La mala ora La mala ora

La mala ora

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La presentazione e le recensioni di La mala ora, opera di Gabriel Garcia Marquez pubblicata da Mondadori. Lo smascheramento della corruzione cui è giunta una società sotto i colpi della violenza, dell'incesto, del tradimento, in un paese immaginario e innominato, analogo a Macondo.

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La mala ora 2012-01-31 11:57:52 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    31 Gennaio, 2012
Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio, 2012
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Un amaro Gabriel

Una mattina di ottobre qualcuno affigge alla porta di Cèsar Montero un foglio.
Una Pasquinata. Pettegolezzi . Il primo di una serie che sconvolgeranno gli equilibri del paese.

Opera meno conosciuta dell'autore, ma dello spessore cui ci ha abituato, precedente Cent'anni di Solitudine e altre grandi romanzi piu' noti.
Ferma restando la penna indiscutibile di cui io non nego essere appassionata estimatrice, ho riscontrato un Garcìa Màrquez diverso dalle numerose opere lette cronologicamente successive .

Amo questo autore anche per la capacita' di associare alla trama un carnevale di colori, sapori, profumi che ti inebriano e ubriacano del suo Caribe .
In quest'opera non mancano odori suoni e colori.
Ma invece delle fantasie cromatiche di altrove qui si insedia un grigiume perenne, il puzzo nauseabondo di una vacca in putrefazione nel fiume in piena, sempre minestra, magari chiazzata di unto invece dei miei amati e inverosimili manicaretti sudamericani.

Inizialmente questo contesto mi ha stroncata , non era il mio solito Gabo, di cui ho letto tanto e di cui con cura parsimoniosa trattengo in libreria quei pochi titoli che mi restano da leggere.
Poi ci ho riflettuto, ho cercato di capirlo, ho proseguito e ho dato la mia spiegazione a tutto questo.

E' una delle prime opere di Màrquez, qui si sente forte la condanna alle persecuzioni del regime.
Il realismo fantastico che di solito Màrquez gestisce con maestrìa qui sembra faccia fatica ad avere la meglio sull'amarezza .
Ecco il mio preambolo a questi colori grigi, a odori sgradevoli, a cibi insipidi, a personaggi meno incisivi.

Un autore che col suo stile unico usa la fantasia per palesare la sua disapprovazione.
Con l'aneddoto di uno scherzo da burloni qui si parla di persecuzione politica, di repressione, di assassinio, del potere di polizia che prevarica per arricchirsi, di corruzione.
E se la condanna fosse piu' forte del realismo fantastico di cui l'autore non aveva ancora piena padronanza ?
O non voleva averne, in questo caso.

Non so, questa e' solo la mia idea.
Interessante, molto interessante sapete perche' ?
Perche' questo autore pazzesco , questo Nobel colombiano, e' un uomo .
E la violenza ed il sangue puzzano, anche se scritti da una delle penne piu' fantasiose e immaginifiche .

Io Gabriel stavolta ti ho ascoltato ed inteso cosi', se non ti sta bene, torna qui, scrivimi un'altra dozzina di libri, allevia la mia disperazione da esaurimento scorte bibliografiche e poi schiaffeggiami delicatamente per averti frainteso.

Lo consiglio a chi gia' conosce l'autore piu' che a chi si approccia a lui per la prima volta.
La prima volta con Gabriel deve pullulare dei colori della sua magia.

Buona lettura





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