Il prigioniero del cielo
Carlos Ruiz Zafón (Barcellona, 25 settembre 1964), autore di assoluto talento e di successo mondiale, ha cominciato la sua carriera nel 1993, con una serie di libri per ragazzi. Nel 2001 ha pubblicato il suo primo romanzo per adulti, L'ombra del vento (Mondadori 2004), divenuto immediatamente un caso letterario internazionale, con un milione e mezzo di copie vendute solo in Italia. Nel 2008, con Il gioco dell'angelo (Mondadori), è tornato all'universo del Cimitero dei Libri Dimenticati, che tutti i suoi lettori ricordano con grande passione. Nel 2009 da Mondadori è uscito Marina, nel 2010 Il Palazzo della Mezzanotte e nel 2011 Le luci di settembre. Le sue opere sono tradotte in più di quaranta lingue e hanno conquistato numerosi premi internazionali e milioni di lettori nei cinque continenti.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 20
Ultimo aggiornamento: 17 Mag, 2012
Forte ma non troppo.
CONTIENE SPOILER
Storico Zafòn, libro avvincente, bellissimo, ma che in realtà prende una piega diversa da come mi aspettavo, credevo che mettesse fine ai miei dubbi invece ne ha creati altri. specificando che non parla mai di Cristina, che alimenta i dubbi su Andreas Corelli, ci fa quasi credere che è tutta una sua finzione, spiega la morte di isabella ma non era un mio dubbio, e infine Mauricio Valls che sinceramente, ci racconta la storia ma alla fine ci lascia nel dubbio, perchè lo cerca? tutto ci fa pensare ad un altro libro che spero metta fine a questa lunga saga, sta di fatto che oltre a tutto questo, Zafòn è sempre unico.
Indicazioni utili
Ultimo aggiornamento: 12 Mag, 2012
stravolto il finale del gioco dell'angelo
Adoro Zafon e ho apprezzato questo libro come tutti gli altri, ma, leggendo i commenti precedenti, mi chiedo come mai nessuno abbia sottolineato lo stravolgimento totale della storia di David Martin (e parzialmente di Isabella) nel Prigioniero del Cielo, rispetto al finale (immortalità su di un'isola con Cristina) narrato nel Gioco dell'Angelo... roba da soap opera, ma almeno lì hanno 300 puntate e centinaia di protagonisti... incasinarsi così su una vicenta composta da tre libri ed una dozzina di figure principali è francamente inspiegabile.
Attendo spiegazione nel quarto e ultimo libro.
Indicazioni utili
Il secondario che diventa primario
Un nuovo pezzo del puzzle è stato finalmente aggiunto da parte di Zafòn. Che dire? sicuramente questo è un romanzo di transizione, e come tutti i romanzi di transizione lo si può amare o odiare.
Qui, molte caselle vanno al loro posto, tutto il precedente ci sembra più chiaro e viene lasciata aperta la strada per un gran finale (si spera); tuttavia, la scrittura non mi ha particolarmente convinta. Siamo abbastanza lontani da l'Ombra del vento e il Gioco dell'angelo. I personaggi sono gli stessi ma guardati da un'ottica diversa e tutto questo li rende poco credibili. Meno intense le atmosfere, ormai definibili zafòniane, e troppo soffusa la presenza della Barcellona che è riuscito, nel corso delle varie pubblicazioni, a farci tanto amare.
Tutto è messo in secondo piano a favore di personaggi che sono sempre stati lì ma erano meno ingombranti...improvvisamente ritrovarseli protagonisti è troppo d'impatto.Comunque resta sempre l'amato Zafòn che non smetterò mai d'ammirare....; un bravo scrittore... un pò in penombra con questa prova.
Indicazioni utili
Era pure ora!!!!
Innanzitutto un applauso a Zafon che ancora una volta mi colpisce con la sua piacevolissima scrittura, non mi mettero' a descrivere la trama del libro ma dico soltanto che vale la pena leggerlo, e consiglio vivamente la letture di questo romanzo solo dopo aver letto Il Gioco dell angelo e L'ombra del vento, perchè riprende i personaggi di entrambi i libri e li mette insieme in un modo impressionante e bellissimo, xcio leggete prima quei due e poi buttatevi su questo e lo capirete al volo...!!! Riguardo al titolo ad un certo punto mi sn chiesta il perchè dato che la trama riguarda Fermin ma non ho finito di pormi la domanda che è arrivata la risposta!!! Buona Lettura!!!!
Indicazioni utili
Il gioco dell angelo
Si ma ora chiudi!
Il seguito di un bel libro , o le trilogie, sono per antonomasia un cavalcare l'onda del successo che spesso delude.
Ovviamente manca la graduale scoperta delle vicende e dei personaggi , se la storia non è più che avvincente e ben costruita, anche il fatto di "riabbracciare" una vecchia conoscenza non basta a colmare le lacune del già letto o a rispondere alle aspettative.
Questo libro non sfugge alle infinite trappole dei sequel , nonostante Zafon ...che a mio avviso scrive come pochi sanno fare ed in particolare qui è stato bravo, non si è perso dietro una storia contorta che sembrava non arrivare mai alla fine come nel "gioco dell'angelo", il tutto scorre via rapido , questo racconto è un ponte tra il passato e il quarto libro della saga che a questo punto è più che annunciato dagli sviluppi.
La storia raccontata in se non è male anche se manca un pò di pathos, il dubbio, ci vengono date solo risposte e per giunta a pezzi e su avvenimenti letti anni fa e di cui io povero lettore ho dimenticato le sfumature. Tutti a paragonarlo a "L'ombra del vento", naturale ma limitativo, questo è un tassello del percorso, alla fine giudicheremo il tutto, anche se ho percepito che manca il mistero, l'inquietudine , quell'atmosfera quasi gotica che permeava "L'ombra del vento".
Dirò di più: gli stessi personaggi mi sembrano un pò cambiati, nella finzione letteraria sono passati un paio d'anni dal precedente racconto, nella realtà "l'ombra del vento" è del 2001...si sente questo salto temporale nell'autore e di conseguenza nei personaggi. I dialoghi qua e là riportano espressioni che dubito fortemente fosero in voga o citabili negli anni '60, qualche turpiloquio di troppo per quegli anni e un David che per impulsività assomiglia più a John Rambo che al giovane conosciuto nel primo romanzo.Rimane uno stratosferico Fermyn a tenere su la baracca con le sue espressioni colorite ed ironiche, la sua filosofia spicciola che ti trascina.
Nonostante tutto si legge con piacere per merito della scrittura di Zafon, ora però deve "chiudere" in maniera degna con il prossimo romanzo e soprattutto non tirarla all'infinito.
Indicazioni utili
MI ASPETTAVO QULCOSA DI "DIVERSO"
Nulla da ridire su stile e piacevolezza nel leggere il libro, anche se l'impaginazione lascia a desiderare - quanto spreco di carta - così come il prezzo. Trovo magistrale la narrazione della storia di Fermin ma il resto è molto "elementare" e poco avvicente, facendo anche un'accozzaglia di personaggi e situazioni "già viste" nei testi precedenti; inoltre, sembra che Zafon sia stato quasi "costretto" a scrivere questo libro, avendo a disposizione, un tempo relativamente breve.
Indicazioni utili
ANCORA MISTERI.....
Ho appena finito di leggere "Il prigioniero del cielo" e le mie aspettative su un bel libro da leggere non sono state deluse. Una Barcellona sempre gotica, noir, tetra e misteriosa, dove i misteri dei primi due libri s'infittisce ancora di più. Tanti misteri risolti, ma ancora tante domande mi ronzano nella testa. E qui mi sovviene da pensare che non è una trilogia, ma la storia ha un suo continuo. Unica nota negativa : Zuif ha fatto passare (secondo me) troppo tempo dal "gioco dell'angelo" a questo libro....Molte cose non me le ricordavo più, molti nomi mi dicevano qualcosa ma non avevo più chiaro in mente la trama precedente...I personaggi sono sempre gli stessi, grande Fermin, uomo davvero spettacolare, con un passato stravolgente, coraggioso e audace! Secondo me è un libro ben studiato, Tutta la trama (parlo anche dei libri precedenti) s'intrecciano bene l'una con l'altra,ma rimangono comunque dei libri che possono reggere anche da soli una singola storia!
Indicazioni utili
Ultimo aggiornamento: 03 Aprile, 2012
Finlamente!
Avevo perso le speranze e l'attenzione su zafon dopo che ha pubblicato i due romanzi per ragazzi (il palazzo della mezzanotte e le luci di settembre) che mi hanno un po' annoiato.
Mi sono invece piacevolmente commossa nel ritrovare i personaggi a cui mi ero affezionata e continuare il viaggio misterioso lasciato con l'ombra del vento.
Ottimo libro direi anche per chi ha trovato l'ombra del vento insostituibile ne rimarrà colpito e sopratto se lo andrà a rileggere (l'ombra del vento).
Io ho letto tutti i libri di zafon e questo è degno di essere messo alla pari dell'ombra del vento e del gioco dell'angelo.
Indicazioni utili
Ultimo aggiornamento: 30 Marzo, 2012
Con amarezza ma fuori dal coro
Premetto che ho letto tutti i romanzi di questo autore straordinario ed è con amarezza che devo esprimere il mio parere negativo su questo libro.Io credo che il signor Zafon se avesse fatto visionare "Il prigioniero del cielo" a Don Basilio Moragas vicedirettore del giornale "La voz de la industria" (vedi il gioco dell'angelo) sarebbe stato sicuramente spedito a stilare necrologi per tre settimane.Io credo che questo autore stia cavalcando in maniera esagerata l'onda del successo incredibile che hanno avuto i tre romanzi più belli e cioè "Marina" "L'ombra del vento" e "Il gioco dell'angelo".
"Marina" è il capolavoro assoluto di Zafon dove l'anima nera del racconto viene descritta con uno stile narrativo romantico e pieno di poesia triste e malinconica che fa venire i brividi per le emozioni che si provano.Negli altri due romanzi continua la bellezza della narrazione unica di questo scrittore con storie di grande spessore dove c'è mistero, amori grandissimi che finiscono nella tragedia più nera.Indimenticabili Juliàn e Penelope Aldaya come David Martìn e Cristina nel Gioco dell'angelo.Ho trovato "Il prigioniero del cielo"come lo sforzo non riuscito forse per eccessiva fretta di dare un' altro episodio alla saga del cimitero dei libri dimenticati.Ci sono soltanto due momenti in questo libro dove Zafon torna ad essere il grande Zafon. il primo quando Daniel insegue la moglie Bea all'hotel Ritz per paura del suo tradimento e sopratutto il ballo di addio tra Fermìn e la Rociìto a pagina 311 del libro.
Per concludere mi permetto di trascrivere una delle pagine più belle del romanzo "Marina" che consiglio a tutti di leggere e rileggere per quanto è bello.
Il primo sparo attraversò le fiamme sibilando.
Riaprii gli occhi e vidi la sagoma di Eva Irinova che avanzava sulla passarella come avevo fatto io.
Teneva la pistola sollevata.Una rosa di sangue scuro sbocciò nel petto di Kolvenik.Il secondo sparo, più vicino, gli sfracellò una mano. Il terzo lo colpì ad una spalla. Allontanai Marina. Kolvenik si voltò verso Eva, barcollando. La dama in nero avanzava lentamente. Gli puntava contro l'arma senza pietà. Sentii Kolvenik gemere. Il quarto sparo gli aprì un foro nel ventre. Il quinto e ultimo lo centrò in mezzo agli occhi. Un attimo dopo cadde in ginocchio. Eva Irinova lasciò cadere la pistola e corse da lui. Lo prese tra le braccia e lo cullò. I loro occhi si incontrarono di nuovo e la vidi accarezzare quel volto muostroso. Piangeva. "Porta via la tua amica" disse senza alzare lo sguardo.annuii. Guidai marina lungo la passarella e raggiungemmo il cornicione del palazzo. Da lì riuscimmo a calarci sui tetti del fabbricato laterale e a metterci in salvo. Prima di perderli di vista ci voltammo a guardare. La dama in nero stringeva ancora Michail Kolvenik nel suo abbraccio. Intravedemmo le due sagome tra le fiamme fin quando il fuoco non le avvolse completamente. Immaginai la scia delle loro ceneri che si spargevano al vento, sospese su Barcellona, finchè l'alba non le disperdeva per sempre.
Indicazioni utili
Bello, ma mai quanti il gioco dell'angelo o l'ombr
Allora partiamo dal presupposto che adoro zafon. Ma questo libro non è stato secondo me uno dei migliori. Lo stile è eccellente perchè la sua penna è divina ma come contenuto è stato un po' scarso.. sembra quasi essere solo un ponte di collegamento tra i 2 romanzi precedenti, una storiella che ci faccia chiarire le idee ma anche confondercele ancor di più. Sicuramente da leggere per chi ha amato gli altri 2 e vuole leggere la tetralogia ma almeno secondo me non può essere paragonato ai precedenti. Manca di novità.
Ps: U/na delle cose davvero più brutte è la stampa. Caratteri cubitali per sole 200 pagine ma scritte in modo enorme. Davvero scomodo.
Indicazioni utili
Ritorno al Cimitero dei libri dimenticati
Dopo circa tre anni d'attesa ecco finalmente che viene pubblicato il nuovo romanzo di Zafòn. E' il terzo episodio di una tetralogia iniziata con "L'ombra del vento", continuata con "Il gioco dell'angelo" ed alla quale manca ormai solo il quarto capitolo. E' ormai conosciuta come la serie del "Cimitero dei libri dimenticati", questa misteriosa, esoterica libreria di Barcellona dove sono custoditi libri famosi, classici della letteratura e scritti di autori sconosciuti, che convivono in un edificio dove, dalla descrizione che viene fatta dall'autore, sembra che le regole della fisica e del tempo sono violate in ragione di un'architettura irreale ed affascinante, come un tempio che ospita volumi dove sono contenute storie misteriose ed irreali ed il rapporto tra un lettore ed il libro che sceglie di leggere si stringono tenacemente, mescolandosi insieme. Le vicende personali degli autori dei libri ed i loro racconti si avvinghiano in un apparentemente inestricabile intreccio di eventi che condizionano coloro che ne vengono a conoscenza.
La memoria ed il ricordo sono un elemento sempre presente nei romanzi di questo autore ed Il passato che ritorna prepotente, muta il destino dei personaggi e mina le loro certezze.
Ne "Il prigioniero del cielo" ritroviamo i personaggi principali de "L'ombra del vento", da Daniel Sempere a Fermin Romero de Torres, ma, in aggiunta questo romanzo lega le loro storie a quelle dei personaggi de "Il gioco dell'angelo", che cronologicamente si svolgeva precedentemente. Ecco quindi che si delinea un affresco narrativo complesso ed articolato, dove storie apparentemente distanti nel tempo sono unite dal filo di eventi drammatici e dolorosi, le passioni ed i sentimenti si scontrano con i contorti meandri mentali di personaggi malvagi ed assetati di potere e vendetta, sullo sfondo della dittatura franchista e degli eventi storici della Spagna tra gli anni '30 e '50. Barcellona torna ad essere protagonista silenziosa ma evocativa, come una muta testimone dei fatti, grazie alla potentissima capacità descrittiva dell'autore.
Il romanzo possiede un centro narrativo che ha come protagonista Fermin Romero de Torres ed il suo passato. La sua storia si intreccia con quella di David Martin, personaggio principale de "Il gioco dell'angelo", gettando un solido ponte di eventi che uniscono i tre libri della serie. La complessità delle storie che si allacciano le une con le altre creano una spirale di avvenimenti che è simboleggiata dal logo presente nelle pagine del libro, la schematizzazione di una scala a spirale ripresa da una scalinata della chiesa de la Sagrada Famiglia di Barcellona. Vera spirale logaritmica ed espressione geometrica di un rapporto matematico, la sezione aurea, che rappresenta l'ideale "rapporto perfetto" tra le varie parti di una composizione più articolata, difficile da afferare se osservata nel dettaglio, ma armoniosamente espressa se colta nel suo insieme. Forse la tetralogia del "Cimitero dei libri dimenticati", quando sarà completata, si potebbe sintetizzare con questa immagine a spirale, ipnotica e ridondante, ma formalmente perfetta, dove non c'è un inizio ed una fine e, in effetti, si può cominciare a percorrerla in un qualunque punto dirigendosi in un verso o nell'altro, come sembrano svolgersi gli avvenimenti narrati in questi libri, con la loro mescolanza di passato, presente e futuro.
Forse più lineare e meno complesso dei due episodi precedenti, questo romanzo però chiarisce molti punti oscuri lasciati in sospeso dagli altri due libri, ma nel contempo, ne crea di nuovi.
Il lettore riesce a "sentire" chiaramente le sensazioni provate dai personaggi. Le loro passioni, i loro timori, i legami d'amore e d'amicizia, il desiderio di vendetta e l'incapacità di dimenticare illuminano un romanzo che si legge tutto d'un fiato, dove, ancora una volta, il sotteraneo protagonista della storia è un libro "maledetto". Il Cimitero dei libri dimenticati ed il suo custode sono come i depositari di un passato che non può e non deve svanire nel nulla poichè, come afferma l'autore in un'intervista, "..siamo ciò che ricordiamo."
Indicazioni utili
Ultimo aggiornamento: 15 Marzo, 2012
STRAORDINARIO
Straordinario a dir poco. Letto tutto d'un fiato, come del resto avevo fatto con gli altri due capolavori del caro Zafon. Impressionante come questo autore riesca a farti affezionare ai suoi personaggi, dalla psiche e dal passato decisamente contorti.
Le descrizioni, dettagliate e curate, riescono a rendere l'idea di situazioni, ambienti che rendono il libro ancora più carico di emozioni.
Dal finale si presuppone che ci siano altri libri... non vedo l'ora!
Indicazioni utili
Ultimo aggiornamento: 07 Marzo, 2012
Top 50 Opinionisti - Guarda tutte le mie opinioni
Il prigioniero del cielo di C.R. Zafòn
Zafòn colpisce ancora nel segno. Devo dire che mi piace moltissimo il suo stile, la sua capacità di rendere atmosfere cupe, noir con un linguaggio poetico, avvolgente. Ho amato tutte le sue opere ed in modo particolare questa trilogia. Forse tra i tre romanzi questo risulta essere il meno ricco, il meno "necessario" se mi passate il termine ma comunque resta comunque un libro veramente bello. Protagonista è il suo più riuscito personaggio, quel Fermìn Romero de Torres che riesce a farti innamorare fin dalle prime righe per la sua stravaganza e per il suo linguaggio forbito ma allo stesso tempo sempre ironico. La storia ancora una volta riesce a rapirti, a coinvolgerti e soprattutto nella parte finale a commuoverti. Ancora una volta bravo Zafòn!
Consigliatissimo!
Indicazioni utili
Il prigioniero del cielo
Chiusura in bellezza per la trilogia di Ruiz Zafon, anche questo terzo capitolo non delude le attese! Lo stile dell'autore spagnolo è sempre fluido, intrigante e capace come pochi di far sognare le atmosfere e le emozioni che vuole raccontare. La storia, rispetto agli altri due romanzi del Cimitero dei libri dimenticati, è più lineare e meno contorta, Barcellona città la fa un po' meno da padrona (negli altri libri è quasi la protagonista), ma incentrare il tutto sulla storia dolorosa e nostalgica di un personaggio riuscito come Fermin non può che essere un successo! Consigliato, come tutta l'opera dell'autore.
Indicazioni utili
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Daniel Sempere è seduto di fronte al fedele amico Fermìn, in tavola tapas colorate che ammiccano invitanti, un profumatissimo porosciutto e del buon vino catalano,ma queste leccornie non riescono a lenire il dolore e a far dimenticare i sospetti.Sua madre , la bellissima affascinante Isabel Sempere ha tradito suo padre? Lui è figlio dello scrittore David Martìn? Sembrava che tutto andasse nella direzione di uno splendido Natale, dopo l'allestimento nella vetrina della libreria di uno splendido Presepe napoletano, la fortuna sembrava essersi accorta dei librai Sempere e figlio,e lo stesso Fermìn era pronto ad impalmare la formosa Bernarda,poi quel maledetto zoppo, lui i suoi soldi, i suoi segreti velenosi, quell'ingombrante "Conte di Montecristo", maledizione!
In questo romanzo Daniel non risce a trovare pace nè a chiudere occhio, come nell'Ombra del vento ci trascina in vicoli bui, sporchi e fetidi come gli esseri che li abitano,segrete di castelli, assassini e faccendieri senza scrupoli, ma è la gelosia la vera protagonista di questo romanzo, quel tarlo meschino e infido che scava imperterrito cunicoli sempre più profondi nel cuore dell'amante fino a ridurlo in un colabrodo dove i sentimenti vengono setacciati senza lasciare più nulla ed in questo nulla mette radici l'odio.
di Luigi De Rosa
Indicazioni utili
Ultimo aggiornamento: 05 Marzo, 2012
ottimo
erano anni che aspettavo il ritorno di questi personaggi, e di quella barcellona. E' un libro piacevole da leggere Zafon e un maestro nel farti appassionare a questi personnaggi (Fermin su tutti). Ora non ci resta che aspettare il prossimo capitolo ma consiglio a tutti di leggere questo libro darà una piacevole sensazione e vi farà capire fin dove l'essere umano può abbassarsi e nel contempo raggiungere le vette più alte dell'umanità.
Indicazioni utili
Un libro piacevolissimo, avvincente e ben scritto.
E' un libro facile da leggere che ti colpisce con la sua trama fin dalle prime pagine. L'autore sa come tenere il lettore incollato al libro e ti costringe a voltare pagina con la curiosità e il cuore in gola.
Indicazioni utili
Splendido
Ho appena finito l'ultima pagina.
Lo stile di Zafon è assolutamente unico. Una lettura piacevole, veloce e precisa riesce a farti immergere completamente nel libro e nella sua storia.
Consiglio fortemente di leggere prima sia "il gioco dell'angelo" sia "L'ombra del vento", e vedrete che molti tasselli torneranno al loro posto.
Le storie si intrecciano in maniera splendida, facendoti capire cose che prima magari non avevi capito.
Il contenuto è davvero preciso, tutto rispecchia quanto scritto nei precenti libri e ti lascia soddisfatto.
Quando ho letto " II gioco dell'angelo" mi sono un po' lamentato perchè sembrava quasi fantascientifico, ma leggendo questo libro ho capito che non era cosi... Leggendo capirete...
Ve lo consiglio davvero... i personaggi sono ben descritti e ti ci affezioni, Fermin, David, Bea acquistano forma e ti prendono in un libro scritto davvero benissimo!
La fine lascia uno spiraglio (bello grosso) su un libro futuro.....
Davvero un gran libro.
Indicazioni utili
Il gioco dell'angelo
Dalla inimitabile penna di Zafon
Questo commento potrebbe risultare di parte.
Ma io riesco sempre a tuffarmi e nuotare nelle pagine di questo scrittore a cui mi sono affezionata dal primo momento. Ho letto "l'ombra del vento" per caso, perché mi aveva attratto la copertina ormai più di quattro anni fa, e lì è scoccata la scintilla. Ed è proprio grazie a Zafon se mi sono appassionata al giallo-storico. L'autore assicura che il libro può essere letto anche senza aver mai aperto i due precedenti, ma consiglierei di non farlo, perchè verrebbero meno i movimenti di tutti gli ingranaggi della storia. Insomma, senza alcuni indizi importanti contenuti nei primi due, si perde la grande opportunità di capire a fondo i fatti e la vita stessa dei personaggi chiave.
Qui infatti ritroviamo Daniel Sempere, suo padre libraio e Fermin (la chiave del tutto), proprio attraverso i racconti di quest'ultimo si aggiungeranno importanti tasselli al passato.
La chiusura del romanzo sembrerebbe lasciare uno spiraglio ad un seguito.....che Zafon abbia qualche idea al riguardo?
Per me sarebbe una grande notizia, perché col suo modo di scrivere fluido e a tratti ironico, ha saputo creare dei personaggi ai quali è impossibile non affezionarsi. Avendo letto praticamente tutto di Zafon, mi sono sempre chiesta perché in tutti i suoi romanzi c'é sempre la figura di un vecchio malridotto che incuriosisce un giovane e lo spinge ad "investigare".
Indicazioni utili
Letto d'un fiato!!!
Sono passata davanti alla vetrina della libreria e ho visto l'addetto che lo tirava fuori dagli scatoloni, non ho resistito!
Non so se per la scorrevolezza del testo o per la mia sete di conoscere la storia, ma l'ho letto davvero d'un fiato.
Intreccio in pieno stile Zafòn, al centro della trama un lungo flash back sull'esperienza in carcere di Fermìn porterà alla luce nuove emozioni, nuovi intrecci, nuove vendette.
Come stile, a parer mio, più vicino a 'L'ombra del vento' piuttosto che a 'Il gioco dell'angelo', è una piacevole lettura.
Sul finale non vorrei scrivere nulla, per non togliervi sorprese...rimango in attesa del prossimo libro!









