Il giardino di cemento Il giardino di cemento

Il giardino di cemento

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La trama e le recensioni di Il giardino di cemento, romanzo di Ian McEwan edito da Einaudi. «Non ho ucciso mio padre, ma certe volte mi sembra quasi di avergli dato una mano a morire». Chi racconta è Jack, un ragazzino sporco, foruncoloso, tenuto in disparte dalla famiglia; suo padre è un uomo fragile, irascibile e ossessivo, che un giorno decide di costruire un giardino roccioso: si mette al lavoro, ma muore di fronte all'indifferenza di Jack che non chiede aiuto. Julie, sorella maggiore, prime magliette scollate, primi amori tenuti segreti. Sue, due anni meno di Jack, sgraziata, sempre pronta a ritessere i difficili rapporti di famiglia. Tom, un bambinetto vivace, tutto preso dai suoi giochi e dai terrori scolastici. Infine la madre, slavata, sempre affaccendata in cucina oppure sprofondata nel letto di malata. Un balletto di «enfants terribles» che fanno pensare a Cocteau, a Vitrac, alla Compton Burnett, eppure sono anche banali; figli di una «cattività» familiare segnata da un esasperato sadismo. Da questo libro è stato tratto l'omonimo film di Andrew Birkin con Charlotte Gainsbourg e Andrew Robertson.

Ian McEwan è nato nel 1948 ad Aldershott e vive a Londra. È autore di due raccolte di racconti: Primo amore, ultimi riti e Fra le lenzuola; un libro per ragazzi: L'inventore di sogni; un libretto d'opera: For You. Ha pubblicato il saggio Blues della fine del mondo e i romanzi: Il giardino di cemento, Cortesie per gli ospiti, Bambini nel tempo, Lettera a Berlino, Cani neri, L'amore fatale, L'inventore di sogni, Amsterdam, Espiazione, Sabato, Chesil Beach e Solar.

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Il giardino di cemento 2012-01-25 14:09:47 Brizi
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Brizi Opinione inserita da Brizi    25 Gennaio, 2012
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Un romanzo sporco

L'approccio con questo libro è stato piuttosto blando. Non mi ha mai suscitato, nel corso della lettura sentimenti particolarmente spiccati: nè entusiasmo nè noia. E' un libro che scorre sulla scia della trama: lascia una sensazione di sporco, come una patina di grasso, come l'odore di cui si parla nel romanzo. Penso che sia un libro senza alcuna pretesa, e forse per questo alla fine mi ha lasciato più di quanto immaginassi, non tanto per l'originalità della trama, un noir senza sforzo, ma per l'ordinarietà dei personaggi che si dimostra essere tutt'altro che normale. Come dice l'autore nel retro-copertina di quest'edizione: "Ciò che mi colpisce di più è che tante cose terribili vengono commesse da persone che non sono affatto terribili".

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Il giardino di cemento 2011-12-26 22:20:47 Little_Dolly
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Little_Dolly Opinione inserita da Little_Dolly    27 Dicembre, 2011
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Terribile

Ammetto di non avere un ottimo rapporto con l'autore, credo di apprezzare pienamente solo due dei suoi libri, ma questo è veramente il peggiore.
La perversione e il sudiciume di questa breve storia ti rimangono attaccati addosso per troppo tempo.
Lo stile è troppo,esageratamente diretto con descrizione che in realtà nessuno vorrebbe veramente sentire,il tutto per raccontare cosa? Una storia che ha come unico scopo quello di farvi angosciare inutilmente!
La storia non è veramente nulla di che, insisto, se ci sono dei significati profondi e nascosti questi vengono nascosti dalle inutili perversioni descritte nel romanzo.
No proprio NO!

Non consiglio questo libro proprio a nessuno!

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Il giardino di cemento 2011-12-16 14:02:37 Hypo
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Hypo Opinione inserita da Hypo    16 Dicembre, 2011
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Un giardino ai margini della città

"Il Giardino Di Cemento" è un breve racconto diviso in due parti (collegate tra di loro cronologicamente) dove viene narrato un breve ma intenso spaccato di vita del protagonista adolescente Jack. Lo stile di vita di Jack è particolare, il suo modo di affrontare la vita è apatico (se dovessi definire la lettura in una sola parola direi per l'appunto "apatica", ma non in maniera negativa) e menefreghista, la numerosa famiglia di Jack ha dei problemi (come le hanno tutte in fin dei conti), problemi difficili, problemi che finiranno tutti sulle sue spalle e su quelle delle sue due sorelle (una più grande di lui) e del piccolo Tom.

Ogni personalità è ben delineata e Ian McEwan si dimostra un abile scrittore, uno scrittore che a questo giro "bada al sodo" facendo intendere tutto fin da subito, usando un linguaggio semplice e fluente. "Il Giardino Di Cemento" è una storia scritta facile ma estremamente drammatica, una storia che getta ombre e luci sui rapporti più stretti tra fratelli e fratelli e figli e genitori. Caratteri ben definiti dunque, ma a svettare in maniera particolare è la psicologia del fratellino più piccolo, non è il personaggio principale ma i momenti che lo vedono protagonista sono quelli più esasperanti ed impegnativi.

Ad emergere è un clima claustrofobico generale, particolarmente fetido ed opprimente, la storia si evolve su continue vicissitudini precarie e ha un finale magari banale ma dall'effetto assicurato (perfetto esempio su come decidere quando è il momento per far calare il sipario e tranciare di netto la narrazione).

"Il Giardino Di Cemento" non è di certo da considerarsi come un capolavoro, però le particolari sensazioni che riesce a trasmettere si meritano una rapida e a suo modo follemente terapeutica lettura.

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