protagonisti che in conseguenza di ciò risultano poco vicini al lettore che non riesce ad affezionarsi alla maggior parte di essi.
Ottimo come al solito il contesto storico, approfondito, veritiero e attendibile in ogni piccolo aspetto tanto da far nascere il desiderio di saperne ancora di più e di documentarsi meglio.
Avvicina il lettore alla Storia, che come sempre è la vera protagonista della trilogia. Un po' forzate e forse anche banali le storie d'amore dei protagonisti.
In definitiva comunque un bel libro, sicuramente da leggere, aspettando la fine della trilogia.









