Il danno Il danno

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La presentazione e le recensioni di "Il danno", opera di Josephine Hart pubblicata da Feltrinelli. Un uomo che ha svolto una brillante carriera politica, ha sposato una donna intelligente e bella e saputo svolgere il ruolo di figlio, marito, padre, politico sempre con ottimi risultati, incontra una misteriosa donna che esercita fin dal primo istante un potere straordinario su di lui. Un dominio sessuale e psicologico di fronte a cui soccombe.

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Il danno 2012-03-31 15:14:27 liberlu85
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liberlu85 Opinione inserita da liberlu85    31 Marzo, 2012
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La tentazione che ti cambia la vita

Questo libro è una tensione, un climax ascendente continuo, una sfida, un'agonia. La storia è apparentemente semplice e banale. Lui, ricco e famoso politico inglese dalla vita luccicosa & ammirato da tutti, lei donna dal passato oscuro, donna tentatrice, promessa sposa del figlio di lui. Questo libro non eccelle certo per contenuto. Allora cosa lo rende speciale? Lo rende speciale lo stile assolutamente graffiante e al contempo garbato, tramite il quale l'autrice descrive la piattezza iniziale della vita di un uomo, il lampo che la travolge e la naturale (innaturale!) pazzia che lo coinvolgerà. E' un dramma odierno, una tragedia dei giorni nostri, un peccato originale (il "danno" da lei subìto) che contaminerà anche lui, come una malattia, un germe mortale. L'amore che li lega diventa malato, ossessivo, dipendente. O forse lo diventa solo lui, proprio perchè lei è una "sopravvissuta" a un danno più grande? Meravigliose sono le descrizioni del narratore/protagonista che fa riflessione dentro di sè (narratore onniscente esterno) e su quanto gli è accaduto. Anche le descrizioni del mobilio, dei rapporti "freddi" con i familiari e le persone della sua vita quotidiana, in contrapposizione con le descrizioni "annaspanti" del desiderio, della brama che prende il protagonista verso la donna che lo strega. Come ho detto, lo stile è graffiante. Le frasi sono minime e per questo creano un effetto pathos (climax come detto all'inizio) che fa annaspare anche il lettore insieme al narratore/protagonista.

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Il danno 2011-12-26 20:12:41 floria di tosca
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floria di tosca Opinione inserita da floria di tosca    26 Dicembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre, 2011
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Una come tante

Letto, riletto,dimenticato, ripescato dopo il film. Sofferto e sentito sulla pelle come un morso.
Che dire? Josephine ha dalla sua una profonda conoscenza dell'animo umano e sa toccarne le intime corde fino a farle tremare.
E non tanto perchè ciò che accade nel libro è solo "del libro"; non tanto perchè il filo del destino ha tramato il suo ordito intorno a cinque personaggi in cerca di quiete e d'amore.
Ma perchè è strano trovarsi dentro, in mezzo, coinvolto, dentro alle parole e sentirsi talmente vicina da sentire, quasi, la voce dei personaggi, le oscenità sussurrate, le perversioni da cogliere come primizie sessuali e tutto il dolore dell'ovvio e dell'incantesimo spezzato.
E' una tragedia; nel senso greco . Non c'è un lieto fine. Si soffre, forse, sin dall'inizio, e l'oscura porta del desiderio si spalanca d'improvviso, come un mostro indicibile e malvagio, che trascina dietro di sè coscienza,raziocinio,volontà,lucidità...
Sacrifica all'altare dell'amplesso famiglia ed unità e porta con sè il sapore amaro della sconfitta. Ma in fondo, chiunque vorrebbe essere amato, anche solo per una notte, col quel tipo desiderio, molto al di là del desiderio sessuale che si nutre solo di corpo senza anima; quel tipo di desiderio inestinguibile si perpetua, minuto dopo minuto e rende regine anche le Cenerentole senza fate madrine.
Quel tipo di desiderio tace, è vuoto di parole, ma si arricchisce di sguardi, di profumi, di bocche che colgono parole silenti che conducono un gioco senza uguali.
E' una tragedia vera, mi ripeto: una tragedia che lascia scoperto il cuore e mette a nudo la verità del desiderio e della passione rubata, nel più osceno dei modi. Senza rispetto, senza dignità. Tutto il contrario dell'amore. Solo la morte può lavare l'onta del proprio tradimento, la morte e l'esilio.
E arriva dunque,imprevedibile e subdola, questa oscura signora che da sempre corteggia l'amore: ti prende e ti porta via da sotto al naso l'unica ragione per cui rischi ancora e ancora ti va di farlo.
E ti lascia, infine, senza nient'altro che il peso della tua passione, consumata con una donna "per nulla diversa da tutte le altre".

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Il danno 2011-11-17 09:19:46 alexmai
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alexmai Opinione inserita da alexmai    17 Novembre, 2011
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Grande libro, grande film

L'ho letto dopo aver visto il film... mi è piaciuto molto, anche o forse soprattutto perchè li ho trovati diversi. Assolutamente consigliato.

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Il danno 2011-11-17 08:23:22 Sherazade
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Sherazade Opinione inserita da Sherazade    17 Novembre, 2011
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Profondo e destabilizzante

Una storia che scava negli abissi dell'animo umano insoddisfatto e consapevolmente pronto a lanciarsi in un baratro senza possibilità di riscatto. Un libro superbo che riesce a far vacillare le certezze del lettore il quale sa quanto fragili e insieme potenti e pericolosi possano essere i sentimenti. Molti la considerano una passionale storia d'amour fou, è, invece, un rapporto di dipendenza, di follia, di passione estrema ma, soprattutto di consapevole, voluta devastazione fisica e morale. Lei, la subdola protagonista femminile, ha subito un danno devastante al quale è sopravvissuta per moltiplicare ed estendere il guasto che porta dentro. Trova terreno fertile nel vuoto di passioni di un uomo, marito, padre, politico di successo la cui vita scorre su una superficie levigata. Nasce un dominio psicologico e sessuale che esclude la ratio, l'autocritica ad una vita borghese plastificata, la perversione alla quale, nonostante gli evidenti possibili tragici risvolti, soccombe volontariamente perchè la portatrice del danno è la futura sposa del figlio. La disintegrazione di ogni singolo membro della famiglia è annunciata e tuttavia deve compiersi, non esiste altra strada. E' uno di quei libri che non si dimenticano, una storia psicoanalitica che sconvolge perchè entra in collisione con le singole oscure strutture mentali e psicologiche. Una scrittura quasi teatrale suddivisa in piccoli capitoli che aumentano la suspence e sui quali il sipario è intensamente lugubre come certi aspetti dell'animo. Louis Malle ne ha tratto il film con un talentuosissimo Jeremy Irons.

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Consigliato a chi ha letto...
Follia di Patrick Mc Grath. L'oblio di Josephine Hart. Fuga nelle tenebre di Arthur Schnitzler.
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