La musica del caso
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e vai col ritmo
La trama è piuttosto inverosimile, il finale appiccicato lì. Il personaggio principale ha una fisionomia inconsistente, un carattere poco delineato, mi ha fatto innervosire. Ma anche in questo libro trovo l'ingrediente che più mi piace di questo autore: il ritmo non si abbassa mai, come un thriller. Sembra quasi di sentire la musichetta della suspance, mentre lo leggi, e non riesci a staccare gli occhi dalla pagina, che scorre una dopo l'altra senza fatica. E scusate se è poco!!!
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La musica del caso
Jim Nashe è un vigile del fuoco che, dopo aver ereditato un'imprevista fortuna, inizia a girovagare per l'America, aspettando solo che i soldi finiscano. Ma quando il caso, di nuovo, gli fa incontrare Jakpot, uno stravagante giocatore di poker appena ventenne, quello che sembrava un viaggio secondo i canoni della mitologia americana si trasforma in una storia di horror metafisico.
Nel libro vive un mondo in frantumi, in cui risuona "la musica del caso" ed i cambiamenti dell'esistenza, sono generati da fatti apparentemente marginali e casuali.
I protagonisti sono messi alla prova dall’assurdo quotidiano, dal mistero accidentale, in un susseguirsi di eventi diabolicamente perfetti. La scrittura è asciutta e priva di parole inutili, dolente e insieme ironica.
L'unico appunto che posso muovere al romanzo di Auster, è il finale un pò scontato.
Buona lettura:)










Opinione inserita da Mara 28 Agosto, 2008