Chiedi alla polvere
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Io sono Arturo Bandini!
Scritto alla fine degli anni '30, Chiedi alla polvere è uno dei romanzi che mi hanno convinto ad avvicinarmi e ad approfondire il mondo complesso e multiforme della letteratura americana. E' passato del tempo da quando ho letto il romanzo e ancora oggi mi sento in debito con esso per avermi fatto conoscere John Fante, scrittore Usa di origini abruzzesi, grande talento narrativo e stile asciutto.
Questo romanzo in realtà non andrebbe letto da solo, in quanto fa parte di una trilogia di romanzi, incentrati sulla figura del protagonista Arturo Bandini.
Il romanzo tratta la storia di Arturo Bandini, un immigrato italiano con il sogno di diventare un grande scrittore, nella California ancora traumatizzata dalla Grande Depressione. Proprio in California Bandini incontrerà una cameriera messicana, Camilla Lopez, con la quale inizierà un'intensa e assurda storia d'amore. Una storia d'amore travolgente e irrazionale dominata dalla paura dei due di non farcela, di non riuscire ad affermarsi nella società, e di vivere una vita povera e infelice. Una cappa di tristezza e di ansia cade sopra Arturo e Camilla, che alternano momenti di grande sentimento e vicinanza spirituale, ad altri conditi di insulti e incomprensioni. Il loro amore è tragico e la loro urgenza di affetto non potrà mai essere soddisfatta.
Il racconto, caratterizzato da momenti di grande lirismo ad altri di realismo quasi brutale ed esasperato, si conclude con la giovane Camilla che si lascia andare in un abisso di autodistruzione e negazione, fino a scomparire del tutto nel deserto che costeggia la città. Il deserto, simbolo dell'annientamento finale dell'uomo e dei suoi sentimenti, con la sua polvere tutto annulla e tutto dimentica...
Charles Bukowski, grande ammiratore di Fante e del suo romanzo, ammetterà la grande influenza che ha avuto nelle sue opere Chiedi alla polvere. Si sentiva talmente immedesimato nel protagonista del romanzo, che arrivò a dichiarare: "Io sono Arturo Bandini! Io sono Arturo Bandini!"
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"Chiedi alla polvere"
"Così l'ho intitolato Chiedi alla polvere, perché in quelle strade c'è la polvere dell'Est e del Middle West, ed è una polvere da cui non cresce nulla, una cultura senza radici, una frenetica ricerca di un riparo, la furia cieca di un popolo perso e senza speranza alle prese con la ricerca affannosa di una pace che non potrà mai raggiungere. E c'è una ragazza ingannata dall'idea che felici fossero quelli che si affannavano, e voleva essere dei loro." J. Fante
E' in California che approdano i sogni americani. Là tutti i sognatori trascinano dietro la polvere dei loro paesi lasciati alle spalle, si svestono di abitudini ed abiti pesanti ed indossano la tenuta tipica del posto: camicia colorata ed occhiali da sole.
Arturo Bandini, vent'anni, li guarda e li riconosce, sa vedere i loro sguardi svuotati della speranza.
Quella che invece fa muovere il sangue a lui che è giovane e chesoprattutto saprà realizzare il suo sogno: fare lo scrittore.
Tra momenti di fiducia in sé che rasentano l'isteria e attimi di depressione abissale, Bandini sforna il suo primo racconto, Il cagnoline rise, pubblicato su una rivista che porta sempre con se e sbandiera appena può.
A questo ne segue un altro e il futuro sembra prospettarsi roseo, finché sulla sua strada incontra Camilla.
Camilla fa la cameriera ed è messicana. La pelle scura, i denti bianchi, i fianchi sensuali.
Camilla che fa innamorare Arturo, ma non lo riama. Un'asimmetria che solo un animo da scrittore può trasformare in poesia.
Uno stile semplice, lineare, sempre attraversato da sottili ombre di ironia, divertente e tragico insieme, con picchi poetici che si infilano qua e là.
Bandini è un personaggio in cui l'autore esplicitamente si identifica e che porta il lettore stesso ad un'empatia fin dalle prime pagine.
Contorto, esuberante e complicato, Arturo è un giovane che racchiude in sé il sogno americano, la difficoltà di un'origine italiana, la vittoria e la sconfitta.
Chiedi alla polvere è un romanzo che racconta un mondo, quello dove si arenano le speranze e i sogni degli americani, una sorta di terra neutra dove approdano i piccoli bagagli di ciascuno, ma che sarà sempre un luogo estraneo, senza radici. Un posto dove comunque vigono delle regole, quelle che impediscono ad un americano di stare con una messicana, quelle che impongono comunque di avere soldi per avere prestigio. Il tutto raccontato attraverso gli occhi e la voce di Bandini e del suo amore per la bella Camilla, il tutto velato della polvere che si insinua nelle stanze, che si accumula sui tappeti, che cancella le orme non appena lasciate.
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La polvere ricorda chi sei
Quando pensi a questo libro, non puoi definirlo semplicemente “un bel romanzo”, perché sei consapevole sin dalle prime pagine, che ti trovi di fronte ad un vero e proprio capolavoro … il capolavoro assoluto di Fante e di un certo tipo di letteratura americana di “razza” troppo bella per essere inquadrata dentro schemi ben definiti. Ecco spiegato il motivo per cui te ne stai inchiodato sin dalle prime pagine a leggere di Arturo Bandini e delle sue eroiche imprese.
Si proprio lui, quell’ Arturo Bandini di cui già hai sentito parlare, squattrinato e sognatore che vaga per le strade di Los Angeles inseguendo il grande sogno di diventare uno scrittore famoso ed acclamato.
E godi e gioisci con lui per i suoi successi letterari e soffri con lui quando vaga nelle notti senza luna in cerca di Camilla, maledicendo se stesso e il suo brutto caratteraccio e infine provi pena chiedendoti che ne sarà della sua vita, del suo triste destino e della sua povera anima.
Finita la lettura di questo libro però ti vien voglia di benedire Fante e di maledire il deserto.
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La vita!
"Ah,la vita! Tragedia dolceamara,splendida puttana che mi porti alla distruzione!"
Chi è Arturo Bandini? Un sognatore,uno squattrinato,uno sbruffone,un romantico,un attaccabrighe...e mille altre cose...
Nel terzo capitolo della serie di John Fante a lui ispirata,Arturo,vicino ai vent'anni,si trasferisce dalla casa materna a Los Angeles,dove,tra le mura della sua squallida camera d'albergo,sogna di diventare un celebre scrittore...La realtà,però,che gli si presenta è ben più dura,con l'affitto da pagare,un vicino di camera ubriacone e pazzoide,il caldo soffocante del deserto,la solitudine...fino a quando nella sua vita non entra Camilla Lopez,avvenente cameriera messicana,che gli sconvolge la vita...e il cuore...Mentre l'incontro con un'altra donna,Vera,disturbata e disperata,gli darà lo spunto per intraprendere la scrittura del suo primo vero romanzo...e del suo primo successo letterario...
"Chiedi Alla Polvere" rappresenta il mio primo approccio a John Fante e l'impressione che ne ho tratto è,davvero,stupefacente...la semplicità della trama è sostenuta da uno stile narrativo appassionato,carico di emozioni,nel quale emerge tutta l'emotività del protagonista,che nelle pagine del romanzo oscilla continuamente tra la gioa e la disperazione,come un moderno Jacopo Ortis...I personaggi di contorno sono,spesso,disperati,soli,dediti all'alcool e alle droghe,come avvolti da un invisibile ma ben presente alone di distruzione,ma comunque nei loro gesti,nelle loro parole,Fante ne coglie la vita,che sgorga incessantemente attraverso le pagine del libro...La Los Angeles che fa da sfondo alle vicende è ben lontana dagli stereotipi della città,tutta grattacieli,strade immense e onde marine....piuttosto,una metropoli dolorosa,che fa da culla e da rifugio per migliaia di anime abbandonate e solitarie....
Un romanzo meraviglioso,decisamente moderno,sebbene scritto negli anni '30 del secolo scorso,semplice nella trama,profondo nelle emozioni...consigliatissimo,magari da leggere seduti in spiaggia,al tramonto...
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Il romanzo dei romanzi...
Bene, ok…e ora come ve lo spiego? Cioè dovrei usare una sequenza di parole, una serie di frasi per dirvi quello che si può semplicemente dire con due o tre termini…Fantastico, Stupendo, Meraviglioso, Favoloso…Ho trovato questo romanzo su uno scaffale mentre ne cercavo un altro, e come l’ho visto mi sono ricordato quello che Bukowski diceva di John Fante: “Le parole scorrevano con facilità, in un flusso ininterrotto. Ognuna aveva la sua energia ed era seguita da un‘altra simile. La sostanza di ogni frase dava forma alla pagina e l’insieme risultava come scavato dentro di essa. Ecco finalmente uno scrittore che non ha paure delle sue emozioni”. Bukowski amava Fante, tanto da chiedere alla Black Sparrow di ristampare ( più che chiedere minaccia la Black Sparrow dicendo che se non avessero ristampato “Chiedi alla polvere” lui non gli avrebbe consegnato il suo ultimo romanzo) “Chiedi alla polvere”, e va di persona da John Fante chiedendo se nella ristampa poteva scrivere una sua prefazione ( che nel mio libro non c’era ma che va letta perché fa capire quanto Bukowski ami questo autore che considera “il miglior autore che abbia mai letto”). L’ho preso e l’ho letto in due ore. Non puoi fare diversamente. Ti cattura e non ti lascia andare via. “Chiedi alla polvere” è la storia di Arturo Bandini, uno scrittore americano figlio di immigrati italiani, che dopo aver pubblicato il suo primo racconto, “Il cagnolino ride”, cerca di fare fortuna, di uscire dalla povertà in cui si trova scrivendo e sognando un giorno di diventare uno scrittore ricco e famoso. Finchè un giorno non incontra Camilla, una cameriera messicana. L’incontro parte male, i due litigano subito a causa di un “caffè schifoso”, poi però lentamente Bandini comincia a capire che forse per quella ragazza messicana prova qualcosa, qualcosa di importante. Ecco che però arrivano i problemi. La bella Camilla è infatti innamorata di un altro barista che lavora con lei, Sammy, che però di lei non vuole proprio sentirne parlare. Questa è la trama, semplice e diretta, poi intorno a tutto ciò si sviluppa un capolavoro. In questa storia ce ne sono almeno altre 3. La prima, il Bandini scrittore che cerca di diventare famoso e ricco. La seconda il Bandini che da ateo diventa credente. E la terza, e cioè la storia d’amore. In tutto ciò, un'altra meraviglia, e l’analogia tra le due storie d’amore non corrisposte: lui che si innamora pazzamente della bella messicana fino ad arrivare a fare follie per lei senza però essere corrisposto, e la bella messicana che finisce per letteralmente per impazzire dietro a Sammy, senza ugualmente essere corrisposta. E poi ancora, il contrasto tra i “vari Bandini”. Prima c’è un Bandini sicuro di sé, sprezzante delle donne e dell’amore, presuntuoso, arrogante (dice di se che diventerà il più grande scrittore al mondo…). Poi c’è il Bandini innamorato: timido, imbranato, cortese, disposto a tutto per fare contento la sua amata, fino a diventare quasi uno schiavo…Una storia d’amore sofferta, nuda e cruda come le storie d’amore che si consumano a fatica, quelle che non cominciano e non finiscono, ma che si portano dietro dei carichi pesanti. Lo vedi quasi Bandini li seduto che cerca di dare un senso alla sua vita, che cinque minuti prima con Camilla vicino aveva, e cinque minuti dopo, senza Camilla, non ha più. Lo stile è semplice, niente termini ricercati, niente neologismi, ma proprio per questo riesce ad essere perfetto, spesso passa dalla prima alla terza persona senza però far perdere il lettore e senza diventare per questo noioso o complesso. D’altra parte chi l’ha apprezzato più di tutti (Bukowski) diceva che “il genio è colui che sa esprimere concetti profondi in maniera semplice”…Potrei stare qui per altre due ore ma non riuscirei comunque a farvi capire la bellezza di questo libro…leggetelo e non ve ne pentirete…forse il più bel romanzo che abbia mai letto…
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Come uno di noi
Leggo i libri di Fante e poi..non riesco a parlarne.Non so spiegare bene sta cosa..è che leggere ciò che scrive è come sentir raccontare il lato di noi che vorremmo sempre un pò nascondere.Tu lo leggi e dentro di te dici:"cavolo, quell'idea un pò meschina l'ho avuta anch'io;quella bugia l'ho detta;quella rabbia l'ho provata;quell'umiliazione l'ho sentita bruciarmi l'anima una volta;quella tristezza ha devastato anche me;quella dolcezza un giorno mi ha schiacciato. Magari non a Los Angeles,ma a Torino,Milano,Napoli,Bari...Alla fine è uguale. Che forza Fante...in un solo racconto,tante vite insieme
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Chiedi alla polvere
Non sono riuscita ad appassionarmi alla scrittura di Fante, probabilmente non era il momento migliore per questa lettura o forse mi aspettavo tanto visti i commenti.
Noto infatti che molti lo hanno apprezzato, magari riproverò a leggerlo e il mio giudizio cambierà ma, per il momento non è un libro che ricordo con piacere!
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Ultimo aggiornamento: 03 Settembre, 2011
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Interesse saltuario
Pensavo che un Fante mi avrebbe regalato più emozioni. O meglio, pensavo che io sarei stata in grado di provarle. Forse ho il cuore di ghiaccio, forse non sono la persona adatta per questo tipo di genio, e ciò mi rattrista. Ci riproverò, intanto. Prenderò qualcos'altro, anche se dubito possa farmi sentire quelle fastidiossissime ma meravigliose farfalle nello stomaco.
Non sono realmente in grado di citare le pecche di “Chiedi alla polvere”.
Arturo Bandini, l'uomo dalle tre personalità mescolate: l'uomo cattolico, l'uomo italo-americano, l'uomo che sogna di diventare scrittore. Quello stesso uomo che alla fine si innamora di Camilla, la quale apparentemente sembra una donna comune (povera ma bella), ma che si rivelerà la chiave che lo aggancerà al mondo, il foro dal quale fuorisce la sua incapacità di vivere la vita; lei rappresenta i suoi spiriti, i fantasmi del passato. Non sono sicura che questo percorso di formazione, se così può essere definito, terminerà mai o se ancora Bandini sia in procinto di cercare una via d'uscita. “Chiedi alla polvere” è un insieme di contraddizioni, o più che altro un “mélange” di tante emozioni, tanti stili, tante idee che si scontrano tra loro. Il risultato è un libro di un certo livello, almeno questo si percepisce, che però non è lineare, o almeno come io l'ho percepito.
Se potessi esprimere con un colore questo libro direi subito beige, tendente al marrone scuro. Il Beige del Colorado, il Beige di quelle catapecchie sporche americane, il Beige della terra, della polvere, il Beige della povertà.
Il dubbio principale è:
Bandini, scrittore per passione o per fama? Amore viscerale per le parole o voglia di denaro? Ci sono elementi che contraddistinguono entrambe le teorie, ma non sembrano sufficienti a darne un giudizio irremovibile e indiscutibile (almeno per me!). Questo è ciò che mi ha frustrata maggiormente. Quell'incertezza finale che non permette di porre la parola “fine”.
Altra pecca (come ho notato l'abbia percepita anche Baricco, il quale ha scritto una bella introduzione – edizione Einaudi) è quella di non aver trattato perfettamente la seconda parte del Bandini, ovvero la versione cattolica dell'alter-ego di Fante. E' soltanto accennata, poiché la storia con Camilla invade le altre sfumature, calpestandole completamente e prendendo fin troppo potere.
Uno stile in parte semplice e lineare, in altre parti invece molto dettagliato e accurato, che sa regalare molti concetti di un certo spessore e soprattutto delle immagini entusiasmanti.
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- sì
- no
Non riesco a darli obiettivamente.
Li aggiusterò più in là.
The best of Fante
Terzo capiotolo della saga Bandini, "chiedi alla polvere " rappresenta, a parer mio, il capolavoro di John Fante.Il celeberrimo Arturo Bandini, protagonista dell'opera, è un ibrido di tre diverse e dissimili persoalità:Arturo il futuro scrittore,che si imporrà tra i grandi piloni della letterratura,Arturo il cattolico represso ed indeciso, che vede in Dio una forma di salvezza e debolezza contemporaneamente, Arturo l'italo-americano sprezzante,sbruffone e razzista, innamorato follemente di una "peones" messicana di nome Camilla Lopez. Ovviamente il romanzo ruota attorno alla conplessa, dinamica, multiforme e malleabile individualità del personaggio, emblema congiunto dei giovani ventenni sognatori e un pò pazzi, con le tasche piene di progetti e moriture di soldi,e degli italoamericani di inizio secolo(1900), pervasi da una vita stretta e soffocante che li fa contorcere e disperare, insozzati dai pregiudizi dei "sangue blu "americani, ma nel medesimo tempo forti ed orgogliosi, con lo sguardo fiero sempre rivolto all'orizzonte.Questo Arturo(ormai caposaldo della letteratura americana novecentesca) in certi sprazzi della trama si mostra al lettore con un "modus vivendi" quasi donchiscottesco, (mancano solo i mulini a vento e siamo a cavallo), parodiando (forse) l'essere umano stesso, sempre indeciso e pervaso dal dubbio.Sono proprio queste indecisioni smenbranti a far di Bandini il vero archetipo umano.ALtro vero aspetto di mirabile rilievo che si incontra cammin facendo nell'opera, è quel particolare legame(definitelo pure amore se volete) che lega Arturo e Camilla,la quale con le sue "Huaracas" simboleggia il disagio, l'emarginazione e l'isolamento dei messicani approdati nella città degli angeli.Camilla raffigura e riassume i grandi fallimenti di Arturo, dall'impotenza sessuale all'incapacità di stringerla a sè e non farla fuggire nella desertica polvere. Opera monumentale di Fante ,"chiedi alla polvere" con il suo finale tragicamente triste, è un romanzo che DEVE essere letto, quindi,non mi resta che augurarvi buona lettura!!!!
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Ultimo aggiornamento: 01 Settembre, 2011
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polvere...
UN romanzo di John Fante(1909-1983);costruito in tre racconti narra le vicende di:un ventenne che sogna di diventare scrittore e ci riuscira',secondo un ventenne cattolico che cerca di convivere con le sue contraddizioni,terzo un ventenne italoamericano che si innamora perdutamente di una ragazza italoispanica e fa di tutto per sposarla...tutto questo in unico vantenne Arturo Bandini,un personaggio,a tratti feroce che si nasconde dietro un finto cinismo...il rapporto combattuto con Camilla,le strategie di sopravvivenza...il tutto su questa polvere sulla quale sembra non poter nascere nulla...Emozionante e ricco di introspezione,il finto cinismo mi riports a Bukoswsky,suo grande ammiratore e colui che riusci a riscoprirlo con questa grande opera.Un libro che ti cattura e riesce,in modo molto intenso a far vivere al lettore le emozioni dei protagonisti...forte,selvaggio,introspettivo,da leggere e rileggere...
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Chiedi alla polvere
Scelto a caso in libreria, senza prima conoscere l'autore, è stata una bellissima scoperta. Personaggio bellissimo inserito magnificamente in un contesto sociale molto ben descritto. Il protagonista vive con tanta intensità che ci trasmette interamente le sue emozioni, le sue gioie, le sue paure. Falso cinico, ma intriso di una grande sensibilità si muove con leggerezza in un contesto all'inizio ostile, inseguendo con determinazione il sogno di diventare scrittore. Scritto in modo bellissimo e gradevole, davvero un bel libro, di quelli che ti convincono a cercarne altri dello stesso autore.
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Ultimo aggiornamento: 26 Mag, 2010
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Chiedi alla polvere
Un mito che è stato riscoperto. Tutti suoi libri meritano un posto speciale in qualsiasi biblioteca.
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Voto 9!
Racconto che riesce a portarti nei panni del protagonista. Provi disappunto quando il protagonista prova disappunto. Vivi nel libro. Capolavoro.
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Magnifico
Semplicemente magnifico, uno dei migliori libri letti quest'anno!!
Con uno stile leggero ma ricco di immagini, il romanzo affronta temi che altri autori avrebbero reso pesantissimi; semplicemente unico nella descrizione delle paure retaggio cattolico, senza troppi virtuosismi ha espresso in modo esemplare gli stati d'animo del giovane cattolico.
E la storia d'amore...DA LEGGERE!!
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Chiedi alla polvere
Una storia in cui l'ambiente si fonde con i personaggi e in cui il calore delle strade polverose del deserto ti entra dentro e ti accompagna nella vita dell'autore/protagonista. Le ossessioni di Arturo Bandini, il mischiarsi magistrale delle sue certezze e delle sue paure, lo rendono uno di quei personaggi che puoi amare solo dopo averne davvero capito l'essenza.
Valore aggiunto il prologo/epilogo, che permette al lettore di rileggere storia e personaggi con occhi diversi.
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Chiedi alla polvere
Dietro un ostentato ed apparente cinismo, una grande sensibilità, un disperato bisogno di vita, di amore; amore che quando arriva non ti riconosce e non ti ricambia,e ti lascia ancora più solo e disperato, senza neppura la consolazione di un ricordo felice.
Le difficoltà di uno scrittore, la sua profonda solitudine, le spicciole e meschine necessità del quotidiano in contrasto con le grandi aspirazioni, le piccole e scarse soddisfazioni che arrivano ogni giorno contrapposte ad una grandezza d'animo difficile da contenere. Questo e moltissimo altro troverete in Arturo Bandini e in "Chiedi alla polvere". Magnifico il prologo che, astutamente, viene collocato solo alla fine del libro.
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Un vortice di emozioni
Chiedi alla polvere è un autentico capolavoro. E' una storia di cadute e di risalite. Di tentativi frustrati e improvvise e inattese fortune.Veramente coinvolgente ma anche straziante. La sofferenza che trasuda da alcune pagine è tangibile e racconta la fatica del vivere di anime solitarie che restano sole anche quando si incontrano.Commovente e struggente. Per questo non è il massimo della piacevolezza ma indubbiamente un grande libro.
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Davvero un buon romanzo
concordo con la recensione di Enrico. Chiedi alla polvere è un ottimo romanzo, lo stile di Fante è diretto, senza fronzoli, godibilissimo. I contenuti arrivano subito al cuore, l'eroe sfortunato Bandini è uno dei personaggi della letteratura che più mi ha coinvolto.
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Fante eccellente come sempre
Uno dei numerosi capolavori di John Fante, uno scrittore che finalmente sta riscuotendo il successo che merita per la piacevolezza dei suoi libri. Chiedi alla polvere fa parte del ciclo di Arturo Bandini ed è il romanzo più noto (vedi il recente film che ha ispirtato), anche se a mio avviso non è il migliore in assoluto. Stile scorrevolissimo, trama avvincente che ruota attorno alla figura di uno dei migliori personaggi della letteratura contemporanea, un personaggio in perenne difficoltà e conflitto interiore, che ricorda Bukowski e il protagonista di "Fame" di Hamsun.









