I vagabondi del Dharma I vagabondi del Dharma

I vagabondi del Dharma

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La trama e le recensioni di I vagabondi del Dharma, romanzo di Jack Kerouac edito da Mondadori. Pubblicato nel 1958, I vagabondi del Dharma rappresenta il seguito ideale del romanzo più celebre di Kerouac, quel Sulla strada considerato fin dal suo primo apparire una sorta di "Bibbia della Beat Generation". Anche nei Vagabondi, sempre di forte matrice autobiografica, lo scrittore racconta le avventure dei suoi discepoli e confratelli beatnik impegnati nella ricerca, disordinata ma sincera, di una nuova verità. Verità che, soprattutto grazie all'influsso della scuola Zen di San Francisco, Kerouac e i suoi identificano con gli insegnamenti buddhisti. Il loro percorso spirituale è costellato di omeriche bevute nei ritrovi fumosi del quartiere cinese di San Francisco così come di esaltanti scalate fra le montagne inviolate della California; di meditazioni notturne nei boschi o sulle spiagge solitarie ma anche di riti di sfrenata sessualità. Su tutto, la prosa ora lirica ora umoristica di Kerouac, ricca di echi musicali, che rende la narrazione sempre avvincente e serrata, mai lenta, neppure nelle pagine di più profonda meditazione e di più intenso lirismo descrittivo.

Jack Kerouac (Lowell, Massachusetts, 1922) nacque da una famiglia di origine franco-canadese. Abbandonati gli studi universitari, iniziò una vita di vagabondo e viaggiatore lungo le strade degli Stati Uniti d'America esercitando i più diversi mestieri. All'inizio degli anni Cinquanta diede vita, con Allen Ginsberg, William Burroughs e altri amici, al nucleo storico della Beat Generation. Nel 1957 pubblicò Sulla strada, il romanzo che lo consacrò e che divenne il manifesto di un'intera generazione. Fra le opere narrative pubblicate in seguito, si ricordano i romanzi I sotterranei (1958), I vagabondi del Dharma (1958), Big Sur (1962), Visioni di Gerard (1963) e Satori a Parigi (1967). Di grande rilievo è anche la sua opera poetica, tradotta in italiano nelle raccolte L'ultimo hotel e Il libro dei blues. Morì in una clinica della Florida nel 1969.

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I vagabondi del Dharma 2013-03-07 15:00:21 martino81
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martino81 Opinione inserita da martino81    07 Marzo, 2013
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delusione

Si parla di ragazzi vogliosi di una vita libera,ribelle,piena di meditazione,divertimento,sessualità,viaggi e sogni.Quei sogni di rock'n' roll gia trovati nel manifesto appunto del genere quale e' SULLA STRADA.
Stavolta però le spiagge lasciano spazio alla montagna vera attrattiva dei nostri personaggi in questo romanzo che ho trovato a dir la verità abbastanza lento,a tratti molto noioso e deludente dal punto di vista della trama in sè...D'altronde dopo aver letto fiesta di Hemingway uno si aspetterebbe grandi cose da questo libro visto che sempre di vita mondana si tratta ,ma come dire non decolla,non cattura...così che la colonna sonora rockeggiante nella mia testa lascia il posto ad un sottofondo jazz innocuo per molti tratti..

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I vagabondi del Dharma 2012-04-11 10:43:24 Giovannino
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Giovannino Opinione inserita da Giovannino    11 Aprile, 2012
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Senza Ritmo

Ennesimo libro di Kerouac, ennesima delusione. Scusatemi se lo amate, scusatemi se pensate che sia un grande scrittore...ma io non riesco proprio ad apprezzarlo. Dopo aver letto Sulla Strada ( che non mi ha comunque impressionato più di tanto) e I Sotteranei ( probabilmente uno dei peggiori libri che abbia mai letto) decido di leggerne ancora un altro, I Vagabondi del Dharma appunto. Il libro si puó considerare il continuo ideologico di Sulla Strada, in quanto il tema centrale è sempre lo stesso: il viaggio. In realtà poi andando avanti con la lettura si capisce che le differenze ci sono. La prima, quella che salta subito all'occhio è la differenza tra i personaggi, che sono completamente diversi da un libro all'altro. La seconda è la presenza del fattore religioso ( Buddista nello specifico) molto presente in questo libro, forse troppo, ed assente in Sulla Strada. Dico troppo presente perchè se già la prosa spontanea di Kerouac non aiuta la scorrevolezza dei suoi libri, il citare continuamente termini sconosciuti ai più serve solo a rallentare il tutto ulteriormente. La storia racconta delle escursioni e dei viaggi che fanno Ray ( Kerouac) e Japhy, suo amico, che passano la loro vita viaggiando appunto, meditando e seguendo i precetti Buddisti. Lo stile è quello per cui Kerouac è celebre, la prosa spontanea che, anche se più leggera e scorrevole de I Sotterranei, rimane comunque abbastanza lento. In sostanza, questo è un mio pensiero, credo che se avete letto Hemingway, Bukowski o Fante difficilmente riuscirete ad apprezzare Kerouac. Un libro che consiglio solo chi veramente ama questo autore, altrimenti fatene volentieri a meno.

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