La finestra dei Rouet La finestra dei Rouet

La finestra dei Rouet

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La trama e le recensioni di La finestra dei Rouet, romanzo di Georges Simenon edito da Adelphi. Un lento, soffocante pomeriggio estivo. In un modesto appartamento di Faubourg Saint-Honoré, una donna sta ricucendo un vecchio vestito. Al di là della sottile parete che divide la sua stanza da quella attigua, due corpi giovani si stiracchiano voluttuosamente dopo aver fatto l'amore. La donna sente tutto, immagina ogni gesto, come se li vedesse. Poi, come fa sempre, si avvicina alla finestra. Dall'altra parte della strada vive la ricca famiglia dei Rouet, proprietari non solo del palazzo in cui abitano, ma di buona parte dei palazzi intorno. Per ore e ore, da dietro le persiane accostate, la donna spia la loro esistenza: quella dei vecchi, al piano di sopra, e quella del giovane Hubert e della sua bella, irrequieta moglie Antoinette, al piano di sotto. Sarà lei, in questo pomeriggio di luglio, l'unica testimone di qualcosa che potrebbe anche essere un omicidio. E da ora in poi la donna comincerà a vivere per procura la vita di Antoinette: una vita "fervida, invadente, in tutta la sua spaventosa ferocia", una vita "proibita", che a poco a poco diventerà la sua. Con "La finestra dei Rouet", storia di una torbida ossessione, Simenon ha scritto uno dei suoi romanzi più sottilmente perversi.

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La finestra dei Rouet 2011-09-24 10:25:27 Valerago
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Valerago Opinione inserita da Valerago    24 Settembre, 2011
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Solitudine

Ancora il racconto di un'ossessione, questa volta davvero sottile e crudele. Simenon supera se stesso nella descrizione dei pensieri torbidi e malati della sua protagonista. In Faubourg Saint-Honorè una quarantenne vive la sua solitaria esistenza chiusa tra le quattro mura del suo appartamento. Dominique non ha mai avuto un uomo, non ha amicizie e la sua famiglia non c'è più, a parte qualche parente lontano. Il suo mondo è racchiuso nella sua casa della quale, per poter avere una fonte di guadagno, ha affittato una stanza ad una coppia di giovani sposi. Parte della sua giornata la donna la trascorre spiando la vita dei suoi affittuari, immaginando, in maniera molto realistica, i loro corpi che si uniscono e, forse, inconsciamente, invidiandoli. Il punto d'attrazione forte, però, è rappresentato dalla finestra dalla quale la protagonista osserva, con ossessiva insistenza, le vicende che si svolgono nelle case dei suoi dirimpettai: gli anziani del piano superiore, suoceri della giovane coppia che vive nell'appartamento al piano inferiore, Hubert ed Antoinette. L'irrequieta e libertina moglie diviene il soggetto prediletto di Dominique e, quando quest'ultima pensa di assistere, unica testimone, ad un possibile omicidio, la situazione precipita: da uno spiare con insistenza nasce un'ossessione vera e propria. Dominique annulla totalmente se stessa e vive la vita di Antoinette, trascorrendo intere giornate ad osservare le finestre della famiglia Rouet, analizzando quello che può vedere con i suoi occhi ed immaginando il resto. Inizia una serie di pedinamenti, di azioni avventate dettate dall'esigenza di avere una vita, anche se rubata, ed allontanare un pò la solitudine di Dominique. Ma i nodi vengono sempre al pettine, non si può fingere per sempre, non si può in eterno rubare identità altrui per riempire il vuoto che ci circonda. E' solo nel finale che comprendiamo davvero, fino in fondo la disperazione e l'isolamento autoimposto in cui vive la nostra protagonista.

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La finestra dei Rouet 2011-09-21 10:08:17 Valerago
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Opinione inserita da Valerago    21 Settembre, 2011

La solitudine

Ancora il racconto di un'ossessione, questa volta davvero sottile e crudele; Simenon supera se stesso nella descrizione dei pensieri torbidi e malati della sua protagonista. In Faubourg Saint-Honorè una quarantenne vive la sua solitaria esistenza chiusa nelle quattro mura del suo appartamento. Dominique non ha mai avuto un uomo, non ha amicizie e la sua famiglia non c'è più. Il suo mondo è racchiuso nella sua casa della quale, per avere una fonte di guadagno, ha affittato una stanza ad una coppia di giovani sposi. Parte della sua giornata la donna la trascorre spiando la vita dei suoi affittuari, ad immaginare realisticamente, come se li vedesse in prima persona, i loro corpi che si uniscono e forse, inconsciamente, ad invidiarli. Il punto d'attrazione forte, però, è rappresentato dalla finestra dalla quale la donna osserva, con ossessiva insistenza, quello che succede agli inquilini del palazzo di fronte: gli anziani del piano superiore, suoceri della giovane coppia che vive nell'appartamento del piano inferiore, Hubert ed Atoinette. La libertina ed irrequieta moglie diviene il soggetto prediletto di Dominique e, quando quest'ultima pensa di assistere, unica testimone, ad un possibile omicidio, la situazione precipita e dallo "spiare" si passa all'essere ossessionati. Dominique annulla totalmente se stessa e vive la vita di Antoinette, trascorrendo intere giornate ad osservare le finestre della famiglia Rouet, registrando quello che può vedere con i suoi occhi ed immaginando il resto. Inizia tutta una serie di azioni avventate, dettate dall'esigenza di avere una vita, anche se rubata, ed allontanare un pò la solitudine estrema di Dominique. Ma i nodi vengono sempre al pettine, non si può fingere per sempre, non si può in eterno rubare identità altrui per riempire il vuoto che ci circonda. E' solo nel finale che comprendiamo davvero, fino in fondo la disperazione e l'isolamento autoimposto in cui vive la nostra protagonista.

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