Le ragazze di Kabul
Letteratura straniera
Editore
Roberta Gately, infermiera, operatrice umanitaria e scrittrice, ha preso parte a diversi progetti umanitari nel Terzo Mondo, dall’Africa all’Afghanistan. Ha scritto per il «Journal of Emergency Nursing» e per «BBC World News Online». È impegnata attivamente nella promozione di iniziative a favore dei profughi e degli emarginati.
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Opinioni inserite: 7
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Parween, una vera shaheed
Sarebbe stato meglio mantenere o tradurre alla lettera il titolo originale del romanzo: “Lipstick in Afghanistan”. “Le ragazze di Kabul” non mi sembra adatto per questo romanzo nato da un’esperienza reale, vissuta non a Kabul ma a Bamiyan, un villaggio del centro dell’Afghanistan. Bamiyan appartiene all’etnia hazara, che per la sua fierezza è odiata e perseguitata con particolare ferocia dai talebani.
La storia è davvero interessante, ma la narrazione non si dimostra sempre all’altezza: diventa esigua nel raccontare l’amore, goffa nel delineare la storia e il carattere dei personaggi.
Il rossetto che unisce le protagoniste principali, invece, mi sembra un simbolo azzeccato, molto efficace: rappresenta la femminilità che alcune ideologie vorrebbero uccidere o nascondere, la frivolezza che diventa rivalsa su un destino difficile.
I talebani del romanzo si comportano da bestie: distruggono e uccidono senza motivo, violentano e rubano con passione, trasgrediscono gli stessi comandamenti che impongono ai popoli che tiranneggiano. Posso capire il punto di vista delle protagoniste: non nutro nessuna simpatia nei confronti dei talibani, ma la bestialità degli uomini include sempre cause da spiegare, eccezioni da non sottovalutare.
Molto vivace e coinvolgente anche la descrizione delle tradizioni e dei costumi hazari, delle leggende di questo popolo e delle condizioni di vita dei volontari che lo conoscono da vicino.
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Il coraggio delle donne
Ti trasporta in un mondo che non dovrebbe esistere...Tutto è dispiaceri e fatiche,solo la forza,la complicità,il vero amore che c'è nel cuore di ogni donna illumina un popolo devastato dagli orrori della guerra
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Opinione inserita da Pamela C. 04 Luglio, 2012
Ultimo aggiornamento: 04 Luglio, 2012
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VERO E INTERESSANTE
Un libro che parla della vita reale è sempre un gran libro e questo lo è stato.
Questo libro riesce a catturarti e a proiettarti nella storia. Cerchi d'immaginarti i personaggi, il paese e quello che la gente sta vivendo in quel momento e vorresti essere lì per poter cambiare alcune cose.
Complimenti alla scrittrice che ha saputo rendere il racconto piacevole e non pesante, a mio parere.
Un libro che consiglio vivamente.
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semplice e vero
solo questo libro è stato in grado di farmi piangere.. piangere per la tristezza, per la verità, per le situazioni che tocca, riesce a farti entrare nella storia a farti immedesimare nelle protagoniste, ti fa capire come 2 mondi così diversi hanno solo culture diverse ma le persone sono tutte uguali.
un libro di faciel elttura, che ti fa mancare il fiato, non vorresti mai finire di leggerlo..ti lascia con l'amaro e con la voglia di fare qualcosa in più
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Un libro molto bello che dovrebbe essere letto sic
Avete mai pianto leggendo un libro? bhè questo libro è emozionante a tal punto da farvi piangere inconsapevolmente. la scrittrice riesce a farti innamorare di Elsa e Parween, riusciendo a farci immedesimare benissimo in loro. libro letto in pochissimo tempo, scorre molto veloce e non annoia mai.
A differenza di alcuni libri di questo genere non ci si sofferma ne annoia troppo sulla descrizione dei paesaggi. Un libro che consilio di leggere assolutamente perchè ora che l'ho finito mi manca la storia, mi manca parween , ma mancono Elsa e Mike...
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Un futuro migliore!
Voglio iniziare dicendo che questo è un libro speciale, è stato il primo che ha fatto scivolare calde lacrime sulle mie guancie.
Le protagoniste dominanti del racconto sono due ragazze, Elsa e Parween, che appartengono a due culture completamente diverse eppure i loro destini si incroceranno e capiranno di avere entrambe gli stessi obiettivi.
Elsa, Americana, ha ventidue anni quando decide di diventare volontaria e viene mandata a Bamiyan, il suo passato difficile fatto di povertà, una nipotina con gravi ritardi e l’attacco alle Twin Towers influenzano questa scelta, perché vuole un futuro migliore non solo per lei, ma anche per le persone meno fortunate che sono vittime di una guerra che non hanno voluto loro.
Parween è una ragazza Afghana dal carattere forte e ribelle, la guerra le ha portato via tutto ciò che le era caro e ora cerca la vendetta. Ha perso molte persone lungo il suo cammino, ma tutte queste perdite le hanno fatto acquistare una determinazione che solo poche donne Afghane possiedono.
Questo libro parla di coraggio, di determinazione, voglia di cambiare e di amore! Parla di chi aiuta il prossimo senza ricevere nulla in cambio e di chi invece lotta per il proprio paese, per i propri figli e per un futuro migliore, è riuscito a dimostrarmi che non importa se vesti il burqa, un velo o qualsiasi altra cosa perché l’importante è ciò che sei.
Le emozioni che trasmette sono davvero intense in ogni punto del racconto e la fine è sconvolgente, una scena cruda che sembra non terminare mai, una scena in cui metti in dubbio ogni singola cosa ed è di un’angoscia e di una tristezza senza limiti, ti rendi conto che non si è mai al sicuro, basta un piccolo errore e tutto potrebbe finire anche se volevi fare una buona azione.
Leggendolo ho capito quanto sia diversa e difficile la vita negli altri paesi, e quanto poco sia l’interessamento da parte nostra per questi argomenti, ci vorrebbe anche solo un attimo di riflessione per capire che non esistiamo solo noi e che là fuori ci sono persone che hanno bisogno di un aiuto piccolo o grande che esso sia!
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mille splendidi soli
Il cacciatore di acquiloni
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IL CORAGGIO...
Le ragazze di Kabul è un romanzo d'amore e di odio, di gioia e di sofferenza, di pace e di guerra.
Un libro che a mio parere tutti dovrebbero leggere, perchè insegna l'amicizia disinteressata, spiega cosa significa mettersi a disposizione di chi ha bisogno, senza chiedere nulla in cambio. Spiega la comunione di persone unite dallo stesso coraggio, e da quello che diventa stesso dolore.
Racconta la rabbia e l'umiliazione, e il desiderio di combatterle!
Parla del coraggio per cercare di costruire un mondo migliore.
Un libro che mi ha appassionata, che avrei voluto non avesse una fine.
Mi ha colpita molto la sua crudezza, ma nonostante tutto mi ha parlato di amore. Amore per la gente, amore per gli amici e...per i nemici. Amore per i figli, per cercare di dare loro un futuro migliore..
Un libro che mi ha fatto capire quanto poco importante è vestire un burka o meno, perchè importante è quello che c'è sotto : il coraggio e la dignità.
Mi ha insegnato la tolleranza per quelli che sono usi e costumi tanto diversi dai miei.
Lo consiglio, ripeto, a tutti. E nonostante il titolo, che può ingannare , lo consiglio anche agli uomini. E' un libro che ci avvicina a chi si trova in guerra e la guerra non la vuole.









