Il meccanico delle rose Il meccanico delle rose

Il meccanico delle rose

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La trama e le recensioni di Il meccanico delle rose, romanzo di Hamid Ziarati edito da Einaudi. Il protagonista di questo libro si nasconde letteralmente tra le righe. Abita non più di una frase del primo capitolo, e negli altri fa la sua comparsa a tempo debito. Eppure al centro del romanzo c'è lui: il protagonista assente, che proprio restando ai margini delle vite degli altri acquista una paradossale centralità. La sua storia è raccontata attraverso le storie delle persone che sono state importanti per lui, nell'Iran dagli anni Venti ai giorni nostri: il padre, il cugino, la moglie, la figlia, una donna amata. Chinandosi su ognuno di questi personaggi, e narrando le loro vicende come se fosse sulla loro spalla, l'autore riesce a farci entrare in profondità nelle tante vite che formano una vita, e un mondo. Akbar - che vive in un paese ai bordi del deserto dove si estrae la migliore essenza delle rose di Persia - è un capofamiglia religioso e rispettato e trova un modo tutto suo per rimediare ai torti del destino che gli ha rubato un figlio. Khodadad è appena un ragazzino quando fugge di casa in cerca di se stesso, nei giorni dell'anniversario del martirio dell'Imam Hossein e dei suoi settantadue seguaci. Donya ha conosciuto la felicità e la disperazione, prima di andare in sposa a un uomo che ha il doppio dei suoi anni. Mahtab stava per laurearsi in medicina e iniziare una nuova vita, quando è incappata nei Guardiani della Rivoluzione. Laleh ha il nome d'un fiore - quello del martirio - e forse è una «pazza d'amore»: è lei, dal letto di un ospedale, in un lucido delirio, a tirare inconsapevolmente i fili di tutte le storie, e a restituire il volto contraddittorio del suo amato, il meccanico delle rose. Il quadro dunque è compiuto. Ma chi è al centro di quel quadro? L'uomo che dà il titolo al libro ha creduto - come tutti - di essere protagonista della sua vita, ed è stato una comparsa in quella degli altri. Quel che è certo è che sullo sfondo, dietro le tante figure, resta un Paese riconoscibilissimo ma mai nominato, per rispetto di chi - vivendo nei suoi confini - non può nominarlo.

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