Chesil Beach
Letteratura straniera
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Chesil Beach di Ian McEwan
Chesil Beach di Ian McEwan
Una prosa limpida, bellissima. Non sempre leggendo opere di grandi scrittori stranieri consideriamo con il giusto e dovuto rispetto in che misura il traduttore contribuisca al loro successo nel mondo. La traduzione di Chesil Beach di Susanna Basso nell’edizione Einaudi è davvero eccellente. Conoscere a fondo una lingua non vuole sempre dire sapere interpretare e rendere il pensiero d’un autore, i sentimenti dei suoi personaggi. Tradurre è un’arte che non s’impone con prepotenza e arroganza, è un’arte discreta, che tuttavia può essere determinante per l’affermazione e la diffusione di un’opera.
In questo romanzo McEwan affronta un tema che fu importante negli anni sessanta immediatamente precedenti la rivoluzione sessuale. Florence è una ragazza bella e delicata, studia musica e ha un avvenire come concertista, Edward è un ragazzo onesto e studioso, anche lui con tanti sogni da realizzare. Sullo sfondo le loro famiglie, ciascuna con i suoi limiti e i suoi pregi. Tutto appare essere nella normalità più assoluta. Florence e Edward si amano, ma i pregiudizi e le inibizioni che hanno condizionato l’educazione dei giovani di quell’epoca, portano i due al matrimonio senza aver avuto precedenti esperienze. In realtà nessuno dei due conosce a fondo se stesso, non ha mai sperimentato le proprie reazioni di fronte a un rapporto sessuale completo: la loro prima notte di nozze diventa dunque il terreno su cui si realizzerà lo scontro più lacerante.
Come sempre nelle opere di McEwan la lettura viene proposta su due livelli.
A un primo livello, è chiara la critica a quella generazione di educatori che costringevano i figli, più specificamente le figlie, a rispettare il preteso valore della verginità, molto spesso con il fine tanto pratico quanto ipocrita di evitare fastidiose e ingombranti conseguenze. In questi casi ci si poteva trovare di fronte a vere e proprie patologie del tutto sconosciute, tanto difficili da affrontare nel momento in cui la coppia aveva già iniziato una vita insieme. Il sesso è da sempre stato il punto di incontro o di scontro, una carta da giocare nella riconciliazione o nella separazione. Il problema fondamentale si rivela quando l’amore che dovrebbe accompagnare il sesso non è abbastanza forte da superare eventuali ostacoli. Con la rivoluzione sessuale e la conseguente liberalizzazione dei rapporti uomo-donna, si è giunti a una conoscenza più approfondita di se stessi, del proprio corpo, e del corpo dell’altro, delle reazioni che esso manifesta in casi specifici. La conoscenza non è mai un fatto negativo, essa anzi aiuta a crescere: in questa prospettiva l’emancipazione dei costumi, quando non degeneri in inutile eccesso, è sempre auspicabile.
A un secondo, non meno interessante livello, McEwan crea, come già ho notato in modo particolare in “Espiazione”, un personaggio che si proponga come metafora dell’arte: la purezza di Florence è la purezza dell’arte che non ammette contaminazioni. L’arte in tutte le sue forme, che sia musica, letteratura o arte figurativa deve mantenere la sua integrità, non può accettare di diventare funzionale a un fine che non sia se stessa. Ma è qui il vero quesito che, io credo, McEwan pone ancora una volta: è davvero giusto perseguire questo concetto decadente di un’arte fine a se stessa, o non è più giusto e attinente ai tempi moderni adeguare anche il concetto dell’arte alle esigenze del mondo moderno? Perché per esempio non un’arte con un fine sociale? Chi è più funzionale oggi, un Wilde con la sua indiscutibile magia descrittiva o un Guttuso con la capacità di esprimere il dramma della società moderna? In realtà credo non sia neanche giusto dare una risposta, anche se personalmente tendo più verso Guttuso che verso Wilde. Non è giusto, perché l’arte è sempre arte, come la vuole l’artista, e se è in grado di esprimere concetti universali, il suo valore è sempre indiscutibile.
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Una parabola sull'amore
Ancora mancava tra le mie conoscenze letterarie questo autore così conosciuto, amato e idolatrato. Per fare la conoscenza del Signor McEwan e del suo mondo mi è stato consigliato vivamente qualcosa di leggero e fulmineo, e e la scelta per questo ruolo è ricaduta su “Chesil Beach”, che, proprio nel medesimo tempo che sarebbe trascorso in chiacchiere con un amico si è fatto leggere meravigliosamente, senza intoppi e con grande leggerezza. Mi rendo conto dell’apparente impossibilità di poter dare un parere approfondito su un autore dopo un primo solitario approccio così quantitativamente scarno. Non sono infatti sicuro di essermi fatto un’idea esatta ne dei punti forti, ne di quelli deboli, ne delle particolarità delle scelte stilistico-narrative proposte da McEwan. La mia opinione in merito deve essere quindi presa con beneficio di inventario e spero di potermene formare una più solida procedendo con altri romanzi.
Oggettivamente parlando ho trovato una scrittura scorrevole, piacevolmente forbita ed equilibrata. Tramite essa si profilano due fili narrativi paralleli, uno che descrive avvenimenti in accadimento, uno formato da una serie di flashback esplicativi che ci parlano degli avvenimenti pregressi. Tutto ben narrato e tutto incentrato quasi esclusivamente su due personaggi, Edward e Florence, novelli sposi freschissimi di nozze, alle prese con quella che si prospetta essere la prima notte insieme come moglie e marito. Al centro di questo breve romanzo, o racconto lungo, che dir si voglia, sta una trama all’apparenza scontata, un immenso cliché che però viene temperato con un elemento assolutamente originale e bizzaro. L’escamotage consiste infatti nel presentare una delle metà appena congiunte nel sacro vincolo del matrimonio, Florence, come una persona dagli intricati dissidi emotivi e sessuali. Una donna assolutamente incapace di darsi, nel senso più stretto della parola. Una donna capace di amare profondamente ma assolutamente restìa, per disgusto fisico, a donare il proprio corpo. Il problema, già di per sé piuttosto consistente, sorge a causa del fatto che lo sposo, Edwad, sia di avviso assolutamente contrario, il che risulta quasi un eufemismo. Edward, comunque rispettoso è pur sempre un uomo che si aspetta qualcosa dalla prima notte di nozze, qualcosa che per il partner risulta essere uno scoglio assolutamente insormontabile.
I numerosi flashback che approfondiscono le vite e il successivo incontro dei due personaggi non chiariscono fino in fondo cosa porti alla formazione di un tale disgusto per Florence nei confronti del contatto fisico. Ma poco importa ai fini della morale di questa storia. È necessario e sufficiente accontentarsi di sapere che Florence è fatta così, che ha un carattere fatto così e che certamente qualcuno, nel mondo reale, rispecchia fedelmente i suoi connotati psicologici. McEwan ci fa entrare quindi in una condizione di malessere molto poco indagata, dal mio punto di vista, dalla letteratura sia classica, sia moderna, sia contemporanea. Ci mostra soprattutto come uno scrittore, vero e affermato, uno scrittore che sa far bene il proprio mestiere, riesca sempre a trovare il modo di dare un immancabile tocco di originalità ad una struttura narrativa estremamente stereotipata, sconvolgendone le sorti e i significati più profondi. E ci fa capire, infine, in questo “Chesil Beach”, la differenza che intercorre tra amore e contatto sessuale. La differenza che c’è tra un sentimento puro, sincero, capace di essere inossidabile e duraturo e una gestualità di coppia che, rimanendo comunque un bisogno istintivo e indiscusso, si rivela in questo caso un ostacolo che mette a repentaglio l’armonia di giovani sposi innamorati come Edward e Florence. Interpreto quindi questo romanzo come una sorta di parabola alquanto esplicativa sull’amore senza sesso, non casto per ragioni di perbenismo cattolico ma solo per la mancanza di desiderio, quella che porterà Florence a proporre quella che Edward considererà come una sorta di indecenza e di umiliazione personale.
In definitiva, un bellissimo piccolo romanzo dai contenuti intensi. Lascia un sapore inevitabilmente molto amaro in bocca, ma il miele con cui addolcirla è abbondante e di facile reperibilità se lo si cerca fra le righe ottimamente scritte dal Signor McEwan.
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Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 2013
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QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO
In un'Inghilterra anni ’60 il clima , ancora bigotto prima dell’avvento della liberalizzazione sessuale, impone un certo rigore nei modi di una giovane coppia se non legata dal sacro vincolo del matrimonio.
Ci troviamo a Chesil Beach, in un’ariosa suite sul mare, nido d’amore della prima notte di nozze di due giovani sposi.
Florence ed Edward : una giovane donna primo violino, un giovane uomo studioso di storia.
Sono innamorati, sono complici, non hanno mai fatto l’amore, e’ il giorno delle loro nozze.
McEwan, con la sua bella scrittura senza scossoni ma gentile e accogliente, ci conduce in questa camera, ci permette di spiare nei pensieri dei due sposi, nelle loro paure, nelle loro voglie, nei loro istinti.
Salta nel passato, si delinea l’ambiente, ci racconta come nacque l’amore.
Ci riporta in camera e noi, lettori ormai abituati ai modi puritani in cui l’autore ci ha calato, ci troviamo un po’ imbarazzati a spiare dal buco della serratura.
Spiare i loro corpi. Spiare il loro primo amplesso. Nelle loro menti sappiamo gia’ cosa vibra.
Anche senza guardare.
Una storia d’amore che lascia basiti e malinconici, l’eterno dilemma dell’amore senza sesso e del sesso senza amore,portato all’estremo, fino alla riflessione di quanto un attimo, una decisione non presa , un grido di aiuto non sentito possa portare ad un punto di non ritorno.
Ma non dico di piu’, succede tutto a Chesil Beach, una passeggiata in questo libro si fa volentieri.
Buona lettura.
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Un albergo, una spiaggia
"Chesil Beach" è un breve racconto che narra la vicenda amorosa di una giovane coppia inglese (Florence e Edward) e delle problematiche che vigevano nei primi anni sessanta. Tema principale ovviamente il sesso, vero e proprio tabù ai tempi, qui sviscerato in maniera chirurgica e "lenta" da un McEwan preciso e perfetto come sempre. Leggere McEwan da non forse un intensità esagerata ma quando arrivi alla fine del racconto qualcosa dentro ti rimane. In questo caso ci troviamo di fronte ad un finale malinconico (in fondo tutte le vite viste alla fine procurano questa sensazione), un breve riassunto, un rimpianto per un qualcosa che poteva essere cambiato con poco.
Bella la scelta di inframmezzare la storia del presente con interessanti passaggi nel breve passato, il libro si legge facilmente e la sua brevità rappresenta sicuramente un ulteriore incentivo alla lettura.
E ora....sposatevi!
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La vita
"Ecco come tutta una vita può dipendere.. dal non fare qualcosa.."
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Chesil beach di Ian McEwan
CHESIL BEACH Ian McEwan
Studio analitico e anatomico di una storia d’amore
Siamo in Inghilterra, nel luglio del 1962, sulla costa del Dorset davanti alla sconfinata distesa di ciottoli di Chesil beach si frantuma, come macerie, la luna di miele dei due giovani Florence ed Edward. Mc Ewan descrive con inusitata meticolosità, pari ad un entomologo che studia la vita degli insetti, il microcosmo cellulare e sensoriale, l’iniziazione sessuale dei due protagonisti ingenui e fin troppo inesperti in un’epoca in cui si avvertono già i prodromi che avrebbero prodotto la libertà sessuale. In Florence e in misura minore in Edward convivono i pudori vittoriani, il perbenismo borghese e la mentalità miope e ristretta dei benpensanti che si traduce in una forte dicotomia tra l’amore puro e l’amore sensuale. La storia d’amore di Florence ed Edward è vissuta avulsa dal contesto storico- culturale in cui agiscono; gli sguardi che si perdono l’uno nell’altro, eppure pieni di promesse ardite, gli sfioramenti epidermici, presaghi di voluttà future e sempre procrastinate si scontrano con il momento culminante della consumazione effettuale hic et nunc. In definitiva, un amore in nuce, ancora all’alba delle esperienze di vita, le etichette sociali, come marchi indelebili impressi, lo troncano e lo falcidiano nella sua spontanea autenticità. Lo scrittore con incredibile maestria, orchestra i moti dell’animo dei due giovani come suoni ora dolci, soavi e suadenti, ora aspri e forti, quasi stridenti. Egli con precisione scientifica dettaglia ogni minimo particolare anatomico, ogni pulsione intima dei due inglesi, ogni minimo pensiero passa allo scandaglio della sua lente narrativa d’ingrandimento. La ricerca meticolosa e ossessiva dell’infinitivamente piccolo dettaglio fisico le descrizioni naturalistiche, lo scavo psicologico dei caratteri, la cura estetica della forma potrebbero apparire pretestuosi, ma la profondità di queste soluzioni narrative sono aderenti alla storia. I continui rimandi temporali al passato mentre il presente incalza creano una sorta di sospensione e di curiose cesure al ritmo narrativo. Alla fine, però, c’è da chiedersi… perchè una storia d’amore ed inibizioni? Forse, questo non c’è dato saperlo!
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Chesil Beach
malinconico, va a fondo ai sentimenti dei personaggi. la tristezza di alcuni passi è contrapposta e resa più evidente dal ricordo di momenti più felici. da leggere
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un nuovo memorabile romanzo di Ian McEwan
Ian McEwan è senza dubbio uno dei maggiori scrittori viventi. L’uscita di ogni sua opera rappresenta sempre una festa per il lettore. Ne è una prova Chesil beach, romanzo breve e bellissimo (ottimamente tradotto da Susanna Basso), incentrato (come è ormai noto a tutti visto che di questo libro si sono occupate non solo le cronache culturali dei giornali ma anche quelle di costume) sulla prima notte di nozze, in un albergo lussuoso nell’amena località di Chesil beach, di due ventiduenni inglesi, Florence ed Edward, che, come capitava spesso in quegli anni, siamo nel 1962, arrivano vergini al matrimonio.
«Erano giovani, freschi di studi – recita l’incipit – e tutti e due ancora vergini in quella loro prima notte di nozze, nonché figli di un tempo in cui affrontare a voce problemi sessuali risultava semplicemente impossibile». Lei è una giovane violinista molto promettente, di buona famiglia, cresciuta in una grande casa elegante e per così dire, decadente. Lui è uno storico, che proviene invece da una famiglia piuttosto modesta e disastrata, dalla casa disordinata e sciatta. Lei si scopre sostanzialmente frigida. Lui è tanto impaziente di dare prova della sua virilità quanto imbranato nel rapporto.
Con precisione implacabile, intrecciando con abilità i punti di vista di lui e di lei, McEwan descrive i fatti di quella notte fatidica, abbandonandosi a qualche flashback necessario per descrivere il background familiare dei due protagonisti. E offre l’ennesimo saggio della sua straordinaria capacità di calarsi nella psicologica dei personaggi, in una sorta di metempsicosi, ricostruendone in maniera quanto mai minuziosa l’intima esperienza di una cultura sentimentale e sessuale, che egli – nato nel ’48 e che quindi ha avuto venti anni in quel ’68 che molte cose ha cambiato – non ha avuto la sfortuna di conoscere e vivere.
Ma Chesil beach non è un romanzo ‘storico’: non mira a offrire semplicemente uno spaccato della vita sessuale prima della rivoluzione sessantottina. E nemmeno un romanzo sul problema delle dinamiche di potere che spesso si sviluppano in un rapporto di coppia. Piuttosto è un romanzo sul presente, che mira a porre in relazione – e questo avviene nel quinto e conclusivo capitolo – i tabù di ieri con la finta-libertà di oggi. Se i due giovani sposini – sembra dirci McEwan – saranno destinati a vivere trascinando con sé il pesantissimo fardello del fallimento iniziale, non meno diverso è il destino delle generazioni del presente, impastoiate come sono nel moralismo e nel perbenismo catto-protestante teo-con che innerva e pervade la società.
Un destino di insoddisfazione e di frigidità.
vito santoro (http://vitosantoro.blogspot.com)
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Chesil Beach
Letto tutto d'un fiato. Splendida scrittura, ottimo stile, piacevole, brillante, triste, preciso, incredibilmente intenso. Mi è piaciuto tutto. Le descrizioni sono quasi maniacali, gli stati d'animo attraverso cui passano i due protagonisti sono pieni di tutte le sfumature che proviamo noi tutti i giorni. Realistico fino all'inverosimile ma nello stesso tempo estremamente fantasioso.
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Pensiero su Chesil Beach
Mi dispiace, ma devo dire che questo libro è stata una grande delusione. Forse è vero che dopo un capolavoro come Espiazione, era difficile pretendere un altro tesoro..però , per quanto penso sia comuqnue un grandissimo scrittore, ho trovato questo libro inconcludente e sbrigativo. La storia è bella,c'è tutto, amore e malinconia, ma non vien sviluppata, i tempi narrativi passano dal ritmo lento a veloce con uno stacco troppo evidente. Dopo aver indugiato a lungo sui "preliminari" tutta la seconda parte è lasciata a se stessa e condivido l'opinione della ragazza che dice che la dichiarazione di Florence alla fine del libro è assurda, e stona moltissimo con il personaggio, che è dolce, tenero ma, secondo me, non sufficientemente sviluppato (specie se si considera cosa succede alla fine). Poteva essere un libro meraviglioso, e invece si legge in due ore e alla fine ti lascia con una amaro in bocca incredibile: uno per la conclusione (che, comuqnue trovo giusta) 2 perchè non ti aspetti un racconto così da uno scrittore così. E comunque lo consiglio, per i dialoghi (interessanti) il realismo, la forza e la vividezza delle immagini.
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Chesil Beach
Condivido le due belle recensioni di Paolo e Dalila. Si tratta di un romanzo molto bello, molto profondo seppure l'episodio narrato (la prima notte di nozze di una coppia alle prese con la prima esperienza sessuale per entrambi) possa far pensare al contrario. In realtà è un romanzo che veramente scava a fondo nei sentimenti delle persone, nell'incomunicabilità, nella difficoltà di svelare i propri segreri. Un inno all'amore e al dolore che provoca la sua perdita.
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LIBRO SENSAZIONALE, ECCETTO QUALCOSA
Un libro brutalmente reale. Una realtà ormai superata ma che ha influenzato la vita di milioni di coppie: la paura di non saper interpretare i segnali di un corpo sconosciuto. La paura di cedersi completamente all'altro. Il due protagonisti sono descritti da McEwan come due ragazzi intelligenti, sensibili che coronano il loro amore attraverso il matrimonio, fermandosi lì.. ma come si può evitare una critica.. come posso fare finta di aver letto con lo stesso entusiasmo il libro dopo una parte che mi ha assolutamente colpita. Come può una ragazza così intelligente come Florence uscirsene con un discorso come quella di pag. 127-128 (chi ha letto il libro mi capisce)??!! Io sono del tutto delusa dalla svolta di questo personaggio! Pur riconoscendo l'abilità dell'autore nel farmi vivere questo sentimento contrariato come se stessi assistendo ad una scena che si materializza davanti a me. Fuori luogo e davvero "scaduta" questa Florence.
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Chesil Beach
Un romanzo di grande livello, ma anche un libro molto triste e malinconico. Ian McEwan è un maestro nella analisi delle emozioni. Ogni pagina di questa stupenda opera mi ha dato la potente sensazione di vivere nella pelle dei tue principali protagonisti del romanzo, Edward e Florence, appena sposati quando la storia inizia. Quando si innamorano, nutrono le proprie ambizioni, si sentono felici, mi hanno trasmesso le loro sensazioni. Ma quando la felicità se ne va, la sofferenza è intollerabile, anche perchè l'autore non ci lascia mai dimenticare i bei momenti andati persi.









