Dance dance dance
| 3.3 (4) |
Letteratura straniera
| Classificazione | Letteratura giapponese |
| Autore | Haruki Murakami |
Editore
| Casa editrice | Einaudi |
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 4
Come ho fatto a finirlo?!
Dovrebbe essere un noir? E' solo un brutto libro.Un indagine introspettiva che fa ridere,una pedofilia latente,e una trama confusa.Le motivazioni che portano alle azioni dei protagonisti sono inconsistenti e poco chiare e quella che dovrebbe essere la loro vena drammatica sfocia nel ridicolo. Un libro da non leggere e per me un autore da dimenticare.
Indicazioni utili
| Lettura consigliata | no |
Pensavo fosse un sogno
Libro interessante ricco di pensieri ed opinioni da non sottovalutare.Apparentemente una trama semplice,un protagonista,e un paio di personaggi. L'intrecciarsi delle storie,della ricerca dell'amata e dell'amore con la quotidianità delle azioni del protagonista sfocia in un alternativo libro sulla differenza fra realtà e sogno. Scritto per essere divorato in poco tempo,Murakami ancora una volta non mi delude.
Indicazioni utili
| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | Kafka sulla spiaggia |
inciampando inciampando inciampando
La lettura di questo libro scivola via, non c'è alcun dubbio. Nonostante non sia un libro breve, appena terminato non si ha la sensazione di aver letto quasi 500 pagine. Scritto così sembra un giudizio positivo, ma in realtà non lo è poi molto;come la scrittura, anche il contenuto scivola via tra una storia, a mio avviso, inconcludente e personaggi che, in fondo, non sono poi così originali. Rendo merito ai gusti musicali dell'autore.
Non lo consiglio: se cercate un libro che vi sconvolga, questo non fa per voi.
Indicazioni utili
| Lettura consigliata | no |
Continuare a danzare
Parlare di genere o di trama può essere fuorviante per un libro e un autore così fuori dagli schemi. Il sogno e la realtà si mescolano, si confondono, si spiegano reciprocamente, in una narrazione che richiama i film di Truffaut piuttosto che altra letteratura. Il protagonista, che narra in prima persona, è banalmente alla ricerca di sé stesso, come mille altri “eroi”. Ma, fuori da ogni schema, qui niente accade per una sua scelta consapevole, per una sua qualche attitudine volitiva: per arrivare a sciogliere i nodi della sua e di altre esistenze che ruotano attorno a lui, il nostro giornalista si limita a “continuare a danzare”, seguire i passi, lasciarsi trascinare dal corso degli eventi. E così tutto accade, tutto ha un senso. In un'ossessiva ripetizione di frasi a effetto (“non sono uno scrittore, mi limito a spalare la neve”), telefonate senza senso, attese più dense delle azioni.
Detta così, quella di queste 500 pagine suona come una lettura noiosa e asfissiante. E invece c'è qualcosa in questo libro, una magia, che tiene incollati alla lettura fin dalle prime righe. Si aspetta che affiorino grandi temi, la vita, la morte, la coscienza di sé, ma invece non accade: non c'è preludio a grandi intuizioni o rivelazioni, ma un flusso ininterrotto di eventi – reali o immaginati – che sono, essi stessi, la vita.
Il tutto scritto con indubbia maestria.
Indicazioni utili
| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | Sartre |

























