Il bambino con il pigiama a righe Il bambino con il pigiama a righe

Il bambino con il pigiama a righe

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La trama e le recensioni di Il bambino con il pigiama a righe, romanzo di John Boyne. Un viaggio. Un vaggio nella storia. Un viaggio con un bambino di nove anni di nome Bruno. Un viaggio non adatto ai bambini di nove anni. Un viaggio che vi porterà in un luogo circondato da un recinto. Di luoghi così al mondo non ve ne sono molti e la speranza è che non ve ne siano più in futuro.

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Il bambino con il pigiama a righe 2012-02-15 06:25:05 Marghe Cri
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Marghe Cri Opinione inserita da Marghe Cri    15 Febbraio, 2012
Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio, 2012
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Una bella favola triste

La retrocopertina di questo libro, diversamente dal solito, non riassume la trama e non dà che una vaghissima indicazione del contenuto. Mi attengo anche io a questa scelta. Mi limiterò a dire che il libro riguarda un periodo di circa un anno della vita di un bambino di nove anni, Bruno, la cui storia viene raccontata in terza persona, utilizzando il linguaggio e simulando la capacità di analisi di un bambino di quell’età.
Non è un libro per l’infanzia, però. È destinato agli adulti che vedranno il ristretto mondo di Bruno - siamo a metà del secolo scorso, in pieno olocausto - attraverso i suoi occhi e la sua sensibilità.
Bruno fa fatica a comprendere appieno quel che vede e quel che sente, ad una realtà incomprensibile sovrascrive i sentimenti e le sensazioni a lui noti: i bambini sono bambini e secondo lui vivono tutti una vita simile alla sua, circondati da affetti simili ai suoi.
L’amico che si sceglierà ha un vissuto molto diverso dal suo ma - reso più maturo dalla sofferenza - non sarà capace o non vorrà cancellare la visione serena della vita che Bruno gli presenta, accontentandosi di godere di un affetto e di un’amicizia che non può avere nel suo mondo.
Il finale è amaro e non potrebbe essere diversamente, visto il luogo e l’epoca di cui si narra.
La lettura è facile e scorrevole, sarebbe bello poter pensare che si tratti solo di una favola.

[…] “La Polonia”, disse Bruno pensieroso, soppesando la parola. “Non è bella come la Germania, vero?”
Shmuel si accigliò. “Perché no?” chiese.
“Beh, perché la Germania è la più grande di tutte le nazioni” disse Bruno ricordando una cosa che aveva sentito dire più volte al padre intento a parlare col nonno. “Noi siamo superiori.”
Shmuel rimase zitto a fissarlo, e Bruno desiderò cambiare in fretta argomento, perché anche se aveva detto quelle parole il loro suono non gli piaceva e l’ultima cosa che voleva è che Shmuel lo giudicasse cattivo. […]

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Il bambino con il pigiama a righe 2012-01-30 00:41:30 Illary
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Illary Opinione inserita da Illary    30 Gennaio, 2012
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IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE

"Heil Hitler" disse Bruno. Convinto che fosse un altro modo per dire "Arrivederci e buon pomeriggio".

Bruno è un bambino di nove anni che vive felice a Berlino con la sua famiglia. Quando il padre, un comandante nazista, ottiene una promozione, la famiglia si trasferisce in un posto lontano, che a Bruno appare molto brutto e terribilmente noioso. Lì vicino non ci sono altre case o famiglie, c'è solo un reticolato, al di la del quale vivono tantissime persone, ci sono delle baracche e, in fondo, un paio di costruzioni con il camino. I grandi chiamano quel posto Auscit.

Difficile fare una recensione di un libro così toccante e profondo. E' un viaggio in un mondo terribile, la cui crudeltà risulta ovattata perchè filtrata dagli occhi ignari di un bambino. Un bambino che, con la sua ingenuità ed innocenza, non riesce a spiegarsi una realtà che risulta ancora oggi impossibile anche solo da immaginare.

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A tutti. Anche a chi, come me, fa fatica a leggere i libri sulle atrocità naziste perchè poi non ci dorme la notte...lo stile semplice sarà di grande aiuto.
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Il bambino con il pigiama a righe 2011-12-22 14:38:39 Barbara
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Opinione inserita da Barbara    22 Dicembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 25 Dicembre, 2011

Dritto al cuore!

Libro stupendo! non dice nulla di nuovo, in quanto tutti ormai purtroppo conosciamo le vicende della seconda guerra mondiale, ma in questo caso è raccontata e vista dagli occhi di un bambino, figlio di un comandande dell'esercito nazista. Libro che con la semplicità e spontaneità che solo un bambino può avere punta dritto al cuore. Mi ha fatto piangere... è una lettura semplice ma incisiva, adatta a tutti, ragazzi e adulti... lo consiglio con il cuore.

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a tutti, perchè tutti devono sapere e non dimenticare.
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Il bambino con il pigiama a righe 2011-11-21 09:10:05 Nadiezda
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Nadiezda Opinione inserita da Nadiezda    21 Novembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 21 Novembre, 2011
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Bruno e Shmuel

Si tratta di un libro che narra la tragedia dell’Olocausto attraverso l'amicizia di due bambini, uno tedesco e uno ebreo, con uno stile che rappresenta realisticamente l’orrore del nazismo.

Bruno è un tranquillo bambino di nove anni figlio di un ufficiale nazista, il quale con la promozione porta la famiglia a trasferirsi dalla loro comoda casa di Berlino in un’area desolata in cui questo ragazzino non trova nulla da fare e nessuno con cui giocare.
Un giorno essendo molto annoiato e spinto dalla curiosità, Bruno ignora le continue indicazioni della madre, che gli proibisce di esplorare il giardino posteriore e si dirige verso la ‘fattoria’ che ha visto nelle vicinanze. Lì, incontra Shmuel, un ragazzo della sua età che vive un’esistenza parallela e differente dall’altra parte del filo spinato. L’incontro di Bruno col ragazzo dal pigiama a strisce lo porta dall’innocenza a una consapevolezza maggiore del mondo degli adulti che li circonda, mentre gli incontri con Shmuel si trasformano in un’amicizia dalle conseguenze terribili.

È un libro bellissimo e toccante, molto consigliato agli amanti del genere.
Il finale mi ha lasciata spiazzata, non credevo proprio la storia terminasse in questo modo.

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Storie di deportazioni e di Nazismo
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Il bambino con il pigiama a righe 2011-10-03 15:33:44 davide.crimaldi
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davide.crimaldi Opinione inserita da davide.crimaldi    03 Ottobre, 2011
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Non per bambini, si dice, ma anche sì

Si dice "un viaggio non consigliato per un bambino di nove anni"...
E' scritto bene, in un linguaggio semplice e facilmente comprensibile anche da un bambino...
Affiancandolo ad una sana discussione con un adulto, questo può essere il primo passo per spiegare ad un bambino di nove anni appunto che cosa sia stato l'olocausto, un argomento che tanto, prima o poi, un uomo DEVE conoscere

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Il bambino con il pigiama a righe 2011-09-25 13:08:37 manu chan
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manu chan Opinione inserita da manu chan    25 Settembre, 2011
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Oltre il filo spinato

"Il bambino con il pigiama a righe" è un libro di J. Boyne che parla di un bambino di 9 anni che si chiama Bruno ("sebbene il libro non è per bambini di 9 anni"...). E' figlio di un generale tedesco trasferitosi con la famiglia ad Aushcwitz per il suo nuovo compito nella sorveglianza del campo di concentramento più famoso della Germania. Quello che appare dalla finestra della cameretta di Bruno e di sua sorella è uno scenario tranquillo: c'è una grossa fabbrica dove lavorano tanti operai e in fondo, una ciminiera da cui spesso esce del fumo. Proprio per questo i due bambini non capiscono quale sia il motivo del loro trasloco in quel posto così strano, per di più senza bambini con cui giocare; è così che Bruno quasi ogni giorno gioca all'esploratore: il suo passatempo consiste in lunghe passeggiate parallele al lungo e quasi infinito recinto di quella fabbrica, dove non si vedono uomini, ma solo casermoni immensi...un giorno incontra vicino al recinto un bimbo, vestito con un grosso pigiama a righe, sporco. I due bimbi si presentano e intessono pian piano una lunga amicizia, pur non sapendo di appartenere a mondi diversi... Per loro sì che non esiste differenza tra colore della pelle, razza e religione. Per loro l'amicizia va oltre il confine di un filo spinato.
E' così che il forte contenuto di questo libro intenso supera lo stile semplice e scorrevole dello scrittore irlandese, lasciando un'impronta nell'animo dell'uomo che lo legge.
Un libro da leggere, per pensare, per ricordare.

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Il bambino con il pigiama a righe 2011-08-26 09:31:40 darkala92
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darkala92 Opinione inserita da darkala92    26 Agosto, 2011
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The Boy in the Striped Pyjamas

"Il bambino con il pigiama a righe" - titolo originale "The Boy in the Striped Pyjamas" è (come sottotitolato dallo scrittore stesso) una favola, prodotta anch'essa dall'eco del nazismo, che sembra essere sempre più forte e prorompente.

Oltre ad Hans e Konradin, ci vengono svelate tante altre realtà, tante altre storie di amicizie infrante a causa di quel sottile ma crudele filo spinato che divide due civiltà, due culture, due "razze". Il più forte contro il più debole: il lupo contro l'agnello.

"E' la storia che ci ha condotto fin qui. Se non fosse per la storia, nessuno di noi oggi sarebbe seduto a questa tavola. Saremmo tranquillamente seduti nella nostra casa di Berlino. Stiamo correggendo la storia, qui." (pag 142.) Queste sono le parole del militare, capo delle operazioni, nonchè padre di Bruno, il quale si trasferisce in una casa presso Auschwitz con tutta la sua famiglia. Quest'operazione distruggerà per sempre la tranquillità domestica, svelando un finale per niente aspettato e sbalorditivo, quasi paradossale. Rivelo, inoltre, che la critica ha trovato discordanze sui veri fatti delle vicende della permanenza dei bambini in campo con quanto viene scritto nel libro (Wikipedia dixit!), ma vorrei rispondere semplicemente con una parola: romanzo - ciò non implica che tutto sia estremamente vero.

Ritornando al libro, lo stile è molto semplice poichè la vicenda è narrata da Bruno, il quale mescola perfettamente realtà ed immaginazione (vedasi l'idea di citare luoghi e personaggi in modo sbagliato - il Führer diventa il Furio, Auschwitz si trasforma in Auscit). Di conseguenza la storia si legge talmente veloce da non rendersene conto. Credo che, proprio a causa dello stile, non sempre una favola come questa riesca a catturare l'attenzione dei lettori. Usare un linguaggio infatile può, molte volte, non suscitare quei sentimenti che ci si aspetterebbe, considerando soprattutto il tema discusso. Con me non è avvenuto un colpo di fulmine, infatti se non mi avessero prestato il libro sicuramente non l'avrei comprato. Devo però ammettere che il finale mi ha un pò spiazzata.

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"L'amico ritrovato" di Fred Uhlman
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Il bambino con il pigiama a righe 2011-05-17 12:47:50 Fonta
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Fonta Opinione inserita da Fonta    17 Mag, 2011
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il Benigni con la penna

Questo libro è proprio un capolavoro. Non racconta i fatti nudi e crudi dei campi di sterminio ma li fa intuire con una trama velata di ironia che si mescola al dramma, un lessico semplice: il protagonista è un bambino ed il lavoro gira attorno al suo mondo e la sua elaborazione di esso laddove il Furer si trasforma ne "il Furio" e dove Auschwitz viene spesso storpiato in parlole similari che appartengono al dizionario infantile.
Bello bello bello..lo consiglio vivamente a tutti e credo che possa diventare un libro di testo da accostare ai vari Primo Levi di Anna Frank..uno scrittore moderno che sa scrivere di passato attualizzandolo. Con le dovute proporzioni "il Benigni con la penna" =)

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Il bambino con il pigiama a righe 2011-04-20 13:41:50 Greta
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Greta Opinione inserita da Greta    20 Aprile, 2011
Ultimo aggiornamento: 25 Luglio, 2011
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Drammatico

A scuola, ultimamente, ho ricevuto il compito di scrivere la scheda riassuntiva di un libro riguardante la seconda guerra mondiale: immediatamente, ho pensato al Bambino con il pigiama a righe. Sono stata fortunata, perché già lo possedevo: infatti lo avevo comprato circa un mese prima. Pur avendolo già letto, l'ho ricominciato, in modo da avere + chiare le idee durante la stesura della scheda libro. Anche se mi piacerebbe molto, non la posso copiare in questa recensione perché è decisamente troppo lunga, ma, per mezzo del mio adorato "copia e incolla", riporterò il mio giudizio personale (per chi non lo sapesse: in una scheda libro è obbligatorio l'inserimento del giudizio personale -perlomeno nella mia scuola-):


Mi è piaciuto molto questo libro: è decisamente scorrevole, ho davvero apprezzato l'abilità dell'autore in questo contesto: con lui ho intrapreso un viaggio che mi ha portato a riflettere sul destino, sul peso della famiglia d'origine, sull'amicizia e sul razzismo.


Ecco: la mia opinione è stata breve e concisa, ma descrive le qualità principali del Bambino con il pigiama a righe di John Boyne!


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Uffa... Lo consiglio a tutti coloro che desiderano informarsi riguardo Hitler e le azioni antisemite da lui compiute... in modo piacevole!
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Il bambino con il pigiama a righe 2011-04-20 10:35:55 Lady Libro
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Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    20 Aprile, 2011
Ultimo aggiornamento: 26 Agosto, 2011
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Bello ma non memorabile

Un libro veramente molto bello, toccante e ricco di sentimento, anche se, secondo il mio modesto parere, non è fra le migliori opere sulla Shoah a causa del linguaggio e del lessico poco curati e particolari poco specificati che si affidano un po' troppo all'intuizione del lettore, ma comunque un libro gradevole da leggere. Tuttavia non credo che lo classificherò fra i libri più belli che io abbia mai letto: l'ho trovato alquanto semplice, poco descrittivo e basato fin troppo sulla narrazione. Gli stati d'animo, i sentimenti e le emozioni non vengono mai descritti in modo approfondito. Sicuramente è un buon libro, ma non mi resterà impresso nella memoria e nell'anima. E'una storia che non ha poi un così gran spessore e una notevole evidenza. E poi mi sembra un po' surreale: i bambini ebrei quando entravano in un campo di concentramento non venivano subito uccisi? Forse John Boyne non si è informato molto bene al riguardo per scrivere il suo libro... Ci sono sicuramente libri migliori riguardanti la Shoah.

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Il bambino con il pigiama a righe 2011-01-24 08:44:53 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    24 Gennaio, 2011
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...mai più olocausti

Per non dimenticare cosa è accaduto un giorno, non oggi...

....Ah, quelli...ma quelli non sono uomini, Bruno....

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Il bambino con il pigiama a righe 2011-01-04 15:39:15 gio gio 2
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gio gio 2 Opinione inserita da gio gio 2    04 Gennaio, 2011
Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre, 2011
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dall'altra parte della rete

La vita di Bruno,nove anni,figlio di un comandante delle SS,viene catapultata quando il padre,per motivi di "lavoro" si trasferisce insieme al figlioletto,la moglie e la figlia dalla splendida casa di Berlino in un posto dal nome inpronunciabile per il nostro piccolo protagonista.
E' Bruno la voce narrante,che descrive gli strani e crudeli comportamenti dei soldati,del padre e del "furio".
Dalla finestra della sua stanza riesce ad intravedere centinaia e centinaia di persone circondate da un filo spinato:tutte indossano lo stesso identico pigiama a righe.Durante una delle sue escursioni si avventurerà,sempre all'insaputa di tutti,verso il campo e cosi,dall'altra parte della rete,incontrerà Shmuel,il bambino con il pigiamo a righe,
Shmuel ha la sua stessa età, le coincidenze ha voluto che fosse nato proprio il suo stesso giorno, come ha voluto che si incontrassero ai due lati opposti delle rete,ai poli opposti di "tutto quanto",e tutto questo contro ogni loro volere.Tra i due nascerà una profonda e segreta amicizia,persino Bruno pur non sapendo nulla di ciò che avviene in quel maledetto campo di concentramento,che lui considera un posto dove la gente vive e lavora normalmente,intuisce che è meglio tenere tutto segreto...
Commovente,la crudeltà del nazzismo vista attraverso gli occhi dell'innocenza,un'amicizia pura che abbatte ogni confine,ogni rete...
Un finale,anche se intuibile,ugualmente tragico,sconvolgente,amaro.
Uno stile delicato che dipinge uno dei quadri più crudeli,terrificanti e inaccettabili della storia.

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Il bambino con il pigiama a righe 2010-09-24 15:44:39 Stefp
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Stefp Opinione inserita da Stefp    24 Settembre, 2010
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Un libro da leggere e far leggere

Siamo a Berlino, nel 1942 e viviamo tutta la storia con gli occhi di un bambino, Bruno di nove anni, figlio di un alto ufficiale delle SS. Bruno non sa che lavoro fa il padre, non sa chi è quel personaggio così potente e temuto che promuove il papà e lo fa trasferire con tutta la famiglia in un posto lontano, brutto, triste, senza bambini per giocare. Lui vorrebbe tornare a Berlino, nella sua bellissima casa, dai suoi amici. Qui, ad "Auscit" come lo chiama lui, il posto che comanda il suo papà, ha solo la compagnia della sorella più grande con la quale non riesce proprio ad andare d'accordo. Ma un giorno scopre che al di là della recinzione con il filo spinato c'è un bambino come lui, Shmuel, nato il suo stesso giorno, che indossa, come tutti dall'altra parte, un pigiama a righe e attraverso il reticolato, in un punto nascosto, riesce a farci amicizia. Giorno dopo giorno l'amicizia con Shmuel riesce a fargli dimenticare i suoi amici di Berlino e fargli piacere perfino "Auscit". E' però una amicizia incompleta, i due bambini sono separati da una rete; sarebbe bello poter giocare assieme, senza una rete che li divida....
L'orrore visto da un bambino, che fino in fondo non saprà mai che quello che vede è l'orrore. Un libro di 200 pagine che scorrono velocemente, non c'è niente da interpretare, da capire, perché i bambini vedono le cose come sono (il Re è nudo!), e allo stesso tempo a volte non riescono a comprendere quello che c'è dietro, ma leggendo le cose così come le vive un bambino, facendo uno sforzo, forse l'orrore ci apparirà anche peggiore di come l'avevamo visto finora. Questo racconto è un viaggio triste, che fa soffrire. Accompagnare Bruno fino in fondo sarà, pagina dopo pagina, sempre più doloroso.
Erroneamente catalogato come libro per ragazzi, ma giustamente consigliato spesso dagli insegnanti, è un libro da leggere e far leggere a tutti.

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Il bambino con il pigiama a righe 2010-08-12 12:03:23 flying girl
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flying girl Opinione inserita da flying girl    12 Agosto, 2010
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Delusioni...

Bella la storia, la purezza e l'innocanza dei bambini in contrapposizione alla dura violenza nei campi di concentramento...peccato però che a mio parere tutta la bellezza si perde nel modo in cui è scritto, troppo superficiale, poco coinvolegente, eccessivamente scorrevole. personaggi poveri di dettagli caratteriali, descrizioni abbastanza "sciape", finale, seppur non banale, sbrigativo. Nonostante la storia sia particolare, le emozioni che ho provato sono state molto superficiali, mi aspettavo un libro ricco di sottili senzazioni, non struggente e disperato, ma comunque sconvolgente nella sua semplicità. Mi aspettavo qualcosa che mi rimanesse dentro, che lasciasse un segno, è stato una delusione. Penso che se il libro fosse stato scritto da un autore migliore avrebbe acquistato molto più fascino e si sarebbe rivelato molto più entusiasmante. E' un opinione molto personale, frutto di letture che trattano la dura esperienza dei campi di concentramento molto meglio.

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Il bambino con il pigiama a righe 2010-08-11 19:30:40 Interferenze letterarie
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Interferenze letterarie Opinione inserita da Interferenze letterarie    11 Agosto, 2010
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Una lettura che rimane dentro

Ho letto “il bambino con il pigiama a righe” ben due anni dopo aver visto il film (che tra l’altro aveva emozionato, quasi commosso, sia me che il mio amico, capitati per caso). La lettura è scorrevole e leggera, il punto di vista di Bruno, un bambino ignaro della tragedia folle e aberrante messa in atto dal regime nazista (di cui il padre è un alto esponente). Nonostante a volte ho avuto l’impressione che il piccolo Bruno avesse pensieri troppo adulti o che utilizzasse parole estranee alla sua età (a nove anni io ignoravo il significato di “perplesso” o “atterrito”), la psicologia di un bambino degli anni 40 è delineata in maniera splendida. La forza di questo libro è il raccapriccio che fa nascere dentro, come uno schifo, che fa seguire passo passo la vicenda di Bruno e Shmuel con il fiato sospeso, anche se si conosca già il finale. Il nazismo, le SS, i campi di concentramento raccontati da un bambino, e quel bimbo avremmo potuto essere noi, per questo colpisce così tanto. Un libro scritto come una fiaba ma che fa riflettere molto di più di un trattato di storia moderna. Una lettura veloce, destinata a rimanere dentro per parecchi giorni e che ti fa chiedere “Com’è stato possibile?”

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Consigliato a chi adora "Schindler's List" o "La vita è bella" o a chi ha letto Primo Levi. Sconsigliato a quei caproni che credono che l'Olocausto sia un'invenzione della sinistra.
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Il bambino con il pigiama a righe 2010-08-11 18:11:23 silvia85
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silvia85 Opinione inserita da silvia85    11 Agosto, 2010
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Il bambino con il pigiama a righe

La storia dei campi di concentramento raccontata attraverso un bambino. E' un interessante punto di vista, soprattutto per l' ingenuità e l' incredulità davanti a i racconti dell' amico che abita "dall' alta parte della rete"...e vedere la storia sotto questo punto di vista è ancora più raccapricciante!

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Il bambino con il pigiama a righe 2010-07-25 09:10:31 Francesco Fontana
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Francesco Fontana Opinione inserita da Francesco Fontana    25 Luglio, 2010
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Lente d'ingrandimento.

E' ironico pensare al surreale, quando un bambino racconta di un tragico realismo storico, il libro di John Boyne colpisce per la semplicità nel raccontare uno dei più grandi genocidi della storia dell'umanità, fattore che amplifica la pazzia raggiunta dall'uomo in quel determinato momento storico.
Da leggere.

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Il diario di Anna Frank, Se questo è un'uomo.
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Il bambino con il pigiama a righe 2010-06-22 16:46:40 Teresa
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Teresa Opinione inserita da Teresa    22 Giugno, 2010
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Si soffre pur non avendolo vissuto

Nonostante siano passati tanti anni dalla Seconda Guerra Mondiale, nonostante sia un ricordo sfocato raccontato dai padri o dai nonni, questo romanzo è l'ennesimo viaggio verso l'efferatezza e la crudeltà di quel periodo.
E' un libro che si legge in un soffio. Sono solo 200 pagine, ma hanno la pesantezza di un macigno.
Credo che neanche con una fervida immaginazione, si possa minimamente immedesimarsi in quelle persone, alla loro sofferenza, al loro strazio, solo per essere ebrei.

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Il bambino con il pigiama a righe 2010-03-27 14:16:07 eli.n88
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eli.n88 Opinione inserita da eli.n88    27 Marzo, 2010
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innocenti bambini

Vorrei rispondere a chi ha ritenuto la storia banale: secondo me la vicenda è vista appunto dagli occhi di un bambino...quindi NON PUO' essere complicata...un bimbo vede cose da noi ritenute insignificanti, mentre al momento può dare poco peso a quella che sembra una semplice nuova amicizia, che invece secondo noi, che avremmo capito quello che stava succedendo, l'avremmo descritta in modo più profondo. L'autore secondo me non voleva mostrarci il mondo del campo di sterminio che già conosciamo...voleva piuttosto farci un'idea di come l'hanno vissuto i bambini...da una parte e dall'altra... senza capire troppo di quello che stava accadendo, affrontando le cose con l'innocenza che hanno i bambini.
Io l'ho trovato un libro molto bello...con finale forse prevedibile ma da leggere fino alla fine anche solo per la piacevole scorrevolezza...
Lo rileggerò sicuramente.

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Il bambino con il pigiama a righe 2010-02-14 13:00:56 chiara
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Opinione inserita da chiara    14 Febbraio, 2010

con gli occhi di un bambino

una tragica realtà filtrata dagli occhi innocenti di un bambino di nove anni..

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Il bambino con il pigiama a righe 2009-11-25 15:05:28 LUPIN86
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LUPIN86 Opinione inserita da LUPIN86    25 Novembre, 2009
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IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE

Un libro che parla dei campi di sterminio ma visto sotto l'occhio di due bambini, che se pur separati oltre che da un filo spinato anche da una condizione di vita terribile riescono a far amicizia e rimanere insieme fino alla fine.

L'amicizia, quella vera non ha regole, non si basa su classe sociale, etnia, religione, cultura, il sentimento riesce ad abbattere tutte queste frontiere.

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Il bambino con il pigiama a righe 2009-08-19 12:41:58 Corrado
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Opinione inserita da Corrado    19 Agosto, 2009

Peccato...

Libro sufficiente, pur nato da un'idea narrativa eccellente (il racconto sui campi di sterminio visti da un bambino). Ampi tratti di immagini e dialoghi toccanti, però alcune scelte discutibili personaggi improbabili/scontati (sorella, giovane ufficiale), storie discutibili/superflue (madre-giovane ufficiale), amicizia tra i protagonisti poco introspettiva, finale con poco mordente.

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Il bambino con il pigiama a righe 2009-08-16 14:58:14 genny
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genny Opinione inserita da genny    16 Agosto, 2009
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Tristemente vero...

Questo racconto è un opera che fa riflettere, che fa capire quanto di sbagliato si commetteva in quei campi. Bella la storia di questa amicizia "impossibile", di due "giovanotti" completamente diversi fra loro ma allo stesso tempo uniti da un grande rapporto.

Commovente.

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Consigliato a chi ha letto...
Una bambina e basta di Lia Levi
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Il bambino con il pigiama a righe 2009-08-07 23:24:01 srix
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srix Opinione inserita da srix    08 Agosto, 2009
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Il bambino con il pigiama a righe

all'inizio fa sorridere vedere dagli occhi di un bambino ingenuo quella particolare situazione. Il finale fa riflettere ma alla fine ... da leggere

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Il bambino con il pigiama a righe 2009-07-30 09:34:08 Chris82XXX
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Chris82XXX Opinione inserita da Chris82XXX    30 Luglio, 2009
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Non è per bambini...

...ma è con la visione di due bambini che è narrata una delle pagine più nere della storia recente. La naturalezza e la semplicità con cui sono affrontati gli argomenti è emozionante, commuovente come la piacevolezza della nascita di un'amicizia impossibile. L'incomprensione di quel buio periodo traspira dal romanzo ed il finale giunge come una ghigliottina dal contrappasso dantesco per i lettori.

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