L'enigma del solitario
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Jostein Gaarder, nato a Oslo nel 1952, dopo aver studiato filosofia, teologia e letteratura ha insegnato filosofia per dieci anni. Ha esordito come scrittore nel 1986, e ben presto è diventato uno degli autori più noti del suo Paese. Con Il mondo di Sofia ha raggiunto il successo internazionale. Apparso in Norvegia nel 1991, il romanzo ha occupato per molto tempo i primi posti nelle classifiche dei bestseller in Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti e naturalmente in Italia, dove ha conquistato il Premio Bancarella 1995. Presso Salani sono apparsi C’è nessuno?, Che cosa c’è dietro le stelle? e, scritto con Klaus Hagerup, Lilli de Libris e la biblioteca magica.
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Opinioni inserite: 2
Ultimo aggiornamento: 11 Mag, 2012
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Un mazzo di carte ed un'umanità' da svegliare.
Hans Thomas è il protagonista del romanzo di Jostein Gaarder, che, come già aveva dimostrato ne "Il Mondo di Sofia" è abilissimo ad arricchire le proprie opere con preziose delizie filosofiche. Hans è un bambino in viaggio con il padre - un filosofo mancato, con il vizio di alzare il gomito - alla ricerca della madre fuggita ad Atene per ritrovare sè stessa. Ma "L'enigma del solitario" è anche la storia di un naufrago in un'isola che non è esattamente come quella di Robinson Crusoe. Piuttosto è popolata da tanti nani quanto sono le carte da gioco, che si dividono i compiti in base al propria natura di picche, fiori, quadri e cuori. Ma l'isola nasconde un mistero, che sarà proprio il piccolo Hans a dover svelare. Le due vicende infatti si intrecciano e si rincorrono fino a quando Hans non comprenderà che le avventure dell'isola sono strettamente legate alla proprie.
I nani però non sono personaggi assennati, anzi a causa di una bevanda che stimola tutti i sensi hanno perso la capacità di ragionare. Dietro a queste figure prese in prestito dalle leggende popolari si nasconde l'intera umanità, talmente abituata alla realtà che finisce per ignorarla e darla per scontato. Ma fra questi c'è un jolly, un folletto solitario, l'unico a porsi quesiti su ciò che lo circonda. E anche il piccolo Hans è un jolly, che vaga sullo sfondo di un' Atene suggestiva e stimolante. Ed a Atene l'autore fa rivivere attraverso la bocca dei protagonisti anche il dramma di Socrate, l'unico jolly del proprio tempo, e quello di Edipo, vittima del tiro mancino del destino.
Jostein Gaarder non è mai eccessivo o ridondante, ma piuttosto utilizza uno stile colloquiale e semplice. Sa dosare la giusta profondità negli occhi del protagonista che si ritrova di fronte ad una storia fuori dalle righe, ma perfetta in ogni dettaglio e ad un padre che ama filosofeggiare. L'unica pecca è la poca chiarezza tra i diversi interlocutori che nella prima parte del libro si alternano a prendere la parola fino ad arrivare al protagonista del naufragio. Nonostante questa piccola imperfezione (assolutamente perdonabile) risulta comunque godibile e consigliabile a chi ama le storie semplici ma al tempo stesso ricche di significato.
Indicazioni utili
bellobellobello
Dovete assolutamente leggerlo, è favoloso, accosta molti generi quindi lo consiglio a tutti. Mi ha letteralmente incantata!
ho conosciuto Gaarder con questo libro e no ho potuto fare a meno di leggere tutti gli altri!









