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Fight Club

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La trama e le recensioni di Fight Club, romanzo di Chuck Palahniuk edito da Mondadori. Fight Club (1996) è il primo romanzo pubblicato dall'autore statunitense Chuck Palahniuk. Il regista David Fincher ne ha poi tratto un omonimo film di culto. Alla luce del film, il romanzo ha acquisito molta popolarità e critiche, soprattutto per l'esplicita raffigurazione della violenza e per lo stampo nichilistico. La trama ruota intorno ad un anonimo protagonista che lotta con il suo crescente disagio nei confronti del consumismo e con l'ambizione della cultura statunitense verso la mascolinità. Per combattere questa situazione, crea di nascosto un club di pugilato come forma radicale di psicoterapia.

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Opinioni inserite: 11

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Fight Club 2011-11-07 12:42:21 alexmai
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alexmai Opinione inserita da alexmai    07 Novembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 07 Novembre, 2011
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"La prima regola del Fight Club è che...''

Avevo visto il film e non mi era dispiaciuto, il libro quindi è stata una scelta piuttosto naturale. Devo dire che mi è parso, almeno all'inizio, un po' frammentato... con tutto che sapevo già come andava a finire! Comunque a tratti è molto intrigante, se il lettore riesce a farsi portar via dalla storia. Senza dubbio la voglia di rivedere il film è enorme, così come quella di leggere gli altri libri di questo autore... la figura di Tyler Durden mi accompagnerà a lungo, facendomi correre brividi insoliti: perchè quel pazzo in fondo mi piace, e credo piacerà a molti dei suoi lettori!

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Fight Club 2011-10-12 00:24:09 AndreaDm
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AndreaDm Opinione inserita da AndreaDm    12 Ottobre, 2011
Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre, 2011
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In paradiso si dorme

"Quando stai per morire la gente ti ascolta invece di aspettare il suo turno per parlare. E quando qualcuno ti parla, non ti sta cacciando balle. Quando chiacchierate, costruite qualcosa e dopo siete tutt'e due diversi da prima".


"Una mattina galleggia nel water la medusa morta di un preservativo usato. E' così che Tyler conosce Maria. Mi alzo per andare a pisciare e lì contro quella sorta di affreschi preistorici di sudiciume nella tazza del water lo trovi. Ti viene da chiederti che cosa pensa lo sperma. Questa?
Questa sarebbe la cavità vaginale?? che succede quì?"


"Noi non abbiamo una grande guerra nella nostra generazione, o una grande depressione, e invece sì, abbiamo una grande guerra dello spirito. Abbiamo una grande rivoluzione contro la cultura. La grande depressione è quella delle nostre vite. Abbiamo una depressione spirituale."


"maria: non è amore o niente del genere, ma credo di volerti bene anch'io.
Un minuto.
Maria vuole bene a Tyler.
maria: No, voglio bene a te, so la differenza."



Ognuna di queste citazioni rappresenta una diversa anima di questo testo.
Pazzia, senso della realtà, violenza, amore, sesso, crimine, omicidi, disgusto, ognuno di queste cose viene rappresentata in Fight Club con uno stile compositivo veramente originale, non sempre scorrevole, ma son dettagli, di fondo, è lo stile giusto per questa storia.
Il lettore viene immerso nella realtà sociale, in diverse versioni della realtà in effetti, tutte lette secondo prospettive diverse ma con un unico denominatore comune che esplode verso la fine del testo, i sentimenti per una persona molto importante. La lettura è consigliatissima, non è un testo per deboli di stomaco, alcune parti possono risultare disgustose.
Per chi è interessato ad affrontarlo, non consiglio di continuare a leggere la mia recensione, in quanto farò un'analisi personale del contenuto svelandone alcune parti che il lettore farebbe bene a scoprire da solo durante la lettura.

Palahniuk rappresenta le due personalità (personalità duale o doppia personalità) differenti del protagonista che possono anche essere ricondotte al nostro essere conscio e subconscio.
Infatti una opera di giorno e l'altra di notte.
Il subconscio non lo vediamo mai quando vorremmo e solo lui conosce la verità sul nostro io, viaggia in mondi che noi non possiamo controllare e se per caso ce ne ricordiamo, ci sembra veramente di essere stati lì. Ma questo avviene solo dopo, quando ci siamo risvegliati.
L'autore si concentra sulla superficialità di ciò che la società fa di noi, ovvero, dei consumatori:
"le cose che possiedi, alla fine ti possiedono"
Ed è vero, lo abbiamo sempre saputo, ma non ce ne rendiamo mai veramente conto.
C'è chi cura particolarmente la sua moto, la sua auto, chi impazzisce per un profumo particolare o dei gioielli particolari, una casa super accessoriata o altre cose. Che valore hanno veramente? Nessuno!
E la convizione di ciò la realizzi nel momento in cui hai perduto tutto ed hai toccato veramente il fondo.

E' quì che entra in gioco Maria, l'artefice di tutta la storia, una donna naturalmente, come poteva essere diversamente?
L'unico essere in grado di generare caos nella mente di un uomo. E' un suo diritto innegabile.
Gli affetti sono il vero valore per cui vale la pena toccare il fondo, l'affetto per una persona a cui vuoi bene, non il bene che si vuole ad un amico, parlo di quella forma di bene che vuoi solo ad una persona e di cui ne sei geloso. Il protagonista, che nella storia non rivela mai il suo vero nome, è geloso di Tyler Durden la sua seconda personalità, perchè convinto che è solo Tyler ad aver conquistato il cuore di Maria, anche dopo aver scoperto che Tyler è solo un frutto distruttivo della sua insonnia.
E' interessante come tutta questa montatura di come riuscire in qualche modo a toccare il fondo in se stessi, sia la via corretta per il protagonista di scoprire che ama Maria. Nonostante ci sia riuscito, non lo ammetterà mai, nè lui, nè lei, è quasi un offesa alla dignità, uno scoprirsi di lati deboli.

Come toccare il fondo, ecco la nascita del FightClub!
Consiste in una serie di combattimenti svolti uno per volta a mani nude dove ogni partecipante si spoglia del proprio ruolo sociale e lascia che sia l'istinto alla violenza a predominare. Una volta al tappeto si realizza di aver toccato un fondo e rialzarsi ti farà sentir meglio oltre che vedere la realtà sotto un altro punto di vista.

buona lettura!!!

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un buon testo di psicoanalisi!
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Fight Club 2011-07-17 10:35:06 R๏гy.o°
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R๏гy.o° Opinione inserita da R๏гy.o°    17 Luglio, 2011
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Combattere, combattere, combattere!

“Questa è la tua vita e va finendo un minuto alla volta”.
Palahniuk centellina frasi del genere praticamente in ogni pagina del libro. Ed è questa la filosofia di vita dei protagonisti: il carpe diem latino in confronto non è niente. Lottare, farsi del male, gustare il sapore del sangue, è questo che serve per arrivare in basso. Non per soldi (“Non tutto ha a che fare con i soldi”), non per gloria o fama, ma per la salvezza dell’anima: l’unico scopo del fare del male e farsi fare male è quello di toccare il fondo per poi riemergere vittoriosamente. Un appunto va fatto senza dubbio su uno dei personaggi più riusciti, Maria, la femme fatale della situazione; autodistruttiva, caparbia e allo stesso tempo dolce, supplichevole e fragile ma testarda: una donna sicuramente a tutto tondo.
Probabilmente Palahniuk ha inaugurato un nuovo stile di scrittura, la cui definizione migliore credo sia “suburbana”: ripetizioni, frasi brevi ma dure come pugni, filosofia psicanalizzata e ambienti lugubremente “pulp”.
Ma c’è qualcosa di inquietante in questo libro, qualcosa che non è la violenza, lo stile a tratti claustrofobico o il meschino sdoppiamento di personalità, no: è qualcosa di più grande, qualcosa di cui non riesco a trovare traccia. In ogni caso è un libro che consiglio di leggere.
Un’esperienza da fare.

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Fight Club 2011-06-20 19:28:00 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    20 Giugno, 2011
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Carta vetrata e fight club....uguale!

"Contenuti pulp e crudi"...questo l’ho capito!
“La prima regola del fight club è che non si parla del fight club” ed anche la seconda regola è uguale… ed anche questa l’ho capita!.
“Gente che conosco, che una volta andava a sedersi in bagno con una rivista pornografica, adesso va a sedersi in bagno con un catalogo dell’Ikea”….mh divertente
“Volevo respirare scarichi”
“volevamo liberare il mondo dalla storia”
“La prima regola del Progetto Caos è che non si fanno domande sul Progetto Caos”…..non l’ho capita proprio ….ed anche l’altra frase…no…meglio che fermi a queste!

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Palahniuk
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Fight Club 2011-05-29 21:06:59 joshua65
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joshua65 Opinione inserita da joshua65    29 Mag, 2011
Ultimo aggiornamento: 29 Mag, 2011
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Il mio nome è Tyler Durden

Con in bocca la canna della pistola impugnata da Tyler Durden, prima che l’esplosione tra dieci minuti butterà giù il Parker-Morris Building e tutti i suoi centonovantuno piani.
E’ così che si ritrova l’anonimo protagonista, mentre inizia a raccontare la sua storia, quella di Tyler, quella di Marla e dei Fight Club, e delle scimmie spaziali del Comitato Scherzi del Progetto Caos.

La voce narrante è quella di un impiegato, di cui non conosciamo il nome, insoddisfatto e sempre più a disagio in una società anaffettiva e spietata. Insonne e disperato cerca rifugio nei gruppi di supporto, spacciandosi come malato terminale di cancro. L’incontro casuale con Tyler, cameriere e proiezionista notturno, ma anche esperto in armi ed esplosivi fatti in casa, è per entrambi una rivelazione. Tyler, fino a quel momento sabotatore di pellicole e creme al pomodoro, costituisce il primo Fight Club.
Il Fight Club è violenza circoscritta, che si realizza in club esclusivi e anonimi, ma nello stesso tempo crudele e liberatoria. Violenza che catalizza però energia sempre più nichilista ed autodistruttiva.

Neanche la presenza, apparentemente consolatoria di Marla, imbucata in uno dei gruppi di supporto frequentato dall’anonimo, e presto vertice di un triangolo amoroso, basta per fermare la corsa. Con i proventi ottenuti dal sapone fatto in casa (credetemi prepararlo è molto più semplice di come s'immagini), Tyler e l’anonimo narratore arrivano presto al passo successivo: il reclutamento delle scimmie spaziali per il Progetto Caos.

Scritto con uno stile superbo, che rimanda immediatamente ai grandi scrittori statunitensi del dopoguerra (e ci metto pure Brett Easton Ellis), Fight Club ti bombarda con l’ossessività delle sue parole, mentre ti spiazza con frasi esplosive ed urticanti. Eleggendosi a libro seminale ed anticipatorio nella sua acuta e amara riflessione sul non significato della vita e sulle paure della società postmoderna, alle soglie del nuovo millennio e qualche anno prima dell’attentato alle torri gemelle.

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De Lillo, Burroughs, Ellis
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Fight Club 2011-02-24 20:43:20 di artemisia
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di artemisia Opinione inserita da di artemisia    24 Febbraio, 2011
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Prima regola

Bisogna portare pazienza, e arrivare fino alla fine. E' li che si rivela per quel che è: un libro complesso, letterariamente affascinante, pluritematico: l’insofferenza verso il mondo contemporaneo, l’inadattabilità e le spinte eversive, l’amore che distrugge e salva, il tema del doppio. Tutto “bollito e schiumato” in uno stile febbricitante e alienato.
Il fight club è oltrepassare i limiti del dolore come catarsi. Purificazione.
Ma questo è solo il primo livello di consapevolezza a cui giunge il protagonista.
Distruggere tutto, anche se stessi,per rigenerare il mondo.
“Distruggeremo la civiltà per poter cavare qualcosa di meglio dal mondo”.
Il secondo è la consapevolezza del limite.
Lo scopo del Progetto Caos è la completa e immediata distruzione della civiltà.
Che cosa viene dopo nel Progetto Caos nessuno lo sa salvo Tyler. La seconda regola è che non si fanno domande.
I seguaci di Tyler sono scimmie spaziali. Non fanno domande e obbediscono.
L’alter ego di Tyler viola la regola. Domanda, chiede. Parla del fight club. Lascia le tracce nella fotocopiatrice dell’ufficio.
La terza consapevolezza è quella dell’umanità che salva e viene salvata, attraverso ciò che si ama.
E, nello specifico, è Marla.. La voce narrante incontra Marla e poi Tyler. Marla non ha la vita perfetta come quella della voce narrante. Marla è il disordine che genera Tyler.
"Io voglio Tyler. Tyler vuole Marla. Marla vuole me. Io non voglio Marla e Tyler non mi vuole per le palle, non più. … Senza Marla, Tyler non avrebbe niente."
L’alter ego di Tyler deve uccidere Tyler perché deve proteggere Marla. Deve salvarla.
“Dico che no, non so dirle che cosa deve succedere. E spingo l’uno, i due, i tre molari nella terra e i capelli e lo sterco e il sangue e le ossa per non lasciarli vedere a Marla”.
Così come Tyler deve far toccare il fondo alla voce narrante per salvarlo dal conformismo e lasciarlo amare Marla.
“Quel vecchio detto secondo cui uccidi sempre ciò che ami, oh bè, funziona in un senso e nell’altro”.
E, ovviamente, coloro che si soffermano sul carattere militaresco del fight club, che esiste nella testa e non nella realtà del protagonista, possono appropriarsi dei modi e dei simboli dello squadrismo anarcoide o di destra. Ma è cogliere solo l’olio galleggiare sulla superficie dell’acqua e non spingere la testa sotto.

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Fight Club 2011-01-26 19:19:34 patty81
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patty81 Opinione inserita da patty81    26 Gennaio, 2011
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Prima regola del Fight Club:mai parlare del Fight

un libro che colpisce come un pugno dritto in faccia. ..Cattivo, delirante, un vero cult generazionale.Una critica alla società di oggi, dove per sentirsi vivi bisogna colpire ,essre colpiti,dove l'unico modo per ribellarsi al mal di vivere è andare alle riunioni dei malati terminali anche se non si ha nulla...anarchia... e Tyler Durden è l'anima del malessere che ci attanaglia tutti. Chi non vorrebbe ribellarsi alle imposizioni della società civile? Ma non si può, e l'unica soluzione è organizzarsi in maniera segreta, in umidi e bui scantinati.. e picchiare e incassare e sputare sangue e denti rotti.Memorabile la scena del furto di grasso delle liposuzioni per fare le saponette marchiate Fight Club.
Per chi non ha visto il film, colpo finale che lascia a bocca aperta.

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a chi ama le letture ruvide...
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Fight Club 2010-10-03 21:26:00 The hooded man
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The hooded man Opinione inserita da The hooded man    03 Ottobre, 2010
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Una delle migliori letture mai fatte

Un libro stupendo, che ti mozza il fiato.
Di incredibile importanza sociale vista l'influenza esercitata sulle nuove generazioni, soprattutto in America, e grazie alla cultura underground creata.
Ne è stato tratto un grandissimo film diretto da Fincher.

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qualsiasi libro di Palahniuk e "Vedere" di Mattia Zadra
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Fight Club 2010-06-06 19:08:08 bongobingo16
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bongobingo16 Opinione inserita da bongobingo16    06 Giugno, 2010
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contorto e affascinante

dopo aver visto il film capolavoro di fincher mi sono apprestata a leggere il libro di palahniuk.
stile inconfondibile dell'autore americano
storia ai limiti dell'assurdo, da brividi, con aspetti grotteschi che allo stesso tempo però ti fanno riflettere sull'uomo nei nostri giorni.
un impiegato qualunque, con una vita qualunque che vedrà se stesso e la sua vita cambiare radicalmente
e sfido che leggendo questo libro, a nessuno di voi sia venuta voglia di trasformarsi in tyler durden e spaccare il mondo e la sua civiltà ipocrita.
c'è da dire che chuck palahniuk confonde e incasina ulteriormente, una storia già di per sè sconvolgente

da leggere!

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Fight Club 2010-05-04 14:23:12 faye valentine
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faye valentine Opinione inserita da faye valentine    04 Mag, 2010
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Meglio il film...

Consiglio vivamente di vedere il film (che è uno dei miei preferiti!) e faccio i miei complimenti al regista David Fincher e allo sceneggiatore che sono riusciti a ricavare un film così ben fatto da un romanzo così confusionario.
Colpita come da un pugno nello stomaco dal film, decisi di leggere anche il libro... per rimanerne profondamente delusa! Sicuramente le idee di Palahniuk sono grandiose, ma a parer mio mal realizzate. Si fa veramente fatica a seguire il concatenarsi degli eventi e i personaggi sono troppo sfuggenti e poco caratterizzati.. non lo consiglio.

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Fight Club 2009-02-19 01:43:14 Michele88mvp
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Opinione inserita da Michele88mvp    19 Febbraio, 2009

Meglio del film!

Una storia incredibile!

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