Factotum Factotum

Factotum

Letteratura straniera

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Factotum, di seguito riportiamo la trama del romanzo e la presentazione dell'editore. Avventuroso e osceno, divertito e disperato, sboccato e insieme lirico, Factotum, il romanzo che ha rivelato Bukowski al pubblico italiano, è innanzitutto e soprattutto un romanzo on the road, e Henry Chinaski, l’alter ego dell’autore, ne è il suo protagonista assoluto. Un factotum appunto – nel senso che passa indifferentemente da un mestiere all’altro – che attraversa l’America vivendo alla giornata, affidandosi all’improvvisazione e al caso, pronto a seguire il primo richiamo ma fedele a un destino che si trasforma in uno stile di vita fatto di lavori manuali, sesso intenso e sfrontato, sbornie quotidiane.

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Opinioni inserite: 5

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Factotum 2017-03-16 12:25:09 Cristina72
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Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    16 Marzo, 2017
Ultimo aggiornamento: 16 Marzo, 2017
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Promosso, con riserva

Per me è il terzo romanzo di Bukowski, dopo Storie di ordinaria follia e Post Office, e il termine “sopravvalutato” viene inevitabilmente in mente mentre si scorrono pagine troppo simili tra loro.
Il talento di Bukoski, che emerge qua e là da frasi spiazzanti e descrizioni acute, occorre sempre andarselo a cercare armati di buona volontà, tra scommesse su soporifere corse di cavalli (l'entusiasmo al riguardo è tutto dello scrittore), sbornie colossali e decine di donne che per qualche ragione gli si strusciano sistematicamente addosso.
Con quelle alcolizzate come lui si accasa a breve termine, dividendo sesso, bottiglie e lenzuola sporche, sempre, però, irrimediabilmente solo e soffocato dall'accidia quando le miserie della vita gli saltano al collo.
Si potrebbe liquidarlo definendolo ripetitivo, ma non gli si renderebbe completamente giustizia, perché Bukoski è come quegli studenti intelligenti che non si applicano e che finiscono per disorientare gli insegnanti calando inaspettatamente l'asso.
Promosso, quindi, con riserva.

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Miller.
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Factotum 2016-09-26 20:29:51 Vita93
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Vita93 Opinione inserita da Vita93    26 Settembre, 2016
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Ogni uomo è un poeta

Un’ agenzia di distribuzione riviste, una redazione di un giornale, un magazzino di pezzi di ricambio per auto, una fabbrica di biscotti per cani, un negozio di abbigliamento, un ufficio spedizioni, un magazzino di biciclette, una ditta di impianti di luce al neon, un’ altra specializzata in articoli natalizi, un albergo.
Henry Chinaski è un “ factotum “, svolge con indifferenza una serie interminabile di lavori infimi da una parte all’ altra dell’ America tra New Orleans, Los Angeles, New York, Filadelfia, Miami, St Louis.
“ Fare i bagagli è sempre divertente “.

“ Factotum “ è il racconto di un disperato che vive alla giornata tra fallimenti di vario genere, ubriacature pesanti, donne discutibili.
Un solitario, un tipo che per sopravvivere deve poter contare sulla propria solitudine per non indebolirsi.
“ Per ogni Giovanna d'Arco c'è un Hitler appollaiato dall'altra estremità dell'altalena. “

Henry è disgustato dalla vita, da ciò che un essere umano è costretto a fare per mangiare, dormire e mettersi addosso qualche straccio. Non sopporta i colloqui di lavoro. Detesta i moduli d’ impiego da compilare, falsi come la vita. Per essere assunto deve omettere i lavori più ripugnanti che ha svolto in passato, le diciotto segnalazioni per ubriachezza molesta, i lunghi periodi di disoccupazione passati in compagnia di qualche poveraccia in fuga da un manicomio o da un matrimonio disastroso. Deve dimostrare di avere i requisiti adatti per compiere mansioni umilianti, necessarie ad acquistare massicce dosi di alcol e quantità sufficienti di cibo.
Chinaski preferirebbe restare a letto, a bere. Perché quando beve, il mondo è sempre là fuori che lo aspetta ma almeno per un breve lasso di tempo gli concede una tregua, una piccola speranza che sopperisce alla mancanza di ambizione, dote di cui Hank è poco fornito.
Proprio non riesce a capire come possa essere divertente alzarsi alle sei di mattina, saltare giù dal letto, mangiare qualcosa controvoglia, andare in bagno, buttarsi nel traffico per raggiungere un posto dove si fanno i soldi per conto di qualcun altro.

Nonostante l’ assenza di una trama e la fastidiosa sensazione che niente possa cambiare né in Chinaski né tantomeno nelle persone che lo circondano, non si può non catturare un significato più profondo e non restare colpiti dalle rare ma coinvolgenti perle di saggezza, dalla sincera consapevolezza di uno scrittore/protagonista che sa di cosa parla, conosce se stesso, e che racconta l’ abisso che può raggiungere un essere umano. Senza filtri, senza regole.

“ Quella notte dormii al parco. Fui svegliato da quello che sembrava un ruggito. Non sapevo che gli alligatori ruggissero. Sentii un rumore secco di mascelle che si chiudevano. In mezzo allo stagno c’ era un marinaio ubriaco e teneva uno degli alligatori per la coda. L’ animale cercava di voltarsi e addentare il marinaio ma aveva qualche difficoltà. Le mascelle erano spaventose, ma lente e sconclusionate. Un altro marinaio e una ragazza stavano a guardare e ridevano. Poi il marinaio baciò la ragazza e se ne andarono insieme, lasciando l’ altro a lottare con l’ alligatore. “

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Factotum 2011-12-12 17:09:36 mouchoirs
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mouchoirs Opinione inserita da mouchoirs    12 Dicembre, 2011
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Monotono

Prima volta che leggo Bukowski , sinceramente non mi ha appassionato per niente . Un libro abbastanza scorrevole , più per la facilità di lettura che per il contenuto . Noioso , abbastanza , monotono molto . Alla 50esima pagina ti viene da dire : "Ok , abbiamo capito che tipo di persona è questo Chinaski , e poi ... cos' altro c'è ??
Anche se personalmente penso di aver sbagliato a leggere , questo , come suo primo libro . Gli darò un' altra possibilità , ne leggerò un altro , magari Box office .

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Factotum 2011-05-16 21:20:58 Eddox
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Eddox Opinione inserita da Eddox    16 Mag, 2011
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Zampa d'elefante

"quando scopriranno che il mondo ha quattro dimensioni invece delle solite tre,si potrà andare a fare una passeggiata e sparire,niente lacrime,niente funerali,niente illusioni,niente inferni e paradisi..."Non è mai semplice commentare un libro,diventa un impresa improbabile se ci si trova davanti a un opera di bukowsky.Un insieme di oscenità,avventure scandalose,azioni al limite della perversione squarciate,di tanto in tanto,come un fulmine a ciel sereno da dieci frasi di lucidità estrema che rivelano al lettore l'universo bukowsky,che rivalutano l'uomo e l'artista,che gli consegnano di diritto un posto nell'olimpo!!genio!!

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Factotum 2011-05-06 17:56:26 Francj88
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Francj88 Opinione inserita da Francj88    06 Mag, 2011
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Caro vecchio Zio Hank ..

In questo romanzo Henry Chinaski (alter ego dell'autore) è il protagonista assoluto. Un factotum, cioè uno che passa indifferentemente da un mestiere all'altro, che attraversa l'America vivendo alla giornata, affidandosi all'improvvisazione e al caso, pronto a seguire l'istinto ma fedele ad un destino che è il suo stile di vita, fatto di lavori manuali, sesso intenso, alcool. Un' esistenza in cui "randagità" e precarietà sono sinonimi di libertà e verità.

Bukowski o lo si ama o lo si odia! E' difficile che vi sia una via di mezzo. All'inizio provavo una scarsa empatia per le sue opere. Ad una prima lettura infatti (se non si è mai letto niente del genere)si può essere infastiditi dal suo stile sboccato e che rasenta a tratti l'oscenità. Personalmente, abituata alla prosa elegante e raffinata dei miei autori preferiti, provai lì per lì disgusto leggendo Factotum (il mio primo approccio con questo autore) pensando che in gran parte, il romanzo in questione, fosse una accozaglia di volgarità gratuite. Poi però, continuando a leggere, tra una sbronza e l'altra del protagonista cominciai a scorgere delle geniali intuizioni e delle acute riflessioni sull'uomo e sulla sua esistenza. Dietro il dissacramento dei valori di una America bigotta (tanto diversa dalla nostra realtà?!)sta il rifiuto di quel malessere di fondo con cui noi tutti, o quasi, abbiamo accettato di convivere, delegando alla altrui fantasia la lotta verso quello che ci uccide..

Sicuramente il modello di vita proposto da Bukowski/Henry Chinaski non è edificante, a me piace leggerlo però come un inno alla non omologazione a tutti i costi in una società che spinge sempre più alla perdita della propria individualità.

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Consigliato a chi ha letto...
SI: a chi ama la letteratura "on the road", Kerouac e in generale la Beat Generation.

NO: ai deboli di stomaco o a coloro che potrebbero sentirsi infastiditi dallo stile sboccato dell'autore.

Credo comunque che un autore di rottura come Bukowski meriti di essere letto e conosciuto.
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