Chesil Beach Chesil Beach

Chesil Beach

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La trama e le recensioni di Chesil Beach, romanzo di Ian McEwan edito da Einaudi. In Inghilterra, secondo Philip Larkin, "i rapporti sessuali incominciarono nel millenovecentosessantatre", "tra la fine del bando a 'Lady Chatterley' e il primo ellepí dei Beatles". La giovane coppia protagonista del nuovo romanzo di Ian McEwan patisce invece gli ultimi fuochi di un clima diffuso di repressione sessuale. La prima notte di nozze, e prima esperienza sessuale per entrambi, scocca infatti alla vigilia di quell''annus mirabilis'. Tutto avviene in appena due ore, in un antiquato hotel vicino alla celebre spiaggia di ciottoli di Chesil Beach. I due sposi stanno cenando in camera, ma già pensano a quello che accadrà piú tardi. Edward è un ragazzo di provincia laureato in storia, indeciso se continuare la carriera accademica o lavorare nell'azienda del padre della sposa. Finalmente farà l'amore con Florence: è piuttosto nervoso e sa, per sentito dire, che deve cercare di controllarsi per non concludere troppo in fretta. Florence prova una profonda repulsione per il sesso, un misto di opprimente solitudine e vergogna; ma è ben attenta a mantenere le apparenze di un matrimonio felice e perfetto, ansiosa di non deludere Edward. Ma quello che succederà di lí a poco segnerà per sempre il destino di entrambi... McEwan si avventura nei meandri piú tortuosi delle paure e delle angosce della coppia: la timidezza della sposa, la goffaggine e l'irreprimibile aggressività dello sposo, la loro totale inesperienza in materia sessuale sono narrati con precisione chirurgica; allo stesso tempo l'intimità dei due giovani si allarga a dimensioni piú ampie - toccando la politica, la società, gli stili di vita -, fino a rispecchiare una sorta di storia dei fantasmi collettivi del Regno Unito nei primi anni Sessanta.

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Chesil Beach 2012-05-18 10:59:06 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    18 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 18 Mag, 2012
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QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO

In un'Inghilterra anni ’60 il clima , ancora bigotto prima dell’avvento della liberalizzazione sessuale, impone un certo rigore nei modi di una giovane coppia se non legata dal sacro vincolo del matrimonio.
Ci troviamo a Chesil Beach, in un’ariosa suite sul mare, nido d’amore della prima notte di nozze di due giovani sposi.
Florence ed Edward : una giovane donna primo violino, un giovane uomo studioso di storia.
Sono innamorati, sono complici, non hanno mai fatto l’amore, e’ il giorno delle loro nozze.

McEwan, con la sua bella scrittura senza scossoni ma gentile e accogliente, ci conduce in questa camera, ci permette di spiare nei pensieri dei due sposi, nelle loro paure, nelle loro voglie, nei loro istinti.
Salta nel passato, si delinea l’ambiente, ci racconta come nacque l’amore.
Ci riporta in camera, davanti al buco della serratura e noi, lettori ormai abituati ai modi puritani in cui l’autore ci ha calato, ci troviamo un po’ imbarazzati a spiare dal buco della serratura.
Spiare i loro corpi. Spiare il loro primo amplesso. Nelle loro menti sappiamo gia’ cosa vibra. Anche senza guardare.
Una storia d’amore che lascia basiti e malinconici, l’eterno dilemma dell’amore senza sesso e del sesso senza amore,portato all’estremo, fino alla riflessione di quanto un attimo, una decisione non presa , un grido di aiuto non sentito possa portare ad un punto di non ritorno.

Ma non dico di piu’, succede tutto a Chesil Beach, una passeggiata in questo libro , si fa volentieri.
Buona lettura.

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Chesil Beach 2012-05-17 21:35:29 Hypo
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Hypo Opinione inserita da Hypo    17 Mag, 2012
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Un albergo, una spiaggia

"Chesil Beach" è un breve racconto che narra la vicenda amorosa di una giovane coppia inglese (Florence e Edward) e delle problematiche che vigevano nei primi anni sessanta. Tema principale ovviamente il sesso, vero e proprio tabù ai tempi, qui sviscerato in maniera chirurgica e "lenta" da un McEwan preciso e perfetto come sempre. Leggere McEwan da non forse un intensità esagerata ma quando arrivi alla fine del racconto qualcosa dentro ti rimane. In questo caso ci troviamo di fronte ad un finale malinconico (in fondo tutte le vite viste alla fine procurano questa sensazione), un breve riassunto, un rimpianto per un qualcosa che poteva essere cambiato con poco.

Bella la scelta di inframmezzare la storia del presente con interessanti passaggi nel breve passato, il libro si legge facilmente e la sua brevità rappresenta sicuramente un ulteriore incentivo alla lettura.

E ora....sposatevi!

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Chesil Beach 2009-09-30 13:47:49 Danix
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Danix Opinione inserita da Danix    30 Settembre, 2009
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La vita

"Ecco come tutta una vita può dipendere.. dal non fare qualcosa.."

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Chesil Beach 2008-06-25 04:23:25 Arcangela Cammalleri
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Arcangela Cammalleri Opinione inserita da Arcangela Cammalleri    25 Giugno, 2008
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Chesil beach di Ian McEwan

CHESIL BEACH Ian McEwan

Studio analitico e anatomico di una storia d’amore

Siamo in Inghilterra, nel luglio del 1962, sulla costa del Dorset davanti alla sconfinata distesa di ciottoli di Chesil beach si frantuma, come macerie, la luna di miele dei due giovani Florence ed Edward. Mc Ewan descrive con inusitata meticolosità, pari ad un entomologo che studia la vita degli insetti, il microcosmo cellulare e sensoriale, l’iniziazione sessuale dei due protagonisti ingenui e fin troppo inesperti in un’epoca in cui si avvertono già i prodromi che avrebbero prodotto la libertà sessuale. In Florence e in misura minore in Edward convivono i pudori vittoriani, il perbenismo borghese e la mentalità miope e ristretta dei benpensanti che si traduce in una forte dicotomia tra l’amore puro e l’amore sensuale. La storia d’amore di Florence ed Edward è vissuta avulsa dal contesto storico- culturale in cui agiscono; gli sguardi che si perdono l’uno nell’altro, eppure pieni di promesse ardite, gli sfioramenti epidermici, presaghi di voluttà future e sempre procrastinate si scontrano con il momento culminante della consumazione effettuale hic et nunc. In definitiva, un amore in nuce, ancora all’alba delle esperienze di vita, le etichette sociali, come marchi indelebili impressi, lo troncano e lo falcidiano nella sua spontanea autenticità. Lo scrittore con incredibile maestria, orchestra i moti dell’animo dei due giovani come suoni ora dolci, soavi e suadenti, ora aspri e forti, quasi stridenti. Egli con precisione scientifica dettaglia ogni minimo particolare anatomico, ogni pulsione intima dei due inglesi, ogni minimo pensiero passa allo scandaglio della sua lente narrativa d’ingrandimento. La ricerca meticolosa e ossessiva dell’infinitivamente piccolo dettaglio fisico le descrizioni naturalistiche, lo scavo psicologico dei caratteri, la cura estetica della forma potrebbero apparire pretestuosi, ma la profondità di queste soluzioni narrative sono aderenti alla storia. I continui rimandi temporali al passato mentre il presente incalza creano una sorta di sospensione e di curiose cesure al ritmo narrativo. Alla fine, però, c’è da chiedersi… perchè una storia d’amore ed inibizioni? Forse, questo non c’è dato saperlo!

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Chesil Beach 2008-04-14 06:51:59 tiny
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tiny Opinione inserita da tiny    14 Aprile, 2008
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Chesil Beach

malinconico, va a fondo ai sentimenti dei personaggi. la tristezza di alcuni passi è contrapposta e resa più evidente dal ricordo di momenti più felici. da leggere

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Chesil Beach 2008-02-19 06:01:38 vitosantoro
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vitosantoro Opinione inserita da vitosantoro    19 Febbraio, 2008
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un nuovo memorabile romanzo di Ian McEwan

Ian McEwan è senza dubbio uno dei maggiori scrittori viventi. L’uscita di ogni sua opera rappresenta sempre una festa per il lettore. Ne è una prova Chesil beach, romanzo breve e bellissimo (ottimamente tradotto da Susanna Basso), incentrato (come è ormai noto a tutti visto che di questo libro si sono occupate non solo le cronache culturali dei giornali ma anche quelle di costume) sulla prima notte di nozze, in un albergo lussuoso nell’amena località di Chesil beach, di due ventiduenni inglesi, Florence ed Edward, che, come capitava spesso in quegli anni, siamo nel 1962, arrivano vergini al matrimonio.

«Erano giovani, freschi di studi – recita l’incipit – e tutti e due ancora vergini in quella loro prima notte di nozze, nonché figli di un tempo in cui affrontare a voce problemi sessuali risultava semplicemente impossibile». Lei è una giovane violinista molto promettente, di buona famiglia, cresciuta in una grande casa elegante e per così dire, decadente. Lui è uno storico, che proviene invece da una famiglia piuttosto modesta e disastrata, dalla casa disordinata e sciatta. Lei si scopre sostanzialmente frigida. Lui è tanto impaziente di dare prova della sua virilità quanto imbranato nel rapporto.

Con precisione implacabile, intrecciando con abilità i punti di vista di lui e di lei, McEwan descrive i fatti di quella notte fatidica, abbandonandosi a qualche flashback necessario per descrivere il background familiare dei due protagonisti. E offre l’ennesimo saggio della sua straordinaria capacità di calarsi nella psicologica dei personaggi, in una sorta di metempsicosi, ricostruendone in maniera quanto mai minuziosa l’intima esperienza di una cultura sentimentale e sessuale, che egli – nato nel ’48 e che quindi ha avuto venti anni in quel ’68 che molte cose ha cambiato – non ha avuto la sfortuna di conoscere e vivere.

Ma Chesil beach non è un romanzo ‘storico’: non mira a offrire semplicemente uno spaccato della vita sessuale prima della rivoluzione sessantottina. E nemmeno un romanzo sul problema delle dinamiche di potere che spesso si sviluppano in un rapporto di coppia. Piuttosto è un romanzo sul presente, che mira a porre in relazione – e questo avviene nel quinto e conclusivo capitolo – i tabù di ieri con la finta-libertà di oggi. Se i due giovani sposini – sembra dirci McEwan – saranno destinati a vivere trascinando con sé il pesantissimo fardello del fallimento iniziale, non meno diverso è il destino delle generazioni del presente, impastoiate come sono nel moralismo e nel perbenismo catto-protestante teo-con che innerva e pervade la società.

Un destino di insoddisfazione e di frigidità.

vito santoro (http://vitosantoro.blogspot.com)

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Chesil Beach 2008-01-20 05:43:48 Elutari
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Elutari Opinione inserita da Elutari    20 Gennaio, 2008
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Chesil Beach

Letto tutto d'un fiato. Splendida scrittura, ottimo stile, piacevole, brillante, triste, preciso, incredibilmente intenso. Mi è piaciuto tutto. Le descrizioni sono quasi maniacali, gli stati d'animo attraverso cui passano i due protagonisti sono pieni di tutte le sfumature che proviamo noi tutti i giorni. Realistico fino all'inverosimile ma nello stesso tempo estremamente fantasioso.

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Ann Tyler: Lezioni di respiro
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Chesil Beach 2007-12-10 17:13:19 Angela
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Opinione inserita da Angela    10 Dicembre, 2007

Pensiero su Chesil Beach

Mi dispiace, ma devo dire che questo libro è stata una grande delusione. Forse è vero che dopo un capolavoro come Espiazione, era difficile pretendere un altro tesoro..però , per quanto penso sia comuqnue un grandissimo scrittore, ho trovato questo libro inconcludente e sbrigativo. La storia è bella,c'è tutto, amore e malinconia, ma non vien sviluppata, i tempi narrativi passano dal ritmo lento a veloce con uno stacco troppo evidente. Dopo aver indugiato a lungo sui "preliminari" tutta la seconda parte è lasciata a se stessa e condivido l'opinione della ragazza che dice che la dichiarazione di Florence alla fine del libro è assurda, e stona moltissimo con il personaggio, che è dolce, tenero ma, secondo me, non sufficientemente sviluppato (specie se si considera cosa succede alla fine). Poteva essere un libro meraviglioso, e invece si legge in due ore e alla fine ti lascia con una amaro in bocca incredibile: uno per la conclusione (che, comuqnue trovo giusta) 2 perchè non ti aspetti un racconto così da uno scrittore così. E comunque lo consiglio, per i dialoghi (interessanti) il realismo, la forza e la vividezza delle immagini.

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Chesil Beach 2007-12-07 16:47:02 enrico78
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enrico78 Opinione inserita da enrico78    07 Dicembre, 2007
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Chesil Beach

Condivido le due belle recensioni di Paolo e Dalila. Si tratta di un romanzo molto bello, molto profondo seppure l'episodio narrato (la prima notte di nozze di una coppia alle prese con la prima esperienza sessuale per entrambi) possa far pensare al contrario. In realtà è un romanzo che veramente scava a fondo nei sentimenti delle persone, nell'incomunicabilità, nella difficoltà di svelare i propri segreri. Un inno all'amore e al dolore che provoca la sua perdita.

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Revolutionary Road di Richard Yates
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Chesil Beach 2007-11-27 20:36:37 Dalila
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Opinione inserita da Dalila    27 Novembre, 2007

LIBRO SENSAZIONALE, ECCETTO QUALCOSA

Un libro brutalmente reale. Una realtà ormai superata ma che ha influenzato la vita di milioni di coppie: la paura di non saper interpretare i segnali di un corpo sconosciuto. La paura di cedersi completamente all'altro. Il due protagonisti sono descritti da McEwan come due ragazzi intelligenti, sensibili che coronano il loro amore attraverso il matrimonio, fermandosi lì.. ma come si può evitare una critica.. come posso fare finta di aver letto con lo stesso entusiasmo il libro dopo una parte che mi ha assolutamente colpita. Come può una ragazza così intelligente come Florence uscirsene con un discorso come quella di pag. 127-128 (chi ha letto il libro mi capisce)??!! Io sono del tutto delusa dalla svolta di questo personaggio! Pur riconoscendo l'abilità dell'autore nel farmi vivere questo sentimento contrariato come se stessi assistendo ad una scena che si materializza davanti a me. Fuori luogo e davvero "scaduta" questa Florence.

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Chesil Beach 2007-11-14 18:47:05 Paolo
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Opinione inserita da Paolo    14 Novembre, 2007

Chesil Beach

Un romanzo di grande livello, ma anche un libro molto triste e malinconico. Ian McEwan è un maestro nella analisi delle emozioni. Ogni pagina di questa stupenda opera mi ha dato la potente sensazione di vivere nella pelle dei tue principali protagonisti del romanzo, Edward e Florence, appena sposati quando la storia inizia. Quando si innamorano, nutrono le proprie ambizioni, si sentono felici, mi hanno trasmesso le loro sensazioni. Ma quando la felicità se ne va, la sofferenza è intollerabile, anche perchè l'autore non ci lascia mai dimenticare i bei momenti andati persi.

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