La fattoria degli animali
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Napoleone ha sempre ragione!
Sono passati molti anni da quando lo lessi la prima volta, mi ricordavo bene la storia ma è sempre un piacere rileggerlo.
Sono poco più di 100 pagine, si può leggere in un pomeriggio, lo consiglio a chiunque indipendentemente dai gusti.
Deve essere letta anche l'importantissima postfazione dello stesso Orwell sulla libertà di stampa dell'epoca (ultimi anni della seconda guerra mondiale).
Questo per contestualizzare meglio il libro in questione.
La storia penso che la conoscano tutti, gli animali che si rivoltano e prendono possesso della fattoria padronale del Sig. Jones, da sfruttati quali erano diventano liberi ma, alla fine, si torna al punto di partenza.
Penso, inoltre, che tutti sappiano che questo libro è una chiara denuncia (sfruttando la satira) del regime comunista dell'URSS dell'epoca.
Il libro può essere definito una favola per adulti, la storia è scritta in modo molto semplice, i protagonisti sono, praticamente, solo gli animali.
I maiali sono la razza dominante, i cani sono i loro sgherri, gli altri animali devono solo lavorare.
Questo nonostante uno dei sette comandamenti della fattoria sia: "gli animali sono tutti uguali".
Verso la fine del libro questo diventerà: "gli animali sono tutti uguali ma alcuni sono più uguali degli altri"
La storia, partendo dalla rivolta, ci racconterà di vari episodi che finiranno con il rendere la fattoria libera e indipendente una sorta di regime totalitario governato con l'inganno e la crudeltà.
I maiali sono degli esseri schifosi e abbietti che vogliono solo il potere, non importa come.
I paralleli evidentissimi con il regime comunista di Stalin di allora diede molti problemi a Orwell.
In quell'epoca, 2a guerra mondiale, l'Inghilterra (patria di Orwell) e la Russia erano alleati e, quindi, sbeffeggiare in quel mondo gli "amici" sovietici (definendoli, oltrettutto, dei maiali) non era gradito.
C'era chi non sapeva cosa accadeva in Russia, c'era chi lo sapeva ma faceva finta di niente in nome di dubbi ideali e, come Orwell, c'era chi lo sapeva e voleva gridarlo a gran voce (o scriverlo a chiare lettere).
Gli intellettuali dell'epoca erano schierati con Stalin e la madre Russia, e così anche in epoche successive ad esser sinceri, questo in nome di un ideale, il comunismo, che sulla carta, ma solo sulla carta, poteva funzionare.
Purtroppo l'uomo, o in questo caso il maiale, tende a prevaricare i suoi simili per fame di potere, denaro o altro, così è sempre stato e così sempre sarà...non facciamoci illusioni!
Se così non fosse si vivrebbe in pace da secoli e invece ci sono guerre su guerre, anche quando non ci sono conflitti armati l'istinto prevaricatore di molti esseri umani da il peggio di se nei luoghi di lavoro ma non solo.
Questo per dire che in una società dove tutti dovrebbero essere uguali poi, in realtà, questo non accade e, purtroppo, i regimi comunisti ne sono il classico esempio.
La differenza tra regimi comunisti e fascisti praticamente non esisteva, se aderivi al sistema stavi bene mentre, se non lo facevi, ti conveniva darti alla macchia.
Nel corso degli anni le nefandezze compiute da nazisti o fascisti sono state rese note fin da subito, le crudeltà che venivano perpetrate in quelle dittature le conosciamo tutti, eppure c'è ancora qualcuno che inneggia a Hitler, Mussolini o considera Pinochet una brava persona.
Nefandezze e crudeltà compiute nei regimi comunisti, invece, sono rimaste come nascoste negli anni da una sorta di intellettuali che inneggiando al comunismo confidavano in un mondo migliore...illusi? Utopisti? O semplice opportunismo?
La si può vestire di nero o di rosso ma una dittatura resta una dittatura, non esiste una dittatura più giusta di un'altra (anche se qualcuno vorrebbe farcelo credere).
Circa 70 anni fa finire in un gulag sovietico o in un lager nazista non faceva differenza, eri, comunque, vittima di un regime totalitario, giustificarne uno, facendo finta di non sapere, perchè è un tuo alleato è semplicemente opportunismo politico.
Questo voleva far capire Orwell ai suoi conterranei inglesi, questo loro preferivano non vedere perchè parlar male dell'alleato "non stava bene".
Certo, bisognava pur vincerla la guerra...per poterne iniziare un'altra "fredda".
Altri tempi? Speriamo, però, ogni tanto mi capita di sentire: "ci vorrebe ancora il duce"...e qualche brivido mi viene.
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Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio, 2012
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La fattoria degli animale
George Orwell è un fenomeno.è riuscito a raccontare in modo leggero e ironico del totalitarismo sovietico e del periodo staliniano.Prendendo come ambientazione del racconto qualcosa di apparentemente banale e innocuo ,una fattoria e da qui è riuscito a sviluppare la sua idea in modo brillante e fantastico.Pian pian ci si accorge dei cambiamenti che a poco a poco avvengono nella fattoria e alla fine non si è che all'inizio perché gli animali finiscono con il ritrovarsi nelle esatte condizioni di prima : sfruttati e mal nutriti mentre i maiali fanno la bella vita.Nonostante questi significati tristi e profondi che questo libro contiene l'autore è riuscito in alcuni punti a farmi sorridere.
Ho finito di leggerlo alla sera, arrivato alla fine,chiuso il libro e ripostolo nello scaffale mi sono sentito enormemente triste per la sorte toccata a quei poveri animali e che è la stessa che la popolazione sotto il regime di Stalin ha subito, privata della libertà,del diritto di esprimersi costretta a subire privazioni di ogni genere.è secondo me quando ci si sente così , così tristi e avviliti che si capisce che l'autore è riuscito veramente a "trasmettere" il messaggio.Da leggere sicuramente.
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Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre, 2011
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Stima per i critici!
Fondamentale?
Beh, lapalissiano, leggere dietro le righe. Non si può apprezzarlo al meglio senza conoscere un minimo la storia di cui implicitamente tratta. Io ho studiato la storia della Russia in terza media, adesso ho quindici anni. Vi garantisco, sono bastate quelle dieci-venti facciate del libro di storia per farmi sorridere, ridere, quasi piangere sopra questo romanzo.
I contenuti sono estremamente critici. Da certi punti di vista, un libro simpatico, un po' ironico, ma da altri ... Da leggere "Con gli occhi incerti tra 'l sorriso e il pianto" direbbe Carducci (verso tratto da "Traversando la Maremma Toscana", anche se usato in un contesto completamente diverso).
Penso che dovrebbero leggerlo o rileggerlo tutti, non solo noi giovani, tanto criticati al giorno d'oggi: sarebbe utile per ricordare ...
Questo libro è un ricordo, un ricordo che è paradossalmente distopia e che, si spera, non torni realtà.
Lo consiglio quindi a tutti: è breve, ma aiuta davvero. Limitante a mio parere solo per i motivi che ho scritto prima.
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Inquietante e geniale.
"Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario."
Terribilmente inquietante e purtroppo terribilmente vero. Un libro politico che nello specifico si riferiva a Stalin, siamo sicuri che tante situazioni non si stiano ripetendo?
Nulla lascia spazio a doppie interpretazioni ed è proprio questo che ho amato.
La storia non da adito a nessuna speranza e forse questo è l'elemento più terribile.
I personaggi sono fantastici ma nonostante ciò risulta difficile affezionarvisi.
I dialoghi sono frequenti e ben scritti.
Lo stile della narrazione è scorrevole ma comunque parecchio incisivo.
Non lo si può propriamente definire un libro piacevole ma forse è proprio per questo che l'ho adorato.
Insomma è il primo libro di Orwell che leggo e posso considerarmi soddisfatta!
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... i classici non deludono mai...
L'ho letto alle superiori... sono passati un sacco di anni!!!!Bè racconta la pura verità, un libro che mi è piaciuto molto ... una volta nella vita tutti dovrebbero leggerlo!
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beh dai
Non essere imbarazzata Lisa, io alla tua età leggevo già a un livello di terza media... anche se non considero La Fattoria Degli Animali a un livello di terza media. (Nonna Simpson a sua nipote Lisa).
Ormai conosciamo tutti la filosofia e la metafora di questo libro: il comunismo dei maiali e la loro progressiva somiglianza ai "Zar" umani ecc ecc. è sicuramente uno di quei libri che nonstante conosciamo tutti, forse nessuno lo ha letto, dovremmo rileggere e riaprezzare.
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Ultimo aggiornamento: 06 Agosto, 2011
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Il mondo oggi
Ad essere sincera non mi ha fatto una grande impressione. Data la fama del libro mi sarei aspettata molto di meglio. Mi accorgo che, considerati gli anni in cui venne scritto, potrebbe anche essere ritenuto profetico ma, letto oggi, non fa molta impressione. Sembra piuttosto la descrizione della realtà odierna descritta mediante il mondo degli animali. Sarà che i tempi sono cambiati o che ormai ci siamo abituati ad affrontare quotidianamente una realtà dove uguaglianza e giustizia costituiscono solo un' utopia ma sta di fatto che il libro non ha saputo sorprendermi. Quello che voglio dire è che sicuramente c' è sempre qualcuno "più uguale degli altri" con la semplice differenza che all' epoca erano solo pochi coraggiosi coloro i quali si azzardavano a farlo presente agli altri mentre oggi esprimiamo le nostre opinioni riguardo personaggi e situazioni politiche con molta più libertà (o almeno questo è quello che vogliono farci credere). Di conseguenza il libro non mi ha sorpresa più di tanto data la situazione attuale (in cui quasi tutti noi quotidianamente esprimiamo giudizi duri, giudizi ai quali all' epoca era quasi vietato pensare) anche se, ribadisco, considerati gli anni in cui venne scritto, sicuramente ha un valore inestimabile.
Comunque un libro da leggere, per capire che forse il mondo non è mai cambiato più di tanto. Perchè, anche quando tutti vengono chiamati primi, ci sarà sempre qualcuno che sarà chiamato il primo dei primi.
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L'ho portato agli esami di terza media.
Questo libro l'ho letto a 14 anni; mi è piaciuto molto soprattutto perchè alla fine si capisce che gli animali che per prima avevano indetto la rivoluzione contro l'uomo (i maiali, in questo caso Napoleon) diventano per primi simili all'uomo. Mi è piaciuto molto perchè Orwell è riuscito a raccontare ogni fatto (non sempre piacevole) facendo sorridere. Una parodia perfetta della rivoluzione Russa. Ho deciso di portarlo all'esame perchè mi sembrava molto originale e sono riuscita a collegarlo perfettamente con la riv. Russa, altro argomento che mi è piaciuto trattare. Devo dire che è un libro corto ma merita di essere letto perchè spiega bene il concetto di dittatura, e riesce attraverso la parodia a mandare il messaggio di come la dittatura inganna il popolo, mi faceva capire mentre lo leggevo di quanto brutto è vivere in una situazione del genere (dittatura) è il fatto che tutti gli animali (che rappresentavano il popolo) veniva sfruttati senza rendersene conto; mi ha fatto rabbia vedere che non si ribellavano. Ma questo mi ha aiutato a immedesimarmi in coloro che vengono sottomessi. Dopo averlo letto sono andata a studiarmi la Riv. Russa e ho trovato che i personaggi della vicenda erano stati rappresentati da Orwell in modo perfetto. Lo consiglio.
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C'è sempre qualcuno che è più uguale degli altri
Quando ho preso in mano questo libro sapevo di avvicinarmi ad un capolavoro della letteratura mondiale e mi sono accostata alle sue pagine con timore reverenziale. La fama che precede “La fattoria degli animali” è stata sempre, per me, motivo di allontanamento causa probabile delusione. E sono felice nel constatare che certi libri, se gli si è data la definizione universale di ‘classico’, un motivo ci sarà.
La trama è nota a tutti, anche ai bambini che frequentano le elementari, ma è cosa buona e giusta ricordarla: in una fattoria dell’Inghilterra gli animali – stanchi delle vessazioni di un padrone totalitario e ubriacone – si ribellano e acquistano il controllo dell’azienda agricola, decidendo di non avere padroni e di dividere equamente i prodotti della terra. Se vi riecheggia Marx nelle orecchie, non preoccupatevi. Ma qualcosa va storto, e anche la rivoluzione più ‘libertaria’ che esiste si trasformerà presto in dispotico regime.
Il testo è una potente satira allegorica del totalitarismo sovietico di stampo staliniano, verso cui il disprezzo di Orwell si era indirizzato e aveva preso forma da esperienze di vita reale (aveva lottato infatti nella guerra civile spagnola proprio contro gli stanilisti). La triste vicenda – credo di non svelare a nessuno niente di nuovo – si conclude con la celebre frase “le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due”, che sottolinea l’idea portante dell’opera, e che cioè nessun ideale comunista, nessuna utopia – neanche quella più nobile – può realizzarsi pienamente.
Ciò che più mi ha colpito è la caratterizzazione dei personaggi: ognuno di essi incarna un personaggio storico ben preciso (chi Stalin, chi Marx, chi Trotskij, ecc..) ed è proprio il fatto che gli animali siano dei simboli, nonostante buona parte di essi – a partire da Napoleone – sia corrotta e crudele, l’essere animale ne esce positivamente, proprio perché incarna difetti e pregi (ma quali?!?) di uomini. Con la consapevolezza che gli animali sono migliori dell’essere umano.
Nel genere che incarna, la distopia, lo ritengo un libro superbo, addirittura superiore a “1984”, forse per la sua feroce schiettezza nell’allegoria. Forse perché è un libro che si articola su più livelli: la lettura è facile e scorrevole ma per apprezzarlo occorre leggere tra le righe. Forse perché, nonostante sia stato scritto nel 1937, ho letto di me, di chi sta leggendo questa recensione, dei miei tempi e della mia Italia in malora. Forse perché ho letto della totale abolizione (e chissà, poi, se sono mai esistiti veramente) degli ideali di uguaglianza, libertà e fratellanza, dato che “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”; ideali che, del resto, non mi rappresentano in quanto cittadina dello Stivale.
Se l’amarezza non vi spaventa, andate a comprare questo libro e fatelo vostro, assaporatene ogni scena e custoditene gelosamente gli insegnamenti che ne trarrete. Se invece vi spaventa la lettura di un’opera modellata a immagine e somiglianza di una favola, ma che vi svelerebbe inquietudini e prevaricazioni, andate a comprare lo stesso questo libro. Perché la vita non è una favola, la vita è realtà. Amara realtà.
E tutti dobbiamo esserne consapevoli.
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tutt'altro!
Wow finalmente una favola per noi adulti! Questo è stato il mio approccio iniziale, idea sostenuta dalla lettura delle prime pagine.
Immaginavo una fattoria nel suo più totale stile inglese, i simpatici animali disegnati con gli occhioni e dipinti con colori pastello accesi e per ognuno di essi un particolare in evidenza.
La ribellione inizialmente mi ha anche fatto sorridere, si perchè immaginavo galline, cavalli, mucche, maiali coperti da un gran polverone, intenti alla conquista della fattoria.
Con la fuga di Mollie, spaventata dalla rappresaglia contro il fattore e i suoi uomini, ho cominciato a vedere quei simpatici e carini animali curvi, stanchi e i colori hanno perso luce. Che tristezza!
Sentimento che si prova ancora oggi scoprendo dietro splendide e luminose città baraccopoli e miseria. Persone (a volte confuse per animali) costretti a sgobbare da mattina a sera per un pezzo di pane, mentre i maiali (a volte confusi per essere umani) sono intenti a riempire di continuo tasche e pancia.
L'ultima frase del libro è "Dall'esterno le creature volgevano lo sguardo dal maiale all'uomo, e dall'uomo al maiale, e ancora dal maiale all'uomo: ma era già impossibile distinguere l'uno dall'altro".
Sapete una cosa? leggendo questa ultima frase, e considerando la questione politica racchiusa in questa favola per adulti, mi sono resa conto che non si tratta tanto di favola quanto di attualità e forse senza nemmeno allontanarsi così tanto dall'Italia!
Per fortuna esistono anche tanti Beniamino, Boxer e Trifoglio, che a differenza delle pecore, credono fermamente nelle proprie idee cercando di portarle avanti con grande umiltà e rispetto.
Forse più che una recensione ho espresso dei miei pensieri, ma ritengo che l'intento di Orwell fosse comunque suscitare pensieri, stimolare riflessioni e soprattutto scrivere le proprie idee.
"Detesto ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo" (Voltaire)
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Ultimo aggiornamento: 10 Giugno, 2011
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La libertà di stampa
TUTTI I LIBRI SONO BELLI, MA ALCUNI SONO PIU' BELLI DEGLI ALTRI.
Novembre 1943 - Febbraio 1944; siamo nel bel mezzo del periodo totalitario ed Orwell continua a “ribellarsi”. Una pistola non è più letale di un libro di Orwell, non lo è affatto. Avrei paura di un'intelligenza simile. Così razionale, così sistematica, così forte. E' questo che amo di Orwell: parla sempre con cognizione di causa, perchè Lui conosce davvero ciò che significa vivere nella povertà (la sua biografia ce lo conferma), sa quali sono i rischi e i pericoli dell'esistenza che porta avanti.
“Animal Farm” è l'ennesimo tentativo di mettere in scena una realtà che purtroppo è esistita, tramutata però sottoforma di una favola, in cui ogni animale ha il suo corrispettivo concreto nel goverto totalitario, più che altro staliniano. Infatti, se si prende il libro come un semplice racconto di una fattoria, “La fattoria degli animali” appunto, può apparire troppp surreale, fantastico, quasi banale, ma se invece viene considerato per quel che è il fine della favola, allora assume le sue forme più sinuose.
Alfieri non sbagliava quando diceva che l'eroe, anche il più coraggioso e credibile, inevitabilmente diventa corrotto, perchè o per la fama di potere, o per altre circostanze, quali la società gli presenta, egli cambia, non è più l'eroe di sempre. I maiali sono gli eroi in questione, che hanno liberato la fattoria dall'uomo (La fattoria padronale), il quale trattava gli animali per quel che erano, bestie e nient'altro, con la speranza di trasformare la vita di tutti gli altri quadrupedi e non in una vera e propria “esistenza umana”.
Eccezionale, come sempre, è l'inserto “La libertà di stampa” scritto da Orwell stesso, che è paragonabile (da un punto di vista letterario) a quello storico-politico pubblicato anche in 1984.
Adoro le argomentazioni di Orwell, poiché sono così logiche, così lineari, così concrete.
“Se libertà vuol dire veramente qualcosa, significa il diritto di dire alla gente quello che che la gente non vuol sentire”. Questo è il riassunto dell'ultima parte di “Animal Farm”, che va letta con attenzione e con la consapevolezza che nulla è stato inventato.
Ps. George, mi vuoi sposare?
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efficace!
Orwell dipinge in modo estremamente efficace e apparentemente indiretto ciò che si nasconde dietro ideologie totalitarie, in questo caso il comunismo sovietico staliniano. Tutto nella narrazione è ricco di significato, dai personaggi (riconducibili a protagonisti della storia comunista russa) alle azioni e luoghi. La barbarie e lo scempio di questa folle dottrina socio-politica vengono comunicate in modo velato, ma coinvolgente. Molto scorrevole la lettura. Un capolavoro della letteratura mondiale. Da leggere e far leggere.
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Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio, 2011
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fiaba!
E' stato difficile per Orwell trovare un editore per il libro.
E se della censura è stata fatta come disse lo scrittore " .. è perchè (riferendosi agli editori che non gli pubblicavano il libro) hanno paura dell'opinione pubblica."
Gli animali della fattoria, incitati dai maiali, si ribellano ai soprusi dell'uomo. Prendono possesso della fattoria mettendo in atto una vera e propria Ribellione. Ribellione che farà provare a tutti gli animali una sorta di libertà e di svolta per una vita nuova, diversa, una vita senza un padrone, con nuovi diritti e privilegi. I maiali all'inizio del libro rappresentano il traino e la speranza del cambiamento, diventano poi, prima velatamente e poi in maniera sempre più spudorata, i nuovi padroni, illudendo, mentendo e tenendo sempre più all'oscuro gli animali della fattoria. L'ignoranza che li avvolgerà sarà per loro come una benda sugli occhi, che li farà ripiombare all'interno di un sistema dove torneranno ad essere la "classe inferiore".
Scritto con la struttura di una "fiaba" (fiaba triste), una fiaba che non muore mai (purtroppo), che si adegua perfettamente a qualsiasi tipo di dittatura o di apparente democrazia e non solo al periodo del regime sovietico al quale Orwell si riferisce.
Interessante il saggio a fine libro che Orwell scrive sulla LIBERTA' DI STAMPA.
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Animals farm
Nuovamente Orwell stupisce con questa metafora del mondo moderno: lettura leggera ed abbastanza piacevole.
"SIAMO TUTTI UGUALI, MA ALCUNI SONO PIù UGALI DI ALRTI"
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Ultimo aggiornamento: 07 Ottobre, 2010
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La fattoria degli animali
Un grande classico della letteratura che non stanca mai e rimane attuale sotto ogni aspetto: storico, politico, culturale, sociale, psicologico, educativo.
Orwell, con questo romanzo, esprime una feroce critica al regine comunista russo utilizzando la metafora della fattoria che si ribella al padrone.
Naturalmente, in questo parallelo, nessun dettaglio è lasciato al caso, al partire dalla scelta dei personaggi (porci = classe dirigente) e alla descrizione di avvenimenti storici (distuzione del mulino = battaglia di Stalingrado).
Nel complesso è una lettura apparentemente semplice che per poter essere apprezzata nei minimi dettagli va necessariamente rapportata con la storia (più si conosce quel periodo storico, più si appezzano i dettagli della "favola").
Una curiosità: il libro è stato pubblicato dopo la fine della seconda guerra mondiale in quanto era stato censurato a causa dei suoi contenuti.
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La fattoria degli animali
Un romanzo di fantasia di sole cento pagine, dove i protagonisti sono gli animali.
L'autore narra di una ipotetica rivolta degli animali di una fattoria, stanchi delle vessazioni e dei soprusi da parte dell'uomo. Una volta cacciato il padrone, provano a mettere in atto una forma di autogoverno più equo e democratico finchè qualcuno prenderà nuovamente il potere su tutti.
Una satira acuta e mirata ai regimi totalitari, piacevole da leggere e densa di spunti di approfondimento sul piano morale.
Una vera chicca le pagine in cui l'autore descrive gli uomini, così come vengono visti attraverso gli occhi degli animali.
Un testo che fa riflettere, sicuramente da leggere
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Un must d'autore
Orwell. Se il suo nome non fosse scritto in copertina non importerebbe nulla.
Dopo aver letto 1984 è impossibile non trovare la sua impronta di critica alla società ed alla politica a volte velata, a volte meno.
Questo breve libro è un'allegorica visione della società, vista dal punto di vista di animali dai tratti caratteriali tipici degli umani.
Il solito grigiore, il solito pessimismo.
Orwell per la seconda volta è riuscito ad appiattirmi al pavimento una volta finita la sua opera.
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UN VERO CLASSICO
Avevo letto questo magnifico libro molti anni fa .
L'ho riletto da poco ed ho avuto l'impressione di una sconvolgente attualità. E credo che chi lo leggerà fra tanti anni farà la mia stessa (ovvia) osservazione.
Non si è posato su queste pagine nemmeno un granello di polvere, come accade appunto agli autentici classici.
A scuola ,la parola "classico" era per me sinonimo, il più della volte, di lettura pesante e noiosa , di pagine ingiallite sotto ogni aspetto . Poi ho capito che l'essenza dei classici è di resistere alle ingiurie del tempo e di godere di una sorta di eterna giovinezza , per lo stile ed i contenuti, che, di generazione in generazione parlano alla mente e al cuore dei lettori .
L'intuizione amarissima e geniale di Orwell è ancora oggi assolutamente valida.
Per favore ,e per rispetto verso un grandissimo scrittore come Orwell, vi prego di non non accostare, nemmeno per scherzo, a questo magnifico testo la sconsolante classe politica del nostro paese o di qualsiasi altro!
La grandezza abbaglia implacabilmente la mediocrità,, facendo diventare il piccolo addirittura più che microscopico.
Ed Orwell ci insegna che la politica in atto corrompe incrina irreparabilmente anche le idee più alte dell'uomo.
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BELLO!!!
Bel libro.
In apparenza può sembrare banale, ma alla fine ti fa riflettere sulla società che era e che è tutt'oggi. Forse gli animali non sono tanto diversi da noi???
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Attuale
Molto meglio di Travaglio, l'autore coglie nel segno nel parlare della democrazia in quanto ideale e dei politici in quanto entità (aimé) reale. incredibile come gli anni passino ma questo testo permanga di un'attualità sconcertante ed è forse nella potenza della trama e nella veridicità dei personaggi che si estrinseca la brutalità della storia umana e di tutte le annesse scomode verità. Tra le righe io ho letto che la malvagità non è un atto disumano, bensì strettamente connesso alla nostra capacità di discernere tra bene e male e comuque scegliere quest'ultimo.
Lo consiglio a tutti i "cavalli" (di destra e di sinistra) con i paraocchi.
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La fattoria degli animali
sempre attuale
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Ultimo aggiornamento: 24 Agosto, 2009
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La fattoria degli animali di Orwell
Beh che dire... So perfettamente di scoprire l'acqua calda per molti di voi, comunque se recensione deve essere che recensione sia.
A me il libro è piaciuto e sono rimasto stupito dalla metafora ancora attualissima di Orwell. E' sorprendente infatti come un libro scritto diversi decenni anni fa che criticava aspramente il sistema sovietico di Stalin, possa essere ancora tanto attuale. A ben vedere infatti mi sembra che questa società da lui descritta fondata sull'uguaglianza ma con questi maiali "un pò più uguali degli altri" ricordi molto anche la nostra classe politica. Educativo!









