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Il tunnel

Il tunnel

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura sudamericana
Autore Ernesto Sabato

Editore

Casa editrice Feltrinelli


La trama e le recensioni di Il tunnel, romanzo di Ernesto Sabato edito da Feltrinelli. Storia d’amore che si trasforma in ossessione e sfocia in omicidio, il primo romanzo di Sabato, apprezzato tra gli altri da Albert Camus, Thomas Mann e Graham Greene, è una meditazione sulla condizione patologica dell’artista o, più in generale, sulla patologia della conoscenza. La voce narrante è quella di un pittore, Juan Pablo Castel, un uomo solitario che si sente come imprigionato in un tunnel che lo isola dagli altri. Dopo il processo che l’ha condannato a scontare la sua colpa, descrive in pagine di grande e impietosa lucidità il proprio amore per María Iribarne, la moglie di un altro uomo. Lei costituisce per lui l’unica residua possibilità, sebbene parziale, di contatto con il mondo attraverso la sua arte. Almeno fino a quando lui non si accorge che anche questa forma di comunicazione è irrealizzabile e arriva, in un crescendo drammatico di delirio, a eliminare l’oggetto stesso della sua allucinata e contorta passione.

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Recensione Utenti

Opinioni inserite: 6

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Ossessione

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11 persone su 11 hanno trovato questa recensione utile

Juan Pablo Castel,pittore encomiato,durante una mostra vede una donna dinanzi a una sua opera.
Non osserva come tutti la scena madre rappresentata nel quadro.
Lei osserva un dettaglio,un particolare,una piccola finestrella in cui una figura femminile guarda il mare come fosse in attesa.
Se lei vede quello verso cui gli altri sono ciechi allora è uno spirito affine.
E’la donna per lui.
E’ la sua donna:Maria Irbarne.
Castel immagina il loro incontro per mesi.Finalmente per strada si avvera l’agognato momento.
La storia d’amore comincia.
L’ossessione prende vita.
Gelosia infinita,follia,pensieri insani pieni di costruzioni senza razionalità,fragilità emotiva,meschinità,puerilità,solitudine immensa,complessi di inferiorità.
Ancora e di nuovo gelosia,gelosia,gelosia.
Castel è folle,Maria inafferrabile.
Una vittima e un carnefice che si scambiano ruolo senza tregua.
Fino all’ultimo momento:quello in cui definitivamente il ruolo di cattivo appartiene a lui che le toglie la vita.
Questo libro sembra narrare una storia,il racconto di un avvenimento,di un fatto,di un amore.
Ma è solo apparenza.
Questo libro sei tu lettore e i pensieri di Castel.Nessun’altro.
Ti stringe il braccio e ti trascina senza tregua nel suo mondo perverso.
Non puoi distrarti,non vuoi distrarti.
Non salti una riga o una parola perché tutto è denso,pieno,pervadente.
Che Scrittore questo Ernesto Sabato!

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Il dettaglio

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14 persone su 14 hanno trovato questa recensione utile

Di solito commento i libri sulla scia emotiva, in questo caso ho aspettato alcuni giorni, avevo bisogno di tempo, doveva sedimentare.
Mi e' piaciuto questo romanzo ?
IO non lo so. Me lo chiedo, non so rispondere.
So pero' che lo ricomprerei, so che lo rileggerei, so che prendero' in considerazione qualche altra opera dell'autore, necessito della prova del nove.
LO stile non mi ha entusiasmato.
Perche' ? Non lo so...Abbiate pazienza, non so nemmeno questo.
Anche questo e' molto strano.
Come diceva Luca che ha recensito il romanzo prima di me, sembra che l'autore sia indifferente alla divulgazione, pare scriva per sè.
SEmbra dire, questa e' la mia storia, io la scrivo, se vuoi leggerla leggila cosi' come e'.
Pare una prima bozza, senza rilettura. Non perche' ci siano errori grammaticali o cose di questo tipo, semplicemente e' la sensazione che ho avuto.
Accattivante che sia stato scritto nel dopoguerra e non abbia l'impronta di quegli anni, ne' tanto meno porti addosso i segni dei decenni trascorsi. Potrebbe essere un libro molto piu' recente, sai che risale al 1948 dalle note sull'opera.
La trama e' interessante.
Prendete un pittore, un artista noto, osannato dalla critica.
Un giorno dipinge un quadro con un dettaglio , un piccolo dettaglio che nulla c'entra col soggetto ritratto.
Eppure , per lui, tutto il suo lavoro passato si annulla, l'apoteosi espressiva della sua arte e' in quel dettaglio.
Ma nessuno lo nota quel dettaglio fondamentale, nemmeno i tanto saccenti critici.
Poi , arriva una ragazza, una profana, che d'arte non s'intende.
E in quella mostra tra tutte le sue opere, lei nota SOLO il dettaglio.
In lui scatta una bomba emotiva, se e' amore non so.
Sicuramente e' qualcosa di morboso.
Juan Pablo Castel, il pittore, vede in lei l'unica persona al mondo in grado di capirlo, l'unica via di fuga dal tunnel che lo imprigiona. Ma non tutto si snoda facilmente e la follia , onnipresente ,caparbia e silenziosa nel romanzo, alla fine esplode drammaticamente.
Icredibile ,interessante, accattivante, snervante il raziocinio di Castel, che per ogni sciocchezza costruisce teorie che smonta e rimonta in continuazione.
Non ha pace quest'uomo, non ha pace il lettore.
Quest'opera ha suscitato in me una mimica non indifferente : talvolta mi fermavo , posavo il libro, scuotevo la testa tra me e me -questo e' pazzo - pensavo...
Poi riprendevo la lettura e mi fermavo poco dopo, chiudevo il libro. - Che diavolo stai pensando...basta basta sei snervante...- E lo riaprivo e continuavo a leggere.
Chi lo capisce quest'uomo ? Provateci voi...

"Potrei parlare fino all'esaurimento e gridare davanti a centomila persone: nessuno mi capirebbe.
Vi rendete conto di quello che voglio dire?
E' esistita una persona che mi potrebbe capire.
Ma fu, precisamente, la persona che ho ucciso. "E.S.

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Il tunnel

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lucabettin Opinione inserita da lucabettin
12 Dicembre, 2011
Top 500 Opinionisti
Commenti (12)
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Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre, 2011
8 persone su 8 hanno trovato questa recensione utile

A mio parere questa è un’opera piuttosto complicata da recensire.
Si può vivere e percepire in molteplici modi e in maniera diversa da persona a persona.
Io scrivo, di getto, le mie impressioni.

Ernesto Sabato non scrive questo romanzo per noi.
Non scrive questo romanzo per chi legge.
Non scrive questo romanzo per avere consenso o ammirazione.
L'autore scrive per se stesso, getta sul foglio tutte le sue sensazioni e le sue nevrosi.
Senza filtro. Senza riflettere.
Si getta privo di paracadute, non mostrando alcuna paura di schiantarsi.
In molti passaggi sembra dire, “Voglio vedere se dopo questa cosa riesci a non odiarmi”.

Cos'é questo libro?
E' la storia di un amore vissuto e attraversato dalla smodata follia dei due protagonisti.
Due persone complicate e assolutamente diverse tra loro si incontrano e provano una fortissima e reciproca attrazione. Questo sentimento è un contenitore che racchiude tutto e al suo interno si aprono molteplici conflitti, generati dalle reciproche antitetiche fobie.
Non c'è nessuna volontà dell’autore di sviluppare il romanzo seguendo canoni di scrittura tradizionali e di arricchire la storia con spunti a vantaggio del lettore.

Cos'è questo libro?
Un'idea allo stato primordiale scaraventata su carta senza filtro e senza mediazioni.
Una pazzia. Un pugno. Uno schiaffo che stordisce. Una sfida a ogni tipo di buon senso e di ragionevolezza.

Vale la pena di leggerlo?
Si. Perché può provocare sentimenti contrastanti ma di sicuro non lascia indifferenti.

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Lettura consigliata sì • no
Consigliato a chi ha letto... Chi vuole avventurarsi in una lettura molto fuori dal comune.
 

I dolori, la solitudine e l'ossessione di Juan Pab

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7 persone su 7 hanno trovato questa recensione utile

Questo libro ci fa capire una cosa importante sulla vita in generale e sulla letteratura in particolare; se le cose vengono fatte dopo una lunga meditazione e un continuo impegno si riesce ottenere il meglio da noi stessi, e da chi ci circonda. Un libro bellissimo, e questo Ernesto Sabato è un signor scrittore. Mi ha colpito molto il modo di essere di questo Juan Pablo, la storia d'amore, o meglio il rapporto a 360 gradi che si crea tra lui e la Maria Iribarne, una donna brillante, piena di vita e iniziativa, e anche molto disponibile con Castel. Lei sa come tirarlo fuori dalla oscurità del tunnel della sua solitudine, mettendosi tra lui e la sua arte... è infatti così che lei entra nel suo mondo, osservando uno dei suoi quadri esposti in una galleria. Quando Juan Pablo scopre che la sua amata non è proprio la persona che lui si aspettava che fosse, allora scatta nella sua testa il relè della follia, uccidendola. Un personaggio molto particolare, che non riesci a giudicarlo del tutto, perché è una vittima del suo isolamento, innamorato della sua arte e schiavo dei suoi sentimenti. Sono rimasto abbastanza colpito dal modo di raccontare di Ernesto Sabato; il lettore si sente un partecipe nella storia e spesso finisce per confrontarsi con Juan Pablo. L'autore da l'impressione di non essere mai presente nella storia, ma capisci che è onnipotente... e, a essere sinceri, io ho provato stimolante il fatto che mi sono sentito un suo discepolo almeno per una giornata...

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Consigliato a chi ha letto... Jorge Amado, Gabriel Garsia Marques, Josè Sarramago
 

Una sublime elucubrazione

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8 persone su 8 hanno trovato questa recensione utile

Juan Pablo Castel è un artista a trecentosessanta gradi: arte è il suo lavoro, arte è il suo modo di vedere e criticare la società, arte è il suo modo di amare Maria Iribarne. A tratti indolente a tratti frenetico, Castel incarna una sorta di lente sul mondo: con lucida franchezza esprime la propria critica sulla società a lui contemporanea, isolandosi sempre più da chi lo circonda.
Il tunnel è la sua vita, quella che lui stesso ama costruirsi: non si sente mai veramente emarginato dal mondo, è proprio lui a volersi creare uno spazio d'azione al di là di tutto ciò che è il comune vivere degli altri uomini, un tunnel appunto, che però lo conduce lentamente all'autodistruzione. Castel cammina per strada incontrando solo ombre, come se vivesse lui solo al mondo. In questa sua misantropia si apre una breccia quando i suoi occhi s'infiammano allo sguardo di Maria che osserva un suo dipinto; in quel momento un'epifania: al mondo esiste qualcuno che comprende la sua arte e in particolare il simbolismo della finestra raffigurata sul dipinto; da qui, la frenetica rincorsa per fare in modo di rivederla, l'ossessiva preparazione al primo incontro, i suoi monologhi interiori turbati, pieni di apprensione, maniacali. Castel trova in Maria non solo l'amore spirituale e carnale, trova l'unica persona che egli reputa in grado di entrare in empatia con lui e con il suo mondo, l'unica persona che ha dimostrato spontanee qualità e perciò è degna del suo rispetto e del suo amore. Quando però comincia a vedere con lucidità che Maria non è la creatura ideale che egli aveva costruito ad arte, il suo mondo inizia a sgretolarsi e altra via non gli resta che quella dell'omicidio.
L'aspetto meraviglioso, a mio parere, di quest'opera di Sabato, è che il rapporto di reciproca empatia che Castel crede di provare con Maria, viene invece spontaneamente instaurato con i lettori: allora la finestra assume per noi un significato ancor più profondo: è quello spiraglio da cui Castel ci permette di partecipare della sua vita in una condizione di estrema fiducia, perciò non ci sogneremmo mai di giudicare l'esposizione dei suoi pensieri come sterili elucubrazioni e nemmeno la sua critica sociale come gelido cinismo; Castel ci cattura e, per quanto possibile, ci avvicina e ci fa sentire parte del suo avulso mondo. Personalmente ho condiviso stati d'animo con lui, ma anche con Maria, straordinaria quanto normalissima figura femminile. Lo stile dell'autore passa come in secondo piano: è talmente efficace e vivida la confessione di Castel che la affrontiamo come se fosse una storia vera, raccontata dal protagonista in prima persona, in modo allucinato, psicotico, ma sempre terribilmente realistico: l'autore diventa Castel.
E' un romanzo breve ma difficile da rendere in una recensione; voglio perciò ringraziare Giovanna che, con la sua, mi ha fatto scoprire questo autore e questo splendido libro.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto... Madame Bovary
 

la finestra

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13 persone su 13 hanno trovato questa recensione utile

E' la storia di un pittore,Juan Pablo Castel,un essere solitario che odia la societa' odierna e l'umanita' intera,si rifugia in un suo mondo.Un giorno,durante una mostra dove vengono esposti i suoi quadri,scorge una donna che osserva una delle sue opere,e' immersa in un particolare per lui importante e fondamentele...una finestra,dipinta in un suo quadro.Lo sguardo della donna,Maria Iribarne,e' misterioso,un viso giovane e nello stesso tempo vissuto...completamente assorto in quel paricolare...Castel ne rimane ferocemente colpito fa di tutto per incontrare e conoscere la donna,che presto scoprira' gia' sposata con un uomo cieco,tra Maria e Juan Pablo nascera' una storia d'amore tormentata dalle ossessioni del pittore e dai modi sfuggenti di lei,la relazione diviene tormento e ossessione per il protagonista,alternata da brevi momenti di passione e serenita' a momenti d'odio,sospetto e tormento,un tormento che alla fine lo portera' ad uccidere la donna.Colpisce l'estema lucidita' in cui il protagonista narra,in prima persona,questa allucinata e contorta relazione,ne emerge la patologia della mente dell'artista,la sua incomunicabilita' con tutto cio' che e' esterno AL SUO TUNNEL e lei l'unica speranza,l'unico filo conduttore tra il mondo e la sua arte,ma e' la sua stessa patologia che lo portera' a commettere l'omocidio per questo ci appare controverso e nello stesso tempo non riusciamo a provare sentimenti d'odio verso colui che alla fine diviene un assassino ma cerchiamo di entrare nella sua mente,cerchiamo di capire,di comprendere anzi ci sentiamo "trascinati" dai suoi sentimenti e dalle sue emozioni come se noi stessi sperassimo,insieme a lui,di uscire dal tunnel.Un romanzo feroce ed intenso che penetra a fondo nelle ossessioni e nel malessere dell'animo umano,narrato con stile straordinario non risparmia nulla al lettore. "E' esistita una persona che mi potrebbe capire.Ma fu,precisamente,la persona che ho ucciso."

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