L'amico ritrovato
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Opinioni inserite: 13
Un gioiello letterario
Un libro breve ma a mio avviso e a mio gusto carico di sentimenti, emozioni, paure e speranze che mi hanno emozionato ed intenerito.
L'amicizia tra Hans e Konradin è descritta dal nascere, come una simpatia ed un'affinità che si instaurano spontaneamente e che proseguono con quella delicatezza e quella "discrezione" proprie di due ragazzi dall'animo sincero...
Non nascondo che sono giunta al finale con qualche lacrimuccia; è uno di quei gioielli letterari davvero intensi e pregni di significato.
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L'amico ritrovato
Le tematiche della seconda guerra mondiale e della discriminazione razziale affrontate con una grande delicatezza. Credo ( mio parere non volto a sminuire chissà quali altri grandi capolavori letterari a cui riconosco, oltretutto, grandi meriti) che per giungere dritto al cuore dei lettori non è indispensabile, sempre e comunque, la descrizione cruenta e dettagliata del dolore, che, in questo caso, ha fatto da protagonista durante il novecento. La capacità dello scrittore , secondo me, è stata proprio quella di saper raccontare una storia apparentemente "banale" dal finale pregno di significato e, decisamente, emozionante. Bello davvero, lo consiglio vivamente.
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Ultimo aggiornamento: 30 Agosto, 2011
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Quando il mondo esterno puzza
“Non ricordo esattamente quando decisi che Konradin avrebbe dovuto diventare mio amico, ma non ebbi dubbi sul fatto che, prima o poi, lo sarebbe diventato.”
Questa sembrava essere una storia di amicizia forte, compatta, cullata tra passeggiate e amori letterari, i quali colorivano tutte le giornate di Hans e Konradin. Ma non si è rivelata però forte abbstanza. Quando un rapporto comincia ad andare oltre il possibile, oltre quel confine labile e sottile, allora là, esattamente in quel momento, il rapporto si spezza.
Come può il mondo esterno, quello degli adulti, distruggere una storia d'amore così? Con quale coraggio dividere due amici nati per affrontare la vita insieme?
Questa è una delle tante facce della medaglia nazista. Forse è il male minore, ma è pur sempre un male. Tra i banchi di scuola nasce effettivamente la vita reale di un bambino, ed è proprio tra quei banchi di scuola che Hans vive i suoi momenti più lieti e contemporaneamente quelli più tristi della sua vita.
Ormai le leggi razziali si sono diffuse a macchia d'olio, i bambini tedeschi percepiscono l'odio nei confronti degli ebrei dagli adulti, dai loro genitori, per la strada, e reputano cosa buona e giusta riversare quell'odio su Hans.
…
E' tempo di partire. Quando il tuo stato ti si mette contro; quando tutto ciò che amavi ti ha voltato le spalle ci sono due soluzioni: o resti e combatti o vai via e crei una nuova vita.
Nel caso di Hans, però, rimanere significava ben altro. Non si trattava di orgoglio, di coraggio, ma di vita o di morte.
Un racconto (anzi, una novella, se si segue l'introduzione di Arthur Koestler) delicato, profondo ma allo stesso momento semplice. E' proprio la semplicità che dona valore alle cose; E' stata la semplicità che ha arricchito le pagine di questo piccolo bijou. Ma si sa, le cose con più valore stanno nelle scatole più piccole.
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Ottimo
Letto perchè era stato assegnato alla prima delle mie figlie alle scuole medie. E poi, anni dopo, alle altre due mie figlie. Un raro caso in cui la mancanza di fantasia degli insegnanti l'ho molto apprezzata. Ottimo libro da leggere, con personaggi ben delineati, con la contrapposizione ben congegneta tra due famiglie del tutte diverse tra loro e con un'amicizia "impossibile", in quel contesto, tra i due ragazzi; e forse per questo ancora più vera, profonda e duratura. Periodo molto angosciante, ma trattato con un lodevole garbo, con eleganza ma senza che mai sparisca dall'occhio del lettore la tragicità della situazione. Fino alla catarsi finale, ben articolata e decisamente apprezzabile. Si legge in meno di due ore e non ci si può concedere alcuna sosta fino all'epilogo. Consigliato a tutti, ma soprattutto ai ragazzi, ai giovani e ai meno giovani che non vogliono dimenticare.
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Un'altra storia con il Nazismo alle spalle. Un'alt
Per una come me abituata a piangere per qualsiasi cosa, il fatto di aver pianto per questo libro non mi ha scossa più di tanto.Ma sono sicura che chiunque abbia sfogliato queste pagine si sia reso conto di quale sentimento forte e onnipotente è l'Amicizia.Un ideale così alto e così lontanamente raggiugibile.Sullo sfondo una guerra che resterà impressa a chi è anziano, sul palcoscenico due ragazzi e poi due uomini che sapranno fondersi in un unico spirito.
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Sopravvalutato
Dicono tutti che questo libro sia un capolavoro, ma non riesco capirne il perchè. Onestamente a me non è piaciuto affatto. Mi stanno a cuore i libri che parlano della Shoah, e leggendo questo libro mi aspettavo un capolavoro degno di quella immane catastrofe, e invece? Un semplice libretto da quattro soldi che non vale poi così tanto: la storia è noiosa, monotona, priva di fascino e interesse. Credevo si concentrasse di più sui campi di sterminio, sul dolore di essere deportati ed emarginati, sui sentimenti provati dagli Ebrei e così via. Invece mi ritrovo una ridicola storiella che saprebbe scrivere chiunque riguardo una semplice amicizia di due personaggi che mi sono risultati terribilmente odiosi: il biondino bello, saccente e perfettino che sa far tutto e lo sfortunato piagnone di turno che vuole essere suo amico. Dov'è la drammaticità? Dov'è il dolore provocato dallo sterminio? Dov'è la parte interessante, toccante e commovente? Proprio da nessuna parte! Ribadisco di nuovo che non capisco come questa semplice storiella d'amicizia possa aver avuto tanto successo. Non c'entra un emerito nulla con la Shoah. Sono certa che il povero Primo Levi si rivolterebbe nella tomba leggendo questo "libro".
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Piccolo grande capolavoro
Un piccolo libro di un centinaio di pagine che riesce ad esprimere con grandissima profondità quello che è il sentimento dell'amicizia, un valore assoluto che va oltre le differenze razziali e ideologiche superando indenne anche il tempo. Assolutamente bello e piacevole, consigliato a tutti
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L'amico ritrovato
L’ho preso in prestito dalla biblioteca, spinta dalla curiosità che era nata leggendo le recensioni, l’ho trovato nello scaffale dei libri per ragazzi, ma credo sia molto di più che un libro per ragazzi, “l’amico ritrovato” dovremmo leggerlo tutti.
Un piccolo libro (circa 100 pagine) dai grandi contenuti che emoziona tantissimo, fa riflettere e commuove. All’inizio mi ha un po’ intristito questo desiderio di amicizia e stima che sembrava a senso unico da parte di Hans nei confronti del nuovo alunno arrivato all’improvviso Konradin, figlio di nobili tedeschi,poi però man mano che la trama si dipana tra loro nasce uno splendido rapporto, un intesa perfetta fino a quando la guerra e il razzismo verso gli ebrei bussano prepotentemente alla porta, e prima che la situazione precipiti Hans viene costretto dai genitori a partire per l’America, Konradin invece continuerà la sua vita in Germania dato che i suoi genitori sono forti sostenitori di Hitler.
La lettura è veramente scorrevole , semplice e coinvolgente , io l’ho letto in una sera, una triste pagina della nostra storia scritta in maniera molto delicata.
Sicuramente da consigliare .
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L'amico ritrovato.
"Le mie ferite non sono guarite e ogni volta che ripenso alla Germania, è come se venissero sfregate con del sale."
Un libro piccolo ed intensissimo nel quale ci viene raccontato da un ragazzino di sedici anni ebreo la sua amicizia nata sui banchi di scuola di un altro compagno tedesco nella Germania sull'orlo dello scoppio della seconda guerra mondiale.
Questo libro è delicato,intenso, profondo è come poesia, secondo me tutti noi lo dovremmo avere nelle nostre librerie perchè ci fa ricordare una pagina della storia mondiale che è necessario conoscere specialmente se raccontata da chi l'ha vissuta sulla propria pelle con dolore, sofferenza e tristezza.
"Per me niente aveva importanza oltre al fatto che quello era il MIO paese, la MIA patria, senza inizio nè fine, e che essere EBREO non era in fondo diverso che nascere con i capelli neri piuttosto che rossi. Eravamo prima di tutto svevi, poi tedeschi ed infine ebrei."
"Com'era inevitabile, alcuni tedeschi hanno incrociato la mia strada, brave persone che erano finite in prigione per essersi opposte a Hitler. Tuttavia, prima di STRINGERE LORO LA MANO, mi sono sempre informato sul loro passato. Bisogna fare attenzione prima di concedere la propria fiducia ad un tedesco. Come si fa ad essere certi che l'uomo con cui si sta parlando non abbia immerso le mani nel sangue dei vostri amici o dei vostri parenti?"
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Una lettura edificante
Un libriccino di poche pagine che sa regalare forti emozioni. Quando lo lessi per la prima volta ero veramente una ragazzina e mi ricordo che, appena lo finii, andai a scuola e chiesi alla professoressa come mai ci desse da leggere sempre dei mattonazzi assurdi, mentre questo piccolo capolavoro non era mai stato preso in considerazione: lei non seppe cosa rispondermi, probabilmente non l'aveva mai letto.
E' invece un libro molto importante, non solo per la testimonianza che dà di un periodo storico che dovrebbe essere sempre presente davanti ai nostri occhi per la sua crudezza e tragicità, ma anche perché è una lettura estremamente edificante e suggestiva. Lo rilessi anni dopo e fu sempre capace di provocare in me profonde emozioni. Ricordo con nostalgico affetto la commozione che mi suscitarono le ultime pagine... molto probabilmente è stato uno dei libri che mi ha portata ad amare così tanto la lettura.
Al di là del contenuto (la splendida storia di un'amicizia apparentemente impossibile, ma concretizzata nel modo più spontaneo e genuino), lo stile di Uhlman è schietto e scorrevole e ci fa assaporare il gusto dolceamaro di queste poche pagine, facendo sì che lascino un solco profondo nelle nostre menti e nei nostri cuori.
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l'amico ritrovato
libro bellissimo. con solo un centinaio di pagine ,l'autore riesce a farci vivere emozioni forti e intense. si tratta della fortissima amicizia con la a maiuscola, fra due adolescenti nella germania nazzista. lo strano e' che uno dei due e' "ariano" e l'altro ebreo.
Si perderanno inevitabilmente di vista ,per poi ritrovarsi......
veramente un bel libro.
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Uhlman e il genio letterario.
Sapete, è per me difficile scrivere dell'"Amico ritrovato" senza parlare del "progetto Konradin" di cui si fece artefice il grande Uhlman.
Consiglio a chi ha letto l'opera più nota della trilogia di reperire anche il seguito:"Un'anima non vile" e "Niente resurrezioni per favore".
Questa trilogia era il "progetto Konradin".
In Italia credo che Guanda abbia pubblicato l'opera in un tomo solo.
Non fermatevi a "L'amico ritrovato".
E' solo la prima parte della storia.
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L'amico ritrovato
E' quasi imbarazzante scrivere, dare un opinione di un libro come “L'amico ritrovato”; praticamente impossibile rendere merito ad un racconto così suggestivo in poche righe. Un capolavoro, piccolo capolavoro, piccolo nel senso che sono meno di 100 pagine. Pagine pacate, che descrivono la vita grigia, anonima di uno studente liceale, a Stoccarda, nel periodo nazista, prima della guerra. Vita che improvvisamente si anima con l'amicizia, un'amicizia vera, forte, di quelle che legano due anime per sempre. Un'amicizia con la persona sbagliata; ebreo Hans Schwarz/Uhlman, nobile, “ariano” e, più tardi, nazista, Konradin, il suo amico.
Il nazismo entrerà sempre più nel gorgo dell'orrore, il rapporto con il suo amico Konradin si incrina per via dell'antisemitismo dei suoi nobili genitori, la vita per Hans e i suoi famigliari si fa dura e i suoi genitori lo mandano da uno zio, negli Stati Uniti nell'attesa che le cose cambino. Trent'anni più tardi, Hans, ormai vive stabilmente a New York e grazie ad una richiesta di fondi del suo ex liceo tedesco …..ritroverà un amico.
Fred Uhlman ci disegna un protagonista, ebreo tedesco, che ama la Germania, la sua cultura, la sua natura, si sente fortemente tedesco così come, dopo la guerra, la odierà svisceratamente al punto di non voler più parlare tedesco. Allo stesso modo adora il suo amico Konradin e l'amicizia magica che ha con lui come poi non ne vorrà più sentir parlare fino a che....
Lo scrittore rende perfettamente l'idea di quanto possa essere forte un sentimento d'amicizia, forse più dell'amore, al punto di non essere mai morto, nonostante tutto, e come la brace sotto la cenere, con un soffio, pronta a restituire la fiamma.
Un racconto fine, suggestivo, denso, commovente che, dai dieci anni in su, tutti dovrebbero leggere.










Opinione inserita da Jan 22 Novembre, 2010