Memorie di Adriano
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Il senso dell'immaginare
La vita dell'imperatore Adriano,raccontata dal protagonista ormai al tramonto della sua esistenza:la sua grandezza,le sue debolezze,il suo sogno.Un libro profondo che commuove spirito e intelletto.La Yourcenar forse non è per tutti, ma a chi la scopre riserva pagine memorabili. -"Forse l'impossibilità di continuare ad esprimersi e a modificarsi con nuove azioni costituisce la sola differenza tra l'esser morti e l'esser vivi."
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Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio, 2012
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"IL" libro
Stile impeccabile, storicità fedelmente riportata, bello come nessun altro libro.
E' avvincente in ogni sua pagina, in ogni sua riga.
Non lo molleresti un istante.
Un romanzo in cui la società dell'antica Roma non viene narrata solo per riportare sterili date, avvenimenti storici, guerre; la scrittrice utilizza in aggiunta un ingrediente nuovo per quei tempi: la vita personale.
Espressa in una maniera così perfetta, approfondita, ricercata, che fa pensare a una profonda e saggia introspezione del personaggio; ma se un lettore contemporaneo di Adriano avesse letto quest'opera, vi avrebbe anche colto tutti i rumors del tempo.
Non a caso gli avvenimenti storici e personali del protagonista sono fusi alla perfezione: solo una scrittrice donna può essere stata in grado di capire che le gesta dei grandi uomini della storia sono anche il frutto e il risultato della loro vita privata. I tempi moderni lo confermano ogni giorno.
Le vicende personali, le simpatie, i rancori, sono inscindibili dai risultati delle loro azioni.
E in questo libro, questa fusione, è perfetta: non esiste l'imperatore Adriano senza l'uomo che lui è stato.
E non è poco.
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Memorie che lasciano il segno
Ho letto con profonda calma questo libro, me lo sono gustata appieno e non sono rimasta per niente delusa. Tant’è vero che posso affermare con sicurezza che questo è il mio libro preferito. Ciò non vuol dire che “la caccia” al libro perfetto abbia chiuso i battenti, eppure non credo che in circolazione ci sia un libro capace di illuminarmi, coinvolgere e soprattutto commuovere come questo.
Stili, generi, pensieri, lingue diverse si fondono in un unico testo capace di interrogarsi su quesiti comuni al genere umano e di rispondere con quella insicurezza tipica dell’uomo sbalorditiva.
Adriano è rappresentato come un uomo capace di commettere errori, e da quelli riuscire ad “alzarsi” per urlare in faccia a chi gli vuole del male. Un coraggio come il suo è inaudito. (“Le mie virtù, le ho utilizzate come ho potuto. Dei miei vizi, ne ho fatto buon uso”)
Ho amato profondamente molti passi, in alcuni mi ci sono rispecchiata, in altri mi sono distaccata, in altri ancora ho appreso nozioni importanti, in altri sono rimasta piacevolmente inorridita. Mai la cultura romana fu tanto più vicina alla nostra. Il capitolo perfetto è quello in cui Adriano – la cui figura mai in questo libro è quella d’imperatore, ma più difficilmente quella d’uomo – ci commuove dopo la morte di Antinoo, il suo prediletto. La perdita più grande di tutta la sua lunga e sofferta (in alcuni casi) vita è raccontata con profondo rispetto; e sempre con profondo rispetto si riflette in ogni sua meditazione anche molti anni dopo il fatto. Persino quando pensa alla sua di morte, Adriano richiama alla mente l’amico Lucio, Plotina, il medico Gellia, il suo dolce e amato Antinoo e giustamente afferma che “la meditazione della morte non insegna a morire”. Saggio, saggio Adriano. Con i mille temi trattati (quali la passione, lo sport, il cibo, la pace, la guerra, l’amore, la cultura, il sociale, i rapporti con l’estero) hai mostrato al mondo che uomo di valore sei. Sei, non eri. Perché con pensieri e azioni del genere, di certo non sei un uomo da dimenticare. Di certo non sei uno dei tanti solamente di passaggio su questa terra. Tu rimani, perché ne hai conquistato il diritto.
Nel mio cuore resterai un grande esempio da seguire. Grazie per i consigli da papà, amico, consigliere, nemico, passante. Grazie.
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difficile e grandioso
una pietra miliare della letteratura moderna...difficile scrivere a proposito di questo libro qualcosa di originale,è un libro "difficile" non per tutti,rimane una grande ammirazione per come l'autrice sia riuscita a rendere vivo dopo tanti secoli il pensiero di Adriano...un capolavoro.
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Memorie di Adriano
Siamo di fronte ad un romanzo storico sui generis, dove l'approfondimento psicologico del personaggio prevale sugli eventi del passato.
E' questa a mio parere, la caratteristica peculiare dell'opera. L'unica voce narrante è quella di Adriano, il quale, nel vedere l'approssimarsi della morte, vede scorrere davanti a sé tutta la sua vita, fatta di doveri pubblici legati al ruolo ricoperto, ma anche da tutti gli aspetti privati, quelli che lo rendono uguale a tutti gli uomini. Ecco, allora, che l'autrice oltre a passare in rassegna le gesta di un imperatore, come è possibile leggere in qualsiasi romanzo biografico, fa emergere la vera anima di Adriano come uomo: gli amori, la famiglia, la giovinezza e la senilità, le gioie e le sofferenze.
Nel complesso è un testo di grande finezza intellettuale, ricco di spunti filosofici e dominato da un linguaggio erudito.
Ho trovato di grande interesse “i taccuini di appunti” che l'autrice ha posto in appendice al romanzo, grazie ai quali , ripercorrendo la genesi dell'opera, spiega al lettore cosa significhi, secondo i suoi canoni di scrittura “romanzo storico” e come sia riuscita ad entrare nell'animo dell'imperatore.
Sicuramente è un testo impegnativo da affrontare, consigliato maggiormente ai cultori della letteratura romana e greca, che apprezzino un elaborato supporto introspettivo del personaggio al nozionismo storiografico.
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Ultimo aggiornamento: 01 Ottobre, 2010
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capolavoro
Non posso che unirmi a coloro che hanno definito questo libro come uno dei più belli mai scritti.
E' un romanzo, un romanzo storico, ma il legame con la storia reale è strettissimo, quasi impercettibile. Forse e' anche il protagonista che trascina adesso come quando era in vita. Un personaggio complesso, enigmatico, particolare, affascinante e indelebile agli occhi della storia. Ma l'autrice ha avuto il grande merito di porre un libro di storia con l'aspetto di un romanzo, senza però aggiungere fatti o personaggi di fantasia alla trama. Quindi si ha il valore aggiunto di un opera storica e la piacevolezza dialettica di un romanzo. fortemente consigliato.
Coloro che lo leggeranno si indigneranno tantissimo sentendo dare il titolo di imperatore ad un Adriano il quale e' famoso per i suoi meriti, tremendamente effimeri, di calciatore professionista.
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IMPERDIBILE
Che dire....la prima volta che ho letto questo libro, mi sono emozionato.
L'ho riletto diverse volte ed ogni volta è un'emozione nuova.
La scrittrice è riuscita a nel difficile compito di riuscire a far emergere da un personaggio così importante a livello storico il lato più umano e più intimo.
Sulla mia lapide farò scrivere:
animula, vagula, blandula......
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Un capolavoro assoluto...IMMORTALE !
Cosa scrivere di nuovo su uno dei più bei libri che siano stati scritti nel secolo appena trascorso ? Posso dirvi che grazie a questo libro ho iniziato ad appassionarmi ai romanzi storici....ma che non ho piu' trovato un libro di una tale perfezione !!! In questo romanzo e' impressionante la assoluta immedesimazione da parte dell'autrice nella persona dell'Imperatore, un uomo di potere capace di forti passioni e di sofferta umanità. I nostri politici, così scialbi e corrotti, dovrebbero leggere questo splendido romanzo e fare tesoro della massime politiche in esso contenute. La Yourcenar non ha mai scritto nulla di più bello e convoingente, un affresco storico vivo, e al tempo stesso struggente, della romanità al vertice della sua massima potenza, che diventa storia interiore personale di un solo uomo, il primo uomo dell'impero. Un libro da leggere e rileggere...
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Unico
È possibile scrivere un libro immedesimandosi totalmente nel personaggio, al punto tale da operare una specie di transfert arrivando a pensare, a parlare, fors' anche ad effettuare movimenti e provare le stesse sensazioni di colui del quale si sta scrivendo? Leggendo Memorie di ...Adriano della Yourcenar non si può che dire di sì. La sensazione più incredibile, con lo scorrere della pagine, è proprio quella di dimenticare che, chi sta metaforicamente parlando nel libro, è un vero personaggio storico vissuto quasi duemila anni fa, in una alterazione temporale che ci porta a vivere nella sua epoca riuscendo allo stesso tempo spontaneamente ad attualizzare il personaggio. Tutto ciò è dovuto all' immensa abilità dell' autrice che ad una conoscenza oserei dire maniacale del periodo storico in questione unisce una capacità di analisi talmente minuziosa da presentarci quest'uomo nella completezza di tutte le sfaccettature che lo caratterizzano. L' imperatore Adriano scrive una lettere al suo nipote adottitivo e futuro successore Marco Aurelio, un escamotage per rivivere la sua vita da semplice suddito nato nella periferia dell' impero fino alla scalata alla massima onoreficenza. Adriano è un sovrano illuminato, in un' epoca dove violenza e sopraffazione sono la regola (ma quale epoca è immune da ciò ? ), egli ha un solo immenso e difficilissimo obiettivo. assicurare la pace e la prosperità nel suo regno creando le condizioni ideali per dar vita ad una rinascita anche culturale ed artistica. Un compito immane che spesso si scontra con quella che oggi chiameremmo real-politik, ma che l' imperatore riesce comunque a non derogare mai durante il periodo del suo regno. In tutto questo si intrecciano le sue vicende personali, il suo umanissimo bisogno d'amore, i suoi altrettanto terreni dubbi, il suo rapporto via via sempre più stretto col concetto di morte, e questo convivendo con una carica considerata divina che sente tale non in termini di comando, ma soltanto quando intellettivamente riesce a raggiungere la completa armonia del suo pensiero con la bellezza del mondo che lo circonda. Giustamente è stato rilevato che la figura di Adriano si staglia in un periodo di passaggio tra la fine del paganesimo e lo sviluppo del cristianesimo, in un momento senza condizionamenti dove uno spirito libero ed acuto come il suo può liberarsi completamente, e nella lettura si coglie esattamente questo aspetto come se la Yourcenar nel suo trasfert, fosse riuscita anch' essa a liberarsi di tutte quelle sovrapposizioni accumulatesi nei secoli che volenti o nolenti condizionano la nostra esistenza. Un libro non facile, elitario e bellissimo al tempo stesso, un' autrice incredibile che ci fa porre per l' ennesima volta l' ormai stucchevole domanda : Possibile che in questi anni nella lunga teoria dei Nobel non ci fosse posto per lei?
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sublime
" quando gli dei non c'erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marco Aurelio, c'è stato un momento unico in cui è esistito l'uomo,solo". Eccolo qui quest'uomo solo: Adriano l'imperatore. In questo splendido romanzo entrerete nell'antica Roma e la guarderete attraverso gli occhi dell'imperatore stesso. La figura di Adriano si erge su tutti, splendido amante delle arti, uomo d'armi ma votato alla mediazione,amante raffinato e inconsolabile. Ormai vecchio, scrive una lunga lettera a Marco Aurelio, nella quale rivive il suo passato sia pubblico che privato, e riflette sulla condizione umana.
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memorie
non è un libro comune ogni volta che lo rileggo mi affascina,sempre per motivi diversi daleggere e rileggere
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Imperdibile
Attraversare le sensazioni di un grande Imperatore e rilasciarne emozioni; coinvolgere il lettore in quelle che sono le riflessioni psicologiche di un grande personaggio storico.
Punto di Vista assolutamente unico che rende questo libro un classico della letteratura moderna.
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memorie di adriano
cosa si puo dire che non sia gia stato detto. si deve leggerlo e immergersi cosi' in un epoca, in un mondo e in un personaggio che ci piaceranno immensamente.
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Capolavoro
Un libro unico per intensità e qualità. Stile e raffinatezza. La Yourcenar ridona vera vita, attraverso la sua splendida narrazione, ai secoli passati, alla "decadenza" romana (già in atto e contenuta in nuce nel suo splendore). Adriano si erge nella storia, uomo vero tra le ombre. Da leggere assolutamente.
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regale in tutti i sensi
nessun commento! un invito alla lattura perchè ciascuno leggendo questo libro sentirà battere il cuore di un vero imperatore
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un nome, una somma di vita
E' decisamente uno dei capolavori della letteratura europea.
E' romanzo, saggio storico, meditazione filosofica tutto permeato di lirismo che affascina.
"Memorie di Adriano" sono scritte in 1° persona e vengono attribuite allo stesso personaggio.
Ormai prossimo alla morte , l'imperatore Adriano scrive una lunga lettera indirizzata al suo giovane successore Marco Aurelio dove le vicende private dell'uomo Adriano si intreccciono con gli eventi pubblici della Roma del secondo secolo dopo Cristo.
L' amore, la Malattia, la Morte, il Bello, la Verità, la Giustizia, l'Amicizia vengono analizzate con la franchezza propria dell'uomo prossimo a morire.
Un libro che insegna a "morire ad occhi aperti", a vivere da uomini liberi.
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bellissimo libro storico
Bellissimo libro storico, pieno di particolari e curiosità, lo spprezzerà anche chi non ama il genere!
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ke libro!!!
memorie di adriano mi ha stupito...l'ho letto dopo ke me lo ha consigliato la mia prof. e sn rimasta affascinata da questo uomo ke se lo studi dai libri di storia nn sembra darti nulla e invece da qui sembra svelarti un mondo stupendo,ti fa capire cosa c'è dietro le persone ke hanno in mano un compito importante governare, l'impero romano in qst caso...magnifico!
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Memorie di Adriano
Il più bel libro che abbia mai letto in vita mia.
La Yourcenar mette a nudo l'interiorità di un imperatore. Non lo si può commentare, bisogna solo leggerlo e scoprire la sua straordinaria bellezza e forza interiore, che lo rendono un capolavoro della letteratura mondiale.
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Quando si può dire capolavoro
“Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiano insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più… Cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…” Con i versi della poesia che Adriano scrisse lo stesso giorno della morte termina lo stupendo romanzo di Marguerite Yourcenar. Frutto di un lavoro di ricerca durato anni, di un’indagine attenta e laboriosa, rappresenta un ritratto di fulgida bellezza di questo imperatore. Come raccontare la storia di un uomo, del suo modo di vedere, di ascoltare, di sentire, dando un quadro della sua grandezza? Come riconoscergli l’immortalità, una vita oltre la morte? L’autrice parte da dati storici, da tracce, da scritti anche autografi e, anziché narrare la sua vita, fa parlare lo stesso Adriano, che ripercorre le tappe della sua esistenza, in una sorta di monologo interiore, per mezzo di una lunga lettera che scrive a Marco Aurelio. E’ un uomo vecchio, malato, ormai incapace di sopportare i pesi di governo quello che ci viene rappresentato, in una sorte di poema d’amore alla vita. E così Adriano racconta della sua ascesa agli alti gradi militari, le campagne di guerra condotte con capacità nonostante lui ami la pace, il rispetto per l’avversario mai definito nemico, il desiderio di conoscenza che non lo abbandonerà poi, il matrimonio di convenienza che lo lascerà insoddisfatto, le astuzie e gli intrallazzi per arrivare al trono, l’amore per il giovane Antinoo, il dolore disperato per la sua morte, sentimenti, emozioni e passioni di un uomo per il quale tuttavia il senso del dovere e dello stato vengono sopra ogni cosa, in quella responsabilità, che avverte sempre presente, della bellezza del mondo. E lui è uomo in tutto, anche nel vivere la sua morte, nelle profonde riflessioni del suo ultimo scorcio di vita, nell’accettazione rassegnata del destino, consapevole della gravità del suo stato, nei suoi sentimenti di riconoscenza per chi gli è sempre stato vicino e che non l’abbandonerà fino al momento fatale. In questo contesto l’autrice ha il merito di essersi messa al servizio del personaggio, quasi nella veste del messaggero che porterà la lettera; sempre fedele ai fatti, tutto il resto è affidato alla sua grande sensibilità. Ne esce un Adriano di grandissimo spessore, ma uomo come noi, alla continua ricerca di un modo per conciliare dovere e felicità, sentimenti e intelligenza, sogni e realtà. Così, mentre consegna le sue spoglie mortali all’Ade, l’autrice ne immortala il ricordo in un autentico capolavoro della letteratura, un libro da leggere e rileggere, un raro esempio del felice incontro di due grandi: Publio Elio Traiano Adriano e Marguerite Yourcenar. Seguono poi i Taccuini di appunti, con i quali si può verificare l’accurata meticolosità del lavoro intrapreso, nonché l’interessante resoconto della traduttrice Lidia Storoni Mazzolani.
Romanzo di rara bellezza e dai contenuti assai profondi, un'opera che si può tranquillamente inserire fra quelle dei grandi autori classici.









