Ogni cosa è illuminata Ogni cosa è illuminata

Ogni cosa è illuminata

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La trama e le recensioni di Ogni cosa è illuminata, romanzo di Jonathan Safran Foer edito da Guanda. Con una vecchia fotografia in mano, un giovane studente ebreo americano intraprende un viaggio in Ucraina alla ricerca della donna che (forse) ha salvato suo nonno dai nazisti. Ad accompagnarlo sono il coetaneo Alex, della locale agenzia "Viaggi Tradizione", suo nonno - affetto da una cecità psicosomatica ma sempre al volante della loro auto - e un cane puzzolente. Il racconto esilarante, ma a tratti anche straziato, del loro itinerario si alterna a una vera e propria saga ebraica, che ripercorre la storia favolosa di un villaggio ucraino dal Settecento fino alla distruzione avvenuta a opera dei nazisti. Un viaggio immaginoso aggrappato ai fili della memoria, fili impregnati di vita vera, storie d'amore, vicende tragiche e farsesche. Un modo tutto nuovo di rileggere il passato per illuminare il nostro presente.

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Ogni cosa è illuminata 2012-02-08 21:36:41 Dadda
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Dadda Opinione inserita da Dadda    08 Febbraio, 2012
Ultimo aggiornamento: 09 Febbraio, 2012
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..anche se si illumina solo verso la fine

Questo non è un libro. Sono 2 libri. A mio avviso, sembra che l'autore sia diventato scrittore in corso d'opera. Il primo "romanzo di formazione" per l'autore e non per il protagonista. La prima metà è clamorosamente lenta, la narrazione frammentaria, e si: alcune parti portano al sorriso, ma niente di più. Alex, con i suoi "disagi" linguistici (non ho ovviamente letto il libro in lingua originale, ma credo di poter fare ugualmente i complimenti al traduttore) inizialmente diverte, ma poi, andando avanti, l'uso improprio dei termini rende la lettura una fatica anziché un piacere. Le storie appaiano abbozzate, mal definite.
Poi arriva la seconda metà del libro, ed ogni cosa s'illumina.
La scrittura diviene finalmente fluida. Tutto il libro è cosparso di passaggi intrisi di realismo magico, ma mentre quelli della prima parte sembrano forzati, poco in sintonia con il resto del racconto, nella seconda parte tutto trova una propria collocazione. Un libro che all'improvviso rapisce davvero.

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Ogni cosa è illuminata 2010-01-31 13:33:01 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    31 Gennaio, 2010
Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio, 2010
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Non facile ma originale

Un giovane ebreo americano si reca in Ucraina per cercare la donna che tanti anni pima ha salvato il nonno dai nazisti.
Nella sua ricerca è "armato" solo da una vecchia fotografia sul cui retro è scarabocchiato un nome Augustine, si fa aiutare da una strampalata agenzia turistica locale (Viaggi tradizione) , il giovane Alex , suo coetaneo farà da interpreste ed il nonno di Alex da autista, la "mascotte" è il puzzolente cane del nonno .
La storia si svolge su vari livelli: da una parte la ricerca dell'improvvisato terzetto che ci viene raccontata al presente ma in realtà si è già svolta alcuni mesi prima, il presente sono le lettere che i due ragazzi si scambiano da un continente all'altro.
Questo rapporto epistolare diventa uno scambio di ricordi e di sogni: l'ebreo americano fa leggere al coetaneo la storia del villaggio ucraino in cui è nato il nonno (ricostruita parzialmente grazie alle testimonianze raccolte durante la sua ricerca in Ucraina) come una grande saga familiare dal 1700 fino alla seconda guerra mondiale, quando i nazisti radono al suolo il villaggio.
Le lettere di risposta di Alex sono le sue considerazioni sulla storia, quasi si trattasse di un recensore , e il racconto dei suoi sogni (andare in America) e della vita in famiglia ma non solo.
Tutto lo scambio di lettere è incentrato sul difficile rapporto che si ha con il proprio passato , sul peso di ciò che si è fatto o non si è fatto, su quello che si cerca scavando nel proprio passato e su quello che invece si trova; quasi che a volte il ricordo tramandato per generazioni o l'immagine che si ha di una persona possano sgretolarsi di fronte all'uragano della scoperta.
Bellissima una frase del giovane Alex : " ...non gli ho dato la moneta per andare a cercarla non perchè penso che non l'avrebbe trovata, al contrario, l'avrebbe trovata , avrebbe visto chi è lei veramente e questo lo avrebbe fatto morire...".
Il tutto condito da una notevole dose di amara ironia, il linguaggio del personaggio di Alex per esempio, che si esprime come farebbe un ucraino che sta appena imparando l'inglese (complimenti al bravissimo traduttore tra l'altro...)regalandoci alcune "perle" lessicali.
In sostanza: un libro che a dispetto del tono scanzonato non è facile e va letto a poco a poco per non perdere qualche importante sfumatura.

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Ogni cosa è illuminata 2009-09-18 16:13:02 fabiomic75
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fabiomic75 Opinione inserita da fabiomic75    18 Settembre, 2009
Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 2009
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Genio e sregolatezza.

Un genio. Non ho altro vocabolo per definire Jonathan Safran Foer. La sua originalità già riscontrata in "Molto forte, incredibilmente vicino" non ha eguali. Ammetto che forse mi è piaciuto maggiormente l'altro romanzo, il suo secondo in ordine cronologico, ma anche questa sua opera prima mi è piaciuta molto. La parte iniziale è divertente per i problemi di traduzione con cui uno dei protagonisti è alle prese e che rendono il romanzo molto piacevole. La parte centrale della storia vive forse una fase di stanca ma da metà in poi la storia acquista spessore fino ad una parte finale che non ti aspetti, emozionante e commovente. La trama verte sul tentativo del protagonista (Foer stesso) di rintracciare in Ucraina la donna che decenni prima salvò il nonno ebreo da morte certa ad opera dei nazisti, per farlo si avvale dell'aiuto di Alex e del nonno, due personaggi "strani" ma particolarmente belli. Assolutamente consigliato.

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