Musica
Editore
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 5
In medio stat virtus
Scrivere, o meglio, accozzare pensieri “psicanalitici” tra loro, non fa di sicuro “Musica” un libro di "media-psicanalisi" come questo libro vuole essere. A meno che non si parli di psicanalisi spicciola, e su quello ci siamo, bisogna esser sinceri. Questa storia manca di fondamenta, manca di sostanza, manca... manca di tutto. E' sottile quanto un capello, è insipida quanto un bicchiere di acqua, è magra quanto una barbie. Mi chiedo dove sia stato lasciato tutto il contenuto del libro. Il Vero contenuto. Il rischio di voler parlare di psicanalisi è proprio quello: ovvero di cadere nella banalità e nella superficialità, che con “Musica” ho riscontrato numerose volte. Pensieri, anche malvagiamente scritti, sono stati messi insieme come un puzzle i cui pezzetti sono stati mescolati con diversi disegni. Non può che uscirne un mélange di cattivo, pessimo gusto.
E' una commedia.. una farsa... e ci si trova di fronte ad uno psichiatra che si muove senza cognizione di causa, e di sicuro un medico che risolve i suoi casi principalmente per soffio di fortuna; quello stesso psichiatra la cui personalità è difficile delineare: “Ci è, o ci fa?”
Reiko, costretta ad indossare panni scomodi.. un caso che suscita riso e disapprovazione soprattutto quando ci si trova davanti ad un finale estremamente affrettato e senza spessore.
Personaggi secondari che non mi hanno lasciato assolutamente nulla, esattamente quanto i protagonisti.
Da un libro tanto positivamente pubblicizzato mi aspettavo di sicuro molto meglio.
Ma c'è da dire che, essendo i giapponesi semplici e diretti, forse, con questo libro, si è voluta creare un'atmosfera pacata e.. come dire, neutrale.
Ma si sa, la troppa semplicità, come lo sfarzo estremo, storpia.
Indicazioni utili
Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre, 2011
Top 500 Opinionisti - Guarda tutte le mie opinioni
E visse infelice e scontento
Indiscussa protagonista la terapia psicoanaltica. E figuriamoci lo scenario storico culturale di quegli anni: quanti libri nascono sull’onda freudiana,…persino in Giappone.
Il dottor Kazunori non brilla per acume, si sa, e la bella Reiko ha un problema non da poco, almeno per me: è frigida, completamente anorgasmica, non sente alcuno tipo di “musica”.
Porca paletta, verrebbe da dire: bella storia! Questa qui non sente nulla, proprio nulla di nulla: puoi farci quello che ne hai voglia ma lei non dirà mai “ Ahhh …!”
Poevro Mishima, quello “vero”, costretto all’eterno conflitto col padre; costretto ad un alias solo per nascondersi alla critica paterna . E come in tutte le psicoanalisi che si rispettino, anche la vita di Yukio mantiene gli archetipi classici: nelle sue vicissitudini letterarie fu appoggiato solo …dalla madre. Pensa te!
Per non parlare poi delle atroci e terribili difficoltà affrontate in famiglia per la propria dichiarata omosessualità. E, nonostante io rispetti ogni orientamento sessuale, credo di comprendere il disagio paterno inserito fino al collo nella società nipponica, rigida e piena di clichè.
Ecco allora la strenua difesa terapeutica del proprio dolore in ogni suo scritto, esattamente come - a mio avviso - la terapia del dottor Kazunori lo è per la Reiko di turno.
Reiko non può raggiungere l'orgasmo, così come Mishima non deve mostrarsi al mondo per come è. Ci pare poco?
D'altra parte "Confessioni di una maschera" docet.
Un particolare d’effetto e rispettoso della tradizione giapponese – però - determima l’epilogo della protagonista e dello scrittore: Reiko si riprenderà orgasmo e vita sessuale, - Viva Dio - mentre Yukio Mishima , in diretta, durante una trasmissione in TV, si toglierà la vita.
Requiescat in pace.
Finalmente, direi!
Indicazioni utili
delicata metafora
Nello studio del dottor Shiomi,cinico psicanalista, si presenta la bella ed eterea Reiko,dicendo che non riesce a sentire la musica...una delicata metafora per far capire al medico che la giovane non prova piacere insieme al compagno che dice di amare. Da qui si dipana una storia intricata e a tratti torbida,ma mai volgare ,durante la quale il Dottor Shiomi si trova suo malgrado affascinato dalla paziente, e a tratti coinvolto più di quanto lo stesso possa confessare a sé stesso. Scopriamo pian piano che la bella Reiko nasconde dietro allo scudo della frigidità dei traumi e dei segreti che l'hanno segnata a vita,e il dottor Shiomi con grande fatica sonderà la mente contorta della ragazza fino alla risoluzione del caso,che nonostante la difficoltà avrà un buon esito.
La narrazione in prima persona dei fatti da parte del Dottor Shiomi fa apparire la storia più che verosimile, e infatti mi son chiesta durante la lettura se Mishima abbia attinto a fonti reali.
In ogni caso è una lettura piuttosto interessante anche se non semplicissima, in particolare per il tema affrontato, che fin'ora non ho mai ritenuto comprensibile da parte di un uomo che non sia medico. La complessità del desiderio e del piacere femminile viene affrontata in questa sfaccettatura con acume,e sinceramente vedere ambientata la storia nel Giappone degli anni 60-70,dove l'influenza dell'Occidente e delle nuove teorie psicanalitiche si fa largo,dà al lettore l'immagine di una cultura allo stesso tempo legata alle tradizioni ma proiettata versoil futuro.
Indicazioni utili
musica
Intricati e torbidi problemi legati alla sessualità vengono in questo veloce romanzo affrontati con la delicatezza che contraddistingue la scrittura orientale. Lo psicoanalista di Reiko, giovane e bellissima donna che "non sente la musica", ci racconta la sua indagine, talvolta poco professionale e condizionata, per arrivare alla verità e guarire la sua paziente. Mai scadendo nella volgarità nonostante i temi trattati, lo stile di Mishima è sempre fresco, immediato nonostante i frequenti tecnicismi, pulito e mai contorto anche quando ci spiega i meccanismi folli e le bieche strategie difensive della mente umana.
Indicazioni utili
Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio, 2012
Top 50 Opinionisti - Guarda tutte le mie opinioni
sentire la "musica"....
Reiko,una giovane donna dalla bellezza impenetrabile e delicata non riesce a "sentire la musica"(la musica metaforicamente rappresenta l'orgasmo) per questo motivo si reca dallo psicoanalista Shiomi Kazunori,il quale,catturato dal caso ed insieme affascinato dalla bellezza misteriosa della donna si lascia completamente coinvolgere da tutta la vicenda...Reiko ha un compagno,Ryuichi,un giovane dal bellissimo aspetto,dal corpo perfetto e atletico,pur amandolo molto con lui Reiko non riesce a sentire "la musca,si scopre man mano che la giovane donna riesce ad eccitarsi solo in strane situazioni...ma il suo isterismo, che, inizialmente la porta a raccontare una bugia dietro l'altra creano una grande confusione nella mente del dottor Shiomi...quando finalmente la giovane riesce a tornare in analisi e a confessare la realta',una realta' sconvolgente...ma pur essendo cosi "impura" la protagonista,nella sua mente,riesce a trasformarla in una sorta di rituale mistico,qualcosa di simile al sacro...ma solo grazie alla sua confessione, Shiomi, scopre che proprio nelle bugie che la paziente raccontava era nascosta la "chiave" della verita', insieme all'assistente Akemi e Ryuichi saranno in grado di aiutarla accompagnandola verso un viaggio che la fara' incontrare con la persona che rappresenta il fulcro stesso del suo segreto...la persona con la quale ha condiviso tutto cio' che ha dato via alla sua strana e contorta esistenza sessuale e sentimentale...una psicologia profonda e scioccante che non sfiora mai l'oscenita', anzi..la capovolge trasformandola,nella mente della protagonista e nel lettore stesso, in una forma di "sacralita'"...,scrittura audace e diretta,Yushio Mishima narra questa particolare storia con uno stile che,a tratti,si avvicina a un racconto del mistero.









