Igiene dell'assassino
Letteratura straniera
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Opinioni inserite: 2
Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio, 2012
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Delirio dialettico
Me la immagino questa belga irriverente mentre scrive questo libro.
Seduta con lo sguardo fisso davanti che pensa: "Vediamo, come posso girare questa frase in modo che non si capisca nulla e che sia necessario leggerla almeno tre volte prima di intendere cosa volessi dire? Come posso parlare di un assassinio in modo che non ci si capisca niente".
Dopodichè, scossa dalle risate, e con le lacrime agli occhi, la vedo mettere mano alla macchina da scrivere (chissà perchè in questa mia parentesi onirica non la immagino al pc. Mi pare che non le appartenga) e buttar giù questa serie interminabile di guazzabugli dialettici. Di acrobazie semantiche.
Che ostentazione di cultura. Che manifestazione del saper scrivere! Ineccepibile! Solo in Umberto Eco avevo trasecolato, leggendolo, in modo paragonabile.
Il solito cinismo, la solita freddezza che esce da ogni riga. Ormai è chiaro che questa è la sua cifra stilistica, ma devo ammettere che contrariamente alla mia precedente fatica di lettore, questa volta almeno ogni tanto mi ha strappato una risata.
Di tristezza, sia chiaro. Quanto talento sprecato.
Scrive da dio la Nothomb è evidente questo.
Ma pare che scriva come per una tesi in semantica per un dottorato di ricerca. Nessun calore, nessuna passione.
Ho provato a darle una seconda possibilità.
Ma mi sono sentito un po' preso in giro.
Cento pagine di equilibrismi lessicali.
Da leggere, se non altro, per vedere come si scrive.
Indicazioni utili
Pura ironia
Nothomb,Nothomb,Nothomb.
Autrice controversa:la ami-la detesti.Nessun'altra alternativa.
Provo umilmente a spiegarvi la mia visione:la sua scrittura non somiglia a una passeggiata romantica in riva al mare,né a un viaggio in fantasiosi universi,ma nemmeno a una impervia scalata sul monte “Letteratura”.No.
Lei è una giornata in cui sei in ritardo,corri a lavoro inciampando sui tacchi,un passante ti urta con una spallata,la chiave non entra nella serratura dell’ufficio e in te si profila il presagio di una pessima giornata ma...aspetta a giudicare.
Perchè è proprio in quella stessa giornata quando magari ti sarai anche macchiata la camicia bianca con il caffè,che tu scoppierai a ridere:l’ironia ti salverà.
Ecco questa è la Nothomb per me.
Si è vero è cinica,cruda,reale,lucida,ma prima di tutto questo lei è beffarda:devi giocarci,devi lasciarti sfidare,devi immergerti nel mare del sarcasmo e nuotare a largo.
In Igiene dell’assassino l’ho incontrata spietata come ancora non mi era accaduto.
Prètextat Tach è un misogino premio Nobel:obeso,bastardo,geniale,dotato di una forma morale inaccettabile ai più.Decide di concedere una intervista e fa fuggire piangente ogni giornalista che gli si para dinanzi.
Ha una intelligenza argutissima e una fine dialettica che gli garantiscono facil vittoria.Ma il degno avversario arriva sempre:in questo caso è (ahilui) una donna.
Si apre il duello:scambi rapidissimi,cattivi,a mio avviso imperdibili.
Ridi insieme a loro,ti becchi un ceffone crudele in viso,ti sorprendi dell’uso disinvolto che fanno dei vocaboli.
Poi ti incammini verso il finale e ti blocchi.Letteralmente.
“No,no,nemmeno la spudorata Amèlie ha il coraggio di inventarsi una chiusura di questo tipo!Mi sta prendendo in giro,vuole solo lasciarmelo credere!”
E invece no.Lei ne ha di coraggio:da vendere.
Chiudi il libro allibita,poi sorridi complice e ti scopri divertita.
La Nothomb colpisce ancora:ahia!









