I fenicotteri di Bombay I fenicotteri di Bombay

I fenicotteri di Bombay

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La trama e le recensioni di I fenicotteri di Bombay, romanzo di Siddarth Dhanvant Shanghvi edito da Garzanti. Ci sono momenti in cui a Bombay il cielo cambia colore all'improvviso: i fenicotteri si alzano sopra il traffico impazzito e partono, tingendo le nuvole di rosa. Dura un istante. Un attimo fugace, da cogliere al volo per chi, come il fotografo dell'«India Chronicle» Karan Seth, cerca di immortalare la città dai mille volti in uno scatto indimenticabile. Ma per muoversi tra le strade e i vicoli più oscuri di Bombay ha bisogno di aiuto. Ha bisogno di anime inquiete come Samar Arora, celebre e affascinante pianista che ha bruciato le tappe della sua carriera; di occhi timidi e sinceri come quelli di Zaira, bellissima stella di Bollywood; delle rivelazioni di Leo, giornalista ben introdotto fra i giovani artisti. E dell'amore di Rhea Dalal, malinconica e sognatrice, prigioniera di un matrimonio ormai stanco. Quattro destini irrimediabilmente segnati e uniti dalla tragedia: la morte di Zaira, assassinata brutalmente. È l'ossessione per la verità che porta Karan prima a lottare per smascherare i colpevoli, che si annidano tra le più alte cariche politiche, e poi, di fronte alla corruzione insanabile dello stato, a fuggire, abbandonando amici e macchina fotografica. Ma come i fenicotteri che ogni anno scappano all'improvviso da Bombay, e poi tornano ogni volta, anche Karan non potrà dire di no al richiamo della città maledetta. Un romanzo che lascia il segno. Graffiante e originale, parla dell'India più segreta e più inaspettata e svela cosa si nasconde sotto la patina d'oro che avvolge il mondo di Bollywood, dominato dall'ossessione per la celebrità e dalla voglia di emergere a ogni costo. Un ritratto di Bombay in tutto il suo fascino e la sua minaccia, che conferma Shanghvi come uno dei più importanti e controversi giovani scrittori indiani degli ultimi anni.

Siddharth Dhanvant Shanghvi (1977) ha vissuto fino a 14 anni in una casa costruita sopra un albero, nella natia Bombay. Ha studiato in India, Inghilterra e Stati Uniti. A Londra, riusciva a farsi offrire da bere raccontando agli amici le storie che costituiscono il nucleo iniziale del suo primo romanzo. Ha scritto per diversi giornali e riviste, tra cui «Sunday Times of India», «Elle» e «San Francisco Chronicle». Tornato in India con due master in giornalismo e comunicazioni di massa, su consiglio della madre ha aperto una pizzeria a Bombay. Due mesi dopo l'inaugurazione ha inviato L'ultima canzone al suo agente. Un anno dopo, il romanzo è diventato un best seller in India e Inghilterra, ed è in corso di pubblicazione in Francia, Germania e diversi altri paesi. Vive tra Bombay e la California del Nord.

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