Narrativa straniera Romanzi Il sole dei morenti
 

Il sole dei morenti Il sole dei morenti

Il sole dei morenti

Letteratura straniera

Classificazione

Editore

Casa editrice


È la storia di un uomo sfortunato, un giovane sereno, innamorato della moglie, felice di avere un bambino, un lavoro, una casa. Poi la moglie lo lascia, lui perde il lavoro, la casa, finisce in strada: quello che chiamano un barbone. Ma dietro continua a vivere un uomo. E questo uomo, questo barbone, prova, in un ultimo slancio vitale, a lasciare la Parigi del freddo, dei metrò, dell'alcolismo, della solitudine, per raggiungere Marsiglia, il sole, il mare la città dove aveva scoperto l'amore. Il sole dei morenti è la storia di un viaggio e di una vita. Un romanzo struggente, di rara umanità.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 6

Voto medio 
 
4.7
Stile 
 
4.5  (6)
Contenuto 
 
5.0  (6)
Piacevolezza 
 
4.7  (6)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Il sole dei morenti 2017-03-19 20:07:01 Belmi
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Belmi Opinione inserita da Belmi    19 Marzo, 2017
Ultimo aggiornamento: 19 Marzo, 2017
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Morti viventi

“Sarebbe falso affermare che questo romanzo è pura immaginazione. Non ho fatto altro che esasperare le logiche del reale e dare nomi e inventare storie per degli esseri che possiamo incrociare ogni giorno per strada. Esseri di cui perfino lo sguardo ci è insopportabile. Voglio dire che leggendo queste pagine chiunque può riconoscersi. I vivi e i morenti”. Nota dell’autore.

“Il sole dei morenti” è l’ultimo romanzo scritto da Izzo prima della sua prematura scomparsa. Ormai dopo vari libri letti, lo stile dell’autore mi è familiare. Sono abituata alla sua malinconia, al peggio che la società può offrire, ma pur essendo pronta, questo libro mi ha comunque colpito profondamente.

L’autore solitamente mostra la bruttura della società, dove le persone possono solo sperare di migliorare la loro condizione, di risollevarsi e di credere in un futuro migliore. Storie dure, tristi, spesso senza lieto fine. Questo romanzo invece fa doppiamente male, perché Izzo ci porta in quel mondo popolato dai “morti viventi”, persone che hanno avuto la loro possibilità di felicità e che se la sono sprecata. Chi per un motivo, chi per un altro, da una vita “normale” si sono ritrovati per strada, diventando dei senzatetto. Oltre al dolore e alla sofferenza, la loro vita è popolata dai ricordi, di quello che poteva essere e poi non è stato. Il rimpianto li accompagna a ogni loro passo traballante, dove spesso l’alcol è l’unica risorsa per affogare quel mare di ricordi.

Rico è il nostro protagonista, un uomo che ha perso molto, anzi tutto e che lungo il suo cammino ha incontrato altri come lui. Da una Parigi fredda e desolante arriviamo a una Marsiglia baciata dal sole e dal mare. Una vita intera da raccontare e da seguire in cui piccoli errori possono rovinare un’esistenza. Cattiveria e solidarietà, Izzo come suo solito non ci risparmia niente.

Izzo mostra quelle anime perdute raccontando la loro storia, ricordandoci quanto la miseria fa paura. Impossibile non riflettere sulla propria vita e su come altri l’hanno perduta.

Malinconico, spietato e ancora più duro degli altri libri dell’autore. Non posso fare a meno di consigliarlo con la consapevolezza che l’autore presenta il peggio della società, quello che spesso cerchiamo di evitare spostando lo sguardo, Izzo ce lo sbatte in faccia.

Buona lettura!

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
150
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il sole dei morenti 2016-05-19 07:12:12 Antonella76
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Antonella76 Opinione inserita da Antonella76    19 Mag, 2016
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Rico...nel cuore.



Straordinariamente nelle mie corde.
Un romanzo bellissimo, struggente e malinconico, a tratti crudo e cinico, che porta in superficie un mondo sommerso, di cui, a volte, neanche percepiamo l'esistenza...intriso di troppa solitudine, di sentimenti che si sono cristallizzati al freddo delle notti sui cartoni, di una dignità che ha perso la sua battaglia con il dolore.
Il mondo dei senzatetto, dei barboni, dei rifiuti della società...che misurano le giornate in litri di vino, perché 24 ore sono troppe per chi si ritrova a dover vivere da morto, mero involucro condannato a respirare...e allora quel vino funge da ponte effimero fra loro e il resto del mondo.
Rico...e tutti i disperati che lui incontra sul suo cammino (Titì, Dedè, Felix, Mirjana...) sono uomini che "hanno l'inverno addosso", che sono passati dal castello alla fogna senza neanche rendersene conto e senza accorgersene hanno smesso di esistere, per la società prima, e per se stessi dopo...o forse no, forse loro sono morti il giorno stesso in cui l'amore ha voltato loro le spalle andandosene via, e portandosi dietro i sogni, le speranze, il rispetto di se stessi...
Tante porte che si chiudono, una dopo l'altra, fino all'ultima. L'ultima prima dell'Inferno.
Izzo riesce a trasformare la miseria in poesia, riesce a dare voce a chi, in fondo, ha smesso di parlare da tempo, riesce a farti provare, leggendo questo romanzo, un dolore così intenso e profondo...da risultare dolce.
Rico sono io, sei tu, chiunque abbia messo la propria felicità nelle mani di un sogno...tradito, e non sia riuscito a rimanere a galla.
Perché quando non riesci a vedere più nessuna luce, nessun barlume di affetto, di futuro, negli occhi di tuo figlio, allora forse il tempo di combattere è finito...e non ti rimane che cercare, dopo tanto freddo sopportato (fuori e dentro), un po' di sole, un po' di calore, per poter ridare vita ad un ricordo e poi...andare a morire.
Ma non tutti gli emarginati sono "Rico", incapace di mendicare, di rubare, di fare del male (se non a se stesso), a volte, c'è chi è ancora più miserabile della miseria, chi è più marcio dei luridi rifiuti in cui fruga per mangiare.
Perché la cattiveria non conosce ricchezza, né povertà...
Un libro che mi ha smosso mille sentimenti, che ha completamente messo in discussione il mio punto di vista, che mi ha fatto sentire una privilegiata senza, però, darmi alcuna rassicurazione.
Uno dei rarissimi casi in cui, chiuso il libro, ho avuto una fortissima voglia di ricominciarlo.
Può sembrare strano, ma, per me, questo è un romanzo d'amore.
Sì, proprio d'amore.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
120
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il sole dei morenti 2015-07-16 11:22:23 C.U.B.
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    16 Luglio, 2015
Ultimo aggiornamento: 16 Luglio, 2015
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il sole non muore

Non gli manca nulla del necessario :  sicurezza economica, amore, salute.
Avvertire i primi brividi di decadenza, quando i soldi diventano debiti, quando tua moglie diventa un'estranea.
E poi il baratro, la rovina, il buio. 
Lei se ne va sprezzante, un figlio che lo ignora, l'indigenza, sopravvivere di stenti. Succede in maniera violenta, ignobile, immane, quello che osservavi e schifavi altrove, mantenendoti lontano, ora e' casa tua. La dimora di chi non ha nulla e vive ricoperto di stracci lisi, senza un tetto, allontanato e deriso, con l'unico insano palliativo alcolico su cui convergono inesorabilmente i pochi spiccioli raccattati. Miseria, degrado e umiliazione. 
Esiste forse un confine tra morenti e morti, nel mondo di chi non ha domani e boccheggia nei rimpianti ? 

Avvicina al petto quel vecchio orsacchiotto rinato dall'immondizia, un pupazzo che diventa un figlio perduto, un pupazzo che si trasforma nell'unico amico che non rivedra' mai piu' .
Pedala fino al mare il cui spettacolo e' ancora diritto dei poveri, pedala e abbraccia l'orso, intreccia le dita di una vecchia mano e si chiede se e' mai possibile che il sole continui a tramontare e sorgere così bello, nonostante tutto.

Leggi e pensi a tutto quello che hai e che fino a un attimo fa pareva niente. Lo stringi forte e chiudi il libro, ti ripeti grazie, grazie di avermelo ricordato. Non tocca ancora a me, non ancora, non oggi.
Buona lettura.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
210
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il sole dei morenti 2015-06-24 21:24:03 Vincenzo1972
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Vincenzo1972 Opinione inserita da Vincenzo1972    24 Giugno, 2015
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Si può odiare continuando ad amare..

Non è facile, vi garantisco che mai sinora come con tale romanzo ho avuto grande difficoltà nello scrivere un commento che possa trasmettervi quanto ho amato questo libro, tanto da rileggerne più di una volta interi capitoli.
Perchè non appena tento di iniziare una frase, di comporla e darle un senso compiuto, essa stessa va alla deriva... si trascina all'infinito, perdendosi nel vuoto, insieme ai pensieri che la alimentano ...
Perchè questo libro è il racconto di uno dei miei incubi peggiori, di quelli che ti rimangono impressi per ore dopo il risveglio, perchè ti sembrano quasi degli 'avvertimenti' provvidenziali... insomma, un segno inviato da qualcuno per dirti 'attento a quello che fai, pensaci bene perchè questo è quello che rischi..'
Quindi il mio giudizio non sarà forse obiettivo, probabilmente la forza e l'intensità di alcune sue pagine non saranno percepite come tali da tutti ma in me hanno trovato terreno fertile.
E m'ha fatto bene leggerlo perchè nonostante i dubbi, le paure, i timori che genera, porta anche un sollievo, lo stesso che segue pure il peggiore degli incubi quando pensi 'Era solo un incubo', la consolazione appunto di rendersi conto che non è ancora divenuto realtà e sei in tempo per evitare che lo diventi.
La storia è quella di un uomo, Rico, uno qualunque, con un lavoro qualunque ed una vita qualunque, che un giorno senza forse neanche rendersene conto, perde tutto, prima la moglie e la famiglia, poi il lavoro, poi la dignità ed infine la forza di vivere:

"Capire: aveva bisogno di capire come avevano fatto, lui e Sophie, ad arrivare a quel punto. Un'ossessione. Ma, naturalmente, non c'era niente da capire. Era la vita.
Qualcosa fra due persone che un bel giorno fa cilecca. Come un appuntamento mancato. La vita.
L'amore che, senza alcuna ragione, sragiona.
La felicità che improvvisamente si trasforma in dramma."

E quando Rico è lì, solo, seduto sulla scogliera solcata dal mare di Marsiglia, lui ed il mare... beh, avrei voluto essergli vicino... senza parlare, senza dirgli niente, solo abbracciarlo, da buon amico...
"Sai, guardando il mare capisco tutta la vita che ho dentro di me. Sulla terra non c'è niente. E' brutta la terra. Sulla terra non cambia niente. Tutto è come morto. Anche la gente..."

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
180
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il sole dei morenti 2010-11-06 20:21:50 Cristina V
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Cristina V Opinione inserita da Cristina V    06 Novembre, 2010
  -   Guarda tutte le mie opinioni

toccante!


Pur essendo un'amante del noir mediterraneo, non ho apprezzato la trilogia di Jean-Claude Izzo, nè come contenuto, nè come stile di scrittura.
Non so spiegarne il motivo, ma non sono proprio riuscita a "farmela piacere"!
Questo è il motivo per cui ho indugiato ad avvicinarmi al romanzo Il sole dei morenti.
L'ho iniziato, e sono stata ...fulminata sulla via di Damasco: una rivelazione!
E' certo uno dei romanzi migliori da me letti nel 2007, che ogni tanto vado a riguardarmi qua e là, per rileggere alcune frasi particolari.

E' una storia così dura e straziante, che lascia un segno profondo.
La storia di una discesa..agli Inferi; l'autodistruzione di un uomo a cui la vita aveva regalato tutto: benessere, affetti, serenità.
Eppure, per una serie di perversi meccanismi, tutto ciò viene a mancargli, ed il declino è rapido e senza ritorno.
Il romanzo è la storia, innanzitutto, di un grande amore, un amore finito male, ma che continua ad aleggiare come una presenza dolcissima , fino alla fine...
E poi è la storia di Rico e della desolata umanità che gli ruota intorno: i clochard, di ogni tipo e genere..
E' una storia toccante, tratteggiata con toni asciutti ma efficaci e sinceri.
Il mondo che l'autore narra è reale, molto reale: io lo conosco bene, frequentandolo per ragioni di volontariato.
Quanti barboni incontriamo , sudici, abbrutiti, talvolta stravaganti.... : dietro di loro si celano storie di ordinaria povertà, o "nuova " povertà, rovesci di fortuna, di malattia, d'amore...
Come il nostro Rico.

Un breve passo,struggente.
"...nella sua mente ( di Rico) fu un cielo azzurro. Un cielo da mistral. Pensò all'amore. A quello che era stato l'amore. Al piacere di amare. Alla tenerezza dei giorni. Alla delicatezza degli attimi. A tutto quello che voleva dire la felicità condivisa. a quella leggerezza sempre necessaria, indispensabile, delle parole, dei gesti, dei pensieri...".

Un romanzo che fa riflettere, che commuove, che resta dentro!
Consigliato.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
20
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il sole dei morenti 2009-06-23 11:50:54 Miskin
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Miskin Opinione inserita da Miskin    23 Giugno, 2009
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

UN MONUMENTO

Un libro che parte da una puntuale descrizione della marginalità della vita in strada, cercando di ridare significato alla quotidanità: troviamo il matrimonio, la genitorialità, il sesso, l'alcool, la violenza, la tenerezza...

Un bellissimo romanzo che non può essere limitato dalla definizione noir

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
10
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

La ragazza sbagliata
Valutazione Redazione QLibri
 
3.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La pioggia deve cadere
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Il bambino
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Esti
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Intima apparenza
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La vendetta del deserto
Valutazione Redazione QLibri
 
2.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La vita in due
Valutazione Redazione QLibri
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Dio non abita all'Avana
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Dall'ombra
Valutazione Redazione QLibri
 
3.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Corruzione
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri