A volte ritorno
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La trama e le recensioni di A volte ritorno, romanzo di John Niven edito da Einaudi. Dopo una settimana di vacanza che sarebbero cinque secoli di tempo terrestre, Dio torna in ufficio, ancora col cappello di paglia e la camicia a quadri. Era andato in vacanza, a pescare, in pieno Rinascimento, quando i terrestri scoprivano un continente alla settimana, e sembrava andasse tutto a gonfie vele. Al suo ritorno però, il quadro che gli fanno i suoi ha del catastrofico: il pianeta ridotto a un immondezzaio, genocidi come se piovesse, preti che molestano i bambini... Dio non è solo ultradepresso. Anche molto incazzato. L'unica soluzione, pensa, è rispedire sulla Terra quello strafatto di suo figlio. - Sei sicuro sia una buona idea? - gli chiede Gesú. - Non ti ricordi cosa è successo l'altra volta? - Ma Dio è irremovibile. Cosí Gesú Cristo piomba a New York, tra sballoni e drop out di ogni tipo. E cerca, come può, di dare una mano agli sfigati della terra. Il ragazzo non sa fare niente, eccetto suonare la chitarra. E riesce a finire in un programma di talenti alla tv. Un gran bel modo per fare arrivare il suo messaggio a un sacco di gente. Ma, come già in passato, anche oggi chi sta dalla parte dei marginali non è propriamente ben visto dalle autorità. John Niven è nato a Irvine, Ayrshire, Scozia. Scrive per «The Times», «The Independent», «Word» e «FHM». Ha pubblicato il romanzo breve Music from Big Pink e i romanzi Kill Your Friends (per «Word Magazine» probabilmente il miglior romanzo inglese dopo Trainspotting) e The Amateurs.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 8
Un autore completo
Si sa che i britannici hanno un senso dello humor eccezionale quando ci si mettono. E Niven ci si mette: un Dio un po' hippie con un figlio musicista cannaiolo e un po' ubriacone che deve tornare sulla terra nei giorni nostri per salvare nuovamente l'umanità. Ma attenzione: dietro la patina della satira questo libro vi farà provare molte emozioni: ilarità ma anche sdegno, commozione, adrenalina. Non vi annoierete affatto e avrete anche il modo di riflettere su questa nostra società che dimentica troppo spesso i messaggi fondamentali che il Cristianesimo e le altre religioni volevano trasmettere, spesso travisandoli in un cieco odio. Bravo Niven che si conferma un grande. Imperdibile.
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Il Gesù migliore di sempre
Che dire? Straordinario!
Un libro che va assolutamente letto e non superficialmente.
Mi sono innamorata di quel figlio dei fiori di Gesù che strimpella la sua chitarra fumandosi un bel cannone mentre mostra amore e bontà a tutte le persone che incontra durante il suo viaggio su un camioncino hippy accompagnato dai suoi più fedeli amici.
Cazzarola (come direbbe quel mattacchione del figlio di Dio) , non mi sono annoiata nemmeno un secondo , l'ho letto in men che non si dica ma speravo non finisse mai !
Il divertimento e le risate sicuramente non mancano, ma nemmeno le lacrime.
Descrive la società di oggi con un sarcasmo pungente che è irresistibile.
Tra le righe si leggono verità spiacevoli e problemi che al giorno d'oggi sono comuni ma che in realtà non dovrebbero esistere. Il libro esprime ideali d'amore e tolleranza, di ugualianza e fraternità che portano il lettore a riflettere profondamente.
John Niven mi ha positivamente colpita e spero di leggere al più presto altri suoi scritti, speriamo geniali come quest'ultimo!
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Jesus Christ Superstar, letteralmente.
Coinvolgente, esilarante, mozzafiato.
L'ho letto d'un fiato, sbranato!
Ho riso, ho pianto e ho riflettuto.
Un Gesù Cristo particolarmente moderno e fumato che predica pace e amore in stile hippy suonando la sua chitarra e ascoltando musica vera accompagnato dai suoi discepoli più fumati di lui.
Non posso far altro che consigliarlo caldamente, anche al Papa.
Rock&Roll Jesus
L’ho letto per caso, mi ha catturato una pubblicità sul quotidiano con una frase entusiasta di Ammaniti e finalmente sono stato premiato da una scelta impulsiva.
L’ho trovato irriverente, un tantino scurrile, ma soprattutto divertente ed emozionante.
In effetti, la storia è semplice; l’idea di base è spiegata chiaramente nella quarta di copertina: c’è questo Gesù molto hippy che torna sulla Terra per rimediare ai tanti disastri che stiamo combinando e che, fra mille avventure, prova a lasciarci un messaggio di speranza.
Lo sviluppo della storia non è scontato, paradiso e inferno, incontri con gli ultimi, tanta musica, eroi e criminali dei nostri tempi, reality show, preti cattivi, insomma l’immaginazione dell’autore ci fa mancare niente.
Anche a me è piaciuto tanto, molti gli spunti per riflettere in un romanzo complessivamente di evasione; forse non lo consiglierei a cattolici intransigenti perché potrebbe urtarne la sensibilità.
Ciao a tutti, Massimo
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Fate i bravi ....o!
Questo libro potrebbe essere la sceneggiatura di un film, ma non lo faranno mai, rischierebbe l'accusa di blasfemia!
Quello che si dice sul Papa non piacerebbe a troppa gente, la religione è sempre un argomento difficile da gestire, i fondamentalismi sono sempre dietro l'angolo (a volte anche davanti!).
La storia è quella di Gesù Cristo (sì proprio lui!) ai giorni nostri, rimandato sul nostro bel pianeta da un Dio parecchio arrabbiato (non so se posso usare altri termini che rendono meglio l'idea) per quanto sta succedendo da queste parti.
Gesù è bello, biondo, occhi azzurri, buono, carismatico e fricchettone!
I suoi amici sono tutti reietti della società, ex tossica/prostituta con figli, reduce di guerra fuori di testa, alcoolisti, un gay sieropositivo, etc.
Lui sa fare bene solo una cosa, anzi due, cantare e suonare la chitarra.
Viene selezionato per un reality tipo quello che da noi è X-factor (con qualche differenza) e arriva in finale, poi fonda una comune in Texas, dopodichè tutto va a finire male...più o meno!
Il linguaggio usato è molto "da strada", un linguaggio che, tutto sommato, si parla correntemente tra ragazzi, fa un po' specie sentire Dio parlare in quel modo (Lui è il più sboccato di tutti!) .
Io ho trovato il libro molto divertente, fa ridere ma fa anche pensare, c'è la satira sui reality show e i loro protagonisti e, soprattutto, sui "buoni cristiani".
Le citazioni musicali sono parecchie e, a me personalmente, fanno molto piacere.
Il capitolo dove esegue in duetto "Born to run" è un vero "must" per uno Springsteeniano doc come me.
Viene definito da Gesù il "secondo inno americano"!
Bruce viene citato anche con "Johnny 99" quando Gesù viene messo in prigione, il suo ultimo desiderio è suonare la chitarra per l'ultima volta e suona quella canzone (leggetevi il testo).
Spero che facciano un film anche se, come dicevo all'inizio, sarà difficile superare certe "resistenze", soprattutto nell'America puritana.
Concludo con il comandamento dato da Dio a Mosè: FATE I BRAVI.
Purtroppo, dice Dio stesso, quel mentecatto di Mosè ha fatto di testa sua e l'ha cambiato con altri 10 comandamenti assurdi!
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“Fate i bravi” – “A volte la strada più difficile,
Dio, partito durante il Rinascimento, quando tutto sembrava andare a gonfie vele, torna dalla sua vacanza felice e contento, ma ben presto verrà messo al corrente dai suoi collaboratori (il Paradiso ha un suo ufficio, e che ufficio!) che durante la sua assenza le cose non sono filate propriamente lisce. E così Dio, da rilassato e soddisfatto, si trova a leggere sempre più sgomento i dossier sui secoli in cui è stato via, tormentandosi e indignandosi di fronte alle atrocità commesse dal genere umano (schiavismo prima, olocausto, guerra in Bosnia ecc poi). E, a fronte di una discreta incavolatura, via con una riunione speciale, a cui, oltre ai Santi più stretti, partecipa Gesù che, tornato da poco (il tempo scorre più lentamente in Paradiso) dalla Terra, si stava godendo la vita di Lassù, tra una fumatina di erba paradisiaca e qualche strimpellata addirittura con Jimi Hendrix.
Ma la situazione è critica, non si può andare avanti con questi umani che distruggono tutto quello che Lui ha creato in milioni e milioni di anni (se la ricorda Lui la noia di quando c’era solo esseri primordiali), che si ammazzano l’un l’altro con la velocità della luce e che soprattutto ammazzano e insultano e proibiscono in Suo nome.
Così viene deciso che non si può far altro che rispedire Gesù sulla Terra, nonostante qualche sua opposizione, visto che la volta precedente non era stata proprio una passeggiatina.
Ma così è e perciò Gesù Cristo rinasce negli USA (quanti “ferventi” credenti ci sono là!) ed è trentenne ai giorni nostri. E da qui parte la storia vera e propria, che va letta, non può essere raccontata, di Gesù che, appassionato di musica rock, finisce per partecipare ad un talent show, dove cercherà di portare nelle teste e nei cuori degli americani quell’unico comandamento (o raccomandazione) di Suo padre “Fate i bravi”, che a partire da Mosè, che di comandamenti se ne è inventati ben dieci, è stato largamente dimenticato.
E appunto, per quanto mi piaccia raccontare, il resto della storia va letto, perché tra le risate per il linguaggio scurrile di Gesù e lo stesso Dio, tra i personaggi curiosi che lo circondano, c’è un messaggio, “FATE I BRAVI”, che nel mondo di oggi è spesso dato per scontato, o è deriso e fuori moda, male interpretato o dimenticato, in primis da chi si professa “bravo cristiano”.
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ridi. piangi. rifletti.
divorato in un giorno. ho riso, mi sono commosso....e alla fine del libro mi sentivo davvero meglio. forse anche il mio modo di vedere la "divinità" è cambiato. è bello immaginarla così. non dirò nulla della trama, ma ne consiglio vivamente la lettura. quanto a chi non lo apprezzerà x moralismi, bigottismo cattolico ecc..... beh....io sorrido, sapendo che fine farete. :-)
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E Dio diede la seconda chance...
Quattro stelle per l'idea. La quinta non l'ho potuta mettere per via dello stillicidio di parolacce messe in bocca a Dio e C.
Come classificare questo libro?
Dipende.
Dalla chiave di lettura che gli si vuole dare, perchè potrebbe essere interpretato in vari modi....dal più mistico al più disincantato e attuale.
Io l'ho trovato davvero poliedrico e se vogliamo inqiuetantemente attuale!
Dopo averlo finito mi sono resa conto che nella prima parte ho riso di stomaco e nella seconda mi sono commossa di cuore....
All'inizio è piacevolmente esilarante ma via via che la storia si dipana diventi spettatore di uno show surreale degno del copione di un film!
Dio torna da una vacanza (è stato via dal Rinascimento fino al 2011) e trova un discreto caos sulla terra! Dopo aver riunito il consiglio composto da santi, qualche apostolo e lo stesso Gesù, decide di rispedire il caro figliolo sulla Terra (dopo il "flop" di 2000 anni prima) e dare una seconda chance all'umanità. Immaginatevi l'entusiasmo di Gesù all'idea di dover tornare sulla terra in un momento come quello attuale! Non ha idea di cosa potrà fare per lasciare un messaggio forte e chiaro al mondo intero.
Il messaggio del padre per l'umanità è "Fate i bravi" (ecco perché Tata Lucia ha avuto quel gran successo...) che aveva consegnato a Mosé, ma quest'ultimo aveva ritenuto opportuno farla più complicata e scolpire i 10 comandamenti (non apprezzati da Dio stesso).
Gesù "rinasce" sulla terra nel 1979 ma la storia ha inizio nel 2011. Ha 32 anni e vive un pò alla hyppie a New York. Ha un gruppo di amici scalcagnati che lui definisce caravanserraglio e con questi vive di espedienti in quanto non ha un soldo in tasca, possiede però una chitarra e canta con una voce che ti ipnotizza. Gli amici per questo lo convincono a fare i provini per American popstar (il nostro x-factor). Lui partecipa e viene selezionato, ma si deve trasferire per la durata del programma a Los Angeles. Così in un momento di follia decide di portarsi dietro tutti gli amici, insieme comprano uno scalcinato bus e partono alla volta della costa opposta. Durante il viaggio caricheranno altri diseredati e finalmente arriveranno a destinazione in tempo per la prima sereta. Gesù diventa subito una stella, non solo per la sua voce ma soprattutto perchè continua a sostenere candidamente di essere il figlio di Dio, e per questo l'America sta incollata al televisore per cinque settimane. Gesù non vince il reality ma guadagna comunque un bel gruzzolo col quale compra diversi ettari di terra e fonda una comunità aperta a tutti quelli che vogliono cambiare vita. Ma ad un certo punto le cose si complicano per via di fraintendimenti e invidie e la vita di Gesù e compagnia prende una piega tragica, al punto che Gesù finisce in prigione e viene condannato a morte (per la seconda volta)con iniezione letale. Ma in tutto questo avrà ottenuto lo scopo per cui il Padre l'aveva sacrificato per due volte?
A giudicare le entrate in Paradiso dopo il fatto.....Dio sembra essere molto soddisfatto del figlio!
In mezzo a tutta questa assurdità ci sono dei siparietti davvero divertenti, come quando Dio e Gesù vanno a cena all'inferno....
Ma ci sono anche passaggi che fanno riflettere sulla "cecità" nella quale vivono un'intera esistenza certe persone "timorate" di Dio, sulla pochezza nella quale credono i ragazzi di oggi.....
Dio e figlio sono spogliati della loro perfezione, dicono parolacce, fumano spinelli, bevono birra ma non perdono mai di vista il loro obiettivo.....ma si sa ....non c'è peggior sordo di chi NON VUOL sentire!









