L'amore, d'improvviso
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La trama e le recensioni di "L'amore, d'improvviso", romanzo di Aharon Appelfeld edito da Guanda. Ernest ha settant’anni, Irena appena la metà. Lui, reduce da un’operazione, ha bisogno di assistenza, lei di prendersi cura di qualcuno dopo la morte dei genitori, di cui coltiva il ricordo e continua ad accudire con un’attenzione meticolosa gli oggetti, i vestiti, la casa. Due mondi, due solitudini, due generazioni incalzate dalla Storia e approdate in Israele quasi per caso, dopo lunghe peregrinazioni: Irena è nata a Francoforte dopo la Liberazione, in un campo di smistamento; Ernest, abbandonata Czernowitz al seguito dell’Armata rossa, è riuscito ad arrivare in Italia e da lì a imbarcarsi su una nave che raccoglieva profughi, ma ha lasciato dietro di sé tutta la sua famiglia. Inatteso e improbabile, l’amore muta nel profondo le loro esistenze: in quella di Irena porta parole, le parole che Ernest cerca strenuamente nella sua lotta quotidiana con la scrittura; in quella di Ernest la luce, l’armonia che irradiano da lei, dalla sua fede semplice e dai suoi gesti premurosi. Attenzioni che, come le pietanze leggere e nutrienti che Irena gli prepara, riescono a sottrarlo alla cupezza che talvolta lo assale, e lo riconciliano a poco a poco con il proprio passato: i genitori respinti e abbandonati troppo presto, i nonni e l’atmosfera incantata dei Carpazi, il Dio dei padri. Per Ernest la presenza di Irena diventa una porta verso la vita nella sua concretezza; grazie a lei riuscirà a conquistare quella prosa limpida ed essenziale, fatta di parole «contate» come quelle della Torah, che «si possano porgere come una fetta di pane o una brocca di latte», e a diventare finalmente uno scrittore.
Aharon Appelfeld è nato nel 1932 a Czernowitz, Bucovina. Di famiglia ebraica, fu deportato in un campo di concentramento insieme al padre, dopo che i nazisti ne avevano ucciso la madre. Ben presto, a soli otto anni, fuggì e trascorse i successivi tre anni vagando per i boschi. Nel 1944 venne raccolto dall’Armata Rossa, prestò servizio nelle cucine da campo in Ucraina e poi riuscì a raggiungere l’Italia. Nel 1946 approdò in Palestina. Veterano dell’esercito israeliano, sposato e padre di tre figli, Appelfeld insegna letteratura ebraica all’università Ben Gurion a Be’er Sheva’. È membro dell’American Academy of Arts and Sciences. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo.
Aharon Appelfeld è nato nel 1932 a Czernowitz, Bucovina. Di famiglia ebraica, fu deportato in un campo di concentramento insieme al padre, dopo che i nazisti ne avevano ucciso la madre. Ben presto, a soli otto anni, fuggì e trascorse i successivi tre anni vagando per i boschi. Nel 1944 venne raccolto dall’Armata Rossa, prestò servizio nelle cucine da campo in Ucraina e poi riuscì a raggiungere l’Italia. Nel 1946 approdò in Palestina. Veterano dell’esercito israeliano, sposato e padre di tre figli, Appelfeld insegna letteratura ebraica all’università Ben Gurion a Be’er Sheva’. È membro dell’American Academy of Arts and Sciences. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo.
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