Arancia meccanica
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«Arancia meccanica e la storia di Alex, teppista sempre pronto a usare il coltello, capo di una banda di "duri" con i quali ripete ogni sera, sui marciapiedi dei sobborghi, il gioco della violenza. "Il mio eroe, o antieroe, Alex - ha scritto Anthony Burgess - e veramente malvagio, a un livello forse inconcepibile, ma la sua cattiveria non e il prodotto di un condizionamento teorico o sociale - e una sua impresa personale in cui si e imbarcato in piena lucidita. La mia parabola, e quella di Kubrick, vogliono affermare che e preferibile un mondo di violenza assunta scientemente a un mondo programmato per essere buono od inoffensivo... Arancia meccanica doveva essere una sorta di manifesto sull'importanza di poter scegliere"».
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 6
Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 2011
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Delitto e castigo in salsa cinebrivido
Le avventure del soma Alex, dopo trent'anni che vedo frammenti del film di Kubrick (lo vedrò come si deve appena possibile, sono curiosissimo a questo punto!), mi hanno accalappiato. Un po' di cià col mommo e via, in questa scala mobile verso gli abissi dell'animo umano. Alla fine è un'altra storia sul controllo mentale, come il coevo Va e uccidi (film con Sinatra che fu ritirato quando spararono a Kennedy, pochi mesi dopo), però è una storia che non si stacca facilmente dall'anima. Una storia da paura, come lo slang romanesco tradurrebbe il "cinebrivido" con cui Alex dipinge le cose che lo affascinano... una storia dove alla fine quasi si fa il tifo per questa aberrazione urbana quindicenne...
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difficile.....
questo libro mi ha colpito per il fatto che forse e' l'unico (tra quelli che ho letto) che parla del protagonista facendoci capire i suoi ragionamenti e le sue azioni e ci fa vedere perche' i "cattivi" si comportano in questo modo e cosa li porta a fare cio' che fanno...mi piace il senso che l'autore lascia dietro le righe, che ci lascia riflettere...
questo libro mi sembra che sia stato scritto negli anni '70..ma trovo che rispecchi la sitazione che anche al giorno d'oggi c'e', ovvero il rapporto tra i genitori e i figli...i genitori danno il massimo di se' per far crescere bene i figli e questi scelgono le strade sbagliate... d'altra parte poi c'e' lo stato (o il governo) che cerca sempre nuovi metodi per mettere la testa dei giovani a posto..
questo libro mi e' piaciuto molto ma e' un po' difficile da capire..
il film invece non mi e' piaciuto molto, perche' le scene di violenza sono molto esplicite, invece mentre leggi il libro puoi solo "immaginare" la violenza e questo e' un bene....
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Arancia meccanica
Alex è minorenne, conosciuto dalle forze dell'ordine e già passato per il carcere minorile. E' il capo di una piccola banda di violenti, lui ed i suoi “soma” sono dediti con piacere a pestaggi immotivati, violenze sessuali, risse, rapine. A coronamento della sua carriera arriva anche l'omicidio, e il carcere. Il governo del paese ha il progetto di estirpare la violenza dalla società e Alex viene sottoposto ad un lavaggio del cervello e condizionato al rigetto della sola idea di violenza. Alex non avrà più la possibilità di scegliere, sarà ''buono'' per forza.
Il sentimento che fa scaturire Alex attraverso il suo racconto in prima persona, con il suo slang giovanile, spesso difficile da decifrare, è la pena, una triste pena. Alex non sceglie nella prima parte del romanzo; è violento, sempre e comunque, conosce solo quella lingua, e come tutti i violenti, fa pena, e non sceglie dopo il condizionamento; è per forza buono, non può decidere se fare bene o male, può fare solo bene, un docile automa che fa pena. La stessa musica che lui ''ama'', la classica e Beethoven in particolare, gli stimola violenza e dopo il condizionamento, non riuscirà più ad ascoltarla; privato anche di questo. Anthony Burgess, attraverso il racconto di Alex, ci pone davanti ad una scelta e non la rende facile; o un Alex socialmente pericolosissimo, stupratore ed assassino o un Alex automa, condizionato ad essere sempre inoffensivo. Se dovessi per forza scegliere, forse, per il bene della comunità, sceglierei il secondo, ma un governo, una società che possa, per legge, condizionare le scelte della persona fa orrore. Burgess, con questo romanzo, non esalta la violenza, peraltro scritto 40 anni fa, oggi è surclassato per litri di sangue da qualsiasi romanzo noir, ma pone l'accento su quanto possa essere pericolosa una società che condizioni le scelte degli individui. Accostabile a 1984 di Orwell, e forse a Fahrenheit 451, Arancia meccanica mina la fiducia incondizionata nel governo e nella giustizia. Un romanzo sempre attuale.
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Ultimo aggiornamento: 30 Luglio, 2011
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Violenza gratuita...
La nostra libertà termina dove inizia quella del nostro prossimo.
Questo libro parla di violenza, di una violenza gratuita e priva di ogni ragione.
Le bravate di un giovane e della sua banda prima di essere imprigionato e reso inoffensivo da un condizionamento psicologico.
Prima di inneggiare alla libertà di scelta a cui tende ogni individuo occorre considerare anche il rovescio della medaglia e cioè il dolore e l'annientamento delle vittime su cui è ricaduta questa violenza gratuita, immotivata, asociale...
Se esiste una scelta che l'essere umano può compiere è quella di non nuocere a nessuno: mi viene in mente una variegata quantità di vicende di cronaca, fra cui spicca una in particolare...un gruppo di ragazzi annoiati e nullafacenti si misero, due anni fa sopra un ponte dell'autostrada e gettarono di sotto, dei grossi sassi che finirono sul tetto di un'auto in cui viaggiava un'ignara famglia che tornava dalle vacanze. Una ragazza giovane e il guidatore morirono con il cranio sfondato. l'auto uscì di strada...gli altri rimasero feriti gravemente. Se il messaggio di questo libro è quello di incoraggiare la libertà di scelta a tutti i costi io non la condivido. non esiste la libertà di uccidere e non deve esistere.
Questo libro, comunque per adulti, io lo definirei...spazzatura..e nella spazzatura deve finire...per i ragazzi poi è deleterio...l'esempio che indica non è certo edificante...il male non è mai una strada da seguire o da indicare a qualcuno...
Per queste ragioni, lo sconsiglio, sia agli adulti che ai ragazzi...
Saluti.
Ginseng666
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Scegliere ci rende umani
Questo è un libro che, indiscutibilmente, fa scalpore.
La scrittura è molto innovativa, il lettore si trova scaraventato, sin dalle prime pagine, in un mondo di cui non conosce le parole e non gli viene dato alcun aiuto per riuscire a penetrare il fitto slang utilizzato da Alex e compagni.
Anche il metodo di narrazione è piuttosto ostile al lettore: ci troviamo dentro la testa di Alex, sono i suoi pensieri quelli che leggiamo, e man mano che prosegue la lettura uno strano imbarazzo può impossessarsi di noi nel momento stesso in cui ci rendiamo conto che è Alex l'eroe di questa storia, stiamo proprio tifando per lui in fondo, nonostante la sua ultraviolenza.
E andiamo alla trama: il libro si incentra sulle bravate - chiamiamole così - fatte da Alex e dai suoi compagni, bravate che includono la droga, lo stupro e, come dicevo prima, l'ultraviolenza. Alex, non ha limiti. Almeno finchè non viene incarcerato. In carcere diventa la cavia perfetta per il cosiddetto "metodo Ludovico", un lungo processo presentato come del tutto innovativo che fa in modo che il ragazzo, alla fine, provi disgusto e dolore fisico al solo pensiero della violenza.
Ora, non vi svelerò come finisce il libro perché è piuttosto piacevole lasciarsi sorprendere dalle svolte che prende la storia, l'unica cosa che vorrei aggiungere riguarda il messaggio di questa storia.
Arancia Meccanica non parla di violenza.
Non è un romanzo "a tesi" che vuol solo dimostrarci che brutta fine si fa ad essere così sfrenati. Arancia Meccanica si serve della violenza, è solo un mezzo per giungere al vero messaggio: il valore della scelta.
Dopo esser stato sottoposto al metodo Ludovico Alex non è più in grado di scegliere. La sua non è una scelta libera, Alex non inizia a far il bravo perché ha compreso i suoi errori, ma soltanto perché non ha altra scelta.
Ed è solo alla fine, nell'impossibilità della scelta che Alex, paradossalmente, perde tutta la sua umanità.
A mio avviso l'innovazione di Arancia Meccanica sta proprio in questo: il messaggio prescinde da valutazioni morali ed etiche e punta dritto all'affermazione dell'essere umano. Nel bene o nel male, l'importate è essere sempre capaci di scegliere.
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Ultraviolenza
Romanzo nel complesso leggibile, trama entusiasmante nella prima parte, in cui il protagonista, Alex, con la propria voce racconta gli atti di violenza e le malefatte commesse dalla propria banda, composta da altri 3 giovani.
Parte centrale e finale altrettanto originali ma, dall'inizio della cura "Ludovico", la trama e lo stile diventano più lenti, descrittivi e meno incalzanti e, per il lettore, è più difficoltoso immergersi nella storia.
Nel complesso è comunque un buon romanzo, da leggere, anche se, per la prima volta, a mio parere il film (postumo) lo supera.










Opinione inserita da AmaranthineMess 30 Luglio, 2011