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Gli effetti secondari dei sogni Hot

Gli effetti secondari dei sogni

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura francese
Autore Delphine de Vigan

Editore

Casa editrice Mondadori


La trama e le recensioni di Gli effetti secondari dei sogni, romanzo di Delphine de Vigan edito da Mondadori. Lou Bertignac ha dodici anni: la sua famiglia, chiusa nel ricordo inconfessabile di una tragedia del passato, vive in un silenzio opprimente, mentre a scuola la sua intelligenza fuori dal comune l'ha portata in una classe avanzata, piena di studenti più grandi che non hanno nulla a che spartire con lei. Incapace di creare una relazione con chiunque, Lou passa la maggior parte del suo tempo libero a vivere le emozioni degli altri: guarda il calcio in televisione per osservare la gioia dei giocatori, spia le persone per strada e, soprattutto, frequenta le stazioni ferroviarie parigine perché in quei luoghi si concentra l¿emozione di amanti che si salutano, di famiglie rimaste a lungo separate, di amici che si ritrovano. È proprio qui, alla stazione di Austerlitz, che Lou trova, tra la folla, una ragazza appena più grande di lei, Nolwenn, che si è lasciata alle spalle un passato difficile e ora vive da randagia. Tra le due, nel tempo di uno sguardo, si crea un'intesa speciale, che nessuna delle due aveva mai trovato prima. Due ragazze totalmente sole, diverse ma destinate, in qualche modo, a riconoscersi tra la folla della città, finiranno così per stringere un'amicizia che, nata lentamente, arriverà a cambiare la loro vita e il loro mondo. La vicenda, drammatica eppure lieve, di due vite chiamate a intrecciarsi e, se non a salvarsi, almeno a trovare nuove speranze.

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A me personalmente ha colpito, mi son ritrovato nel personaggio, sensibile e altruista come me. La fine non mi è piaciuta molto. Son rimasto abbastanza male. Per il resto, l'ho letto con molta tranquillità, senza che mi annoiassi. Lo consiglio (:

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Date ai francesi quel che è dei francesi

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“Gli effetti secondari dei sogni” è un libro di Delphine De Vigan scritto nel 2008 che io ribattezzerei “Gli effetti secondari della scelta di un libro per il titolo e la copertina”, dato che per me è stato molto deludente rispetto a quanto mi sarei aspettata per l’approccio estetico avuto in prima battuta all’acquisto.
La storia parla di due ragazze completamente diverse che si incontrano quasi per caso in una stazione. Lou è una dodicenne dal quoziente intellettivo di 160, è per questo che salta due classi e si ritrova a condividere le sue giornate scolastiche con ragazzi più grandi di lei che la ignorano per la sua intelligenza. Ama guardare la gente e per questo spesso si reca alla gare d'Austerlitz per ingannare il tempo: è lì che nota tra gli sguardi della gente che parte, che ritorna e che si saluta, stati d’animo completamente diversi; è lì che conosce Nolween. No è una ragazza diciottenne che vive per strada, fa uso di alcool e di droga e viene “utilizzata” da Lou per una ricerca scolastica sul tema dell’abuso di sostanze stupefacenti tra i giovani; ne è talmente interessata che alla fine sembra quasi che diventino amiche. La situazione a casa di Lou non è facile a causa della depressione della madre in seguito alla perdita di sua figlia in un incidente domestico e sebbene il padre cerchi di nascondere invano la situazione, Lou conosce il problema di fondo e con un discorso pacifico convince il padre a ospitare No per qualche giorno a casa. Durante il soggiorno a casa della sua nuova amica, No è riuscita anche a sollevare il morale della madre di Lou, che riprende a sorridere, a cucinare, a fare la spesa. Una mattina No scappa dalla casa in cui era ospite, così Lou chiede aiuto al suo migliore amico Lucas, che accetta di cercare Nolween per ospitarla a casa sua. I due ragazzi provano anche a togliere la droga dalle mani di No, ma la ragazza soffre di crisi d’astinenza. Un giorno Lou decide di partire e vagabondare in giro per la città con No, anche se all’appuntamento alla stazione la diciottenne non si presenta e Lou ritorna a casa. Delusa e amareggiata per quello che non ha potuto fare nei confronti di No, si rifugia tra le braccia di Lucas, che finisce per diventare il suo fidanzato.
Sebbene nel libro siano affrontati temi importanti, quali la solitudine, la droga e l’alcool nel corpo di una ragazza, la ricerca disperata di una via d’uscita per la depressione della madre, lo stile col quale vengono narrati gli argomenti sopra elencati è molto semplice, per non dire banale. I periodi sono brevi e la punteggiatura è in molti casi stata usata male. Insomma, forse è il caso di dire che la De Vigan ha fatto più furore in Francia, vista la vincita del “Prix des Libraires as Salon du Livre 2008”.
Il titolo non ha nulla a che fare con il contenuto dell’”opera” (se così si può chiamare), perché di sogni in quel libro non se ne parla proprio, vista la fine deludente sia per Lou che per il lettore. Non dico che doveva andare a finire tutto rose e fiori, ma quantomeno sarebbe spettato all’autrice creare le condizioni anche per fingere che tutto fosse al posto giusto. Evidentemente neanche questo è stato possibile per la banalità dell’affronto dei temi scelti. Questo libro avrebbe potuto avere molta più potenzialità per quanto riguarda i contenuti, avrebbe potuto raggiungere livelli maggiori, eppure non è stato così. Davvero un peccato … I francesi l’hanno preferita quindi forse è il caso che continui a scrivere per la Francia.

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Per ragazzini/e

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Credevo fosse un libro paragonabile ad un classico della narrativa, o almeno così era stato presentato. Semplicemente una storia adatta a ragazzine fino ai 18 anni per scrittura, tempi, contenuti, stile.

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Consigliato a chi ha letto... La solitudine dei numeri primi
 

Ma cosa centra il titolo con la storia???????

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Ho letto questo perché attratto dal titolo, che certamente ha un certo impatto, senza dare però alcuna importanza alla trama in copertina. Grande sbaglio!!!!
La trama col titolo non ha nulla a che fare!
Devo ammettere che certamente non è il mio genere. E' per teenager! Sembra un tema scritto da una ragazzina. Tra l'altro odio lo stile: non sopporto un libro scritto per lo più al presente semplice e talvolta anche al passato prossimo e imperfetto!!!!!!
Il contenuto può anche essere interessante: il rapporto delicatissimo tra genitori e figli, l'amicizia, l'adolescienza, le sue crisi e le sue paranoie fino ad arrivare al problema degli homeless. Tutto però è raccontato in modo così lento, noioso con uno stile molto elementare e banale. In 240 pagine succede poco o niente.
Non è certamente il mio genere. Non escludo che possa piacere "un casino" ai ragazzini. De gustibus non si discute ma mi sto ancora chiedendo, allora, cosa centri quel bel titolo su questo genere di libro!!!!!!!

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FATELO LEGGERE AI VOSTRI FIGLI (DAGLI 11 ANNI)

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Opinione inserita da cristina
01 Giugno, 2011
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Ultimo aggiornamento: 01 Giugno, 2011
5 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

Mi è piaciuto. Tre ragazzi completamente diversi tra loro ma con un denominatore comune: la solitudine, soprattutto affettiva, che li porta a viversi tra loro pensando di riuscire ad affrontare, sempre da soli, difficili situazioni, troppo più grandi di loro. Inusuale l'amicizia tra una senzatetto e una ragazzina molto intelligente che riflette (e ci fa riflettere) sul dramma vissuto da tutte quelle persone che vivono in quel mondo emarginato e "invisibile", perchè grande è l'indifferenza della gente: "siamo capaci di spedire aerei supersonici e missili nello spazio, identificare un criminale grazie a un capello o un minuscolo lembo di pelle, creare un pomodoro che resti tre settimane in frigorifero senza raggrinzirsi, contenere miliardi d'informazioni in un microchip...siamo capaci di lasciar morire la gente per strada".
Il finale, per nulla scontato, non deve deludere il lettore: il comportamento di No, la ragazza vagabonda, è prova di sincera amicizia e profondo affetto...

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la bellezza interiore della scrittura

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Splendido! Semplicemente splendido!
La storia è semplice, i temi molto delicati. I personaggi sembrano delle ombre ma appena si inizia a delineare il loro passato diventano presenze fortissime. Non si può rimanere impassibili difronte all'estrema verità e franchezza di alcune riflessioni della protagonista. E' un libro di estrema bellezza interiore.

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Non so!!!

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Devo fare una premessa ho letto questo libro subito dopo aver letto "la solitudine dei numeri primi", che non mi ha entusiasmato per nulla, e devo dire che anche questo libro lascia un pò il tempo che trova. Trovo interessante l'amicizia che nasce tra queste due ragazze cosi giovani, che vivono entrambe una sorta di emarginazione. La scrittura è piacevole, ma non ci si sofferma molto sulle sfumature dei personaggi che non vengono molto approfonditi. La fine poi...banale!

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Gli effetti secondari dei sogni

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Quando ho letto su alcune recensioni consigliato a chi ha letto la solitudine dei numeri primi e l'eleganza del riccio (che non mi sono piaciuti) avrei dovuto desistere, ma ho voluto dare a questo libro un'opportunità lo stesso e ho fatto male. Lo stile di scrittura è piacevole, la lettura è decisamente scorrevole ci sono alcune frasi molto belle... ma niente di più. Non posso dire che sia un "brutto" libro ma sicuramente non mi ha entusiasmato e tanto meno emozionato. In tutta la vicenda mi ha colpito di più la situazione famigliare della ragazzina piuttosto che l'amicizia con questa vagabonda che cerca di aiutare, perchè purtroppo mi è sembrata più inverosimile. Il finale lascia veramente perplessi e nell'insieme l'ho trovato un libro un pò infantile.

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E' possibile credere nei sogni

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Il romanzo della De Vigan riesce a combinare positivamente chiarezza stilistica e profondità del contenuto. E' possibile realizzare l'impossibilità di un sogno? Dal finale sembra di no, però se entriamo dentro la storia, ci rendiamo conto che una sfida è stata condotta alla società deterministica e conformistica. Le due protagoniste così diverse ci vogliono far capire che i barboni, gli emarginati sono destinati ad essere tali, sino a quando qualcuno non ha il coraggio di intraprendere insieme il cammino della condivisione. E poi non si tratta solo di filantropia, ma dell'effettiva capacità di interscambiarsi. Chi vive ai margini possiede un mondo interiore, delle potenzialità, delle risorse che arricchiscono le persone in grado di offrire amicizia. Ci sono dei momenti di grande intensità emotiva nel rapporto tra Lou e Nolwenn, che riescono per un attimo a farci credere nel sogno impossibile.
In fondo il finale della storia è stato creato appositamente per dare un risvolto realistico al romanzo: le convenzioni sociali travolgono l'utopia. Comunque credo fermamente nel messaggio della De Vigan: è possibile credere nel sogno della speranza.
In definitiva un romanzo che affascina e incanta.

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Bah...

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Non mi è piaciuto.
Alcune cose sono interessanti,come l'amicia tra la protagonista e la cosidetta "barbona",alcune frasi sono belle;ma il finale ti lascia perplesso e comunque è molto lento

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L'arte secondaria dei sogni

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Opinione inserita da ludo
02 Giugno, 2010
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1 persone su 2 hanno trovato questa recensione utile

Non è male come libro... Soprattutto lo stile con cui è stato scritto. Ma la storia, certo interessante, è a tratti un po' spenta e il finale... bhè, dire che mi aspettavo qualcosa di più è dire poco... Comunque lo consiglio perchè dal punto di vista prettamente stilistico è piuttosto interessante.

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tutto e niente

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Opinione inserita da luna
21 Gennaio, 2010
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1 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

da leggere tutto d'un fiato... pépite, la voce narrante, così piccola, ha dei pensieri così straordinariamente grandi... "io amo quando il tempo ti scivola tra le mani, senza problemi, senza che succeda niente di particolare, la gioia di essere qui... io e te al riparo dal mondo"...

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gli effetti secondari dei sogni

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Opinione inserita da laura
03 Novembre, 2009
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1 persone su 1 hanno trovato questa recensione utile

un libro non prorpio leggero a livello contenutistico ma la scrittura è semplice e scorrevole e alleggerisce le tematiche trattate.

tematiche plurime differenti e interessanti.

ho letto il libro in un solo giorno ,la voce di una bambina ti può trascinare ovunque per ore lontano dal mondo reale.

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No et moi

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Opinione inserita da Chiara
01 Ottobre, 2009
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4 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

L'ho letto in un giorno solo, l'ho aperto e non sono più riuscita a staccarmene; e una volta finito, avevo già voglia di rileggerlo daccapo.

Un libro che commuove e colpisce come una mazzata nella sua semplicità, qualcosa cambia dopo averlo letto. Una voce pura e sincera che si innalza contro l'ipocrisia del mondo.



Ma perché in Italia è stato cambiato il titolo?

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Gli effetti secondari dei sogni

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Opinione inserita da Marco
09 Agosto, 2009
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2 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

Piacevole e lieve, mi è piaciuto ed è ricco di bellissime frasi vere.

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Gli effetti secondari dei sogni

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Gli effetti secondari dei sogni di Delphine De Vigan

Titolo originale No et moi

Ed. Arnaldo Mondadori pag. 239

Romanzo

Singolare la figura della protagonista della storia, Lou Bertignac, studentessa liceale parigina, dall’intelligenza precoce e di No, ragazza senza fissa dimora e senza nessuno, l’una lo specchio rovesciato dell’altra, eppure simili nella loro intima sofferenza. L’altro siamo noi. L’autrice utilizza una tecnica narrativa originale e tutta personale, in Lou, introietta tutto quello che vede e sente, il dramma famigliare di Lou si congiunge con quello di Nolwenn, anima persa e sola. Un intreccio profondo lega le due protagoniste, Lou e No, l’esistenza spenta dell’una si relaziona con quella invisibile dell’altra, Lou dà riconoscimento alla vita di No e No ridesta l’alterità di Lou, chiusa nella sua autistica solitudine. Comunichiamo a distanza, interagiamo in tempo reale, connessi in una rete globale, ma non vediamo chi è vicino a noi, perché inquieta la nostra fragile sicurezza di persone normali. “ Siamo capaci di spedire aerei supersonici e missili nello spazio, identificare un criminale grazie a un capello o un minuscolo lembo di stoffa, creare un pomodoro che resti tre settimane in frigorifero senza raggrinzirsi, contenere miliardi d’informazioni in un microcip. Siamo capaci di lasciar morire la gente per strada”. Gli emarginati, i senza tetto, quelli che dormono sui marciapiedi, sotto i ponti, nelle stazioni, sui cartoni o sulle panchine che ricevono solo sguardi indifferenti dagli altri, un giorno forse qualcuno li nota e si fa delle domande, cerca di trovare delle risposte, delle spiegazioni. Come scrive l’autrice, s’inizia a contarli, sono migliaia, il sintomo del nostro mondo malato. Le cose sono come sono. Il libro senza essere un saggio di sociologia o una riflessione intorno a…attraverso il personaggio letterario ci accosta verso un territorio umano che sconosciamo, di come sia compromettente accostarsi a questi altri che vivono una loro vita diversa dalla nostra, per evitare contaminazioni e la paura di perdere la propria identità. In uno stile essenziale, efficace e preciso come le catalogazioni ossessive di Lou, l’autrice riesce ad interessare e coinvolgere il lettore.

L’autrice Delphine De Vigan, parigina nata a Boulogne-Billancourt, ha lavorato come dimostratrice nei supermercati per diverse marche di formaggi e hamburger, segretaria in sedute di gruppo, stiratrice non professionale e hostess. Gli effetti secondari dei sogni è la sua prima opera pubblicata in Italia.

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carino

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Opinione inserita da Cristina
20 Aprile, 2009
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2 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

Carino e molto toccante. E' una storia che nella sua semplicità è molto reale e fa luce sui vagabondi e sui proplemi che gli crea la loro difficile vita che conducono. Ha uno stile adatto anche ai più piccoli, perchè molto chiaro nei suoi contenuti.

L'unica pecca è che in alcuni passi è un po' ripetitivo ed il finale.... m'aspettavo qualcosa di meglio..... Comunque vi consiglio la lettura.

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Leggetelo!!!

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Opinione inserita da Luca
14 Aprile, 2009
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1 persone su 1 hanno trovato questa recensione utile

Vorrei rispondere a tutti coloro che hanno dato un giudizo negativo e hanno sconsigliato la lettura di questo libro che un racconto lascia sempre dentro di noi qualcosa se ne sentiamo affine a noi il contenuto e se abbiamo desiderio di conoscenza e di sentimento. Per quanto riguarda la banalità e la ripetitività spesso innegabili bisogna vederli, come in effetti sono, come artifici retorici più che giustificati nel punto di vista, scelto dall'autrice per la narrazione, di una ragazzina di tredici anni, in particolare la ripetizione di formule è caratteristica di una mente, come quella di Lou, colma di informazioni e in piena confusione adolescenziale, in cerca di ordine e semplicità. In parole povere: complimenti all'autrice, era da tempo che non leggevo un romanzo così ben organizzato e carico di sentimento!!!

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gli effetti secondari dei sogni

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Opinione inserita da marialuisa
29 Marzo, 2009
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Piacevolissimo e scorrevole, ma,molto toccante nella sua semplicità. L'ho consigliato a mia figlia che ha l'età della protagonista e lo segnalo ai professori delle medie. Visto lo scarso panorama culturale e la superficialtà di ideali che abitano gli adolescenti di oggi, questo testo, riesce, a parer mio ad avvicinare in modo assolutamente non noioso il pensiero del lettore ad argomenti e a temi di grande calibro,favorendo così la riflessione e la voglia magari di mettersi un po' in discussione. Per tutte le età, dolcissimo, ma educativo.

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Consigliato a chi ha letto... la solitudine dei numeri primi

l'eleganza del riccio
 

Gli effetti secondari dei sogni

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Opinione inserita da lynda
28 Marzo, 2009
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Lettura sciolta e scorrevole, racconto attuale e commovente con un finale sorprendente.

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Consigliato a chi ha letto... A chi piacciono le storie reali e autobiografiche
 

gli effetti secondari dei sogni

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Opinione inserita da Daniela
20 Marzo, 2009
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per me qusto libro è a dir poco stupendo, ancora non sono arrivata alla fine, ma manca poco.. mi piace il linguaggio.. le diverse sfumature dell amicizia.. e la voglia di non abbattersi della protagonista.. e un romazo molto vicino alla realta.. ricco di frasi che inducono alla riflessione.. lo consiglio a tutti

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l'effetto secondario dei sogni

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Opinione inserita da lili
04 Marzo, 2009
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l'ho letto in 2 giorni. quando ero a scuola non vedevo l'ora di tornare a casa per continuarlo. mi rispecchio benissimo nella protagonista, che dà il massimo per quell'amicizia, che per lei è tutto. mi piace molto il modo di scrivere della scrittrice, è scorrevole e pieno di spunti per rifletere. alla fine quel libro ti lascia qualcosa dentro. io, semplicemente,lo adoro!

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Consigliato a chi ha letto... tutti possono leggere questo libro!
 

delicato come un petalo di rosa

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E' un romanzo che racconta in modo molto delicato l'universo emotivo che percorre e di cui è intriso il difficile periodo dell'adolescenza.

Le emozioni della giovane protagonista,la sua sete d'affetto, l'amicizia vissuta con il trasporto e l'enfasi caratteristici dell'età giovanile, sono gli ingredienti che donano alla trama un tocco lieve ma in cui ciascuno può ritrovare in parte, i sentimenti e i turbamenti vissuti nell'età di mezzo tra infanzia e maturità

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Consigliato a chi ha letto... la solitudine dei numeri primi

il bambino del fiume
 

è bellissimo

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Opinione inserita da bene
06 Gennaio, 2009
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concordo cn denise....

come fate a dare un giudizio negativo a questo libro???

è molto semplice, ma pieno di sentimenti!

è bellissimo il modo in cui la scrittrice racconta questa strana amicizia, tra due ragazze completamente diverse, che nonostante questo, è destinata a durare fino alla fine, fino a quando No, nn riesce più a sopportare le pressioni d tutti, ed è quindi costretta ad abbandonare l'amica. A me prsonalmente m ha lasciato molto dentro....

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Consigliato a chi ha letto... lo consiglio a tutti!!!!
 

il meglio

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Opinione inserita da denise
03 Gennaio, 2009
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non so come fate a dire che questo libro è banale..... è meravigioso!!!!!!!!!!! bellissimo!!!!!!!! stupefacente!!!! come fa a essere ridicolo se tratta di un valore così importante quale l'amicizia????? W l'amicizia!!!!!

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Consigliato a chi ha letto... gli effetti secondari dei sogni
 

Gli effetti secondari

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Ho letto questo libro qualche mese fa e devo dire che poco è rimasto impresso nella mia mente.

Le pagine scorrono agilmente e la trama non è male. Ma dire non è male è dare un giudizio su ciò che il libro non è.

Non è male, proprio come non è eccezionale.

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Consigliato a chi ha letto... ... poche letture e non si aspetta molto
 

gli effetti secondari dei sogni

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Opinione inserita da roberta
26 Dicembre, 2008
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E'un libro che non arriva a nulla e che non da' nulla pur trattando un tema forte. E' banale fiacco ,infantile, e a tratti retorico . Si puo' fare a meno di leggerlo . Molto bello il titolo niente piu'!

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Consigliato a chi ha letto... molte poche cose ...
 

Gli effeti secondari dei sogni

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Opinione inserita da Dania
14 Settembre, 2008
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E' un libro estremamente pulito, che affronta un argomento doloroso con la piacevolezza della

visione di un adolescente.

L'ho letto tutto d'un fiato e mi sono lasciata coinvolgere nelle emozioni di Lou.

La scrittrice usa un linguaggio leggero e trasparente, tornando sugli argomenti per aiutare la riflessione e la comprensione.

Il racconto scorre veloce e sempre coinvolgente.

Ottimo libro da leggere per ritornare un pò adolescenti. Una nonna.

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Gli effetti secondari dei sogni

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Opinione inserita da Luigi
11 Agosto, 2008
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semplice, a trati ripetitivo, e questo che attira il lettore a focalizzare l'attenzione.

un amore un sentimento che aiutano a vivere.

brava, vista anche la giovane eta della scrittrice

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Gli effetti secondari dei sogni

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Opinione inserita da rosa Maria
09 Luglio, 2008
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Ho letto libri migliori. La prosa risulta scorrevole ma è la storia che funziona poco. Tutta la parte centrale è noiosa e ripetitiva. Lo si poteva tranquillamente scrivere con un centinaio di pagine in meno! Piuttosto scontato il finale. Si può vivere senza averlo mai letto perchè alla fine non lascia nulla dentro.

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MAH!

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Opinione inserita da Elisa
27 Giugno, 2008
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Diciamo che ho letto libri migliori. Ha un finale che lo si intuisce in una frase a metà libro. E' abbastanza scontato secondo me. Comunque molto scorrevole e ben scritto.

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Intenso

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Opinione inserita da Steffy
22 Giugno, 2008
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Ho quasi terminato la lettura di questo romanzo. Devo dire che la scrittura e lo stile sono molto semplici. La cosa che mi ha colpito per prima è stata la foto di copertina e poi ovviamente la prefazione.

Mi piace il modo con il quale la protagonista del libro, nonostante la giovane età descriva l'amicizia con una ragazza senzatetto. Libro pieno di sensazioni e speranze. Un'amicizia insolita, un rifugio dalla solitudine.Due vite diverse che si incrociano per caso.



La storia cattura subito l'attenzione del lettore. Tempo medio di lettura 3 giorni.

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Consigliato a chi ha letto... "Un giorno in più" di Fabio Volo
 

Sorprendente

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Opinione inserita da Giorgia
07 Giugno, 2008
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Se devo essere sincera ho comprato il libro soprattutto per il titolo. Avendo letto Paolo Giordano e la Barbery mi aveva ispirata e poi ho scoperto un libro bellissimo, originale, ben scritto, con uno stile lineare e profondo. Da leggere!

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto... La solitudine dei numeri primi

L'eleganza del riccio
 
 
 

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