La fine del mondo e il paese delle meraviglie
| 4.5 (6) |
Letteratura straniera
| Classificazione | Letteratura giapponese |
| Autore | Haruki Murakami |
Editore
| Casa editrice | Einaudi |
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 6
Non mi hai preso
Beh... Che dire... La prima volta non si scorda mai. E sicuramente questo libro non me lo scordo finchè campo.
E' la seconda volta che scelgo di leggere un libro sull'onda emotiva di una recensione letta qui su qlibri, la prima volta fu la trilogia di Millenium di Larsson, e devo dire che l'esperimento è riuscito solo in parte stavolta.
L'ho bevuto in 4 giorni, due notti quasi insonni e tre viaggi in treno.
Devo ammettere che mi ci sono avvicinato con un certo timore reverenziale, sia perchè preceduto da tanta fama, sia perchè io e l'editrice Einaudi non ci prendiamo tanto. Sarà per quel *@@##@[èèè@@ di carattere Simoncini Garamond millimetrico che non sopporto, o forse, molto più probabilmente, perchè Einaudi e fantasy non si conoscono granchè (eccezion fatta per la Strazzulla).
Insomma inizio il libro e mi trovo come su un ottovolante.
Chi sono? Dove sono? Cosa faccio qui? E soprattutto... perchè?
Un'ucronìa unica nel suo genere lo ammetto, ma a me ha fatto venire le vertigini.
Niente orizzonti, niente nomi, niente colori (oro e bianco e un po' di rosa e basta)...
Due universi alternativi e paralleli che vivono di vita propria e sono uno il negativo dell'altro, potrebbero essere qui dietro l'angolo come da nessuna parte. Finchè si attorcigliano uno sull'altro.
Lo stile è senz'altro originale. Sembra poesia in prosa.
Ma sono i contenuti, al di là di qualche facile sentimentalismo, di cui ho trovato la carenza.
Di una cosa sono certo. Originale. E posso capire che sia venerato.
Ma non mi hai preso Buon Vecchio Zio Mura. Probabilmente perchè non ero nello stato d'animo giusto.
Magari ritento.
Comunque da provare senza dubbio!
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| Lettura consigliata | sì |
Mi scusate se dico: "Semplicemente splendido"?
Può sembrare inizialmente difficile penetrare a fondo, nel cuore di quest'opera; la prima parte può rischiare di apparirci forse ostica o eccessivamente descrittiva, oppure potrebbe infondere nel lettore una sensazione di spaesamento, mi sorge spontaneo però, ricondurre questo vago presentimento di inquietudine, folgorante solitudine e struggente nostalgia a ciò che l'autore vuol intenzionalmente infondere nel lettore: una forma di caos che egli vuol creare negli universi che dipinge per mostrarceli con gli occhi della sua mente.
Murakami, con incantevole e una sorprendente genialità, ci conduce nell'esplorazione di due mondi differenti,apparentemente distanti che nella narrazione ci vengono mostrarti attraverso l'alternarsi di brevi capitoli ai quali vengono affibbiati dei titoli che portano il nome di oggetti, di semplici "cose". Percependo in modo lampante questa caratteristica narrativa che, al primo acchito può apparire semplicemente grottesca se ne avrà, in seguito, la percezione della necessità di un voler donare "identità" ad ogni singola particella terrestre ed insieme un estremo bisogno di ordine da creare, o ricreare, in quel caos che ci viene mostrato: quadro astratto e più che mai realista del nostro tempo.
Un altro elemento significativo è l'assenza di nomi propri dei personaggi, essi vengono menzionati come "strumenti" di ciò che nella loro esitenza compiono:"il cebernatico","il lettore di sogni", "la bibliotecaria", "il professore", "il custode";e attraverso la descrizione puramente fisica di ciò che il loro animo incarna, come ad esempio: "la ragazza grassa".
La descrizione vera e propria della trama di questo splendido scritto potrebbe risultare come una nota stonata, tanta è la libertà di interpretazione che emerge, donandoci appunto un'universo aperto, libero; uno specchio nel quale spesso il nostro vivere quotidiano ci impedisce di osservare cosi scrupolosamente. Man mano la narrazione procede penetra sempre più nel nostro profondo, facendoci respirare una forte sensazione di umanità, sete di amore, vita, sentimenti "terreni" che desideriamo veder germogliare semplicemente dal nostro cuore.
"Si invece, lasciarti mi addolora moltissimo. Ma proprio perchè ti amo, ciò che conta e quel che diventerà il mio amore. Non voglio trasformarlo in qualcosa si innaturale, per averti. Se il prezzo è questo, sopporto meglio l'idea di perderti, e conservare il mio cuore cosi com'è."
Traboccante di profondi pensieri espressi in modo limpido, cristallino. A far da sfondo l'immancabile colonna sonora rock e jazz. Uno stile perfetto, illuminante, poetico.
Non proseguo oltre, scusate. Riporto solamente un'altra meravigliosa citazione:
..."Avrei voluto mettermi a piangere forte, ma non potevo. Non avevo più l'età
per versare lacrime, avevo fatto troppe esperienze. Esiste anche questo al
mondo, la tristezza di non poter piangere a calde lacrime. E' una di quelle
cose che non si può spiegare a nessuno, e anche se si potesse, nessuno lo
capirebbe. E' una tristezza che non può prendere forma, si accumula
... quietamente nel cuore come la neve in una notte senza vento"...
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | Dance dance dance - Nel segno della pecora, Murakami |
FANTASTICAMENTE ONIRICO
ONIRICO E FANTASTICO!LA MAGIA DEL RACCONTO TI TRASPORTA IN UN MONDO ONIRICO AL MASSIMO, UN FINALE DAVVERO SORPRENDENTE, PER NIENTE DELUDENTE! UNA STORIA COSI NON SI E' MAI LETTA!
VERAMENTE UN LIBRO SCRITTO DA UNA MANO ESPERTA!NON POTEVA ESSERE SCRITTO MEGLIO!
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | L'uccello che girava le Viti del Mondo. |
indiscutibile lirismo del doppio
Semplicemente bellissimo.
Questo lavoro trasuda poesia da ogni frase.
Anche se non fosse noto l' amore per la musica di questo autore, sarebbe facile intuire l' armonia che anima le trame.
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| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... |
dance dance dance, haruki murakami tutti i figli di dio danzano, haruki murakami una solitudine troppo rumorosa, bohumil hrabal |
Fine del mondo e il paese delle meraviglie
Assolutamente visionario, molto poetico ed originale questo romanzo di Murakami, in cui si alternano le vicende di "due" uomini, intrappolati ciascuno nel proprio mondo e destinati ad affacciarsi all' altro, per scelta o destino... Le due ambientazioni opposte( la calma e candida città priva di sentimenti da un lato, il sottosuolo buio, pericoloso e carico di emozioni dall' altro) simboleggiano due mondi allo specchio e due esistenze destinate ad incontrarsi... a tratti il racconto può risultare spigoloso, le disserzioni del professore su coscienza e pensiero possono risultare un po' "indigeste", ma ci sono anche passaggi molto poetici( la quiete della città coperta di neve, il cambio di manto degli unicorni in autunno...) e il romanzo nel suo insieme è davvero molto bello e innovativo... Certamente consigliato!
Indicazioni utili
| Lettura consigliata | sì |
Nell’animo
Il romanzo è strutturato in capitoli alternativamente ambientati alla fine del mondo e nel paese delle meraviglie.
I due uomini, calati nelle rispettive realtà, sembrano trovarvisi a disagio ed anelare ciascuno il mondo dell’altro.
Il “Cibernatico” desidera la limitatezza, dei confini certi, uno spazio delimitato ove non vi sia possibilità di scelta, un luogo scandito dal mutare delle stagioni e dalle quotidiane attività ripetute infinitamente.
Il “Lettore dei sogni” desidera varcare i confini della città fortificata, aprire il proprio cuore anche a chi di cuore non ne sa niente, vorrebbe continuare a sognare piuttosto che vivere di sogni altrui.
I due uomini sembrano vanamente cercare ciò che già, inconsapevolmente, hanno.
Le mura della città del Lettore dei sogni altro non sono che i limiti della propria mente.
La mente edificatrice di fortezze altro non è che la necessità di finitezza del Cibernatico.
Quando il nodo si scioglie e l’Uomo penetra tra le pieghe del proprio io più profondo, il lettore immagina - o forse desidera? – che il Cibernatico ed il Lettore dei sogni, si ritrovino e si completino come ogni uomo è inseparabile dalla propria ombra, come la mente ha bisogno del cuore e viceversa.
Invece il Lettore dei sogni decide di vivere l’eterna inquietudine senza scavalcare il confine, vivrà fuori dalle mura, ma per condizione e non per scelta, come un esiliato, un allontanato dal pacifico regno dei senza cuore.
L’ombra del Lettore dei sogni si allontana da sola, affidandosi ai vortici del fiume che separa l’onirico dalla realtà.
Il Cibernatico, nonostante il desiderio di ordine, si rassegna ad esser condotto dentro un mondo i cui confini si vedono, si toccano e non si oltrepassano.
I desideri del Cibernatico, come quelli del Lettore dei sogni, quando stanno per diventare realtà perdono il loro fascino, diventano fonte di incertezza, come quella del viaggiatore tutto teso verso luoghi ignoti ed allo stesso tempo trattenuto dalla sicurezza del solito tragitto.
Così il romanzo, apparentemente fantascientifico, descrive un viaggio all’interno dell’umana dicotomia tra ragione e sentimento, alla ricerca di un punto di equilibrio che sempre si sposta.
L’invito alla riflessione diviene più pressante sul finire del romanzo, quando la tensione emotiva dei due uomini ha bisogno di sgorgare come una diga contenuta sino al limitare del bordo della vasca.
Mi aspettavo la rottura degli argini ed invece, ancora una volta nel romanzo di Murakami, torna l’attaccamento all’aspetto problematico dell’animo umano, dove tutto, nella migliore delle ipotesi, si evolve, ma mai si risolve.
Indicazioni utili
| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | Norwegian wood (di Haruki Murakami), L'uomo sentimentale (di Marìas) |

























