Avventure della ragazza cattiva
Letteratura straniera
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Ultimo aggiornamento: 09 Mag, 2013
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Avventure della ragazza cattiva di Vargas Llosa
Avventure della ragazza cattiva di Mario Vargas Llosa (Nobel 2010)
Il personaggio della niña mala protagonista delle “Avventure della ragazza cattiva” di Mario Vargas Llosa trova alcune celebri antenate nella letteratura inglese e francese.
Le vite avventurose e drammatiche di Moll Flanders (Daniel Defoe) o di Manon Lescaut (Prévost), come quella della vittoriana Becky Sharp (Vanity Fair – Thackeray), non differiscono sostanzialmente dalla vita dell’arrampicatrice sociale descritta da Llosa.
Siamo di fronte a un carattere multiforme, una personalità mai definita, sempre alla ricerca di se stessa e del suo ruolo nella società. La Lucy che incontriamo nelle prime pagine del romanzo, di cui il narratore protagonista appare subito perdutamente innamorato, non è altri che la guerrigliera Arlette, Mme. Robert Arnoux, Mrs. Richardson, Kuriko. Ogni falsa identità rivela un fattore comune: il desiderio, anzi l’esigenza di cercare una posizione economica e sociale sempre più rassicurante, anche a costo di calpestare e ignorare i sentimenti degli altri.
Questa tendenza ad assumere una proteiforme personalità nasce da una vera e propria patologia che induce all’autolesionismo e all’annientamento dell’io.
La niña mala non riesce a superare l’umiliazione e il disagio dell’infanzia dovuti alla sua umile estrazione sociale. Il denaro diviene la sua unica meta, il mezzo che le consenta di raggiungere lo status sociale a cui ella aspira. Pur sentendo periodicamente una profonda carenza affettiva, nell’animo della niña riesce sempre a prevalere il calcolo più cinico. La menzogna, l’inganno, la disonestà non la condurranno tuttavia verso la libertà, ma la renderanno progressivamente più schiava, fino a distruggere, insieme con il suo animo, anche il suo corpo.
Il narratore protagonista, anch’egli schiavo di un amore irrazionale e irragionevole, supera ripetutamente le umiliazioni subite, pur di tenere legato a sé in qualche modo l’oggetto del suo amore e dei suoi desideri. Sempre alla ricerca di attenuanti per la sua donna infedele e degenerata, vede nella sua stessa professione, interprete per l’Unesco, una proiezione delle molteplici identità dell’amante, perché, egli si chiede, chi è un traduttore-interprete se non un individuo che assume personalità diverse a seconda della lingua in cui si esprime?
L’interrogativo di fondo, a questo punto, non si pone solo in termini morali, ma più esistenziali, sulla vera natura dell’io, sulla vera identità di ogni essere umano. Uno, Nessuno, Centomila.
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Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 2013
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Una bella huachaferia (e un grazie al traduttore)
Un bel libro, piacevolmente ingenuo (come contenuto, non come scrittura) e con una incantevole fiducia nell'amore e soprattutto nella vita vissuta per essere e non per avere. Una fiducia inossidabile nonostante qualche esitazione verso la fine. Un gran bel libro, di quelli che ci vogliono ogni tanto per una iniezione di ottimismo. Un antidoto contro il cinismo quotidiano anche se dopo tanti sacrifici il premio è anche in certa misura materiale: non tanto l'amore dell'amata ma un tocco di bacchetta magica e una certa tranquillità economica. (E il tocco di bacchetta mi pare la cosa che per l'autore conta di più, forse anche più dell'amore dell'amata). La conclusione la trovo un tantino più cinica del resto della storia. Ma appena, appena un po'.
Invece leggendo La zia Julia e lo scribacchino (altro traduttore, altro editore) subito dopo Le avventure di una ragazza cattiva mi sono reso conto della bravura del primo traduttore (Glauco Felici) per la scelta delle parole, per il ritmo della frase, per aver reso la brillantezza originale del testo. Certe cose si notano solo se... Proprio perchè ho letto l'altro libro subito dopo ho potuto verificare che la scelta di alcune parole non mi piaceva e che la musicalità era cambiata e anche il ritmo. Ho provato un certo fastidio poi subito scordato dietro alle vicende della nuova storia.
Speriamo che il bravo traduttore guadagni un po' più del protagonista della storia.
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Relazioni pericolose
Amor ch'a nullo amato amar perdona
Là dove l'amore diventa un gioco, là dove l'amore è un perdersi e un ritrovarsi, là è questo romanzo di Vargas Llosa; là è quel sorriso sbarazzino, un pò maligno, della nina mala che si lascia conquistare ma non troppo dal nostro eroe, il nino bueno, un eroe senza spada ma sicuramente anche senza macchia, che attraversa l'arco temporale della sua vita per ricercare l'amore, un amore sfuggevole, ma quanto mai intenso. Le avventure della ragazza cattiva sono in realtà le avventure della vita di tutti giorni, di una vita fin troppo tranquilla e banale del nino bueno che, forse per quella famosa legge dell'attrazione tra gli opposti, s'innamora perdutamente della nina mala. Ed è un amore come un cancro, come lo strascico di un abito da sposa, lungo e a volte costellato di ingombranti verità. Ma in fondo, un amore tenero e romantico come può essere il primo e l'ultimo di un uomo.
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Un libro perfetto
E' un libro meraviglioso dalla prima all'ultima pagina. La scrittura di Vargas Llosa ti prende piano piano, senza fuochi d'artificio... e ti porta a vivere la vita intera/intensa di un uomo e di una donna in tutte le sfacettature dell'esistenza e dell'amore.
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La storia d'amore per eccellenza.
Due sere fa, ho finito di leggere una delle più belle storie d'amore, per me la storia d'amore per eccellenza, raccontata magnificamente da Mario Vargas Llosa.
Niente è dato per scontato, dalla descrizione dei personaggi al finale e per la prima volta mi sono perfino ritrovata a piangere leggendo gli ultimi tre capitoli, perchè il nino bueno e la nina buena mi erano ormai entrati dentro.
Ringrazio la Paltrow per aver dichiarato che è uno dei libri preferiti di Madonna, altrimenti probabilmente non lo avrei mai letto e sarebbe stato un gran peccato, ve lo assicuro.









