Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì
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La trama e le recensioni di Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì, romanzo di Katherine Pancol edito da Baldini Castoldi Dalai. Leggere il terzo romanzo di Katherine Pancol è come tornare a casa e ritrovare tanti cari amici, scoprendo di volta in volta le loro ultime vicissitudini, gli amori, le speranze, le delusioni, le attese che caratterizzano anche la vita di tutti noi. Entriamo a fare parte di una rappresentazione collettiva in cui non possiamo non gioire o essere tristi con loro, entusiasmarci per un nuovo incontro o incoraggiare una storia appena sbocciata. Viviamo con i suoi personaggi, come inquilini dello stesso palazzo che quando s’incontrano si salutano e magari scambiano due chiacchiere. Essere parte dell’universo di Katherine Pancol è come entrare in un caleidoscopio di immagini, di sensazioni, di emozioni: qualsiasi cosa proveremo, non potremo restare indifferenti, ma saremo pienamente partecipi come se anche noi, in fondo, fossimo un po’ delle sue creature. La scrittura è fluida e travolgente, i dialoghi arguti, intensi, talvolta buffi; ridiamo, ci arrabbiamo, perdiamo la pazienza insieme a Joséphine e Philippe, Hortense e Gary; sbuffiamo, diventiamo tristi, e poi torniamo a scoppiare di allegria per una svolta improvvisa o un evento inatteso. Ogni pagina è una scoperta, l’inizio di un’avventura, un tuffo nelle innumerevoli possibilità della vita. Perché è questo che fa Katherine Pancol: ci prende per mano e ci chiede di accompagnare i suoi personaggi nelle loro esistenze, di sostenerli e di condividerne le esperienze. Perché, in fondo, le loro vite sono anche le nostre, le loro attese, le loro aspettative, le loro delusioni si fondono nelle nostre vicende quotidiane, ci inducono a fare paragoni, a chiederci come avremmo reagito al loro posto oppure a incoraggiarli, perché noi ci siamo già passati e sappiamo che avranno bisogno di aiuto quando tutto sarà finito. Non a caso la trilogia di Katherine Pancol rimanda alla Comedie Humaine di Balzac, ai diversi ritratti umani che spesso la vita ci permette di incontrare e ai mutevoli comportamenti che ogni individuo mette in atto di fronte ad accadimenti comuni. In questa galleria di ritratti potremmo trovare anche il nostro oppure scoprire qualcuno di simile a noi. E renderci conto che nessuno è un’isola, e che in ogni piccolo universo c’è qualcuno che vive le stesse emozioni che sperimentiamo noi.
Katherine Pancol (Casablanca, 1954) giunge in Francia all’età di cinque anni. Dopo aver insegnato lettere classiche, è diventata giornalista, collaborando con «Paris-Match» e «Cosmopolitan». Per Dalai editore ha pubblicato Gli occhi gialli dei coccodrilli (2009) e Il valzer lento delle tartarughe (2010), i primi due volumi della trilogia best seller in Francia.
Katherine Pancol (Casablanca, 1954) giunge in Francia all’età di cinque anni. Dopo aver insegnato lettere classiche, è diventata giornalista, collaborando con «Paris-Match» e «Cosmopolitan». Per Dalai editore ha pubblicato Gli occhi gialli dei coccodrilli (2009) e Il valzer lento delle tartarughe (2010), i primi due volumi della trilogia best seller in Francia.
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Opinioni inserite: 1
Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì
2011-07-14 15:13:04
maria
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Opinione inserita da maria 14 Luglio, 2011
A me è piaciuto tanto
Ho trovato il libro piacevolissimo ed avvincente. Una lettura così non mi capitava da tempo. Unico rammarico: non aver letto i primi due capitoli della trilogia, e la consapevolezza,adesso che conosco la fine della storia, di non poterli leggere con la curiosità e la suspence che meriterebbero. Se proprio bisogna trovare un precedente nella letteratura francese, io - più che Balzac - ho ritrovato Dumas e il "Conte di Montecristo":la capacità di lasciare al lettore la libertà di immaginare una possibile trama, e poi sorprenderlo delineandone un'altra. Scrittura forse più adatta ad un pubblico femminile.
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