L'allegra apocalisse L'allegra apocalisse

L'allegra apocalisse

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La trama e le recensioni di L'allegra apocalisse, romanzo di Arto Paasilinna edito da Iperborea. La Terra non ci sopporta più. E basta un’enorme sbronza collettiva a New York per i festeggiamenti del nuovo Millennio e uno sciopero dei netturbini di Manhattan a scatenare una disastrosa catastrofe ecologica. Ah, mondo infame! Sarà arrivata l’Apocalisse? Parigi è finita sotto sei metri d’acqua e i pesci si aggirano per le strade e i caffè di Montparnasse; a San Pietroburgo esplode una centrale nucleare; nel mondo stravolto si scatena la Terza guerra mondiale, mancano le fonti di energia e l’economia globale è crollata. Ma in mezzo ai boschi del Kainuu, nella Finlandia centrale, Asser Toropainen, un vecchio comunista “grande bruciachiese”, in punto di morte ha destinato tutti i suoi beni alla costruzione di un tempio. E tutt’intorno a quest’improbabile santuario è cresciuta una comunità silvestre di gente laboriosa e gaudente che vive di caccia, pesca e giardinaggio, in autarchia e prosperità, indifferente alla catastrofe universale. Un gruppo di strampalati personaggi paasilinniani tanto geniali quanto testardi, che naviga in mezzo ai marosi di un pianeta che va in malora con l’incoscienza di un’Utopia senza tempo. Con lo sguardo ironico di Paasilinna ci troviamo a immaginare un passato e un futuro nemmeno così lontani, contemplando la vanità delle ideologie e del consumismo, e le farneticazioni della nostra civiltà inutilmente complicata. E se l’Apocalisse deve venire, che venga pure. Paasilinna non è certo il tipo da farsene un problema.

Ex guardiaboschi, ex giornalista, ex poeta, Arto Paasilinna è nato a Kittilä nel 1942. Autore di culto in Finlandia, è molto amato anche all’estero per il travolgente humour e la capacità di raccontare ridendo anche le storie più tragiche. Dopo L’anno della lepre, che ha superato le 100mila copie in Italia, Iperborea ha pubblicato altri nove romanzi.

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L'allegra apocalisse 2011-11-09 21:00:18 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    09 Novembre, 2011
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Allegro e illuminato

Storia in perfetto "stile Paasilinna" , un pò surreale a tratti, con una certa ironia mai volgare.
Una fondazione funeraria si trasforma ben presto in una vera e propria comunità indipendente ma soprattutto non intaccata dal progressivo disfarsi della società e dell'economia mondiali.
Interessante come già vent'anni fa lo scrittore finlandese avesse previsto i problemi dell'accumulo di immondizia, l'economia che va in crisi e l'esaurirsi degli idrocarburi. Solo una certa inventiva ed un ritorno a vecchie conoscenze possono salvare la comunità Ukonjarvi che infatti si adegua e sembra non risentire degli eventi catastrofici che si susseguono oltre quei boschi.
Tanti i temi trattati anche di sfuggita, l'economia, l'ecologia, l'immigrazione, le leggi e la brocrazia, la religione.
Tra il serio e il faceto qualche spunto interessante lo da.

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L'allegra apocalisse 2011-10-17 18:34:45 Nothingman
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Nothingman Opinione inserita da Nothingman    17 Ottobre, 2011
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L’allegra apocalisse

Agli inizi dell’ultimo decennio del Novecento, Asser Toropainen ‘vecchio comunista e grande bruciachiese’ lascia in eredità al nipote, Emeli Toropainen, la volontà di costituire un’associazione funeraria con l’intento di dar vita ad un nuovo tempio. A partire da questa grande contraddizione si svilupperà l’intera narrazione, nella quale assisteremo alla nascita e allo sviluppo nei decenni di una comunità silvestre totalmente fuori dal mondo, estranea alla tecnologia e allo sviluppo industriale, lontana dalla sua corruzione. Nei boschi della Finlandia crescerà l’ameno paesino che non sentirà gli effetti della crisi economica, delle politiche internazionali e sarà appena sfiorata dagli effetti della nucleare terza guerra mondiale.

Con grande ironia e spiccato senso dell’umorismo, Arto Paasilinna ci propone una possibile e prossima apocalisse; per quanto la sua narrazione possa suscitare ilarità, nei vari episodi simpatici che caratterizzano la vita ad Ukonjarvi, questa ci spinge inevitabilmente alla riflessione. I motivi, che nella storia scandinava fan scatenare l’ira di Dio, son tragicamente attuali e a noi ben noti: dalle guerre ai disastri nucleari, dalla crisi economica alla crisi della ‘monnezza’. Già nel ’92 l’ex poeta e guardaboschi scandinavo prevedeva il collasso del mondo finanziario e ci porta a pensare, a quasi 20 anni dalla pubblicazione dell’opera, se davvero non sia il caso di rivoluzionare il nostro stile di vita, “tornare alla natura”, fare a meno delle macchine, saper vivere senza la necessità del petrolio, un passo indietro che ci possa permettere di compiere un grande salto in avanti.

Con la sua prosa Paasilinna è un vero e proprio fiume in piena, poche pagine per adattarsi alla sua scrittura (ripete sempre e costantemente nome-cognome-titolo dei suoi personaggi, è inevitabile che alla fine restino ben stampati nella mente) e poi, si è travolti dalla sua storia. Chissà che non abbia voluto veramente lanciare un monito alle nostre generazioni nel tentare di dimostrare che la nostra vita è indissolubilmente legata alla terra che calpestiamo, e solo col rispetto nei suoi confronti, e verso il prossimo, possiamo assicurarci un futuro.

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