La pioggia prima che cada
Letteratura straniera
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Opinioni inserite: 15
Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 2012
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ricordi
La pioggia prima che cada e’ quell’attimo che sfugge tra le dita. E’ un momento ben preciso che non puo’ esistere perche’ se non cade la pioggia, non esiste la pioggia prima che cada. E una volta caduta e’gia’ troppo tardi ,imperturbabile capriccio meteorologico che galoppa ad un ritmo tutto suo, un passo incontrollabile un po’ come quello del destino di ognuno di noi, che alla fine possiamo solo cercare di prevenire e di pilotare.
Poi la pioggia quando decide cade, gocce di gioia e gocce di dolore. Rimorsi e ricordi.
Tutto inizia con la morte di zia Rosamond che lascia una lettera alla nipote, chiedendo di rintracciare Imogen e consegnarle dei nastri registrati e delle fotografie.
Ma la semisconosciuta Imogen non si trova, nemmeno si sa bene chi sia, saremo noi a scoprire l’eredita’ di Rosamond. Venti fotografie a ripercorrere a ritroso nel tempo tre generazioni di donne, venti fotografie che non potremo vedere, ma che ascolteremo minuziosamente descritte dalla zia, seduti in un attento silenzio nel suo salotto inglese.
Un libro semplice ed accogliente come una signora anziana e sola, che molto ha sofferto e molto ha amato nella vita e nei suoi ultimi giorni si stringe agli affetti che le sono mancati in un candido, caldo abbraccio.
Dal ritmo tranquillo e dallo sviluppo commovente , una gradevolissima storia di affetto e dolore.
Molto femminile e delicata, scritta niente meno che … Da un uomo.
Jonathan Coe, credo tu sia stato doppiamente bravo, quindi.
Buona lettura.
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Fiume di ricordi
E' una storia di vita, narrata da una signora anziana, che decide di togliere il disturbo da questo mondo e, intanto che aspetta di andarsene, sceglie 20 fotografie e, attraverso di esse, rivive la sua vita ed evoca mille ricordi. Le commenta incidendo delle cassette, che noi ascoltiamo perchè è la nipote che le trova. E' strano sentire la voce di una persona che non c'è più, che ci dice di non permettere al presente di cancellare il passato. Questo libro è un album di fotografie espressive, di ricordi, di immagini; è singolare la capacità di accoppiare parole a immagini, trovando proprio le parole più giuste che aiutano a immaginare colori, forme, edifici, paesaggi, corpi, volti. E' molto azzeccata la scelta del titolo, perchè c'è un momento del libro in cui viene descritta quest'espressione, capace di congelare l'attimo dell'irreale e il senso di un attimo di felicità.
Ultimo aggiornamento: 05 Giugno, 2012
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Anche a me piace la pioggia prima che cada.
"La pioggia prima che cada" è un ossimoro, è un'immagine che non esiste nella realtà.
Eppure è terribilmente reale. E' la capacità di catturare gli istanti che precedono un temporale: odori, rumori, ma anche sensazioni, il bisogno di proteggersi, l'esigenza di correre, il desiderio coprirsi...
Coprirsi da questa storia che Coe ci racconta, con sensibilità, con delicatezza, rendendo pienamente ogni, minima, impercettibile sfumatura.
Come quando si ascolta ammaliati un brano suonato da un bravissimo pianista e seppur la melodia sia perfetta, coinvolgente ed emozionante, si è in grado, comunque, di andare oltre e distinguere ogni singola nota che ne sta alla base.
Coe è così, tocca tutte le corde dell'animo umano e lo fa con i dettagli.
Con i dettagli di venti fotografie che Rosamond descrive, prima di morire.
Venti fotografie per raccontare la vita di tre generazioni di donne, Beatrix, madre di Thea e nonna di Imogen.
Quasi senza accorgercene, un piccolo passo per volta, Coe ci mette di fronte a temi impegnativi e dolorosi che vanno dall'amore omosessuale, al desiderio di maternità insoddisfatto presente in questi casi, dai danni causati da un genitore indifferente o cattivo sulla psiche di un bambino, fino all'adozione e gli inevitabili conflitti che nascono tra la famiglia d'origine e quella adottiva.
I personaggi di questo romanzo sono tutti al femminile.
Donne forti e coraggiose ma anche donne cattive, donne innamorate e donne egoiste, donne perse dietro sogni o rancori, che solo troppo tardi si accorgono di aver sprecato opportunità reali, accecate da ciò che invece fortemente cercavano.
Un romanzo da leggere e da rileggere.
Buona lettura!
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Spazio ai ricordi
Premetto che, prima di questo, avevo letto un solo libro di Coe (La famiglia Winshaw) e non mi aveva fatto impazzire di gioia, quindi ero un pò prevenuta...
Ma mi son ricreduta, l'ho letto in poco tempo non solo perchè non lungo, ma anche perchè mi ha molto coinvolta!!!
E questo da subito, sarà che mi piace molto la tecnica narrativa del "tornare indietro nel tempo" e qui la protagonista fa davvero un bel passo indietro nei ricordi, attraverso le fotografie.
E' un percorso all'indietro che mi ha emozionata; mi piace il personaggio di Rosamond, Coe ce la presenta come una donna delicata, sensibile, attenta, desiderosa di instaurare rapporti veri ed intensi con chi la circonda, ma purtroppo le cose nn le vanno mai bene, in qst senso, visto che c'è sempre qualcuno che le volta le spalle, finisce per ignorarla, per non dare al rapporto lo stesso valore che gli dava Ros: questo vale per Beatrix, per Rebecca, per Thea ...
Devo dire che il finale mi ha lasciato un pò di amaro in bocca, lo stesso che mi lasciò l' altro libro di Coe ; c'è in questo, e nell'altro romanzo, molta malinconia, infelicità, la ricerca di trovare un senso a tutto senza però riuscire a "chiudere il cerchio"...
Nel complesso, bello, una lettura piacevolissima!!!!
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Si legge velocemente
E' un romanzo "sui generis" all'interno della bibliografia di Coe, e, pur apprezzando i suoi romanzi più noti, sono rimasta favorevolmente colpita da questa sorta di saga tutta al femminile. Apparentemente lenta, la narrazione in realtà coinvolge il lettore senza quasi che se ne accorga ed ecco che, poco dopo, il libro è finito! Delicato e intenso al contempo, forse non sorprendente (ma, dopotutto, quando abbiamo voglia di "fuochi d'artificio" attingiamo a ben altri generi letterari, no?), sicuramente non banale, regala delle "istantanee" difficilmente dimenticabili. Insomma, una buona lettura per chi ama romanzi che offrono spunti di riflessione sulle convenzioni sociali.
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Ultimo aggiornamento: 11 Agosto, 2011
coinvolgente
lo trovo il libro di Coe più emotivamente coinvolgente. le vicende di queste donne sono sviluppate senza cadere nel mieloso e senza banalizzare i sentimenti. il tema che più emerge è il forte contrasto tra l'incapacità di dare amore di taluni e il bisogno estremo di affetto di altri. Rosamound riesce a trasportarci nelle vicende famigliari che racconta fin quasi a farci sentire presenti con la nipote e le figlie ad ascoltare i nastri.
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una saga familiare raccontata attraverso le foto
Inizio col dire che sono rimasta assolutamente sorpresa dal contenuto di questo libro, in quanto non mi aspettavo da Coe una saga familiare tutta al femminile. E inoltre, dal titolo e dalla copertina immaginavo tutt'altro! Dopo aver letto le prime pagine si è insinuata dentro di me una leggera delusione; gli argomenti trattati mi sembravano noiosi, ma, inaspettatamente, ho continuato a leggere e a leggere incessantemente, e senza quasi accorgermene sono riuscita a finire il libro in poco tempo.
E' una storia che trasuda nostalgia, ricordi e rimpianti. Di certo non mette il buon umore, ma mi è piaciuta, soprattutto per la capacità di trascinare il lettore dal punto di vista emotivo. Però speravo in un finale più incisivo, invece cade nel vuoto.
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La pioggia prima che cada
Rosamond , giunta al capolinea della sua esistenza, ripercorre il lungo e faticoso cammino intrapreso da lei stessa e da alcuni familiari negli ultimi cinquant'anni.
E' la voce di una donna matura che si lascia trasportare dai ricordi, mettendosi a nudo, scavando nelle pieghe più buie della propria anima e al contempo facendosi conoscere dagli altri.
Coe dedica questo romanzo all'universo femminile, scandagliandolo con realismo e oggettività, offrendo al pubblico una galleria di personaggi vivi che affrontano un'esistenza piuttosto difficile, sobbarcandosi di scelte complicate che sfociano spesso in errori indelebili. Ma ecco che quando il destino sembra annientarle, queste donne rialzano la testa e sono pronte a ricominciare, a sfidare le avversità, a rimettersi in gioco con spirito di abnegazione per cercare un ultimo pezzetto di felicità.
Niente passività o autocommiserazione in queste pagine, anzi, sono ritratte delle donne che hanno vissuto intensamente, spingendosi anche a scelte eccessive delle cui conseguenze ne pagano il fio.
E' una lettura che parla di vita, di sentimenti, di emozioni, di dolore, di amore, di errori ; per questo motivo reputo che ben si adatti un flusso narrativo abbastanza lento, che permetta al lettore di immedesimarsi coi personaggi, ascoltarli fino in fondo e lasciarsi trasportare da questa storia dolce- amara.
Quando ci si addentra nell'intricata selva dei sentimenti è facile scivolare nel mellifluo, invece Coe mantiene un linguaggio sobrio e asciutto nell'arco dell'intera narrazione, coniugando con abilità leggerezza espositiva e profondità di contenuto.
Un buon romanzo, piacevole da leggere e latore di ottimi spunti di riflessione.
Grazie a Giovanna ed Eleonora per avermi fatto conoscere Coe
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Ultimo aggiornamento: 18 Agosto, 2010
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Se siete ignoranti e impazienti come me, annoierà
Il "manuale della perfetta descrizione", mi verrebbe da dire: immagini, paesaggi, case, profumi, abiti, abitudini di un tempo lasciano pochissimo spazio allo sviluppo della storia, facendo dei ricordi e di brevi momenti vissuti i veri protagonisti della vicenda - come d'altronde avviene nelle foto. Se siete ignoranti e impazienti come me, alla lunga vi annoierà.
http://blog-garo.blogspot.com/search/label/libri
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fotografie storie di vita
Cosa nascondono un immagine,un sorriso,un gesto...catturati dal flash di una macchina fotografica?A volte i sorrisi nascondono qualcosa di triste,di drammatico,i piccoli gesti rivelo disagio o impazienza,la fotografia cattura cio' che c'e' dietro tutto questo fermandone il tempo.E' attraverso una lunga sequenza di fotografie che Rosamond racconta,appena prima di morire, attraverso un microfono collegato ad un registratore,descrive le immagini delle fotografie del suo album di famiglia,parla ad Imogen,cieca...e' l'unico modo che ha per farlo perche' Imogen,nipote della cugina Betrix,e' stata allontanata da lei e da tutta la fimiglia.Una storia che parte dall'infanzia di Rosamond fino all' eta' adulta,attrverso i suoi amori,i suoi dolori,fino alla nascita' di Imogen e alla presenza di quest'ultima alla festa del suo cinquantesimo compleanno.Una storia che narra disamore materno inevitabilmente tramandato,di pregiudizi verso l'omosessualita' femminile.Rosamond e' completamente catturata da tutto cio' che lei stessa racconta,in quei nastri restera' per sempre la storia della sua vita e quelle di zia Ivy,Beatrix,Thea per poi arrivare ad Imogen che e' il fulcro di tutto perche' da tutto cio' che e' accaduto e' dipeso il suo destino...Uno stile avvolgente quello di Coe che ci trasporta in un mondo tutto femminile,pieno di sentimenti difficili e contrastanti,un libro bello,commovente e nostalgico.
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L' incomunicabilità delle memorie, tutte le vite.
Il romanzo di Coe, ormai consueto esempio di una narrazione impeccabilmente rispettosa del senso del romanzo europeo moderno (per intenderci, da Joyce ad oggi) , delizia la voglia di forma con il ritmo delicato e forte quanto la memoria e i suoi malinconici, inevitabili artigli. Lo troviamo in libreria nell' intensa e ottima traduzione di Delfina Vezzoli.
Questione assai cara all' autore: la saga famigliare, gli abissi della perdita, i recuperi, le lontananze, l' ineffabile sentimento che lega gli esseri umani allo scorrere delle loro vite.
Confesso che leggendolo, tra tutte le altre cose, ciò che mi colpisce maggiormente è la comparazione mirabile che Coe riesce a mettere sul piatto: la storia e la melodia che costruisce una trama per chi ha voluto o ha avuto la fortuna di ascoltare.
Una insegue l' altra e l' altra fugge, come spesso accade nelle cose dell' amore. Una staffetta in cui la promessa di scambio di rado viene mantenuta dai protagonisti ma che sempre si ritrova su piani diversamente leggibili e intraducibili se a tutti i costi si volesse rimanere legati, certezza illusoria, ad un unico linguaggio.
La narrazione è forte, in questo romanzo; nello stesso tempo, la commozione e l' emozione che le vicende trasmettono, paiono deflagrare, come un lungo pianto o una ambigua risata nervosa, in un vorticoso balletto di frantumi, proprio nell' attimo in cui la priorità vanitosa che ci caratterizza e ci condanna, ci imporrebbe di trattenere l' istante di bellezza o la fitta pungente di turbamento. Forse è questo il sentimento più prossimo a quello che Gill intuisce aspettando una telefonata, nelle ultime pagine:
"Gill riattaccò e rimase lì in piedi stordita, in mezzo alla cucina, con i pensieri che ancora le mulinavano in testa. Un mosaico fatto di...coincidenze? Era questo che erano, tutti loro? Se solo fosse riuscita a prendere le distanze, per vedere il disegno più chiaramente. Ma purtroppo stava diventando ancor più confuso (...)"
Le immagini fotografiche che Rosamund racconta utilizzando un registratore, trasmettono certo un fardello emotivo ma nel contempo il mezzo stesso, e il tempo che è trascorso, impongono la consapevolezza della distanza: la nostalgia. E ce lo suggerisce direttamente l' autore. Quel senso dolce e pungente di qualcosa che non ritorna ma che è stato e noi non possiamo far altro che cullare quella dolcezza di cose perdute dentro le nostre e altre vite, tenerla come un tesoro doloroso ma inevitabile.
Forse la stessa inevitabilità che viene dichiaratamente conferita alla figura ritratta di Imogen :
"Non è miracoloso , che sia riuscita a cogliere tutto questo - a cogliere lo spirito di una persona, a esternarlo, a renderlo permanente e immutabile, usando niente di più di una miscela di pigmenti e olio vegetale? Lo trovo notevole ciò che può fae un artista. L' hai colta in pieno, dissi allora a Ruth. Hai catturato la sua essenza. Lei non aveva una grande opinione del quadro, come ho detto. 'Cosa vuoi dire?' rispose 'E' solo una somiglianza' .Era una delle sue parole più sfavorevoli, più negative - 'somiglianza' . 'No', insistetti. E' più di questo. Hai detto qualcosa di Imogen in questo quadro. Hai dimostrato qualcosa su di lei'
Ruth trovò da ridire sul mio modo di esprimermi e mi chiese cosa avesse dimostrato esattamente quel quadro. Al che risposi che aveva dimostrato la tua inevitabilità."
Il tempo, il tempo è, lì, altrove, dove e quanto. Noi ci passiamo dentro e lui ci attraversa e ci consuma, lasciandoci sì, qualcosa che se ne va con noi e se ne abbiamo la forza e ce ne prendiamo lo spazio, ne diamo il residuo a qualcuno. Un residuo, che a quel punto è impastato con la nostra identità, con la qualità unica che fa di noi esseri unici; ognuno di noi è un mondo, tutte le vite sono diverse.
Il libro che ho tra le mani è ricco di immagini ma anche di traduzioni di sensi (un altro modo per raccontare una metafora, se vogliamo) In particolare l' immagine che segue mi fa pensare, se chiudo gli occhi, ad un evento noto e appartenente al periodo delle avanguardie dell' arte figurativa del XX secolo. Naturalmente, l'immagine che ha forma nella mia memoria, è mediata dal mio immaginario e da altre coordinate:
"e adesso la quinta fotografia per te, Imogen. Un paesaggio invernale. Il parco giochi di Row Heat, a Bournville, in una delle giornate dei primi gelidi mesi del 1945 (...) In primo piano, imbacuccate in giacconi pesanti e berretti di lana, ci sono due figure: io , a undici anni, e Beatrix, a quattordici. Beatrix stringe un guinzaglio nella mano sinistra a cui è legato Bonaparte, seduto impaziente ai suoi piedi. Entrambe le ragazze sorridono felici, ignare del disastro che sta per abbattersi su di loro. (...)
Qui è dove possiamo vedere il terzo strato della fotografia -le figure dei pattinatori. Alcuni sono ritratti in movimento, simili a macchie confuse che sfrecciano davanti all' obiettivo; altri sono colti in strani momenti di immobilità scomposta: le braccia spalancate nel tentativo di restare in equilibrio, le ginocchia goffamente alzate a mezz' aria (...) Hanno tutti un' espressione molto intensa, catturati così dalla foto che li ha ridotti a un' immobilità innaturale, proprio mentre sono ale prese con un' attività dinamica e allegra come pattinare sul ghiaccio - simili alle figure imbalsamate nel fiume di lava a Pompei, catturate nel momento dell' ultima lotta prima della morte (...) ...tutto accadde in un attimo. Beatrix decise che era ora che Bonaparte facesse un ò di sano esercizio. Liberò la stupida bestia dal guinzaglio, e aspettò che cominciasse a correre in tondo, come amava fare di solito. Questa volta, però, Bonaparte fece qualcosa di totalmente diverso. Senza esitazione, sfrecciò via verso il perimetro del parco, in una linea perfettamente diritta. (...)All' inizio lo osservammo, tutti e tre sorridendo, contenti di assistere a quello sfogo di energia compressa. Correndo sollevava piccole folate di neve con le zampe. Poi, nel giro di pochi secondi ci rendemmo conto di quel che stava accadendo. Bonaparte non si sarebbe fermato, non sarebbe tornato indietro (...)"
"La pioggia prima che cada" è un segno; la pioggia cadrà ma gli istanti odorosi e i segnali luminosi restano impressi nella coscienza dei sensi, come in una foto che si può rivedere, sempre che si rimanga nel tempo biologico per poterlo fare. Voglio concludere con un omaggio alla voce che ci racconta le immagini ("questo è per te cara Rosamund, per ricambiare il dono stupefacente di aver raccontato") E' una frase di Jung:
" Virtù non è il dominio e l' eliminazione delle immagini, bensì dare loro un ordine".
(recensione pubblicata sulla rivista online "Spigolature" )
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Turno di notte, Waters
L' età verde, Mishima
La famiglia Winshaw, Coe
Il capro espiatorio, Du Maurier
genio
johnatan coe è un genio, tutti dovrebbero leggere i suoi libri. lo stile è bellissimo, così come le storie che racconta.
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Il talento di Coe
Quest'ultimo lavoro si discosta leggermente dai precedenti, in stile e contenuto. Il romanza tratta temi scottanti come l'inaffettività genitoriale e l'amore omosessualità. In un brillante di intreccio di generazioni, epoche e racconti, Coe esprime la sua arte con tutta la delicatezza e l'abilità proprie di un grande scrittore.
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la pioggia prima che cada
molto molto deludente.siamo lontanissimi dall'ironia, l'intelligenza , la pregnanza della famiglia whinshaw, la banda dei brocchi e circolo chiuso. Sapete cosa penso? c'era un contratto da onorare e poco tempo e poche idee a disposizione...
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Appena sufficiente
Un libro che ho comprato a seguito dei giudizi positivi che ho ascoltato in questi giorni da più amiche, ma che mi ha sicuramente delusa. Sembra uno di quei libri alla Coelho, scritto per chi è abituato a leggere poco o niente e che quindi li trova capolavori... non è un disastro, lo stile è buono, ma comunque il romanzo non coinvolge. assolutamente da evitare per chi è appasionato di letteratura. elena









