L'eredità di Eszter L'eredità di Eszter

L'eredità di Eszter

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La trama e le recensioni di L'eredità di Eszter, romanzo di Sandor Marai edito da Adelphi. Per vent'anni Eszter ha vissuto in una sorta di sonnambulismo una vita senza pericoli aspettando, senza saperlo, il ritorno di Lajos, il solo uomo che abbia mai amato. Un giorno Lajos torna: Lajos, il bugiardo, il falsificatore, il mascalzone. Lajos che l'ha ingannata sempre, che mente, che aveva detto di amare lei sola e poi aveva sposato sua sorella. Torna nella casa dove Eszter abita con una vecchia parente. Torna a prendersela. Ed Eszter lo sa, sa anche che la storia non è finita, perché non passano gli amori senza speranza.



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L'eredità di Eszter 2011-12-03 21:29:09 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    03 Dicembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 03 Dicembre, 2011
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Il destino del cuore

Marai scrive bene come pochi, ha una capacità rara di scendere nell'animo umano senza mai smarrirsi ma anzi creando personaggi che rimangono impressi anche se li incontriamo solo per poche pagine.
Marai racconta la storia di un destino ineluttabile in quanto frutto di una scelta del cuore fatta da Eszter, abbandonata molti anni prima da un avventuriero di pochi scrupoli , Lajos.
Quest'ultimo nella sua sfacciataggine,nella sua arroganza, nella sua totale pochezza di uomo è uno dei personaggi che fanno più rabbia nella storia della letteratura, un cialtrone vero.
Ma Eszter non rinnega nulla di quel passato, perchè vorrebbe dire far perdere valore ai pochi momenti veramente belli della sua vita, quelli in cui le è parso davvero di aver "vissuto", per quanto i sentimenti di Lajos sfuggano a qualunque certezza di autenticità.
E' una vicenda d'altri tempi che magari ai giovani dei nostri giorni potrà sembrare un pò eccessiva, ma in fondo è solo una trasposizione di tanti amori disperati che si vivono anche oggi, cambiano i protagonisti, gli oggetti del contendere, le menzogne, ma non il dolore, il valore dei ricordi, di quanto di bello abbiamo vissuto, il senso di dignità di chi perde tutto ma non è sconfitto perchè come dice Eszter :"Gli amori infelici non finiscono mai".
Commovente seguire il percorso morale della scelta di Eszter, avresti voglia di prendere a schiaffi Lajos, di scaraventarlo fuori da una finestra, di abbracciare la straordinaria Nunu.
Come per "Le braci" si tratta di un libro bello, profondo e toccante.
Grandissimo Marai!

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L'eredità di Eszter 2011-11-03 21:08:56 Lady Libro
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Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    03 Novembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 03 Novembre, 2011
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La maschera dell'attrazione

Difficile recensire questo romanzo breve.
Poche pagine, ma molto intenso e dalla trama articolata.
La vicenda comincia con Eszter, protagonista e narratrice della storia, che riceve un telegramma che la informa dell'imminente ritorno di Lajos.
Lajos, scomparso vent'anni prima. Lajos, l'uomo che amava ricambiata e che invece sposò sua sorella. L'uomo che l'ha privata di tutta la sua eredità, un eterno e impenitente bugiardo, abile giocatore di persone e ricchezze, uomo dall'irresistibile fascino che ha sempre esercitato, grazie alla sua personalità, un'influenza benevola impossibile da evitare.
Eszter, ormai povera ma comunque in grado di provvedere a se stessa, non può fare altro che aspettare e accoglierlo, senza opporsi al suo destino.
Perchè il presentimento che egli possa venire per potarle via anche l'ultimo briciolo di ricchezza che le è rimasto è forte, anche se forse dietro le intenzioni e i pensieri di entrambi si nasconde molto di più...

E' il primo libro di Màrai che leggo, e mi sono subito innamorata del suo stile: la tensione e il desiderio di continuare la lettura per sapere come andrà a finire tutto non manca mai.
Inoltre questo è uno dei pochi libri che ho letto in cui ho notato un' approfondita e completa descrizione psicologica del personaggio centrale, in questo caso di Lajos.
Leggendolo si prova di tutto: curiosità, preoccupazione, tristezza, malinconia, rabbia e risentimento.
Come tanti colori si trovano in un quadro, anche in questo romanzo si notano numerosi "colori" e Màrai è un pittore con la penna.
Inutile dire che non vedo l'ora di leggere altri suoi libri.

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