Nel caffè della gioventù perduta Nel caffè della gioventù perduta

Nel caffè della gioventù perduta

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La trama e le recensioni di Nel caffè della gioventù perduta, romanzo di Patrick Modiano edito da Einaudi. Parigi, Quartiere Latino. Nei pressi dell'Odéon c'era un tempo Le Condé, un piccolo caffè dove ogni sera erano soliti ritrovarsi per caso, per noia o per abitudine, giovani studenti, aspiranti scrittori e misteriosi avventori accomunati dal sospetto di un passato indicibile o dallo stesso sghembo destino. Ogni giorno uno di loro annotava su un quaderno i nomi e i soprannomi di tutti quelli che passavano di lì, scrivendo a fianco anche la data, l'ora e il tempo che ciascuno restava nel locale. Non c'è una ragione vera e propria, o tanto meno un desiderio di controllo, in questa registrazione puntuale, quanto piuttosto l'ineluttabile necessità di trovare dei punti fermi nella vita. Eppure ciò che resta, alla fine, sono tracce di vita inutili e insoddisfacenti nella loro esatta maniacalità. Le Condé è una calamita che attrae tutti quelli che passano nelle sue vicinanze, o meglio è un luogo di confine, una frontiera, una pausa nella città, un porto che accoglie chi sta andando alla deriva e che decide, per un'ultima volta e per un tempo determinato, di ancorarvisi. Al centro di tutto c'è una ragazza misteriosa, chiamata (o meglio ribattezzata) Louki dagli altri avventori del locale. Louki è una di quelle donne che non appena entrano in una stanza e si siedono in un angolo catturano subito lo sguardo e l'attenzione di tutti. Una di quelle comparse che, in un film, catturano la luce prima e meglio degli stessi protagonisti. L'intero romanzo ruota intorno a lei, e pagina dopo pagina cerca di trovarla, definirla, identificarla. Per quattro volte si indaga la sua vita e quattro sono le voci che raccontano la sua storia. Alcuni degli uomini che parlano di lei semplicemente la cercano, altri la amano: per tutti la giovane incarna una stagione della vita e un desiderio irraggiungibile. Louki, come quelli che la affiancano nel suo vagabondare in una Parigi ipnotica ed enigmatica, è uno straordinario personaggio senza radici che vive momento per momento, inventandosi diverse identità, rinascendo continuamente e fuggendo (fino alle più estreme conseguenze) per inseguire un presente perpetuo o, meglio, un Eterno Ritorno.

Patrick Modiano, nato nel 1945 a Boulogne-Billancourt, è uno dei più importanti narratori francesi contemporanei. Con Rue des boutiques obscures, nel 1978 ha vinto il Goncourt. Autore di numerosi romanzi e racconti, tra cui, tradotti in italiano, Dora Bruder (Guanda), Sconosciute, Bijou , Un pedigree (Einaudi) e Nel caffè della gioventù perduta (Einaudi).

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Nel caffè della gioventù perduta 2011-04-27 15:28:06 Domenico
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Opinione inserita da Domenico    27 Aprile, 2011

Bella costruzione ma poco evoluta

Abbiamo letto “ Nel caffè della gioventù perduta “ scritto da Patrick Modiano.
Finalmente un romanzo originale, senza tempo e senza punti fermi ( è raccontato da tre persone differenti, in tempi differenti e sfuggenti ) dalla prosa semplice e imprevedibile; dallo psicologismo solido ed essenziale, privo di dettagli che appesantiscono la storia e di barocchismi inutili come ci siamo abituati dagli anni della fine dl romanzo ( per certi versi ci ricorda cinematograficamente l’ultimo Antonioni, quello di “ Al di là delle nuvole “, ma c’è anche la malattia dei sentimenti tipico dell’Antonioni prima maniera, e letterariamente anche di Cesare Pavese ). Non è tuttavia nemmeno un capolavoro, l’idea della storia è forte ed enigmatica, la struttura spiazzante e intrigante ma Modiano non sembra riuscire a mantenere quello che si era prefisso e a volte cade in un certo romanticismo esistenziale. Potremmo dire che i protagonisti sono delle isole nella corrente che si possono vedere ma non toccare veramente, isole circondate dalla nebbia dei sentimenti e dai trascorsi duri e infantilmente devastati. Uomini e donne soli che vivono come possono, così estranei al mondo da preferire risiedere in albergo o in case spoglie; ossessionati chi dalla teoria nietzsciana dell’eterno ritorno chi dall’ossessione di dimenticare visi e fatti - che una volta segnati su un’agendina diventano spesso dati senza colore ed emozione – chi dal bisogno di vivere in zone neutre per vivere al confine di tutto, chi, invece, pur cercando verità attraverso il lavoro di investigatore preferisce non terminare quello che può, chi fugge dalle angosce dell’infanzia e dai sentimenti più profondi che non potrà allontanare; e ancora giovani studenti che non sanno essere studenti, giovani scrittori che forse lo diventeranno e un’umanità di persone che si incontrano tutte le sere al caffè Condé o a La Pergola, dalle parti del carrefour dell’Odeon: in piena zona San Germain, in piena zona Cave esistenziali. E infatti, non notati, i nostri protagonisti potrebbero sfiorare Sartre o la Greco o la Yourcenar.
La storia, scritta con elisioni che rasentano la svagatezza, ma con una puntigliosità quasi maniacale di strade, luoghi e indirizzi, è soprattutto quella di Jacqueline detta anche Louki nella sua vita parallela, una giovane donna di poco più di vent’anni, dall’esistenza misteriosa e davvero se stessa nell’indefinitezza dell’essere e quando vive in quel momento della fuga in cui chi ha lasciato non sa dove si trova e chi l’incontra non sa nulla di lei ( per l’appunto quando si vive nelle zone neutre, semmai in penombra ). La breve vita di Louki è raccontata in quattro blocchi, da quattro “ voci narranti “, da un suo amante ( da giovane e poi da uomo adulto, stanco e sconfitto dai ricordi perduti ), da un investigatore privato, da lei stessa e in minima parte e trasversalmente dal giovane marito che la perde senza sapere perché e per come. Ma il racconto degli uomini è più un’elaborazione del proprio punto di vista che non di un ricordo oggettivo ( tasselli che servono anche se non razionalmente a ricostruire la vita di Louki – con delle implicazioni da noir ), tutti in qualche modo sono innamorati di lei ma nessuno l’ha mai ‘ avuta ‘ veramente per sé. E tutto ciò che succede gravita in un modo o nell’altro con il caffè Condè e si muove in un luogo concentrato ma anche lontano che si estende tra le due rive della Senna come se fossero luoghi a sè stanti; tra San-Germain-des-Pres, Le Luxembourg da un lato e Place Blanche e Place Des Abbesses dall’altro.

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