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Kafka sulla spiaggia Kafka sulla spiaggia

Kafka sulla spiaggia

Letteratura straniera

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Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti allo stesso luogo, Taka-matsu, nel Sud del Giappone. Il ragazzo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre. Il vecchio, Nakata, fugge invece dalla scena di un delitto sconvolgente nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà.

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Opinioni inserite: 31

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Kafka sulla spiaggia 2017-01-10 15:13:59 Il Nido Del Gufo
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Il Nido Del Gufo Opinione inserita da Il Nido Del Gufo    10 Gennaio, 2017
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Crudo, Magico e Onirico

Cercando di seguire la sua strada, un quindicenne che si sforza di apparire adulto sorridendo poco e dando serietà ad ogni suo gesto quotidiano (non casuali le lunghe e seriose descrizioni della sua igiene personale, a mio parere) compie un viaggio che va fuori e dentro di sé.
Parallelamente, un simpaticissimo e un po' strambo vecchietto compie una sorta di viaggio senza meta, fuggendo da un delitto e al tempo stesso tendendo quasi inconsapevolmente verso qualcosa che ci verrà rivelato solo alla fine.

Un libro molto particolare, questo Kafka sulla spiaggia. Benissimo ha scritto l'eccellente traduttore della Einaudi Giorgio Amitrano, definendo il romanzo "Un sogno mistico risonante di profezie". Tuttavia, a ben leggere, lo stile appare secco, crudo e immediato. Questa duplicità (una prosa molto contemporanea unita a un ancor più contemporaneo gusto per il weird e il non-sense) rende il romanzo a mio parere molto affascinante.
Può anche essere letto (e certamente lo è) come un Bildungsroman, dove il protagonista (che parla in prima persona) compie un viaggio con direzione soprattutto la formazione del proprio Io. Infatti, nonostante le sue arie da adulto, Tamura è un classico (forse troppo?) quindicenne alla ricerca di sé e del proprio posto nel mondo, anche se sembra che col mondo non voglia avere nulla a che fare, tant'è che parla spesso di un "Muro" che ha eretto fra sé e gli altri. All'inizio, sembra che egli voglia solo fuggire da tutto e da tutti, ma alcuni incontri lo legheranno a qualcosa che il lettore scoprirà solo alla fine del libro, in un climax onirico che si farà inarrestabile.
Nakata, il co-protagonista, con la sua storia parallela che però segnerà il destino del protagonista, è invece l'esatto opposto, un uomo totalmente privo di interiorità, nella sua bonaria ignoranza. Avvolto da una luce e da una storia misteriosa e capace di cose al tempo stesso ingenue e sovrumane (sa parlare con i gatti); egli inconsapevolmente sembra segnare il corso della vicenda più di chiunque altro.

Il romanzo non è poi così piacevole (lo stile e la crudezza di alcune visioni non possono che renderlo un filo "indigesto" al lettore) ma ha una struttura talmente ben congegnata nei tempi narrativi da rendere impossibile staccarsi dalla pagina. Molto banalmente, si vuol sapere come va a finire. Anche perché Murakami ci abitua molto presto all'imprevedibilità della sua narrazione.
Il giudizio finale, seppur a caldo, è molto positivo. Il libro è estremamente affascinante, magnetico e mai ruffiano (niente sospiri e megalomanie egocentriche); i personaggi sono ben delineati e profondi anche nella semplicità.

Sono costretto a chiudere con una preghiera. Non sono un lettore di romanzi contemporanei (Pennac, Benni e pochi altri), dunque questa mia recensione è forse traviata dal tentativo di riallacciarmi a ciò che ho letto io (quanto aveva ragione Calvino, a dire che siamo ciò che leggiamo!). Sarò felice di ricevere consigli e insulti.

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Elsa Morante (sarebbe interessantissimo un parallelismo tra Arturo e Tamura, anche nel rapporto col padre). Purtroppo non mi vengono in mente contemporanei a cui avvicinarlo, non avendone letti moltissimi.
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Kafka sulla spiaggia 2016-08-08 18:52:06 Antonella76
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Antonella76 Opinione inserita da Antonella76    08 Agosto, 2016
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Surreale...anche troppo.



Se un giorno mi avessero detto che avrei letto (e apprezzato) un libro così onirico, surreale...un libro dove i gatti parlano, dove ci sono profezie, maledizioni, pesci e sanguisughe che piovono dal cielo, sogni e realtà che si fondono in un'unica dimensione...non ci avrei mai creduto.
Sono sempre rifuggita da trame di questo tipo.
Questo libro ha messo a dura prova il mio essere razionale, la mia parte cerebrale: quando qualcosa sfugge al mio controllo, quando qualcosa va al di là della sfera del "possibile" e del "reale", di solito, mi sento perduta...ho bisogno di ancorarmi a qualcosa di vero, di tangibile, di scientificamente provabile.
Con Murakami sono riuscita a lasciarmi andare (pur facendomi un po' di violenza iniziale), mi sono fidata della sua bellissima scrittura e ho deciso di seguirlo, di non farmi troppe domande e lasciarmi coinvolgere da queste sue atmosfere così intime e delicate e, allo stesso tempo, forti e misteriose.
È stato molto abile a creare fin dalle prime pagine una forte tensione, una sorta di suspance che mi ha spinto a continuare, ad andare avanti...quasi come se fosse un giallo da risolvere.
Personalmente credo che, ad un certo punto, gli elementi surreali della storia siano stati troppi...ma lo stile di scrittura ha fatto sì che io riuscissi sempre a rimanere "dentro" il racconto.
Bello, sì...felice di aver fatto questo viaggio, ma ora ho bisogno di concretezza, di certezze, di vivere in un mondo (almeno apparentemente) monodimensionale.
P.s.: il 16° Capitolo è stato una tortura...difficile da digerire.
Comunque un autore da approfondire.

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Kafka sulla spiaggia 2015-07-15 09:07:29 Kira
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Kira Opinione inserita da Kira    15 Luglio, 2015
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Viaggio visionario

"Kafka sulla spiaggia" è un romanzo molto diverso dai romanzi canonici contemporanei, soprattutto per quanto riguarda lo stile di scrittura del suo autore, Murakami. Il romanzo si apre con la decisione di un giovane quindicenne di scappare di casa, per motivi che non risultano subito chiari al lettore. Il giovane dialoga con il suo amico "Il ragazzo chiamato corvo", gli espone vagamente le ragioni della sua decisione e gli illustra il duro addestramento fisico e psicologico che si è imposto di effettuare, in vista del viaggio senza meta precisa, che ha intenzione di fare. Parallelamente si inizia a delineare un'altra storia, in apparenza non legata minimamente a quella del quindicenne, che riguarda un vecchio debole di mente, di nome Nakata. Questi è un personaggio ingenuo, generoso e a tratti stravagante, basti pensare che è in grado di dialogare con i gatti e il suo mestiere consiste proprio nel ritrovare gatti scappati di casa, su commissione, chiedendo informazioni ad altri felini randagi, che vagano per le strade.
Man mano che la storia procede, il lettore si addentra sempre più profondamente nella trama ed inizia ad entrare nell'ottica di una storia che passa dal reale al surreale, da riflessioni profonde della veglia, al sogno.

"Kafka sulla spiaggia" è un romanzo che si legge piacevolmente, che trasporta in un'altra dimensione, proprio sulla linea di confine tra la realtà ed il sogno. E' un viaggio visionario e rappresenta un percorso psicologico dalle forti caratteristiche oniriche e il cui finale consente una vasta gamma di interpretazioni.

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Kafka sulla spiaggia 2015-07-14 17:22:43 manuela
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Opinione inserita da manuela    14 Luglio, 2015

Conturbante

Ho terminato da qualche ora Kafka sulla Spiaggia, il mio primo Murakami. E' stato un incontro che mi ha sicuramente segnato in positivo, ma allo stesso tempo credo che prima di procedere al prossimo libro di Murakami farò passare un pò di tempo. E' una lettura intensa seppur dal linguaggio semplice, coinvolgente ma conturbante. L'elemento magico si intreccia alle filosofie e alle leggende orientali, lasciandoti con la sensazione che nella prossima pagina una grande rivelazione sta per essere svelata o che una lezione di vita o una grande verità assoluta vengano dipanate minuziosamente. Invece ti ritrovi immerso in circostanze ancor più intricate, dove le coincidenze si fondono alle profezie perdendo totalmente l'orientamento, non distinguendo piu ciò che è vero da ciò che è magico o puramente frutto dell'immaginazione dei protagonisti. E' un romanzo molto onirico e spesso durante la lettura ho pensato che l'autore ci avrebbe prima o poi rivelato che si trattava tutto di un sogno; invece no, è tutto vero e molti eventi rimangono inspiegabili e speri sempre che l'arcano venga risolto nelle pagine successive. Ho messo voto 4 al contenuto proprio per questo motivo, per le troppe domande rimaste irrisolte. Una lettura consigliata.

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Kafka sulla spiaggia 2015-06-24 21:09:15 LaClo
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LaClo Opinione inserita da LaClo    24 Giugno, 2015
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Percorso nell'inconscio

Ho provato sentimenti contrastanti verso questo romanzo perché da un lato mi ha aperto le porte di uno stile che non avevo mai riscontrato in nessun altro autore, quindi a livello di crescita personale è stato sicuramente un libro importante; da un altro punto di vista tuttavia, ho trovato alcuni aspetti un po' eccessivi.

Per esempio ho apprezzato molto il simbolismo e il massiccio utilizzo delle metafore di Murakami e tutti i possibili livelli a cui il libro può essere letto e interpretato. Per esempio interessante l'idea della foresta come simbolo materno, il legame con il femminile con il quale il protagonista ha chiaramente una questione irrisolta.

L'idea di lasciare il finale aperto è una caratteristica che lungi dall'infastidirmi mi è sempre piaciuta in ogni autore. Ci sono punti in cui ho apprezzato moltissimo lo stile come per esempio gli eventi onirici o gli interventi musicali o culturali e l'interazione dei personaggi.Siccome rimango affascinata dall'interpretazione di matrice psicologica mi vengono in mente gli archetipi junghiani e il fatto che forse i vari personaggi sono degli aspetti della psiche di Tamura che si manifesta in tutte le sue complessità e contraddizioni.

I due personaggi principali mi hanno colpita in modo abbastanza positivo e mi è piaciuto più di tutti Nakata. Tuttavia secondo me nel libro rimangono troppe questioni irrisolte e personaggi appena abbozzati che non compaiono per tutto il romanzo come Johnnie Walker, l'assassino di gatti che per esempio ritorna solo nella parte finale durante quella sorta di viaggio nell'inconscio. Ci sono secondo me troppi elementi, forse troppo materiale differente che può essere giustificato se si prosegue nel paragone con la psiche e con il quantitativo di pensieri e di immagini che essa produce. Se non si pensa in chiave metaforica il libro sembra non avere senso perché in tante pagine si gira attorno ad un quesito che poi viene abbandonato e lasciato irrisolto. Tuttavia, per me il fatto che sia irrisolto è una caratteristica positiva ma trovo che il lettore sia quasi sopraffatto dalla ricchezza di citazioni, simboli elementi che sono sempre al confine tra l'onirico e il reale.
Stile ricco, pieno suggestivo ed evocativo che compensa e sostiene l'abbondanza del contenuto creando un buon connubio.

In conclusione molti aspetti positivi ma anche elementi che non sono riuscita a comprende appieno forse perché più che tendere ad analizzare ogni cosa bisognerebbe assorbirla e lasciare che parli direttamente alla nostra psiche.

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Kafka sulla spiaggia 2015-04-16 15:32:24 Lonely
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Lonely Opinione inserita da Lonely    16 Aprile, 2015
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I had a dream, an endless one!

Ho letto altri due libri di Murakami, Tokyo Blues, e L'arte di correre, che ho anche recensito. Mi piace quello che dice e mi piace il suo stile. Le sue parole arrivano dirette come lance che ti trafiggono e ti squarciano il cervello, costringendoti a riflettere e ad elaborare un pensiero tuo. Ogni suo libro insomma ti fa discutere e ti lascia qualcosa, non passa inosservato, e non finisce nel dimenticatoio della memoria.
Per Kafka sulla spiaggia, mi dispiace ammetterlo anche a me stessa perchè lo vivo come un fallimento, ho fatto fatica ad arrivare alla fine, fosse stato un altro scrittore lo avrei abbandonato. All'inizio l'ho vissuto come un sogno comatoso, e ho aspettato il risveglio per tutto il tempo. Ma andando avanti è diventato un incubo, perchè volevo a tutti i costi dargli un senso, un ordine, un motivo. Ma un sogno è fatto d'immagini, d'iperboli e paradossi, e va accettato per quello che è, senza dargli a tutti i costi un significato, e riconosco il mio errore. Le riflessioni sulla vita, sulle occasioni mancate, su quello che abbiamo perduto e che non torna più, la morte che naturalmente porta con sè ogni ricordo di quello che siamo stati...sono riflessioni profonde che danno di per sè un senso a tutto questo. Ho letto tutte le recensioni precedenti, per capire meglio e magari scoprire un significato recondito, ma mi rendo conto che voi vi siete fatti semplicemente trasportare dal sogno, e probabilmente io invece sto troppo con i piedi per terra in questo periodo, quindi ammetto il mio limite per non averlo goduto fino in fondo. Peccato!

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Kafka sulla spiaggia 2014-12-01 20:30:11 giuse 1754
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giuse 1754 Opinione inserita da giuse 1754    01 Dicembre, 2014
Ultimo aggiornamento: 02 Dicembre, 2014
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Il magma mutevole delle parole

Ho finito di leggere "Kafka sulla spiaggia" già da qualche mese, e da allora rimando e rimando il momento di parlarne.
Ma Haruki Murakami, da buon maratoneta, dà il meglio sulla lunga distanza. Non è che, non parlandone, non ci abbia pensato. Il maturo adolescente Kafka e il vecchio bambino Nakata non mi hanno più lasciata del tutto, e ancora vagano nella mia testa che non sa bene dove collocarli, se nel bosco della morte da cui Kafka ha fatto ritorno o nell'appartamento isolato dove Nakata ha concluso il suo percorso terreno.
Il tempo trascorso dalla fine della lettura mi fa però dubitare. Davvero sono piovuti dei pesci dal cielo? Veramente Nakata conosceva il linguaggio dei gatti? E Kafka, ha fatto sul serio l'amore con la madre e ha ucciso suo padre secondo la profezia che lo perseguita?
Non è la soluzione a queste domande quello che importa, come non è essenziale la destinazione finale dei personaggi. Quello che conta è il viaggio, e il percorso che abbiamo fatto con Murakami, attraverso il magma mutevole delle parole che ribollono e di continuo si, e ci, trasformano.
"Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato".

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Kafka sulla spiaggia 2014-02-13 12:24:10 Renato Pinturo
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Opinione inserita da Renato Pinturo    13 Febbraio, 2014
Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 2014

Kafka e il regno dei morti

Murakami riesce a stupire sempre. Kafka on the Shore non presenta alcuna difficoltà, nella versione inglese si legge facilmente senza l'uso del dizionario. Grazie a una prosa semplice, scorrevole e rassicurante, si può leggere in autobus o a letto prima di addormentarsi.
Kafka on the Shore è un libro difficilissimo. Le sue implicazioni, il suo tenore metafisico nel regno dei morti dove hai l'impressione di entrare e passeggiare in un quadro di Giorgio De Chirico, i passaggi surreali dove piovono pesci dal cielo, la sua dimensione fantastica dove uno dei protagonisti, Nakata, riesce a parlare con i gatti e va incontro al suo destino senza una precisa consapevolezza ma con il sicuro istinto di un animale, tutto ciò affascina e allo stesso tempo spiazza il lettore che, pur divertendosi nella lettura di due storie che alla fine si intrecciano e si uniscono (come Murakami riesce sempre a fare magistralmente), cerca di afferrare (invano?) la profondità celata di questo romanzo. Probabilmente, uno dei suoi migliori.

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Consigliato a chi ha letto...
Chi ama i libri di Murakami, non può non leggere Kafka on the Shore.
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Kafka sulla spiaggia 2014-01-23 13:46:04 Raffa73
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Raffa73 Opinione inserita da Raffa73    23 Gennaio, 2014
Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio, 2014
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La profezia è sempre lì

Recensire un romanzo che ho amato e odiato nello stesso tempo sarà difficile. Parto dal presupposto che lo stile dello scrittore è sublime. Mentre leggi i suoi pensieri più profondi, arzigogolati, esoterici, metafisici e chi più ne ha più ne metta, ti accorgi che il suo linguaggio è semplice e chiaro. E' come se lo scrittore ha di fronte a sè un bambino a cui spiegare, con parole adeguate, il senso della vita o semplicemente per descrivere un paesaggio, un'emozione o anche azioni che potrebbe tralasciare, del tipo: si alza, si lava la faccia col la saponetta, si guarda nello specchio, ascolta un po' di musica.... insomma prima di trovare il personaggio in questione pronto ad uscire di casa, devi soffrire per almeno altre due pagine dedicate alle abluzioni mattutine. Credo che questa lentezza sia un punto di forza di Murakami, ti permette di entrare non solo nella storia, ma anche nella sua testa.
Non posso parlare della trama, rischierei di svelare troppo, mi limito a dire che in questo romanzo regna padrona la filosofia giapponese. E' Il senso della vita e della morte, la conoscenza della natura umana, la ricerca dell'io, che muovono i fili del racconto e, a differenza della cultura occidentale, questi concetti si muovono autonomamente, trascendendo la mente e anche il corpo dei protagonisti. Tutto questo rende la lettura interessante e piacevole.
Passiamo a ciò che non ho amato. I miei voti sono alti perchè riconosco la grandezza del romanzo, sono i miei gusti, i miei limiti, la mia cultura che hanno dissentito su alcuni aspetti trattati dall'autore.
Per prima cosa i miei gusti e i miei limiti mi portano a scegliere letture conclusive, Murakami lascia parecchi punti irrisolti. So che è voluto. E' come se l'autore ti dicesse:"Caro lettore, ti ho dato tanto materiale su cui riflettere, bene, rifletti e trai tu le tue conclusioni". La mia pigrizia mentale o la mia voglia di sapere mi hanno portato a non trarre conclusioni mie e a pretenderle da una mente più elevata.
Seconda nota dolente: la mia cultura non accetta determinate scelte di vita. Credo che l'autore voglia farci capire che il passaggio dalla vita alla morte (nel caso di Nakata) e dalla morte alla vita, come rinascita (nel caso di Kafka) debba fare un percorso già stabilito, anche dovendo accettare l’inaccettabile o compiere azioni orribili ma necessarie. Ecco, questi passaggi mi hanno turbata e, come ha detto un altro amico di qlibri, disgustata.
Ripeto, queste critiche nascono da mie preconcetti, altri lettori potrebbero trovare nelle scelte fatte dalla penna di Mukarami risposte che io non ho trovato e accettare come un colpo di genio alcuni passaggi che io rifiuto.
Per tutti i motivi esposti consiglio la lettura di Kafka sulla spiaggia.

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Kafka sulla spiaggia 2013-11-26 14:27:04 mia77
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mia77 Opinione inserita da mia77    26 Novembre, 2013
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Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami

Il quindicenne Tamura è in fuga dalla profezia edipica che gli ha fatto il proprio padre. Il vecchio Nakata, invece, fugge da un omicidio nel quale è stato coinvolto. Entrambi si volgono a Sud, dirigendosi verso il proprio destino. Questa di Murakami è una lettura intensa e molto particolare: c'è un alternarsi continuo di realtà e fantasia, un viaggio tra dimensioni parallele, che ti proietta in una realtà al contempo onirica e spirituale. I due protagonisti si sfiorano di continuo, senza mai incontrarsi veramente e in questo romanzo non c'è mai un arrivo. E' come osservare un quadro astratto: particolare ma molto interessante!

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Kafka sulla spiaggia 2013-11-04 03:00:00 LoveJappo
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Opinione inserita da LoveJappo    04 Novembre, 2013

Un viaggio: la vita.

Ho appena terminato "Kafka sulla spiaggia" e posso dire che già è tra i libri più belli che abbia mai letto.
Non sto a raccontarne la trama, perché la si può trovare ovunque, e soprattutto perché non è la cosa più importante di questo capolavoro di Murakami.
Ciò che mi ha coinvolto è il viaggio esistenziale in cui l'autore accompagna il lettore attraverso le esperienze dei protagonisti.
Devo dire che questo libro mi ha coinvolto perché è stato come una mappa in un momento particolare della mia vita, in cui temi come solitudine e rapporti famigliari sono molto presenti nel mio attuale vissuto.
Le esperienze fantastiche e oniriche a cui si è invitati a partecipare, mi hanno immesso nel mio subconscio fino a diventarne protagonista e spettatore meditante allo stesso tempo.
Riconosco che sia necessario conoscere almeno a sommi capi la mentalità giapponese riguardo il mondo dei morti e il rapporto del giapponese con la morte stessa, che non ha nulla in comune con quella occidentale. Ne è un esempio il soggiorno di Kafka nel villaggio all'interno della foresta, luogo non esclusivamente creato dall'autore ma tradotto da quelle che sono le leggende o la mitologia classica giapponese.
Di certo la lettura di questa opera non è da affrontare alla stregua di un comune romanzo, ma di un'opera che vuole cambiare la vita di chi lo legge...
Forse sembrerò esagerato o infatuato, ma la lettura è esperienza estremamente personale e tocca corde esistenziali particolari da persona a persona.

Un testo che permette di entrare nel profondo di noi stessi, senza aver paura...

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La visione del film
LA CITTA' INCANTATA di Hayao Miyazaki
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Kafka sulla spiaggia 2013-10-19 11:25:44 LolloP
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LolloP Opinione inserita da LolloP    19 Ottobre, 2013
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Sogno o son desto???

Ho appena terminato la lettura di " Kafka sulla spiaggia" di Haruki Murakami e voglio subito recensirlo, avendo ancora ben impresse in mente le sensazioni che questo romanzo mi ha suscitato.
Urgono alcune premesse.
1) Non sono affatto un critico letterario ma un amante della lettura e dunque quanto dirò è a carattere puramente personale, si tratta di impressioni ed opinioni che non vogliono assolutamente essere valide per tutti. 2) La lettura di questo romanzo merita di essere preceduta da alcuni avvertimenti diretti a chi sia interessato a conoscerlo. Si tratta di un romanzo bizzarro e sicuramente molto differente da quanto i più sono abituati a leggere. Non bisogna aspettarsi di trovare un intreccio ben delineato, avvincente in cui ricorrono gli elementi classici dei romanzi occidentali. Bisogna accettare di entrare in un sogno, in una realtà vaga e sfumata e lasciarsi guidare da ciò che viene narrato.
Non bisogna porsi troppe domande su ciò che si legge, perlomeno fin quando non si è voltata l'ultima pagina.
Chiariti questi aspetti, è bene dire che la trama del romanzo è davvero poco rilevante poiché ciò che conta sono le riflessioni dei personaggi ed i contesti in cui essi si trovano inseriti. Tamura Kafka è un quindicenne che fugge da Tokyo per fuggire un padre e da un mondo che odia, Nakata è un vecchio un pò strambo che ama parlare con i gatti. I due lontani anni luce per età, esperienze ed estrazione sociale finiscono con l'attrarsi l'un l'altro nel medesimo posto, la città di Takamatsu, dove senza toccarsi influenzeranno l'un l'altro le proprie vite in maniera irreparabile. Credo che più di così non si possa dire, sia perchè è ingiusto anticipare qualcosa a chi sia interessato a leggerlo sia perchè è realmente difficile spiegare cosa accade nel romanzo.
Infatti, la prima metà dell’opera , sebbene molto originale, è comunque abbastanza logica e verosimile, ma segue poi la seconda parte nella quale il tutto diviene più sfumato ed onirico. Si entra in un labirinto di pagine in cui è difficile capire dove sia il confine tra la realtà ed il sogno, tra ciò che accade nella mente dei protagonisti e ciò che avviene fuori.
Proprio " sogno" è il termine più adatto da utilizzare poichè alcune delle scene che vengono narrate hanno proprio questo sapore, sono prive di un significato logico, razionale e sembrano nascere dal subconscio dell'autore, la realtà di smaterializza e accadono cose del tutto inspiegabili seppur affascinanti.
Sorgono molte domande e , come detto, alla conclusione del libro spetta al lettore cercare di risponderle. Non tutto viene infatti spiegato, anzi, quasi nulla.
Il contenuto dell'opera è molto ricco, si sfiorano temi delicati di filosofia, di morale e religione, passando per la storia dell'arte e della musica. Ho molto apprezzato come Murakami accenni ora alle guerre napoleoniche ora a Beethoveen senza annoiare nè perdere il filo del romanzo.
Lo stile in cui è scritto è stata forse la cosa che mi ha più piacevolmente colpito. Avevo letto in giro che l'autore fosse dotato di uno stile inconfondibile e non posso che confermarlo. Frasi brevi, dirette e descrizioni sintetiche ma mai banali alleggeriscono e rendono più lieve una trama altrimenti molto complessa e poco piacevole. Si avverte una sorta di delicatezza nella scelta delle parole e nelle conversazioni dei personaggi che non può non colpire. Varrebbe la pena di leggere il libro solo per apprezzarne lo stile.
Arrivano le note dolenti. Se da quello che fin qui ho detto potrebbe sembrare che io abbia apprezzato il libro e lo consigli caldamente non è però così. Forse per mia mancanza, forse perchè non ho l'indole adatta per leggere romanzi così introspettivi ed onirici, non sono riuscito a digerirlo bene. Non mi sono immedesimato nelle situazioni narrate ( credo sia quasi impossibile farlo), nè mi sono piaciute alcune delle tematiche trattate ( freudiane per non dire altro). Mi sono trovato un pò disgustato da alcune scene, ammetto di aver saltato due pagine proprio perchè non riuscivo a leggere ciò che veniva descritto. Insomma, non sono riuscito a cogliere appieno lo spirito del romanzo e credo che lo consiglierei ma non a tutti. Solo a chi voglia affrontare una lettura non convenzionale o ami racconti per così dire “ originali”. “ Kafka sulla spiaggia” rientra appieno in quella serie di cose che o si amano o si odiano, è impossibile rimanerne indifferenti. Per ciò che mi riguarda, nonostante Murakami si sia rivelato una bella scoperta credo che almeno per un po’ ne starò alla larga!

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Solo a chi abbia letto libri dello stesso autore o che già ne conosca stile e temi. Se lo si vuole leggere per la prima volta è bene prenderlo con le pinze!
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Kafka sulla spiaggia 2013-10-14 19:24:11 Mephixto
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Mephixto Opinione inserita da Mephixto    14 Ottobre, 2013
Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre, 2013
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Due rette parallele

Un originale romanzo formativo, dove il mondo e le storie al suo interno assumono un aspetto onirico fatto di profezie che Murakami descrive con i vari toni dell'inquietudine. Durante la lettura non ne sono stato rapito, sono io che ho assorbito il testo. Il sogno diventava mio e Il tempo e lo spazio svanivano, un po' come nei luoghi dove l'autore ci porta.
Nakata parla con i gatti, è un ottimo falegname, ma purtroppo è anziano e soprattutto vuoto, non sa leggere e scrivere ne tanto meno formulare un ragionamento articolato, però .... deve fare qualcosa , qualcosa che solo lui può fare , ma non sa cosa.
Tamura Kafka invece ha quindici anni , intelligente, bello, saggio come Salomone e profondo come un filosofo greco, ma è stato maledetto, una dannazione edipica e incestuosa grava sulla sua esistenza, ma non sa come sottrarsi. Due personaggi opposti ma uniti da un destino parallelo. dove i cosa diventeranno come e i come diventano cosa. "E in tutto questo io chi sono ?" pensano entrambe.
I personaggi sono tutti caratterizzati in modo splendido, tangibile. Ognuno con le sue peculiarità , le sue emozioni e la sua crescita interiore. Ognuno di questi entra con i tempi giusti e ottiene spazio nella trama senza stravolgerla ma fondendosi in essa in modo armonioso .
Murakami può sembrare contrito ed ermetico inizialmente, ma con l'evolversi della trama anche lo stile cambia e si capisce che non è ne uno ne l'altro, è uno stile asservito allo scopo, che va mutando e seconda delle necessità. Nessuna sbavatura, nessuna incertezza, Limpido ! il tutto fa da giusta cornice in modo sistematico ad un fantastico mosaico di destini incrociati.
Lo consiglio caldamente a tutti, è un testo profondo e piacevole al tempo stesso, una storia che riesce rendere il mondo una metafora, o forse no...
Buona lettura !

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Kafka sulla spiaggia 2013-05-08 17:45:55 Manu
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Opinione inserita da Manu    08 Mag, 2013

Un manga romanzato

L'impressione iniziale e anche finale di questo romanzo è che sia un Manga trasferito in letteratura. I personaggi descritti, i protagonisti, corrispondono in tutto e per tutto agli stereotipi del Manga. Quindi sono tutti giovani, esili, belli, intelligentissimi e con una forza di volontà immensa. Questo secondo me è il punto di forza e anche il limite. Se amiamo lo stile manga va bene se no ci ritroviamo in un romanzo ostile. Gli spunti surreali sono a mio parere molto carini e divertenti e danno leggerezza al contenuto. Belle le descrizioni dei pasti e dei locali e ristoranti. Bella l'ambientazione sempre molto intima e il paesaggio esterno che si frammenta e diventa paesaggio interiore. Un romanzo di crescita piacevole e niente di più secondo me. Non ci ho trovato nulla di sconvolgente o di innovativo e di sicuro i protagonisti e la storia non ci restano nel cuore. Ma forse è una lettura giovanile, forse se abbiamo meno di 20 anni ci tocca di più questa storia. A me non ha fatto vibrare l'anima e non mi ha fatto riflettere su nulla ma l'ho trovato un buon libro; documentato, ben scritto e ben articolato

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Kafka sulla spiaggia 2013-05-06 20:37:22 missfrankie
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missfrankie Opinione inserita da missfrankie    06 Mag, 2013
Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 2014
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ma anche se il tuo sforzo è destinato a fallire

Ogni volta che leggo un libro di Murakami è come se in ogni personaggio trovassi un pezzo della mia stessa solitudine. Solitudine che viene abbandonata lungo uno dei tanti sentieri che si intraprendono nella vita, scoprendo alla fine che le persone che incontri ti fanno dono di ricchezze che non te darebbero mille.

In “Kafka sulla spiaggia” questa sensazione è stata più forte.

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Kafka sulla spiaggia 2012-12-17 18:50:23 Maso
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Maso Opinione inserita da Maso    17 Dicembre, 2012
Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 2014
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Kafka sulla spiaggia: romanzo di crescita

Dopo una prima dolorosa sconfitta subita contro “DanceDanceDance”, mi trovo a cambiare radicalmente opinione su Murakami, tanto amato dal plebiscito. Forse non proprio radicalmente, avendo comunque convenuto, già dal mio primo approccio non andato a buon fine, sull’ottima tecnica narrativa dell’autore, sulla scorrevolezza del lessico da lui utilizzato e su svariati altri elementi innegabilmente positivi ed emblematici di un talento indiscutibile e indiscusso. Ho ritrovato tutte queste caratteristiche nel bellissimo “Kafka sulla spiaggia” che “si è fatto leggere” in un soffio, con mio personale compiacimento. Un romanzo sicuramente il linea con l’immaginario peculiare dell’autore, per quanto le mia poca esperienza in merito e numerose altre recensioni lette mi abbiano fatto capire agevolmente. Una trama interessante, fortemente popolata di personaggi e situazioni tra loro intrecciate in un abile gioco narrativo, ricchissimo di riferimenti simbolici che trovano un dialogo efficace tra loro. Non mi dilungherò troppo sullo svolgimento delle vicende che i personaggi percorrono. Basta elencare a grandi linee gli ingredienti principali: un ragazzo quindicenne in cerca di un’identità personale, fisica, sessuale, psicologica, e da un certo punto di vista anche inconscia, scappa di casa lasciando le mura familiari totalmente intrise di un’assenza di affetto. Intraprende un lungo viaggio, con il peso di una inquietante profezia, che lo porterà in altri luoghi a lui più affini dove incontrerà persone e ambienti che incideranno a fondo la sua mente di adolescente ancora in crescita, sebbene già matura.
Dall’altro lato la storia di un anziano, eccentrico sessantenne anch'esso in fuga, che tenta di lasciarsi alle spalle un delitto avvenuto in circostanze piuttosto singolari e che persegue un obbiettivo più alto, quello di ritrovare una parte di se stesso che gli è stata negata dall’infanzia. Le due storie verrano ad avvicinarsi lentamente, fino a toccarsi nei risvolti finali del romanzo.
Questo è tutto quello che c’è da sapere della trama, che si arricchisce piacevolmente di importanti spunti di riflessione, evidenziate dalle tante domande che pone a se stesso e agli atri la mente ancora giovane di un ragazzino, perloppiù bisognoso di affetto e di un fine proprio, che si rifugia nel caldo tepore che la lettura e l’autodisciplina sono in grado di dare.
La forte affinità fra i due personaggi principali trova la propria ragion d’essere proprio nella disperata ricerca che entrambi compiono al fine di riempire le lacune che hanno segnato dalle fondamenta il corso delle loro vite. Lacune incolmabili che tentano di essere redente tramite escamotage tipici dell’immaginario fortemente onirico di Murakami. Un universo in cui il paranormale, inteso come l’inconsueto e l’inaccettabile per i canoni della cosiddetta “normalità”, convive senza troppi intoppi con la realtà. Un universo irreale che si innesta e che viene raccontato con la stessa semplicità con cui l’autore racconta gli episodi più consueti della quotidianità. È quindi con questo metro letterario che ritengo sia necessario avvicinarsi a questo autore, abbandonando senza indugi quella spocchia materialistica che tante volte ho visto trasparire dai commenti dei lettori che non hanno gradito qualche elemento dal carattere surreale. Surrealismo il quale, secondo il sottoscritto, trova sempre un senso ben preciso e non sfocia mai nella pacchianeria fantascientifica, rimanendo al contrario estremamente raffinato e in linea con quello stile essenziale che mi sembra derivi dalla natura stessa dell’autore e dal suo luogo di provenienza, il Giappone. Un Giappone, sebbene poco approfondito nelle pagine del romanzo, che però dona al lettore tutto il clima di perfetta sincronia, linearità, simmetria culturale e sociale. Un Giappone dalle grandi metropoli, cosmopolite e popolose, dai fitti boschi, ameni e solitari, dalle spiagge di sabbia bianca “…come polvere di ossa…”. La stessa sabbia che, come allegoria del tempo, scorre tra le mani degli spettatori intenti ad osservare quel ragazzo, Kafka, ritratto sulla spiaggia.

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Kafka sulla spiaggia 2012-04-07 16:00:42 fedi
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fedi Opinione inserita da fedi    07 Aprile, 2012
Ultimo aggiornamento: 02 Dicembre, 2014
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Amore

Il primo libro di Murakami Haruki che ho letto.
Amore dalla prima pagina.
Amore per il suo stile, per le sue parole, per la sua capacità unica e straordinaria di evocare immagini, di prenderti per mano e condurti dentro una dimensione surreale, intensa e delicata allo stesso tempo.
Amore folle per il personaggi: oltre Tamura Kafka, l'adolescente protagonista in fuga, Nakata, così semplice, ingenuo, ma così meraviglioso e puro e Oshima, il bibliotecario dalla straordinaria saggezza...
Amore per la trama, così avvincente, così particolare, a tratti inafferrabile.. e bellissima.
Amore per il Giappone, descritto attraverso il viaggio dei protagonisti, e per tutta la sua cultura..

Semplicemente uno dei libri più belli che abbia letto.

"Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato."

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Kafka sulla spiaggia 2012-04-01 09:59:29 tenca 1946
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tenca 1946 Opinione inserita da tenca 1946    01 Aprile, 2012
Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 2014
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Opera di valore o affascinante esercizio

dopo Norwegian Wood è il secondo libro che ho letto di questo fantasioso ed affascinante scrittore. Dico subito che quest'opera mi sembra migliore dell'altra. Il percorso di vita (edipico) del giovane protagonista si svolge in parallelo ad altre affascinanti storie con personaggi di grande spessore (il semplice Nakata che parla con i gatti e deve compiere imprese di cui non conosce il significato, il camionista Hoshino che lo aiuta nel suo percorso e si arricchisce interiormente di questa amicizia diventando senza volerlo, un quasi eroe, l'affascinante signora Saeki che ci sembra di vedere seduta nel suo ufficio, l' androgino Oshima esperto della vita con la sua amicizia disinteressata e molti altri, alcuni (come il generale Sanders) di cui ho faticato molto a giustificare la presenza. In generale però la lettura del libro è molto piacevole e coinvolgente. Certo la simbologia si può prestare a diverse interpretazioni, ma forse è proprio quello che desidera lo scrittore. Come nel libro precedente non mi hanno convinto le descrizioni delle scene di sesso (sembrano tratte da un film hard....) ma per il resto ritengo che sia un libro da catalogare tra quelli da leggere. Un capolavoro? Forse...

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Norwegian Wood
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Kafka sulla spiaggia 2012-03-02 23:02:54 FFmaster
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FFmaster Opinione inserita da FFmaster    03 Marzo, 2012
Ultimo aggiornamento: 03 Marzo, 2012
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Genio o follia?! io ancora non l'ho capito

Premetto che Kafka sulla spiaggia è il mio primo libro di Murakami,e che probabilmente non ero del tutto preparato a questo genere di lettura.Si,perche,in linea con la natura stessa del libro,le mie opinioni sono del tutto contrastanti. Da un lato è innegabile che questo libro mi ha lasciato molto amaro in bocca,dall'altro non posso che ricordardo con molto affetto.
Lo stile di scrittura è scorrevole ed appassionante.Apprezzatissimi gli innumerevoli riferimenti alla musica e alla letteratura,un po meno il tono fastidiosamente volgare delle scene di sesso,un vero peccato secondo me.
Per quanto riguarda il contenuto,beh,il libro mi ha tenuto sulle spine tutto il tempo...anche dopo la sua fine.Si,perchè il vero motivo del mio non eccessivo entusiasmo,nonostante il libro mi sia piaciuto,è che i due personaggi non hanno praticamente alcun tipo di legame,e la storia,datemi tutte le interpretazioni che volete ma,resta con molti quesiti irrisolti! Certo un lettore non puo che apprezare l'opportunità della libera interpretazione,ma,credo che quando si parla di libri che rappresentano un mondo parallelo,fantastico,simbolico,metaforico,insomma,tutto tranne che razionale,si ha bisogno di essere accompagnati nella sua comprensione.
Sarà che per la prima volta ho provato l'orrenda sensazione di sentirmi un idiota una volta chiuso il libro,ma io no posso che rimproverare Murakami : non puo gettare il lettore nei meandri della sua,permettetemi,folle mente e lasciarlo,abbandonarlo e dargli alla fine giusto il minimo necessario per dare un senso alle 500 e passa pagine.Chiaramente non voglio svelare niente,ma chi ha letto capirà.
In conclusione,ciò che è diverso vale sempre la pena di essere vissuto,e questo libro è addrittura più di questo,e forse questo è il suo piu grande pregio,il fatto di essere assolutamente unico (anche perche ogni libro di Murakami è un mondo a parte) e questo gli conferisce un fascino innato ma forse un po troppo difficile da gestire.

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Kafka sulla spiaggia 2011-10-03 05:49:22 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    03 Ottobre, 2011
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Il mistero della vita

Leggere Murakami Haruki significa affrontare un viaggio a cavallo tra realtà e sogno, per andare alla scoperta del mondo e della vita da un punto di vista nuovo, abbandonando stereotipi e idee preconcette, per lasciarsi trasportare dalla magia sprigionata dalla mente e dal cuore dell'uomo.
La fervida fantasia dell'autore partorisce personaggi meravigliosi, che fondono in loro caratteristiche surreali ad altre terribilmente concrete, dando vita ad una narrazione metaforica e allegorica di alto livello. I protagonisti, nella loro diversità, rappresentano uno spaccato di umanità tremendamente reale, che deve affrontare ogni giorno le problematiche quotidiane del vivere sociale, convivendo con il proprio universo interiore, fatto di interrogativi, necessità e vuoti da colmare.
Il lettore viene travolto da una lettura stimolante e impegnativa, costretto a vedere il mondo e l'uomo con occhi diversi, capaci di andare in profondità e cogliere i lati più oscuri, penetrare l'anima e attraversare i meandri della mente.
L'universo di Murakami è eclettico e dai mille colori e il messaggio che s'innalza da queste pagine è quello di riuscire a percepire ciò che sta oltre l'apparenza, spiccando il volo verso altri tipi di conoscenza, che ci svelino l'essenza delle cose e della vita.
La vita è vista come un labirinto, in cui vagano all'infinito coloro che hanno una mente chiusa, da cui evadono, invece, coloro che possiedono una capacità percettiva a tuttotondo.
Una narrazione che pur nella sua fluidità, è pregna di messaggi e di significati da comprendere, che trae la propria forza dal notevole supporto filosofico di cui è intessuta la trama; insomma, un'opera in cui nulla è scontato, ma ogni singola immagine ci catapulta in un'altra dimensione, sognante ed eterea, ma illuminante ed esaustiva.
Un romanzo che ci fa addentrare nella foresta della vita, che ci ricorda il freddo dalla solitudine e dell'indifferenza e il calore dell'amicizia e dell'altruismo, che graffia con gli artigli della paura e dello smarrimento e fa sognare con il desiderio di amore, di serenità e di comprensione.
L'autore giapponese apre il sipario ad un mondo letterario distante da quello occidentale, animato da una scrittura innovativa che utilizza immagini forti e immediate come scatole, per riporvi temi e contenuti cari alla propria sensibilità artistica.
Uno stile narrativo del tutto originale che, pur essendo apprezzabile o opinabile dal pubblico, sicuramente merita di essere conosciuto e assaporato.

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Kafka sulla spiaggia 2011-09-05 21:09:02 Colette
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Opinione inserita da Colette    05 Settembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 06 Settembre, 2011

eccellente

Una sorta di scatole cinesi che piano piano si incastrano l'una dentro l'altra.
La preparazione alla morte vissuta come passaggio naturale da uno stato all'altro e il luogo dove vivere di questa morte e quasi gioirne ritrovando personaggi del passato e sensazioni perdute.
Il concetto di transgender vissuto con accettazione de un pizzico di ironia.
Piogge di pesci e di sanguisughe come normale avvenimento meteorologico.
Mi ha colpito l'esaltazione del diverso e del poco intelligente rappresentato in Nakata senza pietismi o critiche gratuite.
Linguaggio avvincente e ambienti fantastici.
L'ho trovato sublime non dopo aver provato un po' di paura al numero delle pagine.
Per chi vuole sognare, ridere e cambiare punto di vista.
UN CAPOLAVORO!

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Kafka sulla spiaggia 2011-06-23 12:19:48 ODonnoly
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ODonnoly Opinione inserita da ODonnoly    23 Giugno, 2011
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...e io direi "oltre i confini del mondo" :-)

Murakami il visionario, Murakami pensieri e frasi fuori dal comune....E' un giapponese ma potrebbe benissimo venire da Marte, fantasia al potere.
Eppure non ci si crede, fino a quando non ci si inoltra nei sentieri della sua trama, che parte lineare, sembra quasi troppo lineare, troppo scontata ma, la selva è dietro l'angolo....ops sono finito in "Alice e il paese delle Meraviglie" !!!
Sanguisughe dal cielo e le anime dei gatti sono solo alcuni degli esempi di questo libro nel libro...ordinario da un lato straordinario dall'altro.
Ed è vero, sembra quasi che scriva senza avere ben chiara la meta, quasi "no look" e invece tutto si incastra alla perfezione.
Kafka sulla spiaggia, e' inserito in quel genere di romanzi classificati come "Realismo magico" ma, non è una contraddizione in termini, è Murakami.
Comprato con molta diffidenza, iniziato grazie alla recensione di Giovanna ma, finito con la voglia di continuare la conoscenza del Maestro giapponese.
Consigliato, consigliato e ancora consigliato...

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Kafka sulla spiaggia 2010-12-03 17:23:49 Cristina V
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Cristina V Opinione inserita da Cristina V    03 Dicembre, 2010
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Affascinante! Unico!


Impossibile non parlare di Kafka sulla spiaggia.
Come è impossibile, durante la lettura, non farsi catturare dall'incanto, dalla magia!
Era il primo romanzo di Murakami Haruki che affrontavo: dopo il
consiglio di due persone in cui ho cieca fiducia, gli amici lettori Murialdog e Standbyme -Aurelio, mi sono...buttata.

Fin dalle prime pagine , uno si trova proiettato in un mondo in cui sogno e realtà si confondono, fino a formare una cosa sola...

Se dovessi raccontare la vicenda, non so se sarei in grado..troppo surreale, fantastica...eppure proprio in questo sta il suo fascino, unico!

Sono due storie in parallelo,a cui sono dedicati un capitolo a testa, alternati.
La prima ha come protagonista Kafka- quello del titolo; nome fittizio di un quindicenne scappato di casa, in seguito ad una malvagia profezia del padre.
La seconda ha come protagonista Nakata, un uomo maturo con seri problemi mentali. Bambino intelligentissimo, aveva perso -dopo un coma- ogni capacità e memoria...Era diventato stupido...ma poteva parlare con i gatti!

Le due storie, all'inizio lontanissime, si avviano , tra personaggi strani, fantastici, e vicende altrettanto surreali, e si avvicinano , senza però incrociarsi mai.
Personaggi indimenticabili: l'androgino signor Oshima, la malinconica signora Saeki, il camionista Oshino...

Man mano che le storie procedono, ci si ritrova così profondamente immersi in quell'atmosfera onirica, che alla fine di ogni capitolo, si vorrebbe "saltare"il prossimo, per vedere come procede...e viceversa! almeno, a me è successo questo.

Così può succedere di tutto: per esempio, vedere piovere pesci o sanguisughe...svegliarsi con una macchia di sangue a forma di farfalla sulla maglietta, senza sapere il perchè..assistere a colloqui con i gatti...

Tutto è permesso in questa storia.
E tutto contribuisce a renderla bellissima; una narrazione magica come poche altre!
Da non perdere.

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Kafka sulla spiaggia 2010-12-03 09:32:07 MATIK
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MATIK Opinione inserita da MATIK    03 Dicembre, 2010
Ultimo aggiornamento: 02 Dicembre, 2014
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Onirico

"Il tempo grava su di te con il suo peso, come un antico sogno dai tanti significati. Tu continui a spostarti, tentando di venirne fuori. Forse non ce la farai, a fuggire dal tempo, nemmeno arrivando ai confini del mondo. Ma anche se il tuo sforzo è destinato a fallire, devi spingerti fin laggiù. Perchè ci sono cose che non si possono fare senza arrivare ai confini del mondo."
Questo libro è un viaggio in un mondo dove la realtà e il sogno sono molto molto vicini. Un ragazzo di 15anni, Tamura kafka, scappa di casa a causa di una profezia lanciatagli dal padre ("tu ucciderai tuo padre, giacerai con tua madre e tua sorella"). Il ragazzo, però ha sempre vissuto con il padre, perchè dall'età di 4anni è stato abbandonato dalla madre che è fuggita via di casa portando con sè sua sorella. In parallelo a questa storia c'è quella del vecchio Nakata, un uomo che dall'età di 9anni, dopo uno strano episodio, ha perso la memoria, è vuoto, non sa più leggere nè scrivere, in compenso sa parlare con i gatti. Il libro è strutturato come L'Eleganza del riccio della Barbery per chi lo ha letto, un capitolo parla di Kafka e uno di Nakata e lo scrittore di dà la sensazione che capitolo dopo capitolo scopra insieme a noi le storie dei due protagonisti. Il libro è costellato da moltissime citazioni musicali, poetiche, letterarie, filosofiche che arricchiscono molto il lettore.
Ci sono poi anche dei personaggi molto ben costruiti e che a me sono piaciuti moltissimo: Hoshino, il giovane camionista, simpatico che aiuta con tutto sè stesso il vecchio Nakata, Oshima, l'androgino custode della biblioteca dolce, delicato, sensibile, intelligente, sapiente che è "l'angelo custode" del giovane Tamura Kafka, e infine, ma non meno importanti, i gatti che simboleggiano la linea di passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Questo libro, ci fa pensare e capire, che viviamo in un mondo fatto di solitudine, di indifferenza totale e di pregiudizi verso chi reputiamo non sia uguale a noi. Chi subisce, poi un abbandono, rimarrà segnato per sempre, vivrà continuamente alla ricerca di sè stesso, cercherà le domande e le risposte del perchè non è stato amato o forse non ha saputo amare abbastanza.
Libro meraviglioso, un pò lungo ed all'inizio strano, ma quando dopo un pò procedi con la lettura, pagina dopo pagina vuoi capire, sapere e conoscere e non vorresti staccartene più....

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Per chi ama le letture un pò particolari!
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Kafka sulla spiaggia 2010-10-06 13:11:00 chicca
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chicca Opinione inserita da chicca    06 Ottobre, 2010
Ultimo aggiornamento: 02 Dicembre, 2014
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Bello ma difficile

Tamura Kafka è un ragazzo di 15 anni che decide di fuggire da casa dove lascia l'eccentrico padre, portatore di una profezia . Nello stesso momento un vecchio di nome Nakata lascia il quartiere di Tokio nel quale è sempre vissuto, sconvolto da un omicidio nel quale suo malgrado si trova coinvolto.
I destini di entrambi si sfioreranno, supereranno innumerevoli ostacoli viaggiando sempre al limite del verosimile e spesso entrando sfacciatamente nell'assurdo. Nakata e Kafka incontreranno splendidi compagni di viaggio, come il bibliotecario Oshima, la signora Saeki, il simpatico camionista Hoshino e poi tanti gatti, i quali dimostrano delle doti particolarmente "comunicative".
Scritto in maniera pregevole, merito anche della traduzione in italiano di Giorgio Amitrano.
E' un libro di non facile lettura, molto onirico e intriso di filosofia.
Non credo che in questo romanzo vada ricercata particolarmente la consequenzialità del racconto, ma piuttosto trovo che sia un invito a riflettere riguardo al rapporto che lega la vita alla morte. Da questo punto di vista è molto orientale. Leggendolo si ha la sensazione di vivere in un sogno di cui non si conoscono le ragioni profonde. Bello ma di difficile assimilazione.

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Kafka sulla spiaggia 2010-10-05 20:18:19 alan smithee
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alan smithee Opinione inserita da alan smithee    05 Ottobre, 2010
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Kafka sulla spiaggia di Murakami Haruki

Si tratta della prima opera di Murakami che affronto, lo dico subito.
Non immaginavo proprio di imbattermi in questo avvincente guazzabuglio narrativo, che spazia (quasi in ordine cronologico, se ricordo bene) dal dramma familiare alla fuga on the road, dalla favola (i gatti che parlano!?!)al romanzo erotico altamente esplicito, dall'horror piu' cupo al fantasy che neanche Paolini con i suoi draghi ha osato tanto.
Insomma, quel che voglio dire e': come fa a non piacere un romanzo del genere, che accontenta tutti i gusti e (quasi) tutte le eta'? Ed infatti questo Kafka piace a tutti, e molto anche.
Aggiungo che la traduzione italiana mi e' sembrata molto accurata e la lettura molto scorrevole nell'incalzante ritmo alternato che incastra letteralmente il lettore alla pagina. Seppur non sempre le due vicende attraggano nella medesima misura (personalmente ho trovato molto piu' interessante la vicenda intima - e anche molto morbosa - del Kafka quindicenne, piuttosto che le tragicomiche avventure del vecchio Nakata - lo scimunito piu' brillante e intelligente mai letto prima) bisogna ammettere che il romanzo scorre molto bene e mantiene desta l'attenzione.
Certo oltre ai gatti che parlano - di cui ho gia' accennato sopra - i camionisti melomani, le pietre magiche, i soldatini fantasma e gli aliens del finale mi sembrano davvero troppo. Murakami pero' riesce con destrezza a fermarsi sempre sull'orlo del precipizio e a driblare con maestria gli ostacoli apparentemente invalicabili della complessa vicenda narrata.
Insomma tanto di cappello, ma non certo entusiasmo. Questa e' la mia opinione. Forse in mano a Terry Gilliam potrebbe diventare il Brazil degli anni '10. Staremo a vedere.

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Kafka sulla spiaggia 2010-09-20 13:49:06 gio gio 2
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gio gio 2 Opinione inserita da gio gio 2    20 Settembre, 2010
Ultimo aggiornamento: 01 Giugno, 2011
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...ai confini del mondo...

E' una storia magica e surreale,due personaggi con due destini che si intrecciano...un quindicenne da un intelligenza forte e matura che scappa di casa per sfuggire alla "diabolica profezia del padre",e Nakata,un vecchio,che in seguito ad incidente avuto da bambino non e' piu' grado di leggere,scrivere,e far tante altre cose...pero' e' in grado di parlare con i gatti...e proprio per questo si ritrovera' coinvolto in un omicidio... ...Un romanzo unico,reale,visionario...personaggi che non vorresti mai lasciare...Oshima,l'androgino custode della biblioteca,Nakata che nella sua ingenuita' vi fara' commuovere...Hoshino che con la sua spontaneita' e simpatia vi fara' spesso sorridere...,l'affascinante e misteriosa signora Saeki...Kafka,solitario, dall'intelligenza sottile e profonda che percorrera' il suo cammino ai "confini del mondo"...i gatti custodi di grandi misteri...Un romanzo simile ad un sogno nel quale entrerete inizialmente in punta di piedi...poi vi farete sommergere...vivrete insieme a questi splenididi personaggi ai "confini del mondo..."dove saranno in grado di scoprire la vera essenza del loro essere...incontreranno un percorso da seguire..,verso la fine..voi,rallenterete per timore di dover lasciare questo magico sogno Murakami possiede la strardinaria sensibilta' di toccare il fondo dell'animo umano e' come si ci mostrasse un modo "diverso" e nuovo di guardare dentro noi stessi, le persone che incontriamo e che ci stanno accanto...Una vera e propria opera d'arte!

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Murakami
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Kafka sulla spiaggia 2009-02-02 01:07:57 Asoka81
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Asoka81 Opinione inserita da Asoka81    02 Febbraio, 2009
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Unico

Kafka sulla spiaggia mi ha ammaliato: Murakami è un raro maestro nel giocare con le parole, e come sempre quando si avvicina la fine della lettura vorresti solo che il libro durasse ancora 500 pagine e più.. mai vorresti abbandonare quei personaggi tristi e forti, strani e follemente reali. Follemente reali perchè Murakami è capace di trasformare l'irreale in un "qualcosa" perfettamente plausibile, sensato (pur nel loro aspetto onirico). I suoi libri non si dimenticano, mai. Ci sono immagini che si scolpiscono nella nostra mente, con fare indelebile. Di questo libro molte sono le immagini di luce, le fotografie che vengono richiamate ogni qual volta vedo questo libro da qualche parte. Questa è grande letteratura, quella capace di "restare", oltre il fluire del tempo.

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Kafka sulla spiaggia 2009-01-26 13:08:36 Valerio
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Valerio Opinione inserita da Valerio    26 Gennaio, 2009
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Il mondo di Murakami

Murakami da un certo momento in poi si è lasciato alle spalle il reale di Tokyo Blues - Norwegian Wood per lasciarsi andare in questo mondo surreale di sogni e fantasmi in cui ci trascina ogni volta. La sua delicatezza e capacità di narrazione sono sempre strabilianti quanto lo sono le immagini che propone. Ogni personaggio è un protagonista e ogni situazione è una scena che si può rileggere e rivivere ancora perché non smette di affascinare. Murakami ha scoperto la fascinazione dell'immagine e la malleabilità del reale. Non si può che leggere sognando.

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L'uccello che girava le viti del mondo, La fine del mondo e il paese delle meraviglie.
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Kafka sulla spiaggia 2008-06-02 22:59:27 beth72
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beth72 Opinione inserita da beth72    03 Giugno, 2008
Ultimo aggiornamento: 02 Dicembre, 2014
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Maestoso

Kafka sulla spiaggia è un libro complesso. Intenso. Un testo in cui vengono intrecciate, almeno, le storie di due protagonisti: il giovane Kafka e il vecchio Nakata. Murakami ha una sapienza ipnotica nel riuscire, mentre scrive, a camminare lungo lo stretto crinale che divide il sogno dalla realtà. Tanto capace che quando noi leggiamo finiamo per stare sullo stesso stretto crinale. Senza cadere. Il libro è il libro di una crescita, di una maturazione e di liberazione. Lo stile è maestoso. E quando si smette di leggerlo, come ogni volta che si termina un libro di Murakami, si continua a desiderare di ascoltare quella voce e quello stile che fino ad allora era stata a farci compagnia mentre ci narrava un'infinità di storie dal chiuso di quelle preziose pagine.

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Kafka sulla spiaggia 2008-04-14 02:36:22 Olivia Zilioli
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Opinione inserita da Olivia Zilioli    14 Aprile, 2008
Ultimo aggiornamento: 02 Dicembre, 2014

Kafka non è un Giovane Holden

Kafka sulla Spiaggia è un libro sulla memoria e sul quesito universale e comune a tutti. La saggezza e l’equilibrio sono realmente fondati sulla memoria e sull’esperienza? Il ricordo di un dolore, di un amor perduto, di un abbandono sono fardelli insostenibili che influenzano la nostra vita condizionandone gli eventi o solo il bagaglio che ci permetterà di interpretare i percorsi del nostro futuro con serenità?
Tutto in questo romanzo richiama metaforicamente la memoria ... la biblioteca Komura, il bosco impenetrabile, il quadro senza attribuzione temporale; e tutto richiama la vita e la morte delle cose come dei ricordi. Kafka è un adolescente che cerca la sua “memoria” sia come futuro ancora da vivere sia come eredità di un passato doloroso; Nakata è un vecchio che ha perso la memoria; la Signora Saeki aspetta la morte come “liberazione” dalla memoria.
Chi leggerà questo libro non potrà esimersi dal fare lo stesso percorso nella propria.
Sarà un percorso doloroso; dietro di noi c’è il passato, la giovinezza, il piacere ma anche il dolore della perdita. Lo farete tutti questo viaggio – anche per la parte più onirica - e amerete Kafka sulla Spiaggia anche per questo.
Unica nota di demerito: troppe citazioni che se da una parte fungono da stimolo dall’altra risultano troppo virtuose e talvolta forzate.
Per chi fosse caduto nel tranello: Kafka non è un Giovane Holden.

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