La vera storia del pirata Long John Silver La vera storia del pirata Long John Silver

La vera storia del pirata Long John Silver

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La trama e le recensioni di La vera storia del pirata Long John Silver, romanzo di Bjorn Larsson edito da Iperborea. Può una storia di pirati tenere con il fiato sospeso anche il pubblico adulto? con la sua opera Larsson vuole proprio dare risposta affermativa a questa domanda. L'autore sceglie la figura controversa del leggendario pirata Long Jhon Silver ( altrimenti noto per la più famosa opera di Stevenson: " L'Isola del Tesoro" ) per delinearne un profilo crudo, realistico, lontano dalle avventure oniriche delle raccolte di fiabe per fanciulli. Questo libro è un "pugno nello stomaco" per quelli che ricercano una storia piratesca edulcorata e adattata ai bisogni dei lettori dal cuore debole; al contrario è una delizia per chi ha voglia finalmente di una bella storia di avventura che sia anche una finestra sulla cruda vita dei pirati tra intemperie oceaniche, impiccagioni, e tanto piombo. Il modo di scrivere di Larsson è coinvolgente e piacevole e terrà i lettori attaccati letteralmente al libro dalla prima all'ultima pagina.Davvero un bel lavoro.

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La vera storia del pirata Long John Silver 2012-03-27 17:25:00 gapi81
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gapi81 Opinione inserita da gapi81    27 Marzo, 2012
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Barbecue

Non è il solito libro sui pirati, Larsson vuole farci vedere un punto di vista nuovo.
Non si parla di arrembaggi fantastici, scontri epici o tempeste sovrannaturali.
No, niente di tutto ciò, Larsson ci fa entrare nei pensieri di un pirata (anche se questo pirata non è mai esistito), così da capire perché un uomo lotta con tutte le proprie forze per la propria libertà.
Perché per alcuni uomini, come il protagonista del romanzo, non c'è niente di più importante della libertà, e per libertà si intende.. Avventura.

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La vera storia del pirata Long John Silver 2012-01-22 08:06:06 pirata miope
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pirata miope Opinione inserita da pirata miope    22 Gennaio, 2012
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BIOGRAFIE IMMAGINARIE

Dal rimescolamento dei generi operato dalla cultura postomoderna nasce la cosiddetta biografia immaginaria di cui l’opera dello scrittore norvegese Larsson è un esemplare perfetto: il protagonista non è mai esistito ma è un personaggio creato dalla fantasia di Stevenson che ne “L’isola del tesoro” ne ha fatto una delle tante suggestive incarnazioni del male che popolano l’immaginario collettivo di tutti i tempi.
Il male nel romanzo di Stevenson è una visione da incubo, apparsa nelle notti di tempesta in sogno al giovanissimo eroe adolescente della storia, destinata a scomparire all’improvviso nel nulla. Un’apparizione al limite dell’onirico alimentata dal mito eterno del pirata, in cui la menomazione fisica denuncia la ferocia: Larsson però gli ha dato un corpo, la complessità e le contraddizione di un carattere, un linguaggio e una dimensione storica lasciandone però intatto l’alone leggendario. Se le favole sono frutto sempre di uno sfondo storico, la biografia di Long John Silver deve necessariamente collimare con il saggio: fedele a tale convinzione lo scrittore ricostruisce con precisione quasi maniacale la società inglese del 700’ con particolare attenzione alle condizioni della marineria, connotata da un brutale e redditizio commercio di schiavi. E’ un universo spietato, di individui “senz’anima”, dove il male e il bene non abitano da nessuna parte: l’abbrutimento ha mille volti e la sola ancora di salvezza è la dignità di una scelta, qualunque essa sia, e di una coscienza. Da qui la rivelazione in Silver della scrittura come strumento di analisi e di verità su se stessi e sulla realtà: i libri si scrivono e hanno senso solo se riescono a farti sentire il fetore degli escrementi nelle stive della navi negriere o l’odore della pece che impregna i moli. Lo scrittore deve fare da filtro all'istinto vitale, alla disperazione e alla paura della morte, ed hanno ovviamente un valore simbolico i colloqui fra Silver narratore e un Daniel Defoe testimone/storico in incognito in una locanda nei pressi del patibolo. Sarebbe riduttivo inserire “La lunga vita del pirata Long John Silver” nel lungo catalogo di romanzi storici che affolla le nostre librerie: è piuttosto la cronaca di un’esperienza tragica dalla quale “il sapere di essere vivi” è l’unica catarsi concessa a tutti, criminali ed onesti, eroi ed antieroi di tutte le epoche.

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Percorsi culturali per cui può essere utilizzato: la figura del criminale nell’immaginario collettivo- il romanzo storico-la pirateria- la coscienza come connotato dell’eroe e dell’antieroe tragico.
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La vera storia del pirata Long John Silver 2010-06-14 13:20:48 alexandros
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alexandros Opinione inserita da alexandros    14 Giugno, 2010
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Un inno alla liberta'

Un romanzo molto coinvolgente, l'autore ci trasporta nella vita dei pirati con la passione di un ragazzino, ma presto scopriamo che questo libro e' un inno maturo alla liberta' , alla gioia e alla ricerca di una vita intensa dove regnano l'anarchia e l'avventura. Larsson e' molto bravo nelle descrizioni delle battaglie , degli ammutinamenti e della vita di mare nel "700" , insomma riesce a dare una nuova visione, molto umana, del mondo violento dei pirati e dei reitti della societa'. Un bellissimo libro con un ritmo incalzante e capace di risvegliare parecchie emozioni e di farci desiderare nuovi affascinanti orizzonti di ribellione e di liberta' al di la' dei troppi conformismi che ci incastrano in una vita spesso troppo piatta e grigia

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Lo consiglio a tutti quelli che sognano un vita fuori dal comune.
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