A sud del confine, a ovest del sole
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Haruki Murakami nasce a Kobe nel 1949 e studia all'università Waseda di Tokyo, laureandosi con una tesi sul viaggio nel cinema americano. Dal 1974 al 1981 gestisce un jazz bar e, in quegli anni, comincia a scrivere. Traduce numerosi autori americani del Novecento, da Fitzgerald a Irving, da Theroux a Carver.
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Hajime,l'inizio
Abbandonate la speranza di ritrovarvi nelle atmosfere oniriche ed inquietanti di 1Q84, non ci sono assassine con rompighiaccio, nè gostwriter venduti alle trame di editor senza scrupoli , non c'è un Kafka in fuga dai suoi timori edipici, in "ASud del confine a Ovest del sole" c'è la descrizione di una storia d'amore , intrigante,originale,affascinante , citando un noto cantautore potrei sintetizzare la storia con il verso : "Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano" .
Così Hajime all'inizio della storia in un'atmosfera adolescenziale che mi ha ricordato l'altro grande successo di Murakami ,Nerwegian woood ,Tokyo blues, s'innamora di una compagna di classe Shimamoto, una ragazzina dolce e piena di curiosità con la quale condivide l'amore per la musica che ascoltano con un vecchio giradischi, prima ad avvicinarli è la musica classica poi si perdono nelle atmosfere magiche del Jazz, "Pretend you are happy when you are blue it isn’t very hard to do" (Fingere di essere felici quando si è tristi non è poi un grande sforzo)
canta Nat King Cole , questa è la domanda che si fanno tutti quelli che nella vita scelgono l'amore sicuro, ovattato? borghese? Invece di quello che ti squassa l'anima, quello che ti chiede d'investire tutto te stesso e rischiare.Che cos'è l'amore? Quando diventa una scelta hai già perso.
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Nè a sud, nè a ovest: cerco il nord!
Due ragazzetti appena adolescenti , fuori dal comune. Un non so che di magico, di irrimediabilmente dolce nelle mani di Hajime che, ad un certo punto, sfiorano e stringono in modo casuale quelle di Shimamoto …
Cavoli !!! Dieci indefinibili secondi in cui un nuovo mondo si affaccia all’improvviso, quasi che quelle mani pallide e quei polpastrelli fossero una finestra spalancata su un destino diverso…
Come la sensazione che ti coglie al primo timido bacio dato a fior di labbra, quando ancora non si sa nulla dell’amore e del dolore con cui si impasta, giorno dopo giorno.
E’ proprio il capriccio del destino che divide le loro strade, quello stesso capriccio che sospinge la vita di Hajime ( e la nostra con la sua) in altre possibile vie ….
E passa la prima vera relazione d’amore, l'università e poi anche una sciatta e per niente piacevole occupazione in una piccola casa editrice. E poi il matrimonio casuale ma fortunoso , passe part tout per una esistenza agiata.
Ma è proprio vero che il primo amore non si scorda mai . Quella sensazione di incompletezza che giace in fondo al cuore, quel desiderio incompiuto, pungente, dente che duole, sospiro mai tirato, voglia mai estinta, torna, torna a ondate, come il bacio del mare alla sua spiaggia: quelle mani sfiorate a dodici anni, quella donna claudicante e misteriosa che attira e polarizza voglie e desideri sembra essere proprio il suo antico amore: Shimamoto.
Hajime con la sua vita costellata di buchi come un gruviera, sempre a coprire emozioni negate e a lasciarsi alle spalle sogni sfiniti di notti senza perché, vuole Shimamoto, da sempre, perché lei E’ l'Amore, a dispetto della sua luccicosa e piena vita di successo.
E l’amore, Giano bifronte , come accade quasi in ogni storia che si rispetti, si affaccia, ti rincoglionisce, ti scopa e poi ti molla. Almeno nei romanzi.
Shimamoto se ne va, ritorna nel nulla, esattamente da dove era arrivata: evapora, svanisce, si perde e si disperde.
Il tradimento non lascia traccia, fuori di noi: ma quella mano … la mano di sua moglie che, infine, si poggia sulla sua spalla, fiduciosa e comprensiva, brucia. Come un tizzone ardente.
Mi domando che cosa avrà provato, cosa avrà sentito nel suo profondo sé, Hajime, sognatore tradito e traditore.
Perché io mi sarei sentita da cani.
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Ultimo aggiornamento: 08 Novembre, 2011
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A sud del confine, a ovest del sole------
"A sud del confine, a ovest del sole" potrebbe presentarsi come un'ideale "continuazione" del romanzo "Norwegian Wood - Tokyo Blue-.
Murakami ci propone questa sorta di "diramazione" con un tocco estremamente delicato, ci svela una dolcezza colma di delicatezza e sconfinante nostalgia, rinchiusa nella solitidune di ogni personaggio inserito nella vicenda, non solo nei due protagonisti, che a mio avviso ne rappresentano l'"emblema principale", ma fortemente viva anche nei personaggi "apparentemente" secondari, che ruotano attorno ad essi.
Quest'opera breve, pur riuscendo a smuovere emozioni e sentimenti di commozione , trasmette una strana sorta di "fragilità", che getta il lettore nel dubbio, portandolo a chiedersi se l'autore si sia per caso imbattuto in un momento particolarmente "timoroso" nell'ambito del suo percorso personale e letterario.
Infatti, pur non non arrivando a considerarlo uno dei suoi lavori più incisivi, ho perpecito la sensazione di trovarmi d'innanzi ad un romanzo fortemente "intimo", trovando in questo il movente di una strana sorta di "palpabile ambiguità", un mistero misto a limpidezza.
Una limpidezza narrativa che evoca lo stile dell'autrice Banana Yoshimoto e un "ombra" esile, sottile che l'autore mantiene dentro di se, gelosamente costudita.
"...Tutti e due avvertivamo la presenza di una nuova realtà che sarebbe presto diventata nostra e che avrebbe colmato quel senso di incompletezza delle nostre esistenze. Una nuova porta stava per aprirsi davanti a noi, soli sotto una vaga e flebile luce, con le mani strettamente allacciate, per dieci, brevi secondi..."
Un altro titolo legato ad una canzone che unisce i due protagonisti primari, Hajime e Shimamoto, un amore nato sotto "una cattiva stella", un racconto che oscilla tra la realtà del vivere quotidiano e un universo immaginario.
L'immaginario e la realtà, il passato e il presente,"il ciò" che è stato e "il ciò" che potrebbe essere stato...









