Chiedi alla polvere
Editore
Chiedi alla polvere, di seguito riportiamo la trama del romanzo e la presentazione dell'editore.
Pubblicato per la prima volta nel 1939 è uno dei primi romanzi dello scrittore italo-americano, riscoperto in Italia e in Francia alla fine degli anni Ottanta dopo un lungo periodo di dimenticanza. La saga dello scrittore Arturo Bandini, alter ego dell'autore, giunge in questo romanzo al suo snodo decisivo. L'ironia sarcastica e irriverente, la comicità di Arturo Bandini si uniscono alla sua natura di sognatore sbandato, che ne fa il prototipo di tutti i sognatori sbandati che hanno popolato la letteratura dopo di lui. Al centro della vicenda è il percorso di Bandini verso la realizzazione delle sue ambizioni artistiche e la sua educazione sentimentale dopo l'incontro con la bella e strana Camilla Lopez...
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Opinioni inserite: 16
La vita!
"Ah,la vita! Tragedia dolceamara,splendida puttana che mi porti alla distruzione!"
Chi è Arturo Bandini? Un sognatore,uno squattrinato,uno sbruffone,un romantico,un attaccabrighe...e mille altre cose...
Nel terzo capitolo della serie di John Fante a lui ispirata,Arturo,vicino ai vent'anni,si trasferisce dalla casa materna a Los Angeles,dove,tra le mura della sua squallida camera d'albergo,sogna di diventare un celebre scrittore...La realtà,però,che gli si presenta è ben più dura,con l'affitto da pagare,un vicino di camera ubriacone e pazzoide,il caldo soffocante del deserto,la solitudine...fino a quando nella sua vita non entra Camilla Lopez,avvenente cameriera messicana,che gli sconvolge la vita...e il cuore...Mentre l'incontro con un'altra donna,Vera,disturbata e disperata,gli darà lo spunto per intraprendere la scrittura del suo primo vero romanzo...e del suo primo successo letterario...
"Chiedi Alla Polvere" rappresenta il mio primo approccio a John Fante e l'impressione che ne ho tratto è,davvero,stupefacente...la semplicità della trama è sostenuta da uno stile narrativo appassionato,carico di emozioni,nel quale emerge tutta l'emotività del protagonista,che nelle pagine del romanzo oscilla continuamente tra la gioa e la disperazione,come un moderno Jacopo Ortis...I personaggi di contorno sono,spesso,disperati,soli,dediti all'alcool e alle droghe,come avvolti da un invisibile ma ben presente alone di distruzione,ma comunque nei loro gesti,nelle loro parole,Fante ne coglie la vita,che sgorga incessantemente attraverso le pagine del libro...La Los Angeles che fa da sfondo alle vicende è ben lontana dagli stereotipi della città,tutta grattacieli,strade immense e onde marine....piuttosto,una metropoli dolorosa,che fa da culla e da rifugio per migliaia di anime abbandonate e solitarie....
Un romanzo meraviglioso,decisamente moderno,sebbene scritto negli anni '30 del secolo scorso,semplice nella trama,profondo nelle emozioni...consigliatissimo,magari da leggere seduti in spiaggia,al tramonto...
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Il romanzo dei romanzi...
Bene, ok…e ora come ve lo spiego? Cioè dovrei usare una sequenza di parole, una serie di frasi per dirvi quello che si può semplicemente dire con due o tre termini…Fantastico, Stupendo, Meraviglioso, Favoloso…Ho trovato questo romanzo su uno scaffale mentre ne cercavo un altro, e come l’ho visto mi sono ricordato quello che Bukowski diceva di John Fante: “Le parole scorrevano con facilità, in un flusso ininterrotto. Ognuna aveva la sua energia ed era seguita da un‘altra simile. La sostanza di ogni frase dava forma alla pagina e l’insieme risultava come scavato dentro di essa. Ecco finalmente uno scrittore che non ha paure delle sue emozioni”. Bukowski amava Fante, tanto da chiedere alla Black Sparrow di ristampare ( più che chiedere minaccia la Black Sparrow dicendo che se non avessero ristampato “Chiedi alla polvere” lui non gli avrebbe consegnato il suo ultimo romanzo) “Chiedi alla polvere”, e va di persona da John Fante chiedendo se nella ristampa poteva scrivere una sua prefazione ( che nel mio libro non c’era ma che va letta perché fa capire quanto Bukowski ami questo autore che considera “il miglior autore che abbia mai letto”). L’ho preso e l’ho letto in due ore. Non puoi fare diversamente. Ti cattura e non ti lascia andare via. “Chiedi alla polvere” è la storia di Arturo Bandini, uno scrittore americano figlio di immigrati italiani, che dopo aver pubblicato il suo primo racconto, “Il cagnolino ride”, cerca di fare fortuna, di uscire dalla povertà in cui si trova scrivendo e sognando un giorno di diventare uno scrittore ricco e famoso. Finchè un giorno non incontra Camilla, una cameriera messicana. L’incontro parte male, i due litigano subito a causa di un “caffè schifoso”, poi però lentamente Bandini comincia a capire che forse per quella ragazza messicana prova qualcosa, qualcosa di importante. Ecco che però arrivano i problemi. La bella Camilla è infatti innamorata di un altro barista che lavora con lei, Sammy, che però di lei non vuole proprio sentirne parlare. Questa è la trama, semplice e diretta, poi intorno a tutto ciò si sviluppa un capolavoro. In questa storia ce ne sono almeno altre 3. La prima, il Bandini scrittore che cerca di diventare famoso e ricco. La seconda il Bandini che da ateo diventa credente. E la terza, e cioè la storia d’amore. In tutto ciò, un'altra meraviglia, e l’analogia tra le due storie d’amore non corrisposte: lui che si innamora pazzamente della bella messicana fino ad arrivare a fare follie per lei senza però essere corrisposto, e la bella messicana che finisce per letteralmente per impazzire dietro a Sammy, senza ugualmente essere corrisposta. E poi ancora, il contrasto tra i “vari Bandini”. Prima c’è un Bandini sicuro di sé, sprezzante delle donne e dell’amore, presuntuoso, arrogante (dice di se che diventerà il più grande scrittore al mondo…). Poi c’è il Bandini innamorato: timido, imbranato, cortese, disposto a tutto per fare contento la sua amata, fino a diventare quasi uno schiavo…Una storia d’amore sofferta, nuda e cruda come le storie d’amore che si consumano a fatica, quelle che non cominciano e non finiscono, ma che si portano dietro dei carichi pesanti. Lo vedi quasi Bandini li seduto che cerca di dare un senso alla sua vita, che cinque minuti prima con Camilla vicino aveva, e cinque minuti dopo, senza Camilla, non ha più. Lo stile è semplice, niente termini ricercati, niente neologismi, ma proprio per questo riesce ad essere perfetto, spesso passa dalla prima alla terza persona senza però far perdere il lettore e senza diventare per questo noioso o complesso. D’altra parte chi l’ha apprezzato più di tutti (Bukowski) diceva che “il genio è colui che sa esprimere concetti profondi in maniera semplice”…Potrei stare qui per altre due ore ma non riuscirei comunque a farvi capire la bellezza di questo libro…leggetelo e non ve ne pentirete…forse il più bel romanzo che abbia mai letto…
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Come uno di noi
Leggo i libri di Fante e poi..non riesco a parlarne.Non so spiegare bene sta cosa..è che leggere ciò che scrive è come sentir raccontare il lato di noi che vorremmo sempre un pò nascondere.Tu lo leggi e dentro di te dici:"cavolo, quell'idea un pò meschina l'ho avuta anch'io;quella bugia l'ho detta;quella rabbia l'ho provata;quell'umiliazione l'ho sentita bruciarmi l'anima una volta;quella tristezza ha devastato anche me;quella dolcezza un giorno mi ha schiacciato. Magari non a Los Angeles,ma a Torino,Milano,Napoli,Bari...Alla fine è uguale. Che forza Fante...in un solo racconto,tante vite insieme
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Chiedi alla polvere
Non sono riuscita ad appassionarmi alla scrittura di Fante, probabilmente non era il momento migliore per questa lettura o forse mi aspettavo tanto visti i commenti.
Noto infatti che molti lo hanno apprezzato, magari riproverò a leggerlo e il mio giudizio cambierà ma, per il momento non è un libro che ricordo con piacere!
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Ultimo aggiornamento: 03 Settembre, 2011
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Interesse saltuario
Pensavo che un Fante mi avrebbe regalato più emozioni. O meglio, pensavo che io sarei stata in grado di provarle. Forse ho il cuore di ghiaccio, forse non sono la persona adatta per questo tipo di genio, e ciò mi rattrista. Ci riproverò, intanto. Prenderò qualcos'altro, anche se dubito possa farmi sentire quelle fastidiossissime ma meravigliose farfalle nello stomaco.
Non sono realmente in grado di citare le pecche di “Chiedi alla polvere”.
Arturo Bandini, l'uomo dalle tre personalità mescolate: l'uomo cattolico, l'uomo italo-americano, l'uomo che sogna di diventare scrittore. Quello stesso uomo che alla fine si innamora di Camilla, la quale apparentemente sembra una donna comune (povera ma bella), ma che si rivelerà la chiave che lo aggancerà al mondo, il foro dal quale fuorisce la sua incapacità di vivere la vita; lei rappresenta i suoi spiriti, i fantasmi del passato. Non sono sicura che questo percorso di formazione, se così può essere definito, terminerà mai o se ancora Bandini sia in procinto di cercare una via d'uscita. “Chiedi alla polvere” è un insieme di contraddizioni, o più che altro un “mélange” di tante emozioni, tanti stili, tante idee che si scontrano tra loro. Il risultato è un libro di un certo livello, almeno questo si percepisce, che però non è lineare, o almeno come io l'ho percepito.
Se potessi esprimere con un colore questo libro direi subito beige, tendente al marrone scuro. Il Beige del Colorado, il Beige di quelle catapecchie sporche americane, il Beige della terra, della polvere, il Beige della povertà.
Il dubbio principale è:
Bandini, scrittore per passione o per fama? Amore viscerale per le parole o voglia di denaro? Ci sono elementi che contraddistinguono entrambe le teorie, ma non sembrano sufficienti a darne un giudizio irremovibile e indiscutibile (almeno per me!). Questo è ciò che mi ha frustrata maggiormente. Quell'incertezza finale che non permette di porre la parola “fine”.
Altra pecca (come ho notato l'abbia percepita anche Baricco, il quale ha scritto una bella introduzione – edizione Einaudi) è quella di non aver trattato perfettamente la seconda parte del Bandini, ovvero la versione cattolica dell'alter-ego di Fante. E' soltanto accennata, poiché la storia con Camilla invade le altre sfumature, calpestandole completamente e prendendo fin troppo potere.
Uno stile in parte semplice e lineare, in altre parti invece molto dettagliato e accurato, che sa regalare molti concetti di un certo spessore e soprattutto delle immagini entusiasmanti.
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- sì
- no
Non riesco a darli obiettivamente.
Li aggiusterò più in là.
The best of Fante
Terzo capiotolo della saga Bandini, "chiedi alla polvere " rappresenta, a parer mio, il capolavoro di John Fante.Il celeberrimo Arturo Bandini, protagonista dell'opera, è un ibrido di tre diverse e dissimili persoalità:Arturo il futuro scrittore,che si imporrà tra i grandi piloni della letterratura,Arturo il cattolico represso ed indeciso, che vede in Dio una forma di salvezza e debolezza contemporaneamente, Arturo l'italo-americano sprezzante,sbruffone e razzista, innamorato follemente di una "peones" messicana di nome Camilla Lopez. Ovviamente il romanzo ruota attorno alla conplessa, dinamica, multiforme e malleabile individualità del personaggio, emblema congiunto dei giovani ventenni sognatori e un pò pazzi, con le tasche piene di progetti e moriture di soldi,e degli italoamericani di inizio secolo(1900), pervasi da una vita stretta e soffocante che li fa contorcere e disperare, insozzati dai pregiudizi dei "sangue blu "americani, ma nel medesimo tempo forti ed orgogliosi, con lo sguardo fiero sempre rivolto all'orizzonte.Questo Arturo(ormai caposaldo della letteratura americana novecentesca) in certi sprazzi della trama si mostra al lettore con un "modus vivendi" quasi donchiscottesco, (mancano solo i mulini a vento e siamo a cavallo), parodiando (forse) l'essere umano stesso, sempre indeciso e pervaso dal dubbio.Sono proprio queste indecisioni smenbranti a far di Bandini il vero archetipo umano.ALtro vero aspetto di mirabile rilievo che si incontra cammin facendo nell'opera, è quel particolare legame(definitelo pure amore se volete) che lega Arturo e Camilla,la quale con le sue "Huaracas" simboleggia il disagio, l'emarginazione e l'isolamento dei messicani approdati nella città degli angeli.Camilla raffigura e riassume i grandi fallimenti di Arturo, dall'impotenza sessuale all'incapacità di stringerla a sè e non farla fuggire nella desertica polvere. Opera monumentale di Fante ,"chiedi alla polvere" con il suo finale tragicamente triste, è un romanzo che DEVE essere letto, quindi,non mi resta che augurarvi buona lettura!!!!
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Ultimo aggiornamento: 01 Settembre, 2011
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polvere...
UN romanzo di John Fante(1909-1983);costruito in tre racconti narra le vicende di:un ventenne che sogna di diventare scrittore e ci riuscira',secondo un ventenne cattolico che cerca di convivere con le sue contraddizioni,terzo un ventenne italoamericano che si innamora perdutamente di una ragazza italoispanica e fa di tutto per sposarla...tutto questo in unico vantenne Arturo Bandini,un personaggio,a tratti feroce che si nasconde dietro un finto cinismo...il rapporto combattuto con Camilla,le strategie di sopravvivenza...il tutto su questa polvere sulla quale sembra non poter nascere nulla...Emozionante e ricco di introspezione,il finto cinismo mi riports a Bukoswsky,suo grande ammiratore e colui che riusci a riscoprirlo con questa grande opera.Un libro che ti cattura e riesce,in modo molto intenso a far vivere al lettore le emozioni dei protagonisti...forte,selvaggio,introspettivo,da leggere e rileggere...
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Chiedi alla polvere
Scelto a caso in libreria, senza prima conoscere l'autore, è stata una bellissima scoperta. Personaggio bellissimo inserito magnificamente in un contesto sociale molto ben descritto. Il protagonista vive con tanta intensità che ci trasmette interamente le sue emozioni, le sue gioie, le sue paure. Falso cinico, ma intriso di una grande sensibilità si muove con leggerezza in un contesto all'inizio ostile, inseguendo con determinazione il sogno di diventare scrittore. Scritto in modo bellissimo e gradevole, davvero un bel libro, di quelli che ti convincono a cercarne altri dello stesso autore.
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Ultimo aggiornamento: 26 Mag, 2010
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Chiedi alla polvere
Un mito che è stato riscoperto. Tutti suoi libri meritano un posto speciale in qualsiasi biblioteca.
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Voto 9!
Racconto che riesce a portarti nei panni del protagonista. Provi disappunto quando il protagonista prova disappunto. Vivi nel libro. Capolavoro.
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Magnifico
Semplicemente magnifico, uno dei migliori libri letti quest'anno!!
Con uno stile leggero ma ricco di immagini, il romanzo affronta temi che altri autori avrebbero reso pesantissimi; semplicemente unico nella descrizione delle paure retaggio cattolico, senza troppi virtuosismi ha espresso in modo esemplare gli stati d'animo del giovane cattolico.
E la storia d'amore...DA LEGGERE!!
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Chiedi alla polvere
Una storia in cui l'ambiente si fonde con i personaggi e in cui il calore delle strade polverose del deserto ti entra dentro e ti accompagna nella vita dell'autore/protagonista. Le ossessioni di Arturo Bandini, il mischiarsi magistrale delle sue certezze e delle sue paure, lo rendono uno di quei personaggi che puoi amare solo dopo averne davvero capito l'essenza.
Valore aggiunto il prologo/epilogo, che permette al lettore di rileggere storia e personaggi con occhi diversi.
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Chiedi alla polvere
Dietro un ostentato ed apparente cinismo, una grande sensibilità, un disperato bisogno di vita, di amore; amore che quando arriva non ti riconosce e non ti ricambia,e ti lascia ancora più solo e disperato, senza neppura la consolazione di un ricordo felice.
Le difficoltà di uno scrittore, la sua profonda solitudine, le spicciole e meschine necessità del quotidiano in contrasto con le grandi aspirazioni, le piccole e scarse soddisfazioni che arrivano ogni giorno contrapposte ad una grandezza d'animo difficile da contenere. Questo e moltissimo altro troverete in Arturo Bandini e in "Chiedi alla polvere". Magnifico il prologo che, astutamente, viene collocato solo alla fine del libro.
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Un vortice di emozioni
Chiedi alla polvere è un autentico capolavoro. E' una storia di cadute e di risalite. Di tentativi frustrati e improvvise e inattese fortune.Veramente coinvolgente ma anche straziante. La sofferenza che trasuda da alcune pagine è tangibile e racconta la fatica del vivere di anime solitarie che restano sole anche quando si incontrano.Commovente e struggente. Per questo non è il massimo della piacevolezza ma indubbiamente un grande libro.
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Davvero un buon romanzo
concordo con la recensione di Enrico. Chiedi alla polvere è un ottimo romanzo, lo stile di Fante è diretto, senza fronzoli, godibilissimo. I contenuti arrivano subito al cuore, l'eroe sfortunato Bandini è uno dei personaggi della letteratura che più mi ha coinvolto.
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Fante eccellente come sempre
Uno dei numerosi capolavori di John Fante, uno scrittore che finalmente sta riscuotendo il successo che merita per la piacevolezza dei suoi libri. Chiedi alla polvere fa parte del ciclo di Arturo Bandini ed è il romanzo più noto (vedi il recente film che ha ispirtato), anche se a mio avviso non è il migliore in assoluto. Stile scorrevolissimo, trama avvincente che ruota attorno alla figura di uno dei migliori personaggi della letteratura contemporanea, un personaggio in perenne difficoltà e conflitto interiore, che ricorda Bukowski e il protagonista di "Fame" di Hamsun.









