La versione di Barney
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Riflessioni sulla vita...
Barney Panofsky,canadese di Montreal,ricco,alcolizzato e fondamentalmente solo,giunto alla soglia dei settant'anni,ripercorre gli eventi della sua caotica e affascinante vita,dagli anni parigini,passati a coltivare il sogno di diventare uno scrittore,insieme ai suoi amici letterati,al ritorno nella sua città in Canada,dove si arricchisce diventando produttore televisivo di programmi di dubbia qualità (vi ricorda qualcosa?).Un passato condito da tre mogli,tre figli,amici,nemici...e un'accusa di omicidio...E insieme al passato,così ingombrante e opprimente,Barney ci racconta il suo presente,fatto di whisky,sigari Montecristo,una prostata che non va,la memoria sempre più deficitaria,ma soprattutto tanti rimpianti e una grossa dose di malinconia...
La prima cosa da dire del romanzo di Richler è che non si tratta di una lettura facile : il modo di raccontare di Barney è assolutamente confuso,senza alcun criterio logico e cronologico,un po' come confusa e caotica è stata (ed è) la sua,di vita.Passato e presente si mischiano spesso,gli episodi fondamentali si alternano con quelli futili,spesso ci si perde nelle divagazioni mentali del protagonista,nella selva di ricordi che lo spingono a buttar giù le proprie memorie.
Tutto questo ,però,rende estremamente umano il suo racconto,che è certamente pervaso da ironia,ma un'ironia amara,amarissima,quella di un uomo che al crepuscolo della propria vita si trova a rimpiangere ciò che poteva essere,e non è stato.Soprattutto,la separazione dalla sua ultima moglie,Miriam,la cui storia d'amore è ripercorsa attraverso passaggi bellissimi,estremamente reali e ugualmente dolorosi.
Non mancano,poi,le riflessioni sul concetto di amicizia,in particolare legate al rapporto con Boogie,amico decisamente particolare e controverso...
Un libro molto intenso,quindi,nello stile e nei contenuti,non comico a mio parere,decisamente malinconico invece,ed estremamente realistico per il modo in cui rappresenta i sentimenti di un uomo così complesso,ma,alla fine,così comune...
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Un bravo cattivo ragazzo
Barney é volgare, scorretto, opportunista, moralmente "piccolo". E la sua vita lo riflette: il suo lavoro, le persone che frequenta, le sue idee sulla politica. Probabilmente lo ha ereditato dalla sua famiglia, dal suo quartiere.
E quindi non ci si spiega come sia capace allo stesso tempo di vivere e trasmettere i valori profondi dell'amore, dell'amicizia, della famiglia.
E' questo contrasto che rende Barney un personaggio unico.
A questo si aggiunge un ottimo esercizio di stile letterario da parte dell'autore, che pur costringendo il lettore ad uno sforzo di memoria in piú, permette di vagare indisturbati fra i ricordi e la casualitá dell'umana associazione di pensieri.
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La mia versione...
Scrivendo la mia piccola recensione su questo grande libro ho provato a cercare un elemento caratterizzante che lo contraddistingue e sono giunta alla conclusione che l'elemento in questione sono le lacrime. Quelle dovute all'umorismo d'eccellenza che ha contribuito a far amare il personaggio di Barney, sicuramente controverso e politicamente scorretto, e quelle versate per gli episodi poco felici di cui è costellata la sua esistenza. La versione di Barney, in questo altalenarsi di emozioni contrastati non è altro che un puro e semplice racconto di vita che inverosimilmente, trattandosi di quest'ultima, scontata non lo è per niente. Barney Parnofsky non può non rimanere nei vostri cuori conquistandoli totalmente, proprio perché umano e come tale non privo di vizi e difetti ne tanto meno di virtù, forse all'apparenza nascoste ma così grandi da non poter sfuggire ai lettori.
Magnifica la storia d'amore con l'ultima moglie, Miriam; sfido chiunque, In particolare i lettori di romanzi rosa incalliti, a trovare una storia d'amore più bella, pura ma comunque ordinaria (3 figli e una casa in campagna) un sentimento così profondo, così naturale, biologico, di quell'amore che davvero non ha fine.
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Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre, 2011
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l'anticonformista buono
bisogna essere perseveranti per scoprire una delle più belle storie e sopratutto un finale sorprendente: il libro contiene all'inizio una serie impressionante di personaggi che costringe talvolta a ritornare indietro per capire di chi si tratta ed è ricco di flashback; ma dopo le prime 50 pagine, si entra in un racconto avvincente narrato con uno stile particolare, che non è da perdere.
Barney Panofsky, uomo assolutamente eccentrico, amante di tutto quanto abbia un contenuto alcolico e dotato di fortuna nella vita, racconta la sua vita sregolata: il pretesto per scrivere il libro è dato dalla volontà di offrire la sua versione della vicenda drammatica che racconta McIver su di lui. Ma attraevrso le pagine si snoda, con tratti davvero divertenti ed esilaranti (specie quelli relativi alla seconda moglie), la storia di un uomo, apparentemente borioso, volutamente antipatico e anticonformista, eccentrico, che racconta la sua vita e le sue vicende lasciandoti partecipare ai suoi sentimenti, di un uomo dotato di grnade generosità, che non sempre riesce ad esprimere bene e al momento giusto i suoi sentimenti alle persone più care ( a chi non succede), che ama profondamente tanto le sue donne quanto i suoi amici. solo al termine del libro si riesce a capire il perchè del continnuo ricorso a falshback e a storie spezzettate.
Consigliato a tutti.
p.s. Barney non gradirebbe il "buono" del mio titolo...
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Ultimo aggiornamento: 06 Settembre, 2011
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Maledetti Flashback..
La prima recensione scritta su questo libro si direbbe essere più che altro uno sfogo, reperibile ancora su aNobii (http://i.anobii.com/79dc36). Recensione, però, scritta prima di aver visto il film. Errore.. o non proprio.
E' la prima volta che consiglio di vedere prima il film e dopo leggere il libro (non terminato per via dei miei nervi ormai roventi!). Ma mi sono ripromessa di leggerlo in un futuro non molto lontano, poiché adesso sarebbe inutile. Ho notato, però, che la maggior parte dei lettori de “La versione di Barney” sono stati costretti ad affrontare minimo due volte la lettura, per riuscire a capirci qualcosa.
Questa è una conseguenza dello stile.
La novità di questo libro, infatti, è proprio lo stile, poiché è costituito da flashback, da salti nel tempo talmente tanto spontanei, ma allo stesso tempo caotici, da rendere il libro come una stanza al mattino, dopo un mega party e una sbronza colossale. Fatica e lavoro sono gli unici amici per rimettere tutto in sesto. Il libro è un insieme di immagini, pezzi di vita, direi, che vogliono tutti raccontare la stramba vita di un uomo fuori dal comune di sicuro: Barney Panofsky.
Barney e Clara;
Barney e la Seconda Signora Panofsky;
BARNEY & MIRIAM.
Miriam.. Miriam era di più di una pazza scopata in una stupida stanza di uno stupido appartamento sudicio, in più per mancanza di hobby; lei era anche di più di un matrimonio fatto per interesse, oppure per noia; Miriam era Miriam.
Era.
La vita del sig. Panofsky è certamente anomale, bizzarra, e... confusa, per lui e anche per noi lettori. Direi più che altro di essere stati le sue pedine. Ci ha giocato come ha voluto.
I contenuti sono buoni, o meglio, la storia lo è senz'altro.
La pecca e, contemporaneamente, la forza di questo libro è proprio lo stile. Confonde tanto, eh!
Inoltre è un linguaggio ricco di nomi, eccessivamente direi.. Nomi di persone, nomi di locali, nomi di partite, nomi di squadre.. Nomi, per gran parte del libro ci sono nomi e scene che non sono propriamente importanti per la storia.
Io non ho apprezzato molto questa novità, infatti mi ha costretta ad abbandonare il libro, dopo tantissimi ma futili sforzi.
Spero che altri abbiano più pazienza di me.
Ripeto però: la storia merita, se non fosse per il modo in cui è stata stesa.
Consiglio vivamente di vedere il film. Eccellente.
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La versione di Barney di Mordecai Richler
Mordecai Richler
La versione di Barney
Barney’s Version
Ed. Adelphi
La versione di Barney pubblicato in Italia nel 2001, è stato un caso letterario clamoroso; un libro irriverente e politically incorrect e una autobiografia non dichiarata (sempre smentita da Richler) nella quale si riversano le esperienze vissute dal settantenne Barney Panofsky. È ritornato d’attualità quando il film del regista canadese Richard J. Lewis, tratto dall’opera letteraria, è stato presentato al festival di Venezia. Barney Panofsky è interpretato da Paul Giamatti, nel cast figurano anche Dustin Hoffman (nella parte del padre), Rosamund Pike e in un cameo David Cronenberg. In Italia è uscito nelle sale il 14 gennaio 2011.
Il film non è all’altezza del libro, non basta fumare e bere in continuazione per farsene l’dea di un uomo perso nei suoi vizi e nelle sue dissolutezze, il Barney letterario è un uomo complesso, a volte, contraddittorio, squallido e anche volgare, ma capace di provare un grande amore per una donna e per i figli. Consacrato come figura strabordante nei suoi eccessi, nel mettere in luce e alla berlina il conformismo sociale e sbeffeggiare l’establishment culturale ( letterario, artistico, televisivo…), è un personaggio scomodo, sempre pronto a sgomitare, ma geniale e anche simpatico.
Incipit: “Tutta colpa di Terry ( McIver che insinua volgari calunnie sul suo conto). E’ lui il mio sassolino nella scarpa. E se devo essere sincero, è per togliermelo che ho deciso di cacciarmi in questo casino, cioè di raccontare la vera storia della mia vita dissipata.” Così inizia, con un pretesto letterario, il racconto della vita di Barney Panofsky, proveniente dal quartiere ebraico di Montréal, approda a Parigi con velleità letterarie per poi far ritorno in Canada dove tramite una sua società di produzione che non a caso si chiama Totally Unnecessary Productions, sforna serie televisive antesignani della tv trash, abbastanza fesse che gli rendono successo e denaro. Tre mogli e tante altre donne intercalano i suoi settanta e passa anni. Clara, l’artista sciroccata, faceva parte del gruppo di sciamannati che frequentava a Parigi, sua moglie per poco tempo. La seconda signora Panofsky, una miliardaria, logorroica detestabile. La terza moglie è l’amata Miriam dalla quale avrà due figli; Miriam la donna di quasi tutta la sua vita, sempre rimpianta e mai dimenticata. Tra flash back, l’immancabile sigaro ( Davidoff o Montecristo) tra le labbra, il bicchiere di whisky ( il Macallan “single malt” e il Cardhu) in mano, si consuma in volute di fumo e afrori alcolici e di donne la sua esistenza, una miniera di battute corrosive e dissacranti corredano affermazioni e dialoghi, in un crescendo di fellonie che fanno, poi, solo sorridere. Barney è un personaggio che fin dalla prime pagine ami o detesti, non ci sono alternative, vizi e virtù del mondo da lui frequentato ci offrono spaccati di storia contemporanea imperdibili. Quanta arte sia sedicente, mistificazione è espresso negli obbrobri dell’amico Leo “Che lavorava ai suoi immani trittici mischiando i colori in grandi secchi, e poi applicandoli sulla tela con uno strofinaccio da cucina. A volte lo faceva mulinare sopra la testa, poi arretrava di qualche passo e lo lanciava e lo faceva lanciare anche agli amici! Quarant’anni dopo le sue “opere” sarebbero state esposte alla Tate, al Guggenheim, al MOMA, alla National Gallery di Washington e contese all’asta da piazzisti di titoli ad alto rischio e speculatori vari.” È un libro spassoso e anche amaro uscito dalla penna di uno degli scrittori più ironici e sferzanti, il suo linguaggio, venato di umorismo nero di stampo ebraico e a tratti scurrile, è ricco di digressioni, divagazioni e citazioni a gogo. Leggendo la storia di Barney è facile confonderla con quella reale dell’autore, quando soprattutto si rivolge a chi legge scrivendo: “ Ma questa è la mia storia, ed è l’unica che ho, quindi se non vi di spiace vorrei raccontarla a modo mio.
L’autore. Mordercai Richler nato a Montréal, nel Quebec, nel 1931 è morto il 3 luglio 2001 per un tumore ai polmoni, è sepolto al Mount Royal Cemetery. Considerato uno dei maggiori romanzieri di lingua inglese, ha scritto numerosi libri: Gli acrobati 1954, Figlio di un eroe minore 1955, Scegli il nemico1957, L’apprendistato di Danny Kravitz 1959, L’incomparabile Atuk 1963, Presuntuoso 1968, Solomon Gursky è stato qui 1989 e… tanti altri. Dopo la Versione di Barney del 1997, ha lasciato due inediti The Rotten People e Back to Ibiza.
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La versione di Barney
"Miriam, mia adorata Miriam."
La storia di Barney un ebreo che ha vissuto una vita scapestrata, eccessiva, dissipata, un uomo dalla lingua tagliente, bugiardo, truffaldino, eccentrico, con un mistero la morte del suo migliore amico Boogie, alleato di mille avventure e disavventure, scomparso in maniera così strana e della quale sembra lui proprio il responsabile, tutto questo e molto altro ancora troverete in questo libro.
Un libro particolarissimo, che vale la pena di leggere, perchè scritto in maniera così diversa, con continui flashback, andiamo continuamente avanti ed indietro nella storia della sua vita, costellata di mille fatti e dove al centro ci sono i tre figli Saul, Mike e Kate e la sua terza moglie "Miriam, adorata Miriam" il motore che tutto fa muovere.
Non ho amato Barney, un uomo che fa uso di alcool in maniera così smisurata, ma mi è rimasto così tenero, dolce e delicato per quel modo di amare così viscerale, profondo ed intenso Miriam la sua adorata compagna che perde anche lei perchè sempre così fuori dalle righe, bastardo fin nel midollo e impertinente all'infinito!
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Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio, 2011
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una vita intera
Ho visto il film e poi ho letto il libro.
Di solito preferisco fare il contrario, ma questa volta è andata cosi. Sicuramente mi sono persa l'incanto di scoprire pian piano la vita di Barney, sapere già come andrà a finire non è mai bello, ma nonostante questi due particolari, non da poco, leggere ti da comunque sensazioni diverse... e questo libro mi è piaciuto moltissimo. Però c'è una cosa positiva nel'aver visto il film, mi ha reso più fluida la comprensione della vita del protagonista, perché se non si sta concentrati può capitare di perdere il senso!!
Sfuggono alcuni passaggi e bisogna riprenderli senza perdere l'entusiasmo se si vuole capire a 360 gradi la vita del protagonista, perchè Barney si racconta a ruota libera si racconta parlando del presente e subito dopo del passato, parlando di Boggie e magari immediatamente dopo di Mike suo figlio, cosi ... in maniera spontanea.
Si racconta senza un ordine temporale preciso se non avere come filo conduttore le tre mogli che ha avuto, e che scandiscono l’andamento della sua storia.
Cinico ironico allo stesso tempo, racconta i fatti ripercorrendo il passato, calandosi nell’istante , senza dare un giudizio a posteriori, ma con un certo distacco quasi come se volesse mettere ordine nella sua vita strampalata, fuori dagli schemi.
Barney sembra rimanere indifferente alla vita in quasi tutto ciò che racconta ma non quando parla di Miriam, l'amore della sua vita, né quando parla dell'amicizia con Boogie, fatta di incomprensioni silenzi e di incertezze.
Questo amore incredibile per Miriam è molto romantico, ma anche molto reale, Barney di fronte a lei cala qualsiasi sua maschera si pone così com’è, con i suoi pregi e i suoi difetti e con la fottuta paura di perderla perché incapace di capire come possa essere amato da lei.
La vita non va sempre come si vorrebbe e Barney lo ammette e per questo in qualche modo, per me, ne esce vincente.
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Capolavoro
Grottesco, sarcastico, cattivo, irriverente, sopra le righe, scorretto e scritto meravigliosamente, questo e' il capolavoro di Richler e per me uno dei capolavori della letteratura contemporanea.
Non di facile lettura, almeno la prima volta (io sono alla quinta rilettura) ma comunque scorrevole, a tratti comico a momenti drammatico. Qui c'e' tutto il mondo di un immigrato di seconda generazione, per chi ama l'ironea che sempre pervade la letteratura ebraica questo libro e' un must!
Mai scontato, mai banale, Barney Panosfky è uno di noi, oppure e' quello che ognuno di noi almeno una volta nella vita avrebbe voluto essere, un uomo vero con tutte le debolezze, la cocciutaggine, l'ironia, la follia di un uomo lasciato dall'unico vero amore della sua vita, accusato di essere l'assassino del suo migliore amico, relatore disincantato di una vita dissoluta ma piena, una vita vissuta col piede sull'accelleratore.
Politicamente scorretto, scorrettissimo, "La versione di Barney" e' stato un caso letterario 10 anni fa, sopratutto in Italia, grazie alla sponsorizzazione di molti intellettuali, con i quali per una volta mi trovo in perfetto accordo. Dopo aver visto il pessimo film mi e' tornata la voglia di rileggerlo, e ogni volta c'e una sorpresa, qualcosa che non avevi colto prima, come i riferimenti a Duddy Kraviz ed al Boy Wonder che appariranno in veste piu' completa in "L'apprendistato di Duddy Kraviz", altro grande romanzo anche se non all'altezza di "barney".
Barney è un nostro amico, leggetelo e godetene tutti! :)
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La versione di Barney di Mordecai Richler
Il canadese Mordecai Richler immagina che uno dei figli di un abile e scaltro produttore televisivo di prodotti spazzatura ritrovi ed adatti (con puntuali e doverose correzioni) un diario del padre nel quale questo racconta, spiega e commenta molti episodi della sua turbolenta (e talvolta comica) esistenza: il tutto con speciale riferimento alla sua vita sentimentale, strutturando l'opera in tre parti con i nomi delle tre donne che lo hanno amato, odiato, sopportato.
Come spesso capita nei diari, il romanzo e' "sconvolto" molto spesso da fuorvianti digressioni che, specie nelle prime 150 pagine, creano una certa perplessita' (soprattutto se, come me, si e' reduci da lettura di romanzi tradizionali e molto lineari) e che si spiegano poi in seguito con la grave malattia degenerativa legata alla vecchiaia che colpisce il protagonista.
Consiglio tuttavia i lettori a non demordere e andare avanti, poiche', dopo le accennate prime 150 pagine, la materia si fa decisamente piu' accattivante, divertente e brillante, e Barney sfodera finalmente quel lato sfrontato, burlone e cazzone che lo rendono davvero irresistibile. Il rapporto con la "seconda signora Panofsky" e' esilarante dall'inizio alla fine, e anche la conquista della meravigliosa Miriam risulta molto divertente.
Sulla fine l'opera si tinge anche di giallo, toccando ambientazioni processuali con esiti spesso spassosi e, in generale, e' ammirevole il fatto che il grande scrittore canadese sia riuscito a dare anima e simpatia ad un mediocre ignorante superficialone come Barney Panofsky.
Affrettatevi ad affrontarlo prima che esca l'ormai imminente versione cinematografica con Paul Giamatti e Dustin Hoffman, presentata con successo all'ultima Mostra del cinema di Venezia.
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Sopra le righe...
Sicuramente una scrittura anticonformista.
Il personaggio Barney Panofsky non può lasciarti indifferente, dunque lo segui in queste pagine avvincenti scritte sul filo della memoria, memoria minata dal male che lo accompagna verso la fine dei suoi giorni.
Sicuramente un personaggio sopra le righe e fuori dagli schemi, burbero, brontolone, egoista, alcolizzato e con mille altri difetti, che trova però piena redenzione grazie alla sua grande umanità ed alla sua irresistibile simpatia, che lo assolvono sempre da ogni colpa. Ogni pagina mi ha strappato una risata o una lacrima, in ogni caso ha suscitato emozioni.
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Ultimo aggiornamento: 16 Settembre, 2010
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Curioso e divertente
Un anziano ebreo, produttore televisivo di second'ordine ma ricco, racconta la sua vita. Molto azzeccato lo stile dell'autore che assomiglia parecchio ai racconti di certi anziani : un fiume di ricordi, aneddoti, frequenti digressioni e salti "di palo in frasca" da un argomento all'altro, che, soprattutto all'inizio quando non si ha familiarità con i personaggi, rendono impegnativa la lettura. Barney Panofsky è un personaggio vero, ironico, dissacrante, tagliente , spesso molto divertente. Tutto il romanzo gira intorno ad un'accusa di omicidio da cui il protagonista viene scagionato, lui ci racconta la sua versione dei fatti (da qui il titolo) facendola attraversare tutta la sua vita come se fossero proprio questa, il suo comportamento, il suo modo di essere a costituire la vera grande ragione per cui gli si deve credere quando si professa innocente. Finale struggente con la prova della sua innocenza...All'inizio ho faticato un pò a seguire l'autore nei suoi salti temporali poi mi sono "ambientato" nel mondo di Barney e l'ho apprezzato.
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Particolare
Un libro piuttosto particolare in cui il personaggio principale, Barney Panofsky, inizia a raccontare dell'episodio per cui è stato accusato dell'uccisione del suo miglior amico Boogie e nel fare questo racconta praticamente tutta la sua vita travagliata e dissacrante ma anche fatta di un grande amore per la sua terza moglie e per i suoi figli. La cosa assurda è che in questo libro di 484 pagine viene svelata diciamo la soluzione sull'omicidio nelle ultime 10 righe. E' un pò pesante all'inizio perchè bisogna entrare nel modo di ragionare e raccontare del protagonista ma a tratti è anche incredibilmente divertente.
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la versione....
un buon libro , un po trascinato per le lunghe (poteva essere scritto con parecchie pagine in meno ).
comunque piacevole.
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intelligente e dissacrante
Bello, intelligente, dissacrante, comico, torrenziale, un fiume in piena, umano troppo umano. Sicuramente una delle migliori novita' letterarie del decennio, scoperto per l'Italia da Giuliano Ferrara, che almeno per questo ringraziamo. Mordecai Richler ti fa leggere il suo romanzo (ed anche gli altri) tutto d'un fiato, senza che ti rendi conto perche'. Sara' quel suo modo ironico di ridere su tutto, sui pregi e difetti della comunita' ebraica, ma senza mai essere volgare. Barney e' un elegante cialtrone, mai rancoroso, mai arrabbiato, sempre attento agli altri, grande bevitore. Un personaggio che ci convince poco. Poi, durante la lettura, inizia a piacerci. Ci scopriamo ogni tanto a pensarla anche noi come lui. E alla fine del libro ci ritroviamo complici di questo anti eroe cosi' vero e umano. Consiglio vivamente anche ''Solomon Gursky e' stato qui'', sempre di Mordecai Richler
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La versione di Barney
Dispersivi i dialoghi narrati in prima persona per un Barney a volte fanfarone, altre volte simpatico e un pò tedioso per le prime 200 pagine.
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Barney Panofsky,un (anti)eroe dei nostri tempi!
Istruzioni per l'uso:immergersi nel testo affrontando di slancio le cento pagine iniziali dense di nomi,nozioni contorsioni varie che potrebbero deviare il lettore scoraggiando così uno dei più grandi godimenti letterari dell ultimo ventennio!Libro divertentissimo,irriverente,scorretto e che gioca anche sporco con trucchi narrativi che alla fine risulteranno imprescindibilmente irrresistibili.Una carrellata di personaggi dipinti con straordinaria sagacia dall autore e -su tutti-un incontenibile figura di vecchio rissoso e spassoso,ubriacone e passionale,mefistofelico e tenerissimo...insomma,un Uomo!
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Semplicemente imperdibile.
Un vecchio Barney Panofsky ci racconta direttamente dalla sua penna la propria vita dissipata e scorretta con forte ironia.
Racconta della sua permanenza a Parigi, insieme ad amici con cui condivideva il sogno di diventare un famoso scrittore, ma più realisticamente trascorsa con donne e sbronze.
Racconta delle sue tre mogli. Di Clara, scapestrata e folle artista, della Seconda Signora Panofsky, noiosa e logorroica. Infine, di Miriam, unico suo grande vero amore, per la quale sono scritte le più tenere e commuoventi parole che abbia mai sentito da un acidissimo vecchietto.
Racconta dei suoi tre figli, di suo padre, della sua passione per l’hokey, dei suoi terribili scherzi, dei suoi vizi e dei suoi processi.
In questa (auto) biografia assolutamente scorretta, si fanno strada pagine esilaranti, nutrite di cattiveria davvero unica. L’egocentrismo smisurato di Barney prevale su tutto e le sue descrizioni sono sempre più acide, intolleranti, rissose e incredibilmente divertenti. Non si dimenticheranno facilmente personaggi come il padre di Barney o la seconda signora Panofsky.
Vi sono tre principali difetti in questo libro.
Per poter godere della genialità di Richler è necessario superare le prime cento pagine, costellate di ricordi, personaggi, luoghi e tempi centrifugati insieme senza alcun ordine, passate le quali la storia si avvia per una corretta sequenza e cronologia degli eventi. Naturalmente, tutto ciò ha una spiegazione, ma è necessario prestare una particolare attenzione alla rapsodia di quanto scritto per evitare di rileggere il libro una seconda volta.
Una (mia) difficoltà è sicuramente calarsi nella realtà, storia, politica e cultura ebraico-franco-anglo-canadese in cui la storia è narrata, e che l'autore spesso da per scontato.









