Inés dell'anima mia Inés dell'anima mia

Inés dell'anima mia

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La trama e le recensioni di Inés dell'anima mia, romanzo di Isabel Allende. lnés de Suàrez nasce all'inizio del Cinquecento in Spagna, figlia di un modesto artigiano di Plasencia, piccolo paese dell'Estremadura. Dotata di un forte temperamento che male si addice alla condizione femminile sottomessa all'autorità del clero e del maschio, lnés sposa, contro la volontà della famiglia, Juan de Malaga, che presto la abbandona per cercare fortuna nel Nuovo Mondo. La giovane non si dà per vinta e, con i soldi guadagnati ricamando e cucinando, si imbarca anche lei per quelle terre lontane. lnés affronta le durissime condizioni di viaggio e si difende dai marinai libidinosi. Giunta in Perù, cerca invano il marito, morto in battaglia; senza più risorse, riprende a lavorare come sarta fin quando incontra Pedro Valvidia, un seducente hidalgo, fuggito dalle frustrazioni di un matrimonio deludente e venuto a combattere per la Corona spagnola. La passione infiamma lnés e Pedro che si mettono alla guida di pochi volontari attraverso un deserto infernale, combattono indigeni incattiviti e giungono infine nella valle paradisiaca dove fondano la città di Santiago. Le tribù autoctone difendono però il loro territorio e si accaniscono contro gli spagnoli, i cui feriti sono curati da Inés e da un'indigena a lei fedele: si rinforza così la fama di strega che la donna si era fatta scovando fonti d'acqua con una bacchetta (arte ereditata dalla madre). Non senza il malcontento di alcuni coloni, cresce la sua autorità a fianco di Pedro, divenuto governatore.

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Inés dell'anima mia 2011-08-19 18:31:27 depagio17
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depagio17 Opinione inserita da depagio17    19 Agosto, 2011
Ultimo aggiornamento: 19 Agosto, 2011
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Inès la "Conquistadora"

"Inés dell'anima mia" è la storia reale di Inés de Suarez, una giovane spagnola partita alla volta del Sudamerica alla ricerca del marito, salpato anni prima inseguendo il sogno della "conquista".
Il libro racconta poi la vita di Inés negli anni a seguire: in Spagna non tornerà mai più, bensì dopo varie vicissitudini conquisterà e fonderà l'odierno Cile, finendo per diventarne addirittura governatrice.
Quest'avvincente epopea storica cinquecentesca, che copre oltre 50 anni di tempo, unisce in sè la realtà (e, spesso, la crudezza) degli avvenimenti svoltisi nel 500 durante la "conquista" spagnola del sudamerica, con il contorno romanzato di un'abilissima Allende.
Ben inteso, nulla di inventato in quanto la Allende ha tratto spunto dai diari della stessa Inés aggiungendo un pizzico della sua scrittura romanzesca per rendere più intrigante il tutto.
La lettura è scorrevolissima e, per gli amanti dei libri avventurosi, assolutamente avvincente.
Io personalmente, dò un 10 più che meritato a Isabelle Allende per questa storica "eroina"!!

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Inés dell'anima mia 2010-08-11 16:29:18 eliii88
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eliii88 Opinione inserita da eliii88    11 Agosto, 2010
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Inno alle donne

Un racconto avvincente e straordinario che rispecchia la vita della protagonista, Ines, una donna in cui è impossibile non identificarsi in ogni singola pagina del libro.
Ha il carattere di una guerriera e di una madre. Il romanzo è un inno alla donna, a cosa è capace di affrontare per amore, e non solo per quello!
Impeccabile, come sempre, lo stile dell'autrice. La lettura è piacevole, scorrevole: da leggere in pochissimi giorni se ci si fa coinvolgere dalla trama.

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A chi non ha paura di scoprire le infinite possibilità di una donna!
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Inés dell'anima mia 2009-01-04 17:25:29 Serena
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Opinione inserita da Serena    04 Gennaio, 2009

Da leggere

Una bellissima storia, una grande protagonista (Ines, conquistatrice del Cile), un grande affresco storico. Il tutto scritto con lo stile magistrale di Isabel Allende. Assolutamente da leggere!

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Per chi ama i romanzi storici e la letteratura sudamericana
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Inés dell'anima mia 2008-06-18 20:12:15 Maristella
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Maristella Opinione inserita da Maristella    18 Giugno, 2008
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Donne

“ Un uomo fa quel che può,

una donna quello che lui non può.”

Inès de Suarez, conosciuta anche come la Conquistadora, è una figura storica realmente esistita. Una donna tenace e coraggiosa fuori dagli schemi dell’epoca, l’unica donna spagnola che partecipò attivamente alla conquista del Cile ed alla fondazione di una delle sue più belle città: Santiago. Ma la Storia è stata scritta dagli uomini e questa figura di donna ardimentosa e risoluta è stata trascurata dalle fonti storiografiche ufficiali, nonostante la grande influenza e il grande potere economico che fu capace di esercitare. Isabel Allende, dopo accurate ricerche e attente considerazioni degli antichi do*****enti a sua disposizione, ricerche durate ben quattro anni, ha desiderato dar corpo e voce a questo straordinario personaggio di cui è stato scritto tanto poco permettendo così all’autrice di immaginare tanto e di regalarci un fiammeggiante spaccato di un periodo avventuroso e pieno di contrasti quale è stato il XVI secolo, visto da una prospettiva tutta al femminile. Il romanzo inizia con una Inès ormai anziana, alla fine dei suoi giorni. Ella pensa che i suoi preziosi ricordi e non solo quelli che appartengono alla Storia, ma anche quelli che più intimamente le sono propri, non debbano finire con la sua vita, ma essere dono di esperienza e conoscenza alla posterità. Aiutata dalla figliastra Isabel, Inès scrive le memorie di un’esistenza vissuta con grande forza ed estrema passione. Nata a Plasencia, una regione dell’Estremadura, Inès è destinata a non sposarsi per potersi dedicare completamente ad accudire il nonno. Si invaghisce di Juan de Malaga, donnaiolo impenitente, giocatore e grande esperto nelle arti amatorie e lo sposa contro il volere della famiglia. Ma viene presto abbandonata dal marito che si reca nel Nuovo Mondo con la prospettiva di trovare oro e ricchezza. Per sfuggire alle ristrettezze economiche e ad un destino non certo consono alle sue capacità, Inès, con la scusa di ritrovare il marito, parte anche lei verso il Nuovo Mondo in cerca di maggior fortuna, compiendo un estenuante e azzardato viaggio per mare, fino ad arrivare in un Perù ormai sottomesso allo spietato Governatore Francisco Pizarro. A Cuzco, incontra Pedro de Valdivia, accattivante e tenebroso capitano , unitosi all’esercito spagnolo per sfuggire ad un deludente matrimonio. Tra i due scocca la scintilla di una irrefrenabile passione che li condurrà, insieme, ad intraprendere un’avventuroso viaggio attraverso l’infernale deserto di Acatama per arrivare a conquistare i paradisiaci territori di un paese ancora inesplorato, il Cile, dove fonderanno la città di Santiago. La Allende ci regala, attraverso gli occhi della protagonista, un vivido quadro di tutti gli avvenimenti che portarono gli Spagnoli alla Conquista del Cile, non risparmiandoci eroismi e crudeltà, passioni e intrighi, bellezza e orrore. Tante le figure di spicco del libro come Rodrigo Quiroga, primo Governatore del Cile e secondo marito di Inès, uomo dall’animo nobile e generoso, Catalina l’india dalla grande forza d’animo e dall’acuto pragmatismo, fedele alla sua padrona fino alla morte e Felipe, l’ enigmatico ragazzo indigeno che per anni vive un’esistenza muta accanto agli spagnoli per poter carpire i loro segreti e poterli poi usare per contrastarli con l’uso delle loro stesse strategie, una volta preso il comando della terribile tribù dei mapuche, diventandone il leggendario capo Lautaro, anche lui realmente esistito. Pur non avendo la forza narrativa dei suoi romanzi più famosi ed amati, la scrittura fluida ed appassionata, l’accuratezza nella descrizione dei fatti, dei tanti personaggi realmente esistiti e degli usi e costumi dell’epoca, il non tralasciare le ragioni delle popolazioni autoctone invase e violentate, l’alternanza di passaggi poetici e di rappresentazioni di pura efferatezza, il sapiente mix di storia, epica e avventura, ne fa certamente un libro interessante e degno di essere letto per approfondire la storia di un paese e di un popolo che la scrittrice ci invita sempre a conoscere, comprendere ed amare.

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