L'allenatore L'allenatore

L'allenatore

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La presentazione e le recensioni di L'allenatore, opera di John Grisham edita da Mondadori. Dopo quindici anni Neely Crenshaw torna nella sua cittadina, uguale a migliaia di altre nella profonda America. Come tanti anche lui è stato richiamato dalla notizia che Eddie Rake, il mitico allenatore della squadra di football del liceo, sta per morire. Ma chi era, veramente, Eddie Rake? Per decenni quell'uomo aveva guidato la squadra degli Spartans attraverso una serie di trionfi, riempiendo a ogni partita uno stadio di duemila posti. E aveva conquistato tutto ciò sottoponendo i suoi ragazzi a metodi degni del più accanito sergente dei marines. Ma soltanto al funerale Neely Crenshaw scoprirà le verità che prima non aveva saputo vedere, e la lunga, coercitiva forza che quell'allenatore aveva esercitato su tutti...

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L'allenatore 2011-12-03 14:44:15 VinnieTheKid
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VinnieTheKid Opinione inserita da VinnieTheKid    03 Dicembre, 2011
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Un Grisham che non conoscevo

Un ottima prova del grande John Grisham. Il romanzo in questione è incentrato sugli ultimi giorni di vita di Eddie Rake, ex allenatore della squadra di football del liceo della sconosciuta cittadina statunitense di Messina; tuttavia, nonostante i vari personaggi che il lettore incontra non facciano altro che parlare di lui, delle sue gesta, di ciò che ha rappresentato per ognuno di loro, il vecchio e burbero Rake, ormai nella fase terminale della sua malattia incurabile, non compare mai sulla “scena”: è il protagonista invisibile di questa rapida (la vicenda attuale si consuma in soli quattro giorni) e al tempo stesso pluridecennale storia (il nostro è stato allenatore di intere generazioni di giovani del paese), narrata attraverso la rievocazione dei tanti aneddoti memorabili che hanno visto coinvolti gli ex allievi di Rake (L'Allenatore, per l'appunto), i quali spesso non hanno mai giocato assieme, date le differenze anagrafiche, né si sono mai conosciuti ma sono oggi tutti accomunati dall'averlo avuto come Maestro di vita e di sport; essi ritornano in città per vegliarlo durante i suoi ultimi giorni di vita e, allo scopo, si ritrovano più o meno spontanemente sugli spalti dello stadio, in attesa della ferale notizia, e lì si scambiano ricordi belli o spiacevoli, incrociando le loro esperienze passate con ciò che la vita ha riservato loro in seguito.
A ben vedere, tuttavia, Rake non è altro che la personificazione dell'adolescenza, della gioventù, di ciò che siamo stati, dei momenti in cui lanciavamo e raccoglievamo continuamente sfide con gli altri e con noi stessi, convinti che ci sarebbe stato un futuro in cui essere “altro”, in cui avremmo raccolto i frutti di quanto seminato, in cui saremmo diventati “qualcuno”. Poi, però, un giorno Rake muore, inesorabilmente, e con lui muore la lunga età dell'ingenuità e dei sogni (nostri e) dei suoi ragazzi e, in particolare, di Neely Crenshaw, l'allievo prediletto del Maestro, colui che più di tutti aveva fatto promesse, sostenute da un talento unico, e più di tutti non le aveva mantenute, stroncato da un grave infortunio appena passato al college e finito lontano dal football, a vendere immobili, l'ex Spartan (questo il nome della squadra di Messina) che per rabbia o per vergogna non aveva mai più messo piede in città, che a quei luoghi e a quella gente legava ricordi che ancora non lo lasciavano vivere serenamente. Ma arriva il giorno per tutti, Neely compreso, di fare i conti col tempo, il giorno in cui i propri fantasmi vanno affrontati e chiusi in un baule: i rimpianti d'amore, che egli rischiava di portarsi dietro per una vita intera (la sua ex ragazza, più volte tradita per immaturità), i legami di amicizia, che persistevano a tenerlo vincolato a ciò che avrebbe voluto essere e non era diventato, e il football, splendida ed efficace metafora (persino per chi di questo sport non capisca un'acca) della nostra vita giovanile, delle prospettive da sogno che essa offre e delle improvvise disillusioni che provoca. Finchè un giorno, l'Allenatore se ne va, per tutti...
E allora Neely compie un giro in auto della città, guarda per l'ultima volta i suoi luoghi d'infanzia, sale sulla collina a vedere la partita e, quando lo sente, decide che per lui il match è finito: sale in auto e vola via.

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