Delitto e Castigo Delitto e Castigo

Delitto e Castigo

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Raskolnikov, uno studente espulso dall'università, decide di uccidere una vecchia usuraia per dimostrare a se stesso di essere un uomo "eccezionale", al di là del bene e del male. Rimasto travolto dal proprio atto e tormentato dalla coscienza del proprio fallimento, si consegna spontaneamente alla giustizia. Colpa, condanna ed espiazione, questi i capisaldi del romanzo, che trasforma il giallo di un delitto nel mistero insondabile dell'anima umana, esposta alla tragedia della propria libertà. Sullo sfondo una città fantasma: San Pietroburgo, teatro infernale di una umanità degradata.

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Delitto e Castigo 2014-08-29 20:42:44 Vincenzo313
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Vincenzo313 Opinione inserita da Vincenzo313    29 Agosto, 2014
Ultimo aggiornamento: 29 Agosto, 2014
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Sonja al di sopra di tutto

Tappa imperdibile della produzione di Dostoevskij, nel quale l'autore russo affronta una delle tematiche a lui più care: il contrasto tra bene e male. In "Delitto e castigo" il male e il bene si susseguono, permettendo al protagonista di giungere alla pace solo dopo aver assaporato tutti i tormenti del proprio animo malato.
Il delitto dell'usuraia non ha nulla di ordinario, è frutto di un'idea elaborata e studiata a fondo dal protagonista, che decide di posizionarsi al di sopra di tutto elevandosi a giudice supremo dell'umanità. Compiuto il delitto, in uno stato di completa lucidità e convincimento, il castello di sicurezze di Raskol'nikov crolla quando nella sua vita appare la sfortunata Sonja, la vera eroina del romanzo, una ragazza che, a dispetto della tragica situazione in cui si trova, continua a professare l'amore per la vita, per le persone. Lei, che tra tutti i personaggi descritti, sarebbe l'unico in diritto di ripudiare il mondo per tutta la sofferenza procuratele, si mantiene candida, serena nell'affrontare un destino già segnato. Personaggio tra i più limpidi e casti della produzione dostoevskijana, probabilmente anche al di sopra del principe Mishkin, considerando le prove che la vita le ha riserbato, aprirà la seconda parte del romanzo, quella relativa al castigo.
Di fronte a tanta lucidità e perseveranza nell'affrontare in maniera coraggiosa la vita, Raskol'nikov compirà la sua maturazione, arrivando a capire che l'unica, possibile via di redenzione e di salvezza, sta nell'amore del prossimo e della vita.
Importante il messaggio di cui Dostoevskij si fa portavoce attraverso Sonja, un messaggio di speranza, di trionfo dell'amore e della compassione sulla meschinità e l'impoverimento morale, tematica ampiamente descritta dall'autore attraverso la descrizione di personaggi tragici nella loro bassezza morale, prerogativa, questa, di tutta la sua produzione letteraria.

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Delitto e Castigo 2014-03-22 14:58:20 Gioiese
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Gioiese Opinione inserita da Gioiese    22 Marzo, 2014
Ultimo aggiornamento: 22 Marzo, 2014
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Il castigo ce lo impone la nostra coscienza.

[Contiene spoiler sul finale.]

Siamo nella Russia di Dostoevskij, a Pietroburgo. La vicenda si svolge tutta intorno al protagonista del romanzo, Rodion Raskol'nikov, il quale è un ex studente universitario, che dopo aver abbandonato gli studi, vive da fallito in una casa minuscola nei bassifondi di Pietroburgo. Importanti per lo sviluppo della storia e per capire bene il romanzo di Dostoevskij, sono il carattere ed i pensieri del giovane protagonista. Egli è infatti un uomo fondamentalmente buono ma orgoglioso, chiuso, quindi tende a sembrare freddo con le persone e a non dimostrare i sentimenti che prova. Spinto dalla notizia che sua sorella vuole sposare un uomo ricco per poterlo aiutare economicamente a riprendere gli studi, sacrificando piuttosto lei stessa e la sua vita, decide di non accettare questo sacrificio, piuttosto troverà da sé una buona somma di denaro per far sì che non ci sia bisogno di quel matrimonio di convenienza. Per avere questi soldi, elabora un piano ingegnoso di omicidio di una vecchia usuraia, alla quale avrebbe rubato tutti i suoi averi e fatta così una discreta somma.
Nonostante qualche cambiamento del piano dell'ultimo momento, e la presenza imprevista della sorella della vittima, tutto riesce alla perfezione: nessuno sarebbe mai potuto risalire a lui ed incolparlo di quel duplice omicidio. Tuttavia adesso sorgono i problemi: Dostoevskij infatti, con grande maestria, riesce a descrivere bene il "castigo" che si abbatte sul protagonista per i delitti che ha commesso. Egli infatti si ammala sia fisicamente che, soprattutto, psicologicamente, e la paura di essere scoperto lo porta a distaccarsi sempre di più dalla famiglia e a distruggersi piano piano a livello mentale. Più volte sarà sul punto di tradirsi e più volte penserà a costituirsi; e lo farà spinto da Sonja, proprio quando un'altra persona aveva confessato di aver commesso l'omicidio, e quindi il caso era stato risolto; lui non correva più alcun pericolo. Secondo me con questo passaggio Dostoevskij ci ha voluto insegnare che è giusto pagare quando si commette del male, per poter pulirsi la coscienza e non vivere tutta la vita in preda ai rimorsi. L'amore per Sonja lo porterà a sopportare la prigione, nella speranza di potersi rifare una nuova vita quando avrà scontato la pena.
Il questo fantastico romanzo, il tema portante è il tormento e la lenta distruzione fisica e mentale del protagonista; questo è il modo in cui deve espiare la sua colpa, questo è il vero castigo, non la prigione. Accanto a lui, in una Pietroburgo divisa (come tutto il mondo da sempre) tra gente che per mantenere la famiglia è costretta a prendere il foglio giallo (cioè a fare la prostituita) e gente che è abbastanza ricca da credere di poter comprare tutto coi soldi, il giovane protagonista troverà un amico, Razumichin, il quale sarà davvero importante per lui e per la sua famiglia. La grande abilità di Dostoevskij nel descrivere minuziosamente tutti i personaggi, tutti a loro modo importantissimi nella storia, rende il romanzo molto realistico ed affascinante.
Importanti sono i pensieri del protagonista, su tutti troviamo una teoria secondo la quale gli uomini non sono tutti uguali, ma alcuni sono al di sopra della legge in quanto geniali: "Io non lo accuso, non pensatelo nemmeno, vi prego; e poi, non è affar mio. C'entrava anche una sua teoria personale, una teoria così e così, secondo la quale gli uomini si dividono in mate­riale grezzo e individui speciali, cioè individui per i quali, data la loro posizione elevata, la legge non vale; anzi, sono loro che fanno le leggi per gli altri uomini, per il materiale, per la spazzatura. Non c'è male, una teoria così e così: une thèorie comme une autre. Napoleone lo ha terribilmente affascinato; cioè, con più precisione, lo ha affascinato l'idea che moltissimi uomini geniali non abbiano badato a una cattiveria singola e siano passati oltre, senza stare a pensarci."
Troviamo anche il pensiero machiavellico de "il fine giustifica i mezzi": "Se l'ammazzassimo e ci prendessimo e suoi soldi, per dedicarci poi con questi mezzi al servizio di tutta l'umanità e della causa comune, non credi che un solo piccolo delitto sarebbe cancellato da migliaia di opere buone? Per una vita, migliaia di vite salvate dallo sfacelo e dalla depravazione. Una morte sola, e cento vite in cambio."
Romanzo da leggere con assoluta concentrazione.

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Delitto e Castigo 2014-03-11 23:57:38 Rollo Tommasi
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Rollo Tommasi Opinione inserita da Rollo Tommasi    12 Marzo, 2014
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Anatomia del disporre della vita altrui

“Egregio signore, la povertà non è un vizio, è una realtà. (…) Ma la miseria, egregio signore, la miseria è vizio”.

In queste parole – pronunciate in un'infima bettola da un derelitto ubriacone allo studente Raskòl'nikov – c'è l'essenza di questo capolavoro della letteratura russa.
Dostoevskij presenta sin dall'inizio il suo protagonista (Raskòl'nikov, per l'appunto) come un uomo che, per quanto ancora si maceri ed esiti, si nutre già di un proposito delittuoso. Nei fatti non è ancora transitato dalla POVERTA' di un'arrangiata condizione di vita alla MISERIA morale causata dal compimento di un atto violento. Ma mentalmente il passaggio c'è già stato.
E allora Raskòl'nikov ricostruirà con il lettore il modo in cui è giunto all'idea di assassinare la vecchia usuraia alla quale porta in pegno oggetti di un qualche pregio, per avere in cambio una manciata di copechi (cioè una boccata di ossigeno). Ma poi tale proposito metterà in atto, con l'inganno e un poderoso colpo d'accetta: e il delitto sarà compiuto, e incancellabile.
Sebbene riesca ad allontanarsi dal luogo dell'omicidio senza essere visto, Raskol'nikov, dentro di sé, sa già che la parabola discendente è iniziata, e che l'ineluttabilità dell'azione (il delitto) lascerà il posto all'ineluttabilità della reazione (il castigo). Il folgorante paradosso che regge tutto il libro e ne fa un riferimento costante (se non un'opera unica) è proprio in questa lunga parte del romanzo: al passaggio del protagonista attraverso tutti i gradi della MISERIA (che ha innescato con le proprie mani), si accompagna il progressivo svelarsi delle motivazioni che hanno dettato lo scellerato atto, e che Raskòl'nikov riconduce ad una sua idea di “grandiosità” (ma su questo è bene non svelare troppo, e lasciar tutto al piacere della lettura).

Poste queste premesse – e tenuto conto che quasi tutto è stato detto di quest'opera – pare cogliere nel segno chi, in una precedente recensione, ha messo l'accento sul carattere pratico e “sperimentale” dell'analisi di Dostoevskij: è come essere al cospetto di un “empirista” che, anziché servirsi della pura filosofia o della scienza, sceglie di dissertare della natura umana attraverso la più alta letteratura.
Lo scrittore russo costruisce un vero e proprio “affresco”, facendo ricorso ad una modernità non solo di stile ma anche nella ricostruzione dei personaggi. Che aspirano al rango di caratteri universali: come la madre e l'amata sorella Dunja; il fedele e volenteroso amico Razumichin; Petrovic, l'antipatico e gretto arricchito che aspira alla mano di Dunja e su ciò viene fermamente contrastato dal protagonista; Porfirij, l'incalzante poliziotto “di quartiere” deciso ad afferrare il bandolo della matassa delittuosa; la fragile e caritatevole Sonja, inventatasi prostituta per dare sostentamento alla madre ed ai fratelli più piccoli; e numerosi altri.
Nemmeno l'entrata in scena dei personaggi minori si riduce a semplice “comparsata”: quando meno ce lo si aspetta, essi si ripresentano nella vicenda, testimoniando della complessità dell'intreccio creato dallo scrittore russo.
Sullo sfondo – ma neanche tanto – la povertà degli abitanti di una Pietroburgo fredda e avara di occasioni e speranze. E' a questa POVERTA' che Raskol'nikov prova a ribellarsi, ritrovandosi però avvolto in quella MISERIA che (a differenza della medesima povertà) non è una condizione di vita bensì un abisso dell'animo.
Così, scivolando verso l'inevitabile finale, si svela l'intimo collegamento tra miseria e giustizia, che in qualche modo diventa, per l'uomo, destino.

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Delitto e Castigo 2013-10-21 14:51:53 martacarta
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martacarta Opinione inserita da martacarta    21 Ottobre, 2013
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Quasi una teoria della razza.

É Raskoln’ikov stesso a illustrare le proprie riflessioni al sospettoso giudice istruttore Petrovi?: si tratta di una legge naturale della cui esistenza non dobbiamo dubitare, benché non sia stata ancora dimostrata biologicamente. Gli uomini, secondo il tormentato ex-studente di legge, si dividono, per natura, in due categorie: una inferiore, che è quella degli uomini ordinari che serve unicamente a procreare altri individui simili, e un’altra che è quella degli uomini veri e propri, i quali, cioè, hanno il dono o il talento di dire, in seno al loro ambiente, una parola nuova. I tratti caratteristici delle due categorie sono abbastanza netti: la prima categoria è composta, in linea di massima, da persone conservatrici che vivono nell’obbedienza. Quelli della seconda categoria, invece, violano tutti la legge, sono dei distruttori.
Questo pensiero, a ben vedere, non ha in sé niente di particolarmente sovversivo o originale; l’originalità sta nel fatto che Raskol’nikov, seguendo coerentemente il proprio ragionamento, arriva a risolvere secondo coscienza la “questione del sangue”. I delitti di questi uomini straordinari sono assai disparati, trattandosi di disobbedienti: per lo più, essi chiedono la distruzione del presente in nome di qualcosa di meglio. Se a uno di loro occorre, per realizzare la propria idea, passare sopra il sangue, sopra un cadavere, secondo Raskol’nikov egli può permettersi, in coscienza, di farlo.
Tuttavia, non c’è da preoccuparsi che venga sovvertito l’ordine sociale: l’incidenza del “diritto a delinquere” è minima, se si considera che l’enorme massa degli uomini (“il materiale”) esiste per arrivare a mettere al mondo questi grandi geni, coronamento dell’umanità, con una proporzione approssimativa di uno su migliaia di milioni di uomini.
Ed ecco che Petrovi? muove un’osservazione fondamentale: cosa potrebbe accadere se si verificasse qualche confusione e un individuo di una categoria immaginasse di appartenere a un’altra? “Oh, ma questo accade spessissimo!”, risponde Raskol’nikov, e noi con lui. Molti uomini “ordinari”, infatti, per un capriccio di natura, credono d’essere uomini d’avanguardia, “distruttori”. Per contro, molto sovente non si accorgono degli “uomini nuovi”, dei geni, e perfino li disprezzano.
Lo stesso Raskolnikov, fascinato dalla figura di Napoleone, sarà vittima di questa capricciosità di natura: dopo un’iniziale esaltazione del sé e una sorta di ebbrezza che porterà al delitto, giungerà il tormento e la piena consapevolezza del proprio errore, insieme a una necessità di espiazione.

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Delitto e Castigo 2013-07-27 10:16:16 Mendax
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Mendax Opinione inserita da Mendax    27 Luglio, 2013
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Capolavoro

Avete presente quando si sottolineano le frasi da ricordare in un buon libro?
Ecco, sin dalla prima pagina qualsiasi sottolineatura mi è sembrata solo un modo per "sporcare" questo capolavoro che dovrebbe rimanere intatto nella sua integrità.
Il risultato? Un quadernino rimpinguato di brevi frasi o lunghi estratti.
Prostitute, alcolisti, una povertà dilaniante in una Pietroburgo malata, sono le caratteristiche che fanno ben intendere l'ambientazione in cui il protagonista Raskolnikov, un giovane dalle tendenze superomistiche, compie il suo primo omicidio per dimostrare a sè stesso di valere qualcosa.

Intreccio favoloso, situazioni indimenticabili, scene ottimamente descritte: Insomma, tipicamente Dostoevskij.

Inoltre consiglio Match Point, film di Woody Allen basato sulla falsariga del suddetto romanzo.

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Delitto e Castigo 2012-10-12 09:14:49 Ciusbetti
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Ciusbetti Opinione inserita da Ciusbetti    12 Ottobre, 2012
Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre, 2012
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Tra i miei classici preferiti

Premettendo che ancora non sono riuscito a leggere tutta la produzione del mio amico Fedor, posso al momento affermare che Delitto e Castigo è, insieme ai Fratelli Karamazov, in vetta nelle mie preferenze verso di lui.
C'è comunque una netta differenza tra i due libri, in quanto ne i Karamazov la narrazione è molto ricercata ed a tratti risultante lenta, mentre in delitto e castigo i capitoli scorrono che è un piacere e solo in rarissime occasioni si nota qualche rallentamento.
La storia parla di uno degli eroi tipici Dostoevskiani, uno studente universitario in bolletta molto introspettivo ed a tratti scrorbutico e asociale, ma generoso e di buon cuore di fronte alle avversità che colpiscono chi sta peggio di lui.
E' un tipico eroe che si trova anche in altre sue produzioni e mi piace pensare che sia anche il suo preferito.
Ovviamente la storia si basa su un delitto e su tutto quello che ne consegue, ma non voglio rovinarvi il piacere di leggerlo.
L'analisi introspettiva dei personaggi è minuziosa e quando entrano in scena molto spesso già li conosciamo, oppure l'autore risulta pronto a presentarceli ed analizzarli, ogni parola o gesto non viene mai per caso.
Ne risulta che è molto facile immergersi dentro la storia, e molto difficile uscirne fino a che non si arriva all'ultima pagina.
Per chi non è abituato agli scrittori Russi inizialmente troverà un pò di difficoltà con i nomi dei personaggi, perchè ognuno ha almeno due appellativi (in base al grado di conoscenza delle persone cui si rivolgono loro).
Superato questo piccolo ostacolo vi assicuro che non vi pentirete della lettura.
Delitto e castigo è nella Hall of Fame dei miei classici preferiti.
Consigliatissimo.

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Delitto e Castigo 2012-07-24 13:45:22 il_viso_accadde
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il_viso_accadde Opinione inserita da il_viso_accadde    24 Luglio, 2012
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Pregiudizi avvilenti

Diversamente da come è solito fare, in questa recensione non voglio parlare di trame, personaggi, focalizzazioni o altro. La inizierò, invece, mandando con molta pacatezza a quel paese tutte quelle persone apatiche e amorfe che, oltre a non prendersi la briga di leggere dei romanzi impegnativi, cercano in tutti i modi di demoralizzare chi avrebbe voglia di farlo. Se fossi rimasto ad ascoltarle, probabilmente adesso starei ancora sfogliando i libri per la fascia di dodici anni. I romanzi dei grandi autori stanno diventando quasi dei tabù, perché si evitano a tutti i costi linguaggi ostici e trame noiose. Io stesso, appena ho letto il titolo in biblioteca, ho associato Dostoevskij a "mattone", ma non per esperienza, perché avessi letto "L'idiota" o altro, bensì per sentito dire.
Non ha senso limitarsi alle letture "commerciali", quando con un minimo di volontà si possono affrontare i classici, cioè, ricordo, quei romanzi che addirittura sono stati elevati a modello, riletti dopo decenni, secoli e millenni! Non sono le copie vendute a determinare la qualità di un romanzo!
In conclusione, se volete voglia di un bel libro, leggete "Delitto e castigo" e fregatevene di quello che dicono gli altri. Non bisogna pensare che affrontare Dostoevskij sia un'impresa impossibile, e ancora meno credere che chi ne ha il coraggio sia un masochista!

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Delitto e Castigo 2012-06-16 13:33:27 valeg
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valeg Opinione inserita da valeg    16 Giugno, 2012
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Doveroso affrontarlo.

Difficile stabilire il punto di partenza per recensire questo romanzo,com’è difficile catalogarlo in un genere preciso,perché “delitto e castigo” è tutto e niente,lo si può leggere,ti può cambiare o lasciarti indifferente. Le chiavi di lettura sono molteplici ,possiamo intravedere dei trattati psicologici,tematiche sociali,la denuncia di una società malandata che è quella dell’epoca presa in considerazione, o se non vogliamo tanto addentrarci tra le righe ,in superficie abbiamo un piacevolissimo e intrigante giallo,realistico e coinvolgente,in cui l’autore intinge, in un piacevolissimo calderone, tutte le sue ponderate visioni filosofiche. Della trama quindi mi limiterò a dire che il titolo dice molto,ovverò c’è un delitto, una serie di eventi più o meno prevedibili,e alla fine un non prevedibile castigo,non tanto per la pena,ma come essa verrà estinta. L’elemento di potenza comunicativa usato da Dostoevskij,nonché sua grandiosa creatura, è il protagonista, il giovane e scapestrato studente Pietroburghese Raskol’nikov,non tanto per la sua eccezionalità,ma per la sua incredibile vividezza,per la spettacolare caratterizzazione psicologica,per la sua acutissima intelligenza,la sua capacità di cogliere gli insignificanti particolari che fanno la differenza,e per le sue implicite debolezze emotive, egli è l’assassino,il martire del proprio rimorso ,egli ci trasporta nella sua mente attraverso l’evolversi della narrazione,nel sudiciume di un indigente ceto popolare che all’epoca imperversava nella Russia pre-Leninista,che sarà il germe della rivoluzione,nella povertà,nella presunzione di ritenersi un super uomo che il destino non gli ha concesso ciò che meritava,nell’arroganza di potere quelli che gli altri non possono e di scrivere da se il proprio destino,anche con il sangue, e la pena,il castigo,non gli verrà imputato dalla legge,ma dal proprio rimorso,e attraverso la sofferenza e l’amore,egli troverà la via per la propria redenzione,la via per un’esistenza giusta e superiore. Quello che più mi ha più affascinato durante la lettura, è stata la cesellatura minuziosa e particolareggiata dei personaggi,magistrale nel giovane protagonista,ed estremamente convincente ed irripetibile per coloro che gli orbitano attorno, dal fedele e affidabile quanto ingenuo Razumichin unico amico di Raskol’nikov,al perfido arrivista e mendace Luzin,prototipo della classe dirigente russa dell’epoca,al sagace e umano Giudice istruttore Porfirj,all’angelica e Sonia, che la sua natura la farà emergere dal fango della depravazione,tutti magistrali nella loro umanità. Insomma un libro di formazione immancabile,io ho amato di più Tolstoj,i cui messaggi mi sono entrati più in profondità, ma Dostojiesky è come lo scienziato che per dimostrarti l’attendibilità delle sue teorie,ti fa vedere l’efficacia dell’esperimento. E’ indiscutibile che quest’opera ,nella sua poliedricità comunicativa,abbia certamente contribuito ad ispirare in maniera più determinante le future generazioni di scrittori,insomma un’opera molto significativa nella storia della letteratura moderna. E’ un romanzo facile da leggere,piacevole nell’evoluzione della trama,meno, ma di proposito, nello squallore delle ambientazioni e nelle descrizioni della malata fauna cittadina dell’epoca,a volte possono pesare gli interminabili monologhi,soprattutto quelli relativi all’indagine del delitto,non mancano i momenti comici e tragi-comici,insomma da leggere,per capire come si riesce a dar vita a dei personaggi di fantasia.

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Dopo aver letto questo si può leggere tutto!(a parte Joyce,forse!)
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Delitto e Castigo 2012-01-13 10:36:28 Klayzt
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Klayzt Opinione inserita da Klayzt    13 Gennaio, 2012
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Delitto e Castigo

In “Delitto e Castigo” Dostoevskij riversa tutto il proprio genio il quale non solo verte sull'ambito letterario, ma si avvale appunto di profonde conoscenze filosofiche, antropologiche e psicologiche.
Egli pone il personaggio principale, Raskòl'nikov, giovane ex studente, prematuro pensatore ed idealista, nello scenario di una Pietroburgo sporca, polverosa e opprimente, brulicante di personalità stereotipate, di varia estrazione sociale: ubriaconi, piccoli borghesi, mendicanti, finti aristocratici, prostitute, osti, studenti, usurai, vedove in disgrazia.
Il giovane Raskòl'nikov, un ragazzo estremamente suscettibile e tuttavia fiero dei propri originali pensieri, si fonde e sprofonda nella metropoli, rinuncia alle proprie ambizioni senza neanche rendersene conto e scivola nell'ozio e nell'inerzia del suo squallido e minuscolo appartamento. Costantemente irritato dal suo fallimento in corsa, sviluppa nella sua mente un'idea fissa, una teoria: “Che sia giusto compiere un piccolo atto cruento se questo serve a sopraelevarsi nella società? Che sia giusto quando, a buon ragione, l'omicidio in questione viene attuato nei confronti di chi opprime, vive di rendita e non offre niente al mondo se non sofferenza? Che sia giusto per chi, a differenza di molti si possa considerare un eletto, “un Napoleone”, schiacciare i pidocchi della società per il bene proprio e quello comune?”
A questo proposito Raskòl'nikov si decide all'azione e sceglie di assassinare una vecchia malefica usuraia, con il duplice scopo di arricchirsi del bottino per poter porre le basi economiche della propria carriera e quindi potersi “sopraelevare”, e di mettersi alla prova, scoprendo se in realtà egli possa sostenere il peso di una tale impresa e quindi riconoscersi in uno dei pochi “eletti”.
E' da notare come Dostoevskij, impiantando questa ipotesi filosofica nella mente del suo protagonista, sembri quasi anticipare, se non (teoria ardita, ma comunque plausibile) gettare le basi per quello che sarà il successivo pensiero nietzchiano, quello che impernia la sua centralità nel “superuomo”.
Anche se l'omicidio, minuziosamente pianificato, procede grosso modo secondo i calcoli prestabiliti da Raskòl'nikov egli si ritroverà ad affrontare una sorta di deterioramento interiore a seguito del misfatto, il quale lo porterà ad una sorta di febbre celebrale nel quale delirio egli teme in continuazione di tradirsi, lasciandosi attanagliare da ogni forma di paranoia la quale spesso raggiunge le forme più maniacali, morbose e violente. A peggiorare (nel tentativo di migliorare) il tutto ci sono i vari personaggi (anch'essi magistralmente curati nella costruzione dei caratteri in tutte le varie sfaccettature), quali, in primo luogo la madre e la sorella, giunte (in un momento poco oppurtuno) dalla periferia, che soffocano letteralmente Raskòl'nikov di cure e affetto.
Il giovane amico ed ex collega universitario Razumichin, pieno di vigore e vitalità, ottimista e responsabile, legato fraternamente a Raskòl'nikov, offrendo a questi tutto il suo sostegno e ponendosi come cuscinetto tra le due familiari ed egli.
La sfortunatissima Sonja, appena adolescente, travolta dalla povertà assoluta e costretta a “prendere il biglietto giallo” (cioè a prostituirsi), che diventerà per il protagonista oggetto di amore e mezzo di espiazione.
Questi, e tanti altri personaggi contribuiscono non come contorno ma bensì come parti integranti e indispensabili del racconto interagendo in modi diversamente passionali con il protagonista.
Tutti questi elementi caratterizzano e determinano un lettura sorprendentemente scorrevole seppur fittamente ornata da elementi estrinsechi della cultura, degli usi e delle tradizioni russe, che coinvolge intimamente il lettore e lo trascina, in usa sorta di complicità emotiva, nelle vicissitudini e nelle sventure dell'originalissimo personaggio principale e degli altrettanto originali personaggi secondari. Elementi che nell'insieme rendono “Delitto e Castigo” un capolavoro della letteratura classica russa che ha influenzato, senza ombra di dubbio, il carattere e lo stile del romanzo moderno occidentale.

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Delitto e Castigo 2011-12-26 22:52:23 Little_Dolly
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Little_Dolly Opinione inserita da Little_Dolly    27 Dicembre, 2011
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Tormentato

Sul fatto che sia un bellissimo libro non c'è nulla da ridire, l'unico vero difetto è forse l'inizio. Perchè dico questo? Perchè le prime pagine di un libro sono importantissime e queste non riescono fin da subito ad appassionarti.
Andando avanti la storia poi diventa bellissima ma discontinua, c sono momenti e situazioni resi benissimo ed altri che tendono ad annoiare o comunque a dilungarsi troppo.
Il finale mi è piaciuto moltissimo!
Lo stile di questo romanzo è ottimo ma non lo definirei indimenticabile. Meglio il contenuto che ci affligge con i deliri e i sensi di colpa di un animo tormentato.
Nonostante le critiche lo trovo comunque un ottimo libro.

Consiglio questo libro a chi abbia un po' di tempo per potersi concentrare appieno sulla storia.

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Delitto e Castigo 2011-07-07 13:24:15 Sara S.
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Sara S. Opinione inserita da Sara S.    07 Luglio, 2011
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il mio libro preferito

Bellissimo!!! Un libro che offre tantissimi spunti di riflessione e che mi ha lasciato carica di emozioni contrastanti. E' stata una lettura quasi dolorosa, divorata con brama, e dalla quale non riuscivo a staccare gli occhi! Il finale prima dell'epilogo è stato un colpo al cuore, da una parte ci sono rimasta malissimo, è il primo Dostoevskij che leggo e l'avrei preferito più cinico e cattivo. Ciò nonostante questo romanzo è un capolavoro!!!

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Delitto e Castigo 2011-07-05 08:05:04 Poiana
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Poiana Opinione inserita da Poiana    05 Luglio, 2011
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Più unico che raro

Romanzo più unico che raro nel suo genere, qui emerge tutta la grandiosità di Dostoevskij, capace di rendere omaggio alla stupenda Pietroburgo, con dettagliate descrizioni, e di dar voce ai moti interiori dei personaggi principali con una polifonia del tutto nuova per il suo secolo.
Storia avvincente ed originale, capace di tenere il naso del lettore incollato alla pagina, in 700 pagine di romanzo il climax è sempre in crescendo e, chi legge, difficilmente potrà intuire cosa accadrà nella pagina successiva in quanto, le azioni ed i pensieri del protagonista Rasol'nikov, sono tanto imprevedibili quanto originali.
Semplicemente grandioso, un caposaldo della letteratura, capace di compiere un'indagine approfondita e precisa nell'animo e nel cuore del protagonista, senza risultare mai banale e con le capacità di uno psicanalista del nostro tempo.
Buona lettura

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Delitto e Castigo 2010-12-03 09:56:00 MATIK
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MATIK Opinione inserita da MATIK    03 Dicembre, 2010
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Delitto e castigo

stupendo classico ognuno di noi lo deve avere nella sua libreria!
lo stato d'animo del protagonista descritto dall'autore in maniera ineccepibile tutti i suoi rimorsi rancori scelte e la scoperta dell'amore per Sonia anche lei dalla vita provata ma sempre pronta ad affrontarla con più fiducia ed accettazione e pronta ad amare chi gli sta intorno senza chiedere in cambio niente.

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Per chi ama gli autori russi!
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Delitto e Castigo 2010-07-31 20:10:05 paolodal
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paolodal Opinione inserita da paolodal    31 Luglio, 2010
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Le avventure dell'animo umano

Pochi scrittori come Dostoewskij sono riusciti a scandagliare l'animo umano cosi' a fondo. Opera di grande spessore ma scorrevolissima. E' l'avventura di un giovane e del suo animo inquieto che, attraverso un omicidio, va dall'esaltazione, alla paura, alla colpa, fino ai rimorsi, in un uragano di sensazioni e sentimenti. Ma chi l'ha detto che i classici russi sono mattoni? A me questo libro e' sembrato avvincente come un giallo... dimenticate la faccia antipatica del vostro vecchio professore di lettere, che ve lo dava da leggere per le vacanze... fate finta che ve lo dia Giorgio Faletti, la notte prima degli esami.... e portatevelo sotto l'ombrellone!

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Consigliato a chi vuole portarsi un bel giallo sotto l'ombrellone
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Delitto e Castigo 2010-06-30 07:12:24 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    30 Giugno, 2010
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Delitto e castigo

Evento chiave del romanzo è un duplice omicidio, di una vecchia usuraia e della sorella, per mano di Raskolnikov, studente di Pietroburgo, vicino di casa delle vittime.
Da qui parte l'introspezione del protagonista, un viaggio nella coscienza dell'assassino, evidenziandone tutti gli aspetti: compiacimento prima e rimorso poi,sofferenza,delirio,solitudine,miseria e paura.
L'autore fa compiere al suo "eroe" un lungo cammino : dalla fase iniziale in cui egli si considera un "superuomo", così da giustificare il suo gesto nefando in nome di un bene superiore (paragonandosi ad un novello Napoleone), al termine della lunga parabola psicologica, in cui, tormentato nel profondo dell'animo, arriva al pentimento e al rimorso indelebile.
Un'indagine spettacolare, che scava nel cuore e nella mente di un uomo comune.
Come definirlo, se non un colosso della letteratura di tutti i tempi.

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Delitto e Castigo 2010-06-25 21:21:11 Indigowitch
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Indigowitch Opinione inserita da Indigowitch    25 Giugno, 2010
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I tormenti della psiche

E' il primo romanzo che ho letto di Dostoevskij e me l'ha fatto amare subito.
Con una prosa scorrevole e un ritmo febbrile, Dostoevskij ci introduce nella mente del giovane Raskolnikov, che si macchia di omicidio nei confronti dell'anziana padrona di casa.
Il movente dell'omicidio è poco chiaro, anche se intuibile: Rodja (questo il nome di Raskolnikov)è un giovane squattrinato,e la vecchia padrona di casa è una persona gretta e avida, che pensa solo a far soldi.
Questo gesto, tuttavia, per quanto possa trovare giustificazione nell'esasperazione, in una condizione di vita miserabile, inizia a scavare un solco nella coscienza del protagonista, corrodendolo dall'interno, procurandogli una sofferenza interiore che Dostoevskij descrive mirabilmente.
Se nella tragedia greca il rimorso di Oreste viene personificato nel mito delle Erinni, in questo romanzo ottocentesco si assiste al tortuoso percorso interiore di un'anima tormentata.
Non c'è più il Mito a trasfigurare e a simboleggiare i tormenti dell'anima, ma un uomo di fronte alla sua coscienza.
A rendere ancora più affascinante la lettura è la consapevolezza, da parte del lettore, che il protagonista pagherà le sue colpe di fronte alla giustizia e dunque alla società, ma il castigo più duro, il dolore più cocente saranno quelli patiti dalla sua anima.
Un capolavoro tremendamente attuale, sopratutto per la capacità di Dostoevskij di parlarci di Raskolnikov senza cadere nella tentazione di presentarlo come un eroe maledetto o, al contrario, come un colpevole da redimere, ma semplicemente come un uomo nella sua totalità, nel bene e nel male.
Da leggere.

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Delitto e Castigo 2010-06-25 19:11:25 luna3
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luna3 Opinione inserita da luna3    25 Giugno, 2010
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Auentico capolavoro

Questo libro non puoi dimeticarlo, ti lascia dentro l'angoscia provata da un povero ragazzo di PIetroburgo che trovandosi in uno stato di disagio sociale senza lavoro senza soldi e con un affitto da pagare si ritrovi con il pensiero prima e con i fatti poi a commettere un delitto. Il protagonista a differenza dei grandi uomini come Napoleone non è riuscito a sopportare il peso di ciò che ha fatto, senza tuttavia pentirsena mai.Secondo il suo pensiero spargere del sangue con l'obiettivo di evitar i problemi ad altre persone non puo essere un peccato. Bellissima lettura non scorrevolissima ma la consiglio atutti.

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lo consiglio a tutti quelli che amano i classici.
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Delitto e Castigo 2010-06-14 12:20:30 pinucciobello
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pinucciobello Opinione inserita da pinucciobello    14 Giugno, 2010
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Capolavoro assoluto

Romanzo straordinario, capolavoro assoluto di cui è impossibile dimenticare nè i dettagli nè l'ambientazione. La povertà è vera e palpabile miseria, l'amore è sentimento puro ed imperituro. Modernissimo (ed in seguito imitatissimo, in letteratura e cinematografia) nella struttura narrativa, personalmente lo considero un romanzo-rifugio di cui rileggere qualche pagina per purificarsi quando si resta delusi da letture contemporanee super osannate ma risultate poi deludentissime.

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Da consigliare ai figli almeno una volta al giorno ... della serie: " Hai comprato il pane ? e letto "Delitto e Castigo"?
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Delitto e Castigo 2010-03-24 12:02:36 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    24 Marzo, 2010
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Capolavoro

Bellissima esperienza di lettura di un classico della letteratura mondiale. Pubblicato per la prima volta nel 1866 dopo una lunga stesura. Dopo più di due secoli è stato scritto di tutto sulla maestria e la bellezza di questo testo. La mia sensazione è stata piacevolissima, ho riso, mi sono commossa ed ho riflettuto tanto. Mi rimangono impressi i personaggi così diversi e veri come se fossero attuali uomini e donne di questa società. Sento la "febbre" di cui spesso i personaggi sono colpiti, come forma di difesa necessaria per esorcizzare la realtà. Sento la miseria, la povertà, dove per lenire la fame basta bere un tè caldo.

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Delitto e Castigo 2008-12-30 19:27:20 Alatiel
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Alatiel Opinione inserita da Alatiel    30 Dicembre, 2008
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Masterpiece

Mi sembra di fare un sacrilegio mettendomi qui a giudicare Dostoevskij. L'ha già fatto la storia al posto mio.

Questo libro è già un capolavoro dichiarato e altre parole non servono.

Vorrei solo ricordare che un gran libro di riconosce anche dalla modernità costante dei suoi contenuti.

Se posso fare un paragone assurdo, questo libro è uno Chanel: non passa mai di moda!

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... a chi sa leggere e non giudica un libro da quanto "scorre"!
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Delitto e Castigo 2008-10-29 23:57:33 Raffina
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Opinione inserita da Raffina    30 Ottobre, 2008

il più bello

E' uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Scritto bene e scorrevole. Coinvolgente e piacevole. Si "vede" e si "vive" la storia e le emozioni del protagonista. I suoi sentimenti trapelano nelle righe intrise di suspence......

Sicuramente da leggere e rileggere anche per lo stile e la scrittura piacevolissima.

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a chi piace l'emozione forte
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