Leggere Lolita a Teheran Leggere Lolita a Teheran

Leggere Lolita a Teheran

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La presentazione e le recensioni di Leggere Lolita a Teheran, opera di Azar Nafisi edita da Adelphi. Leggere Lolita a Teheran ci offre uno spaccato di storia dell'Iran raccontato da chi quella storia l'ha vissuta in prima persona ma è anche e forse soprattutto l'appassionante racconto di un seminario semiclandestino in cui per due anni sette giovani donne e la loro insegnante si concedono il lusso "nello spazio magico del [suo] salotto" di togliersi veli e chador che non per libera scelta ma per imposizione indossano e, tra caffè e pasticcini, storie private e critica letteraria, discutendo di Nabokov, Fitzgerald, Jane Austen ed Henry James, mettono a confronto finzione e realtà, fiaba e storia, sogno e concretezza del quotidiano.

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Leggere Lolita a Teheran 2011-09-11 14:35:57 eleonora.
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eleonora. Opinione inserita da eleonora.    11 Settembre, 2011
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inno alla letteratura

Non è facile leggere Lolita a Teheran e pensare di leggere semplicemente un romanzo.
Anche se a volte capita di leggere di una realtà talmente lontana dalla nostra, che ci illudiamo, mentre scorriamo le parole del libro, che sia un racconto ben strutturato dell’autore e niente più……
Invece no, la realtà è tangibile, lontana, ma vera, contemporanea e non passata.
Nafasi Azar racconta di se della sua esperienza di vita e soprattutto di insegnante e di come attraverso l’amore per la letteratura è riuscita a creare per se e alcune sue studentesse, “un’alternativa”, uno sfogo, un rifugio, dalla repubblica islamica, insediatasi nel 1979.
Nel 1995 , abbandonato il suo incarico universitario, Azar organizza, a casa sua, un seminario di letteratura , mettendo insieme alcune sue studentesse e trattando con loro diversi testi, da Lolita ad Orgoglio e pregiudizio, donne che attraverso la passione per i libri vogliono ritrovarsi , vogliono sfuggire per un attimo alla realtà, togliersi il velo e con esso riacquistare forma, espressione IDENTITA’.
Vengono messe a confronto due realtà quella del laboratorio dove le donne che partecipano si sentono sicure, protette e dove ognuna traccia un profilo di se, e la realtà della vita al di fuori, a Teheran dove le umiliazioni e la brutalità della quotidianità diventano la “normalità”.
“ il peggior crimine di un regime totalitario è costringere i cittadini, incluse le vittime, a diventare suoi complici”.
Le vicissitudine che narra la scrittrice, saltando nello spazio temporale, sono sempre raccontate con grande dignità, nonostante emergano i dolori delle sue studentesse e quello della sua generazione che ha visto perdere la libertà.
L’utilizzo di alcuni libri per analizzare la loro condizione sociale è l'aspetto più interessante, forse (almeno per me) non sempre facile da cogliere, ma fondamentale per sottolineare l'importanza e la forza che la lettura ha, e di come il libro, che per noi è un elemento che possiamo reperire come quando e dove vogliamo, possa essere prezioso e pericoloso in altre parti del mondo.

“Vivere nella Repubblica islamica dell’Iran è come fare sesso con un uomo che ti disgusta”

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