Album da disegno
Editore
Adrian Chivu, (Bucarest, 1975), di sé dice: «Non ho studiato lettere, non mi piace viaggiare, non mi piace la montagna e nemmeno il mare, non mi piace mangiare lentamente, non mi piace giocare al computer, non mi piace che l’uomo sia arrivato sulla Luna, non mi piacciono i luoghi in cui non è permesso fumare, non mi piace bere acqua, non mi piace il caffè senza zucchero, non mi piacciono le persone che credono di detenere la verità, non mi piace prendere l’aereo, non mi piacciono le camere d’albergo, non mi piacciono i fiori e nemmeno i bambini, non mi piacciono i barbieri e neppure camminare».
Recensione della Redazione QLibri
La verità è la bugia alla quale decidi di credere
Delicato e inquietante, potrei definirlo così in estrema sintesi questo romanzo del rumeno Adrian Chivu.Proprio come il più famoso "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte" di Mark Haddon, il protagonista e io narrante del romanzo è un ragazzino che soffre di una particolare forma di autismo,mentre il padre e la madre sono alle prese con una dolorosa separazione.In particolare l'amatissima madre è disperata e soprattutto non vuole in alcun modo accettare la perdita del marito che combatte con frustranti e inutili scenate di gelosia.
Il ragazzino rinchiuso nel suo mondo fatto di alberi,uccelli,colori e numeri cerca di interpretare il mondo adulto molto faticosamente soprattutto perchè la nonna materna lo odia di un odio profondo e spietato,la vecchia, gretta e meschina, è convinta che la causa dello sfascio familiare sia proprio quel "ritardato,balordo" del nipote.
Un giorno la vecchia bavosa scompare, la figlia e il genero la cercano invano per settimane, infruttuose si rivelano all'inizio anche le ricerche del commissario di zona, eppure ,c'è un dubbio che scarnifica piano piano la giovane figlia e noi lettori, il bambino ha disegnato la nonna fatta a pezzi e poi gettata nelle condutture delle fogne...è questa l'amara verità?









