Antigua, vita mia Antigua, vita mia

Antigua, vita mia

Letteratura straniera

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La scheda e le recensioni di Antigua vita mia, opera di Marcela Serrano edita da Feltrinelli. La vita di due donne, Josefa e Violeta, amiche fin dall'infanzia si dipana attraverso le righe di un vecchio diario che ci narra di sogni, di grandi passioni e di profonde delusioni, di uomini dall'apparente fascino e dalla natura brutale, di figli, di unioni sbagliate. Sullo sfondo la società cilena e, in ultimo, la città di Antigua, dove le parole conservano ancora la loro verità, dove si è certi di poter conoscere gli altri e la propria anima come per incanto. Qui le due donne ritrovano se stesse, oltre alla loro preziosa amicizia.

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Antigua, vita mia 2012-08-16 17:05:40 petra
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petra Opinione inserita da petra    16 Agosto, 2012
Ultimo aggiornamento: 16 Agosto, 2012
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perdersi per ritrovarsi

Josefa e Violeta si conoscono sin da bambine; la loro è un’amicizia solida, indissolubile, una comunione fra due personalità distanti eppur complementari. Violeta, con il suo idealismo, la sua vulnerabilità, il suo sguardo a tratti ingenuo sul mondo ; Josefa, con il suo pragmatismo, il suo disincanto, la sua razionalità. In apparenza due mondi agli antipodi che, nella realtà, non sono poi così distanti.
“Sì , Violeta cantava alla vita. La cantò fino al punto di maledirla…con l’illusione intatta, che un giorno, il destino degli uomini sarebbe cambiato”
Nell’intreccio delle loro vite si consuma la tragedia, improvvisa e violenta, di Violeta: per un momento sembra la fine di tutto, un punto di non ritorno per la loro amicizia. Sarà invece l’inizio di un nuovo, lungo percorso, che porterà le due donne a rivedere le loro scelte;si fa strada in entrambe il desiderio di una nuova consapevolezza, di una vita più aderente al proprio mondo interiore. Dopo il dramma Josefa sente, improvviso, il bisogno di narrare la loro amicizia. Scavando a fondo nelle radici della storia dell’amica rievoca la sua esistenza e comprende meglio la propria.

“MY LIFE IS A PAGE RIPPED OUT OF A HOLY BOOK
AND PART OF THE FIRST LINE IS MISSING”
“La mia vita è una pagina strappata a un libro sacro / e parte della prima riga è andata perduta”
(Adrienne Rich)

La ricerca di questa prima riga, la ricerca di una risonanza della propria vicenda in quella delle proprie antenate guida Josefa in questo percorso di rinnovata consapevolezza. Poco importa se ognuna delle due protagoniste ha un vissuto profondamente diverso, i propri tempi, la propria personalità: lo sforzo di ricostruire tutto dopo un trauma, dopo che qualcosa si è spezzato in noi o nella nostra esistenza è sempre un percorso lento e doloroso. Non ci sono ricette preconfezionate, non ci sono facili suggerimenti: ognuna trova dentro sé, nella propria storia, la forza per affrontare il dolore, cercare di guarirlo e farne germogliare una nuova coscienza di sé.
Antigua rappresenta il luogo della rinascita: Antigua permetterà loro di ripartire da zero. “Sono arrivata ad Antigua con i pori della pelle sigillati. Solo ad Antigua sono riusciti ad aprirsi. Questa città sì che ha nella pelle la pelle dell’America”.

E’ un libro appassionante e appassionato, molto intimista; la Serrano sa indagare con delicatezza e maestria la complessa psicologia femminile ,soffermandosi sulle debolezze ma anche sulla immensa forza interiore delle donne, forza che, paradossalmente, risiede in buona parte nella loro sensibilità.

“Una donna è la storia delle sue azioni e dei suoi pensieri, di cellule e neuroni, di ferite e di entusiasmi, di amori e disamori. Una donna è inevitabilmente la storia del suo ventre, dei semi che vi si fecondarono , o che non furono fecondati, o che smisero di esserlo, e dal momento , irripetibile, in cui si trasforma in una dea. Una donna è la storia di piccolezze e banalità, incombenze quotidiane, è la somma del non detto. Una donna è sempre la storia di molti uomini. Una donna è la storia del suo Paese, della sua gente”


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Antigua, vita mia 2012-07-27 11:24:16 Ally79
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Ally79 Opinione inserita da Ally79    27 Luglio, 2012
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Donna Marcela

Josefa e Violeta.Amiche dall’infanzia.Unite da travagli,dolori,gelosie.
La vita che scorre intorno.Il bisogno di fermarsi per ricominciare.Ad Antigua….vita mia.

Figlie.
Amiche.
Fidanzate.
Amanti.
Mogli.
Lavoratrici.
La Serrano dipinge noi donne a 360 gradi.
Ma se la Mannoia ci descrive come “dolcemente complicate”la nostra scrittrice cilena ci và giù molto più duro:affondando,scavando,attingendo a mani piene nel nostro animo.
Il ritratto non è dei più lusinghieri:siamo impaurite,spesso stanche,tese,piene di necessità e di desideri che cerchiamo di appagare con ogni mezzo.Spesso sbagliato.
Ma su questo quadro non troppo confortante emerge il nostro grande dono: l’immensa capacità che possediamo di amare.
Di amare sempre,ancora,di nuovo,anche dopo che qualcuno ci ha scaraventate a terra.
Noi ci rialziamo e amiamo.
Perché in fondo l’amore è tutto quello che chiediamo.Sempre è stato e sempre sarà.

Avevo lasciato questo libro a metà un po’di tempo fa.Ma poi ci sono dovuta tornare sopra.
Perché la Serrano a volte ti fa male,ti ricorda chi sei e quanto sei sbagliata.
Ma com’è che si dice?Non si fugge da ciò che si è.
Allora consiglio questo libro o uno dei tanti che ha scritto a voi donne.
Maschietti voi lasciate stare.
Scusateci ma questo nostro mondo non vi appartiene

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